N° 98 del 15 Marzo 2004 - pagina n°
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15 Marzo 2004
Una pagina di storia
Carlo Avegno, un eroe per sempre
Il decreto legge del 12 ottobre del 1944, nel motivare la medaglia d’oro a Carlo Avegno, recita: « Ufficiale superiore di non comune valore, in guerra e in pace aveva sempre sollecitato l’onere degli incarichi più rischiosi e di maggiore responsabilità … In occasione di un tentativo di occupazione di una base navale da parte delle truppe tedesche organizzava con … slancio … i reparti disponibili per respingere l’avversario …» Era l’otto settembre del 1943 quando venne firmato l’Armistizio e, di conseguenza, i tedeschi che si stavano spostando verso la Corsica, decidevano di rimanere in Sardegna e di occupare La Maddalena che confermava il suo grande valore strategico. Salvatore Sanna, in La Maddalena 1943, La piazzaforte di latta, spiega l’atteggiamento tedesco in relazione alla progressiva importanza militare che l’isola andava riconquistando; il suo estuario divenne sede degli incrociatori pesanti, Gorizia e Trieste; inoltre, dopo l’agosto del ’43, furono istituiti la Base Navale e il Comando Militare Marittimo Locale. La prima tappa dell’occupazione tedesca, fu il Comando Marina, poi passarono a Guardia Vecchia e, infine giù, verso il Circolo, dove si trovava l’ammiraglio Brivonesi che venne tenuto sotto sequestro con alcuni ufficiali. I carabinieri erano rimasti nella caserma situata nell’antico Palazzo Azara. Nei giorni successivi, la situazione divenne sempre più grave e il 13 settembre, i tedeschi tentarono di impadronirsi di una motozattera, scatenando la reazione dei nostri militari e dei carabinieri capitanati da Emilio Marras. E’ in questa azione che trova la morte Carlo Avegno che fu seguito, nella sorte, oltre che da alcuni carabinieri, tra cui Cotza, che si sacrificò per sostenerlo mentre era ferito, da otto marinai e dal sottotenente di fanteria, Riccardo Veronesi. Avegno, eroe morto lontano dalla sua casa, non era infatti maddalenino, fu una delle anime coraggiose e disinteressate che agì nell’interesse della Patria; uomini così sono difficili da trovare, ma non rari. A sessant’anni da quell’avve-nimento, che per noi è caro, visto che l’isola ne fu teatro, il 16 novembre del 2003, a Nassiriya,
altri carabinieri, a difesa di un’altra patria ma con i sentimenti della
nostra Italia, sono morti in nome della pace, deprecando il sopruso e la morte
dei diritti civili.
Alessandra Deleuchi
15 Marzo 2004
Oasi Serena, ultimi decisivi sforzi

L'Oasi Serena
L’Associazione ‘Oasi Serena Maria Immacolata’, legalmente costituita il 13 febbraio 2001, della quale è presidente don Domenico Degortes e vice presidente Mario Terrazzoni, sta lavorando alacremente perché la grande struttura caritatevole ed assistenziale realizzata da don Giuseppe Riva possa finalmente riaprire i battenti ed ospitare le molte persone bisognose ed anziane che da tempo attendono. In circa tre anni, per gli indispensabili lavori di ristrutturazione e di adeguamento, sono stati spesi oltre 350.000 euro (circa 700 milioni di lire), raccolti attraverso fondi della Parrocchia di Moneta, la vendita di un immobile di proprietà della stessa Parrocchia, contributi della Diocesi di Tempio, offerte di privati, prestiti della Parrocchia di S. Maria Maddalena, decine di iniziative di beneficenza organizzate dall’Associazione o dalla Caritas. Tutte le stanze, con bagno, sono ormai state completate ed arredate, così come i locali comuni e la cucina, attrezzatissima per far fronte alle esigenze della comunità che lì vivrà. È stata rimessa a nuovo la facciata esterna, riparato il tetto, sistemati gli impianti idrici, igienici, elettrici e di riscaldamento. Recentemente sono state piazzate le porte tagliafuoco mancanti (costosissime) ed una ditta specializzata ha installato l’ascensore, indispensabile per legge, per la riapertura della struttura. Tutto ciò però non è sufficiente per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte dei Vigili del Fuoco e della Regione Sardegna. Occorrono ancora fondi e lavori da eseguire. Un decisivo passo in avanti si potrebbe fare se il Comune di La Maddalena pagasse il debito che ha nei confronti dell’Oasi, risalente al 1996 (quando era ancora vivo don Giuseppe Riva), ammontante a decine di migliaia di euro. Da oltre un anno tale debito è stato posto tra i ‘debiti fuori bilancio’ ma, nonostante le assicurazioni del sindaco Rosanna Giudice, del presidente del Consiglio Comunale Antonio Satta e recentemente del consigliere delegato ai Servizi Socio-Assitenziali Marco Avolio, non è ancora stato portato all’atten-zione del Consiglio Comunale.
15 Marzo 2004
Questa che vedete non è una foto d’altri tempi del porto di La Maddalena ma è un bellissimo veliero di legno, un due alberi, ormeggiato nelle nostre banchine dalla fine di febbraio. È il ‘Cassiopeia’ di Kingstown. Qualche giorno fa ha lasciato il porto di La Maddalena per quello di Porto Cervo, dove nel corso della stagione turistica sarà utilizzato per indimenticabili crociere.
15 Marzo 2004
Segni di carità per la Quaresima 2004
Per questa Quaresima la nostra Comunità parrocchiale si è voluta dare due segni di carità, che scaturiscono dal bisogno che abbiamo noi tutti di educarci ad un’attenzione verso i poveri non “una tantum”, ma vissuto quotidiano, e dall’impegno a far sì che l’antica pratica del digiuno porti, sempre e comunque, alla carità evangelica e alla solidarietà sociale. Il primo segno, tutti i venerdì, consiste nel versare dentro una cassetta (posta all’inizio del corridoio centrale della parrocchiale) una offerta in denaro, che dovrebbe corrispondere a quanto non speso grazie al digiuno. Si può quantificare questa offerta in una somma di euro 5. Il secondo segno, tutte le domeniche, consiste sempre in una offerta, ma questa volta non più in denaro, ma in viveri da depositare entro un cesto che si trova vicino all’antico altare di S. Giorgio. Questi due segni sono destinati ad aiutare quanti si trovano in situazioni di povertà, disagio, emarginazione, nella nostra Isola. Il tutto è affidato alla Caritas parrocchiale, che conosce e cura le vecchie e nuove povertà. Si pubblicherà un resoconto di quanto verrà offerto.
Donsi