Mons. Salvatore Capula

On Capula
Dall’Azione Cattolica don Capula scrisse di essere stato attirato “come il ferro dalla calamita”. Quel movimento lo affascinava e più passava il tempo più si convinceva di quanto fosse indispensabile per la sua missione sacerdotale e per la crescita religiosa morale ed anche civile delle popolazioni. Sorti negli ultimi decenni dell’Ottocento, i movimenti cattolici ebbero una prima impostazione unitaria con Papa Pio X e furono istituzionalizzati come ‘Azione Cattolica’ solo con Pio XI (1922-1939). In Diocesi il movimento sorse e fu incoraggiato dal vescovo fra Giovanni Maria Sanna (1915-1923), ma ebbe attenzione, impulso, dispiegamento di forze giovani, di intelligenze e finanziamenti con il suo successore, il piemontese Albino Morera (1923-1950). La celebrazione del settimo Sinodo Diocesano (26-28 ottobre 1933) sancì il definitivo lancio dell’Azione Cattolica diocesana la cui promozione veniva posta tra i doveri dei parroci ai quali era inoltre demandata l’istruzione e l’educazione cristiana delle popolazioni e l’incitamento all’apostolato. Nello stesso anno mons. Morera istituì la Giunta Diocesana dell’Azione Cattolica, con la partecipazione di laici rigidamente subordinati alla dirigenza ecclesiastica, indicando nel maddalenino padre Salvatore Vico il delegato vescovile. Nel 1930 Morera nominò il ventiseienne don Capula primo assistente diocesano della Gioventù Maschile. Successivamente venne incaricato anche di coordinare le associazioni giovanili, e poi, ancora, nel 1933 ricevette la nomina di assistente dell’Unione Uomini di Azione Cattolica. Questi incarichi portarono don Capula, che nel frattempo insegnava in Seminario, a viaggiare, con i mezzi del tempo (a piedi, a cavallo, sull’asino, sui carri. La ferrovia Sassari, Tempio, Palau era in costruzione proprio in quegli anni), visitando piccoli e grandi centri della diocesi: la ‘sua’ Castelsardo, Olbia, La Maddalena Bulzi, Bortigiadas, ecc. Nell’isola di La Maddalena don Capula era giunto per la prima volta in visita a diciotto anni, quando era ancora seminarista, nel 1922. Ebbe occasione di tornarvi ancora quattro o cinque volte, in particolare nel 1932 per un Triduo per le Missioni ed ancora proprio per incontrare i gruppi di Azione Cattolica. A La Maddalena il primo Circolo Cattolico, intitolato a Papa Benedetto XV, era stato fondato nel 1922 dal parroco Antonio Vico (1888-1933), zio di padre Salvatore Vico, che designò primo presidente il nipote Battista Vico. Dopo un periodo di inattività il Circolo si sciolse e fu ricostituito nel 1927 ad opera soprattutto di Giuseppe Colonna, insegnante della Scuole Complementari e di Vincenzo De Angelis, impiegato del Genio Civile. Si trattava di una ventina di giovani i quali si riunivano nella Sala dei Pescatori, in via Balbo. Notevole impulso all’attività del Circolo, presieduto da Mario Ferracciolo, lo avevano dato il colonnello Prospero Schiaffino ed una cappellano militare, il fiorentino don Casimiro Liccioli.