N° 99 del 1 Aprile 2004 - pagina n°
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1 Aprile 2004
La carità delle vincenziane
Suor Letizia Marras

Ingresso dell'Istituto S. Vincenzo
Piccola, dolce e sempre sorridente, questa è suor Letizia Marras, una presenza costante dell’Istituto San Vincenzo, una persona cara e di conforto per molti. Davanti a lei, maestra delle Scuole Elementari, sono passati moltissimi bambini e a tutti ha cercato di insegnare, oltre le materie ordinarie, l’importanza di prestare le proprie energie e il proprio tempo al volontariato. Attiva da anni nella comunità maddalenina di San Vincenzo, ha cercato di educare i bambini, come dice lei, al rispetto della dignità propria e degli altri, ad andare oltre se stessi e a guardarsi intorno. Seguendo i passi di San Vincenzo, anzi nel più puro e originario spirito vincenziano, porta avanti il progetto della Carità verso più fronti: dagli anziani, alle famiglie, ai giovani. Alla domanda che cosa significa fare l’elemosina, risponde: “È un termine che non mi piace, è umiliante, preferisco parlare di aiuto che va oltre quello materiale. Un sorriso, un gioco, un pezzo di pane per superare, anche solo per un attimo, il senso della dignità calpestata o perduta”. Suor Letizia e le altre suore vincenziane riescono, con la loro azione, a far rinascere la persona, a farla sentire viva e a ritrovarsi. “Spesso“, continua suor Letizia, “mi trovo di fronte alla povertà spirituale e morale, all’incapacità di alcune famiglie di gestire i propri beni, di organizzare la propria esistenza. Ho visto la solitudine della vecchiaia allietata dal sorriso e dalle chiacchiere dei bambini; ho provato gioia e stupore quando qualcuno di loro decideva autonomamente di offrire il proprio tempo agli anziani dell’Istituto”. Le chiediamo come attualmente procede la sua attività. Ci risponde: “Trovo maggiori difficoltà nel coinvolgere i giovani che sono più irraggiungibili e, sicuramente distratti da mille altri interessi, per cui l’attenzione verso gli altri è soffocata, nascosta, direi dimenticata. Tuttavia, non perdo la speranza. Recentemente alcune giovani del Gruppo di Preghiera di Padre Pio, hanno offerto la loro collaborazione. La Provvidenza è sempre lì, pronta ad agire, sempre presente”.
Alessandra Deleuchi
1 Aprile 2004
Una pagina di storia
1793: attacco franco-corso
Il 1793 si aprì per la Sardegna, a quel tempo piemontese, con la spedizione della Francia alla conquista di Cagliari, del suo golfo e delle Isole Intermedie, La Maddalena e il suo Arcipelago. L’intento era quello di esportare attraverso il veicolo corso, gli ideali della Rivoluzione Francese, puntando sul presunto desiderio della popolazione sarda di liberarsi dal predominio piemontese. Come è noto, il tentativo di invasione fallì, sia al sud che nella parte settentrionale, nelle Isole Intermedie, dove agì il giovane Napoleone Bonaparte, appena nominato luogotenente colonnello in seconda del battaglione delle Guardie Nazionali di Ajaccio Tallano. Ruolo fondamentale nella vicenda ebbero l’atteggiamento, o meglio gli atteggiamenti, che la Corsica tenne nei confronti dell’impresa, anche perché come abbiamo già detto, era l’unico tramite per la Francia appena uscita dalla Rivoluzione e che intendeva rivestire la sua impresa sarda dei principi rivoluzionari di liberazione dall’assolutismo e di ribellione all’Ancien Régime. Figura di rilievo fu, a questo proposito, Colonna Cesari che per dirla con Francioni, in I Franco – Corsi in Sardegna, sperava in una Corsica sotto il protettorato francese, ma comunque libera, un pensiero che cambiò quasi subito. Soprattutto dopo la morte di Luigi XVI, prese le distanze dalla Francia rivoluzionaria, tuttavia, non ostacolò l’attacco a La Maddalena, né si oppose alle richieste del Truguet, contrammiraglio a capo della spedizione, e lo dimostrò inviando delle truppe. C’è di più. La conquista dell’Arcipelago maddalenino fu ritenuta facile, poiché i suoi abitanti furono considerati in blocco corsi, perciò, automaticamente filo francesi. Da La ricerca dell’identità 1792-1794 di Salvatore Sanna, apprendiamo che quando le notizie di un presunto attacco gallo-corso si fecero più consistenti e certe, i maddalenini abbandonarono temporaneamente le loro preoccupazioni su eventuali attacchi barbareschi. Anche i dubbi sull’atteggiamento che La Maddalena e il resto della Gallura avrebbero tenuto in caso di invasione francese, furono subito fugati: tutti mostrarono di essere pronti a respingere l’attacco. Contro ogni aspettativa, i Francesi incontrarono una forte opposizione su tutti i fronti, sia da parte del popolo che delle classi predominanti e della Chiesa cagliaritana e sassarese, che mise a disposizione il proprio tesoro per finanziare la resistenza. Il sud della Sardegna mostrò la sua alleanza e fedeltà al Piemonte che non aveva stanziato alcuna guarnigione nell’isola come, in precedenza, avevano fatto gli Spagnoli; da sempre gli occupanti non temevano alcuna rivolta da parte degli isolani, quasi completamente sottomessi o in condizioni subalterne.
(1 - continua) Alessandra Deleuchi
1 Aprile 2004
Buona Pensione!
Dopo quasi 40 anni di servizio è andato in pensione il 1° Maresciallo Luogotenente Giovanni Carta (nella foto). Nato ad Olzai (Nu) nel 1946, si è arruolato in Marina all’età di 19 anni. Ha prestato servizio a Taranto, La Spezia, La Maddalena, Roma e poi ancora La Maddalena (dal 1973), presso l’Ospedale Militare. È stato inoltre imbarcato sulla nave Bergamini e sul veliero Palinuro. Sposato con Giovannina Tatti, i coniugi Carta hanno due figli. Giovanni Carta per alcuni anni è stato componente del Consiglio Pastorale della Parrocchia di Santa Maria Maddalena ed attualmente fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Oasi Serena. Il Luogotenente Carta è andato in pensione l’11 marzo 2004. Auguri!
1 Aprile 2004
Presto un secondo museo garibaldino
Garibaldi nel Mondo ad Arbuticci

La fortezza di ‘Arbuticci’ ubicata nell’isola di Caprera verrà parzialmente restaurata per destinarne un parte al Museo ‘Garibaldi nel Mondo’, museo dedicato alla vita ed ai fatti d’arme dell’Eroe dei due Mondi, dalla nascita alla sua morte. “Sarà una struttura museale di grande livello – afferma l’architetto Pier Luigi Cianchetti, progettista e direttore dei lavori – unica probabilmente nel suo genere, che non si limiti ad illustrare con documenti e materiali l’epoca garibaldina in genere, ma tenti di restituire, cronologicamente, il senso dell’attivismo di Garibaldi”. Il nuovo Museo sarà composto da 11 settori rispettivamente dedicati alla famiglia d’origine ed agli anni giovanili, al periodo tra il 1824 ed 1835, alla Prima Guerra d’Indipendenza, al periodo 1849-1856, alla Seconda Guerra d’Indipendenza, alla spedizione dei Mille, al viaggio in Inghilterra (1864), alla Terza Guerra d’Indipendenza, al periodo 1870-1871 agli ultimi giorni ed alle commemorazioni dopo la morte. “Non mancheranno i plastici delle battaglie più importanti (Aspromonte, Mentana, Bezzecca, ecc..) – precisa l’architetto Cianchetti – nonché carte geografica opportunamente predisposte per illustrare e commentare i diversi spostamenti su scala mondiale dell’Eroe. Particolare importanza poi sarà riservata a francobolli, medaglie, monete, diplomi, proclami lettere, fotografie, libri quadri e bozzetti di terracotta, come pure alle armi in genere, a bandiere ed uniformi, che illustreranno la vita di Garibaldi, al di fuori dell’Italia, al di fuori di Caprera”. All’allestimento del Museo ed a fornire il materiale contribuiranno varie associazioni garibaldine “alcuni discendenti di Garibaldi, un consistente numero di amatori, di personaggi sparsi nel mondo che detengono materiale garibaldino, oggi custodito gelosamente a casa, che sono ben contenti di metterlo a disposizione di questo Museo”.
C.R.