Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
N° 99 del 1 Aprile 2004 - pagina n° 8 -

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
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Programmi Giornalieri *
Ufficio delle letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Santa Messa ore 09.00
Rassegna Stampa ore 09.30
Rassegna Stampa ore 11.00
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Notiziario ore 18.15
Santa Messa ore 19.00
Notiziario ore 20.25
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.15 Microfono Aperto
Lunedì 17.00 Informazione previdenziale
Lunedì 19.40 Lunedì Sport
Martedì 10.15 Lunedì Sport (replica)
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.15 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 16.45 Invito alla Musica
Giovedì 10.15 Invito alla Musica
Giovedì 11.45 Catechesi per adulti
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.15 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.30 Anteprima Sport
Sabato 10.00 L'Asterisco
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Domenica 10.00 L'Asterisco
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1 Aprile 2004
Pagine di Catechesi
domande a don Sandro Serreri
  • D. All’inizio della Quaresima lei ha proposto come rimedio contro l’egoismo imperante e per la remissione dei peccati la carità espressa anche attraverso offerte in denaro e in viveri da destinare alle vecchie e nuove povertà. Come sta rispondendo sinora la Comunità dei credenti praticanti?
  • R. Molto bene. Anzi, ben oltre le attese, anche se devo segnalare qualche resistenza da parte di chi, giustificandosi, pensa di non essere in grado di poter dare neanche una pur piccola offerta in denaro o in viveri. Vorrei, allora, ricordare che come credenti praticanti abbiamo l’obbligo morale di soccorrere i bisognosi, gli emarginati, i poveri, perché la carità è l’unica legge del popolo dei battezzati, il termometro che misura l’autenticità e la credibilità della nostra fede. La remissione delle colpe morali avviene anche tramite le opere di carità. Queste, devono consistere anche in offerte in denaro o in viveri. C’è qualche resistenza, perché quando si tratta di mettere mano al portafoglio anche il cristiano praticante inizia a fare conti, si pone delle domande, alimenta dubbi e incertezze, dimostrando, così, che tra lui e l’uomo lontano dalla Chiesa, l’uomo che non crede in Dio, la distanza non è poi così molta. Il tempo forte della Quaresima bene si presta a simili proposte, consigli. Durante questo tempo, molte coscienze, se ben guidate spiritualmente, possono convertirsi anche con l’aiuto di quelle opere di carità che, dietro suggerimento, compiranno a favore delle molte situazioni di povertà che popolano la società maddalenina. Tutto sta a lasciarsi consigliare e guidare, a non aver dubbi sulla utilità di queste opere di solidarietà, a pensare che c’è sempre chi sta peggio di noi. Le resistenze che ho potuto constatare sono la manifestazione esteriore di una incapacità, collettiva, di portare “i pesi gli uni degli altri” (Gal 6, 2), di essere cristiani che veramente credono nella provvidenza, di non riuscire a vivere e testimoniare la fede se non in modo “schizofrenico” nel senso che diciamo di credere nella presenza di Dio, ma poi abbiamo paura di essere stati troppo generosi nei riguardi di una persona o situazione. Trovo strano, anche se comprensibile, che l’uomo cristiano praticante rifletta così tanto quando si tratta di rispondere ad una richiesta di aiuto specie se in denaro. Si tratta, allora, di educarci insieme ad una carità a “tutto tondo”, non “una tantum”, che si esprime anche per mezzo di offerte in denaro e in viveri. La nostra Comunità ne ha particolare bisogno. Ne ha bisogno, perché anch’essa è tentata dall’egoismo, dalla falsa opinione che ci siano altri mezzi per ottenere la misericordia di Dio. Per questo, occorre riaffermare l’antica e costante dottrina cristiana che vede le opere di carità insieme ad un sincero interiore cammino di conversione, e che da sempre insegna che le offerte in denaro o viveri sono una giusta riparazione per le colpe commesse. E’ vero che insistere su questo insegnamento ha prodotto perplessità e lamentele da parte di alcuni nostri parrocchiani, ma la dottrina della Chiesa a riguardo non può essere rivista o accantonata per il solo fatto che c’è chi… non vuole dare neppure una piccola offerta. A questi nostri cristiani praticanti consiglio spiritualmente di fare più attenzione nella recita della preghiera del Padre nostro, specialmente dove si chiede: “Dacci il nostro pane quotidiano” e l’invito a guadare meglio il grande segno del Pane spezzato e moltiplicato per tutti dopo la consacrazione eucaristica. I veri cristiani credenti praticanti imparano dal Padre nostro e dalla Eucaristia ad essere uomini e donne capaci di un sincero, credibile, autentico, coerente cammino interiore di conversione unito alle opere di carità. Perciò, nessuno di noi pensi di poter frenare la forza spirituale della Quaresima altrimenti… tutto sarebbe vano, inutile.
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1 Aprile 2004
Piante, storie e tradizioni
a cura di Giovanna Sotgiu
Papavero (nome scien. Papaver rhoeas, nome locale pappauru)
È questo il momento del papavero con la sua rossa e splendente presenza sui bordi delle strade, nei terreni brulli e in quelli un tempo lavorati; pur non avendo grandi pretese esso preferisce esprimere la sua bellezza fra i filari delle vigne, negli orti, nei terreni coltivati a grano dove la terra smossa per aiutare le piante commestibili gli garantisce le condizioni migliori. Poco gradita ai contadini, la sua fioritura emergente sul giallo dei cereali, offre allo sguardo uno spettacolo che non è passato inosservato ai pittori, soprattutto gli impressionisti. Pur non raggiungendo grandi dimensioni (al massimo 60 centimetri di altezza) ed avendo uno stelo poco appariscente, sottile e munito di piccoli peli rigidi, il papavero esprime la sua bellezza nei fiori delicati, formati da quattro grandi petali rossi spesso ornati da una macchia lucida, scurissima, quasi nera verso l’apice. Il frutto è una capsula allungata contenente i semi scuri, che a maturazione fuoriescono dai pori collocati nella parte sommitale. Inutile raccogliere i papaveri per metterli in vaso perché la loro bellezza è effimera: mentre fatti essiccare ben pressati fra fogli di giornale cambiati con cura per qualche giorno, essi mantengono forma e colore quasi inalterati; per questo sono presenti in ogni erbario anche il più dilettantesco e costituiscono uno degli elementi più comuni nelle composizioni ornamentali di fiori secchi sotto vetro.Si conoscono le proprietà soporifere del Papaver somniferum coltivato in molte regioni asiatiche per ricavarne oppio, ma anche il nostro comune papavero contiene sostanze usate nella medicina popolare locale come blandi sedativi: i petali, raccolti, essiccati e fatti bollire con lo zucchero, costituiscono un calmante per la tosse spasmodica e per la pertosse; la tisana, ottenuta immergendo i petali in acqua molto calda e abbondantemente zuccherata per vincerne l’amaro, aiuta a dormire, a calmare il nervosismo e anche il mal di testa. In Corsica si preparava una tisana con i fiori per ammorbidire e curare la pelle, ma si usava (anche se in piccole dosi) l’intera piantina, colta prima della fioritura, in cucina per minestre e per focacce.
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Anagrafe Parrocchiale

Funerali

Santa Maria Maddalena

Anniversari di Morte

  • Pasqualina Deiana
  • 14.01.1939 - 01.04.2003
  • Giovanni Maria Chiscuzzu
  • 10.07.1910 - 02.04.2003
  • Giuseppe Gaspa
  • 25.10.1904 - 02.04.2004
  • Efisio Aroni
  • 04.04.1940 - 13.04.2003
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