N° 99 del 1 Aprile 2004 - pagina n°
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1 Aprile 2004
Turismo: ci sarà flessione?

Sarà per il caro-euro, sarà per il maltempo, sarà per la paura del nucleare, fatto sta che a La Maddalena, in confronto allo stesso periodo del 2003, al momento, si registra una flessione del numero delle prenotazioni per la prossima estate. “Rispetto allo scorso anno – dichiara il dottor Franco Malu, direttore dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo La Maddalena-Palau – sono diminuite le telefonate con richieste di informazioni. Attribuire il fenomeno solo alla paura del nucleare mi sembra un po’ azzardato, anche se ho notizia che, per questo problema, qualche disdetta sia pervenuta”. E cita il caso di un residence di La Maddalena “che nei giorni di Natale ha ricevuto 6 o 7 disdette, una delle quali accompagnata da alcune fotocopie di articoli di giornali nazionali che riportavano notizie sulla radioattività”. L’Azienda di Soggiorno, in data 27 gennaio, aveva inviato a più enti, tra i quali la Prefettura di Sassari, una lettera nella quale si chiedevano i chiarimenti necessari per rispondere alle molte domande pervenute, “tese ad ottenere una parola chiarificatrice sulla situazione sanitaria, dovuta ad una probabile radioattività, creatasi nelle acque di La Maddalena a causa della presenza dei sottomarini a propulsione nucleare”, in particolare all’incidente al sommergibile Harfort. “Allarmati dalle continue polemiche – scriveva ancora il commissario Mario Cocciu - e dalla quotidiana pubblicazione sui principali mezzi di comunicazione, regionali e nazionali, di notizie allarmanti, i potenziali ospiti estivi e gli abituali frequentatori dell’Arcipelago chiedono con insistenza quale sia la reale consistenza delle stesse ed il potenziale pericolo …”. Alla richiesta di chiarimenti il prefetto Salvatore Gullotta
rispondeva il 19 febbraio, nel corso di una riunione tenutasi a Sassari,
affermando tra l’altro che, per gli esperti del mondo scientifico non vi è a
La Maddalena, allo stato delle attuali conoscenze, nessuna forma di
inquinamento derivato da scorie radioattive ed imputabili alla presenza
nell’Arcipelago di sommergibili a propulsione nucleare, che superino i limiti
di tolleranza. Per approfondire la questione, cioè l’impatto che le notizie
sul presunto inquinamento nucleare hanno potuto avere sui potenziali turisti,
abbiamo contattato gran parte della agenzie immobiliari operanti a La
Maddalena, quelle che ‘sistemano’ i turisti nelle case private e nei
residence, ossatura portante dell’economia turistica locale. I dati raccolti
non sono incoraggianti. In generale, rispetto allo scorso anno, si registra
una flessione nel numero delle prenotazioni e in alcuni casi tale flessione è
anche sensibile. Alcune agenzie hanno ricevuto disdette di prenotazioni,
motivate dalla paura del nucleare. In generale, comunque, chi intende
prenotare chiede informazioni sulla situazione, e non sempre, evidentemente,
le risposte fornite convincono il potenziale turista. L’estate tuttavia non
ancora vicinissima ed una inversione di tendenza è sia auspicabile che
possibile.
Claudio Ronchi
1 Aprile 2004
Meditazione sulla V domenica di Quaresima, Anno C
a cura di don Sandro Serreri
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8, 7b.11b).
La domenica delle palme è alle porte; restano ancora pochi
giorni, pochi passi. Quasi tutto è pronto. Presto entreremo nella grande
settimana santa. Giungeremo così alla veglia pasquale dove attenderemo l’alba
della Risurrezione. Eppure, ancora scagliamo pietre, spesso per primi,
ritenendoci giusti e sempre dalla parte della ragione, mai del torto. Eppure,
continuiamo a condannare e a condannarci davanti alla misericordia di Dio. La
Quaresima, dunque, non è bastata; forse, doveva durare qualche giorno in più.
Il tempo, si sa, non ci basta mai. Certo, se c’è ancora qualche pietra da
tirare vuol dire che… abbiamo ancora bisogno di conversione, che il cammino è
ancora lungo, che il tempo spirituale a nostra disposizione non è stato
sufficiente. O meglio, lo era, ma lo abbiamo perso nell’affaticarci a cercare
giustificazioni, a trovare il solito capro espiatorio, a prendercela con Dio e
con tutti, ad ascoltare il Vangelo con fastidio e risentimento. Se, tra noi,
c’è ancora chi scaglia pietre di invidia, di critica, di rancore, di egoismo,
di superbia, allora vuol dire che… è necessario impegnarsi di più durante la
settimana santa, durante gli otto giorni che si frappongono tra la gioia delle
palme e quella della Risurrezione. Ognuno sa quanto ancora le resta da fare,
da dire. Ognuno, perciò, si fermi e rientri in se stesso, perché ciò che non è
stato fatto oggi, non può essere fatto domani. Gesù non condanna, ma noi
continuiamo a giudicare. Gesù non scaglia nessuna pietra, ma noi continuiamo
ad offendere. Dalle nostre mani dobbiamo fare cadere a terra le pietre che
avevamo preparato. Dobbiamo lasciarci alle spalle i peccati, le discordie di
un tempo. Dobbiamo entrare nella grande settimana santa con questo spirito,
che è quello del Vangelo. Eppure, molti di noi non si convertiranno neanche
quest’anno; eppure, molti di noi continueranno sino e oltre la Pasqua ad
ascoltare, a vedere, ma a non cambiare quanto pur sentono di dover
abbandonare, perché non coerente con il Vangelo. Mistero o volontà debole?
Vittoria del Male sul Bene? Non resta che sperare nell’intervento del Signore
nonostante le nostre contraddizioni, il nostro modo di vivere i suoi
insegnamenti, l’incoerenza della nostra testimonianza. Nell’episodio della
donna adultera Gesù è intervenuto, nonostante il peccato di questa. Gesù non
si è fermato di fronte al suo “flagrante adulterio”. Così, speriamo vada oltre
le nostre infedeltà e ci dono, comunque, la sua pace pasquale, la sua vittoria
sulla morte, la sua forza nel saper lottare contro lo scoraggiamento e le
prove. Il tempo è compiuto, facciamo gli ultimi passi, diamoci da fare,
operiamo il bene, abbandoniamo l’uomo vecchio e prendiamo il vessillo della
croce che guida alla vittoria.
1 Aprile 2004
Un problema da non trascurare
Dove parcheggiare?

La difficile ricerca di un parcheggio è un’esperienza che molti hanno spiacevolmente provato nella loro vita automobilistica. Questa problematica è particolarmente viva anche a La Maddalena, specie nella stagione estiva quando il numero delle auto presenti in città aumenta in modo esponenziale e, non mutando la capacità ricettiva, i problemi s’accrescono di conseguenza. Diffuso è il malcontento per l’attuale situazione ed è quindi giusto interrogarci su quali siano le soluzioni auspicabili. L’assessore alla viabilità, Giulio Verrascina, afferma che l’attuale Amministrazione Comunale si è trovata ad affrontare una situazione difficile, nata dall’attribuzione ad una gestione privata dei parcheggi della banchina commerciale. Ciononostante sono stati fatti importanti passi verso una migliore razionalizzazione del problema, a partire dagli interventi previsti nella rivisitazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale); esso, infatti, come conferma l’assessore all’Urbanistica Andrea Columbanu, prevede tre siti destinati a parcheggi: il primo nei pressi della palestra comunale, il secondo vicino l’hotel Villamarina e il terzo a Cala Gavetta nei pressi del Flat-House. Sempre Columbanu ricorda come sia inoltre allo studio un progetto per un parcheggio sotterraneo vicino al Banco di Sardegna. Per quanto riguarda la futura gestione dei parcheggi, gli assessori non escludono una conduzione privata, ma asseriscono che sarà scelta la soluzione più idonea e conveniente. L’ex sindaco Mario Birardi precisa che la decisione di affidare a privati il parcheggio della banchina commerciale fu, in effetti, della Capitaneria di Porto. L’allora Amministrazione protestò per una decisione attuata unilateralmente e vide, comunque, quale male minore, l’attribuzione ad un maddalenino della gestione, pur ravvisando come soluzione ideale la costituzione di una cooperativa giovanile. Inoltre il sen. Birardi ricorda come la sua Amministrazione pensò di risolvere il problema-parcheggi con la realizzazione di un grande complesso a piani, nei terreni della Marina Militare, dietro l’Ammiragliato. L’opera, già stesa come progetto, non si realizzò per una mancata intesa proprio con l’Ente Militare. Sempre nel campo dell’opposizione il consigliere Stefano Filigheddu giudica comunque positivamente il parcheggio a pagamento nella banchina commerciale: esso ha razionalizzato e disciplinato meglio il problema in una zona nevralgica. Per quanto riguarda il futuro, anch’egli conferma la presenza nel PUC dei siti-parcheggio sopraccitati, pur mantenendo una certa perplessità sulla loro effettiva realizzazione, essendo tali terreni di proprietà privata. La speranza, naturalmente, è che alle parole ed alle assicurazioni seguano i fatti e che i progetti divengano realtà al più presto.
Gian Luca Moro
1 Aprile 2004
L'editoriale
di don Sandro Serreri
Un Comitato contro… le discariche

via Indipendenza est
In questi ultimi giorni il CoCiS (Comitato Cittadino Spontaneo) si sta dando un gran da fare su una questione estremamente importante: la salvaguardia della salute pubblica di tutti i residenti a La Maddalena e nel territorio circostante. Al di là delle solite strumentalizzazioni ideologiche e politiche, che su questo tema sono di rito, ritengo che quanto si sta facendo sia più che lodevole, soprattutto perché stanno svegliando e mobilitando le coscienze. In democrazia questi movimenti evidenziano la capacità di tutti i cittadini a manifestare contro tutto ciò che di fatto minaccia la loro vita, i loro diritti, il loro presente e futuro. Sin qui tutto bene, nulla da obiettare, anzi… Eppure, camminando per le vie del centro abitato, spostandomi in macchina per le strade dell’Isola, continuo a provare, come cittadino, un profondo fastidio, misto a sincera vergogna, per… le solite discariche, piccole e grandi, che ancora “decorano” il nostro abitato e territorio. Questo fatto mi porta a pensare che il CoCiS non basti, ma che occorra, che urga un altro Comitato: il Comitato contro le discariche. A detta di molti maddalenini l’Isola non si è mai vista così sporca, occupata, anche nei suoi angoli più suggestivi, da discariche abusive in aumento. C’è ne una persino a pochi passi dalla sede dell’”Ente Parco”. L’immagine dell’Isola ne risulta deturpata, sconvolta. E anche se il Presidente della Repubblica per le sue vacanze ritornerà ad agosto - quasi a voler rilanciare l’Arcipelago da “maddalenino di adozione” - credo che non si debba preparare con discariche e “rischio radiazioni” la stagione turistica ormai alle porte, che tanto benessere reca alla nostra Isola.

via Trinità
Allora, bisogna correre ai ripari e al più presto. Bisogna istituire il Comitato contro le discariche con il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo grave problema, sollecitare e coordinare l’intervento dell’Amministrazione comunale, dell’Ente Parco, della Marina Militare, del Corpo della forestale, dell’Associazione “Italia Nostra”, trovare una soluzione, vigilare perché il problema - una volta eliminato - non si ripresenti. Anche le discariche sono una questione di “salute pubblica”, di tutela del territorio, di immagine turistica. Questo Comitato non porterà voti a nessuno per le prossime Regionali, su di lui non si accenderanno i riflettori dei mass-media, non dovrà dividere ulteriormente la società civile maddalenina (già abbastanza divisa), non curerà gli interessi di parte di alcune categorie commerciali a discapito di altre, non sarà un cavallo politico da cavalcare o un treno da non perdere. Il Comitato contro le discariche, se nascerà, sarà una comunione di cittadini che desiderano rivedere il territorio abitato e non del loro Arcipelago come lo videro i loro padri e nonni. Tutto qui. Si tratta di un desiderio legittimo oltre che di un diritto da riconoscere a garanzia, soprattutto, delle future generazioni. Faccio, dunque, appello a tutti i cittadini di buona volontà affinché, quanto prima, si dia vita ad un Comitato contro le discariche, e chiedo che qualcuno si proponga come leader - senza etichette ideologiche e partitiche - per animare, guidare, coordinare tutti quei cittadini che, di questa situazione di estremo degrado ambientale, si vergognano.