Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 116 del 1 Gennaio 2005 - pag. n° 3

1 Gennaio 2005
Polemica intervista
Cualbu a muso duro

Il presidente
Gianfranco Cualbu

  • “L’Ente Parco sopra tutti. L’Ente Parco dipende solo dal Ministero dell’Ambiente, quindi solo dallo Stato. Bisogna smetterla con questa abitudine di voler mettere le dita ovunque. Bisogna rispettare la gerarchia istituzionale. Prima c’è una Circoscrizione, poi il Comune, la Provincia, la Regione lo Stato. Se non si hanno chiari questi concetti, si parte con il piede sbagliato”. Così esordisce il presidente Gian Franco Cualbu che rivendica l’autonomia dell’ente, riguardo ad enti locali e quant’altro. Cualbu, alla guida di una istituzione presente nell’isola da anni, e, da anni, sottoposta a critiche di varia natura. L’irraggiungibilità, la non comunicabilità sono stati difetti spesso attributi all’ente, tanto che lo stesso Presidente della Regione Soru, nel suo intervento a La Maddalena, lamentava “di non aver trovato nessun documento presso l’assessorato all’Ambiente che riguardasse il Parco Nazionale dell’Arcipelago maddalenino”. A questa affermazione il presidente Cualbu risponde: “Non è un mio problema, non è un nostro problema. È un fatto che non può essere addebitato al Parco. Noi siamo qui, disponibili, aperti alle discussioni. È Soru che deve dialogare con noi, che deve cercarci. Siamo rispettosi delle istituzioni, ma come istituzione vogliamo essere rispettati: il Parco non può dipendere dalla Regione.
  • E sui beni che la Marina sta dismettendo che cosa ci dice?
  • “La Regione non può ambire a niente. Questi beni spettano al Parco. La Regione ci ha rinunciato nel momento in cui, quando è stato costituito il Parco, è stato fatto un accordo Stato Regione. Semmai sarà la Magistratura a decidere.” Come si conciliano le esercitazioni militari a Punta Rossa, zona protetta dal Parco? “Punta Rossa è dei militari. Hanno il diritto di utilizzarla. Il Parco non ha diritto di intervento in questo senso. L’abbandono di certe zone, ha significato grosse spese per l’erario dello Stato. La situazione di degrado della struttura militare lì presente, può costituire un serio pericolo per i cittadini”
  • E con il nucleare come la mettiamo?
  • “È soltanto una scusa per allontanare gli americani, niente di più. Si sta strumentalizzando e sfruttando la paura dei cittadini, per un unico scopo: quello di allontanare gente che non si vuole più. Mi fido delle analisi fatte finora, e, tra l’altro, mai smentite. Ritengo inoltre che i risultati ottenuti dal Criirad, siano stati distorti. Anche io faccio il bagno in queste acque.”
  •  
Alessandra Deleuchi
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1 Gennaio 2005
Alcune considerazioni
Intervista a Cualbu
L’intervista che pubblichiamo probabilmente non troverà il consenso unanime dei lettori e anche Il Vento su alcuni punti non concorda con l’opinione del presidente del Parco, a cominciare dal ‘nucleare’ per il quale è difficile avere le stesse granitiche certezze dell’avvocato Cualbu, come anche sul tema ‘dismissioni’ non è facile concordare con lui. L’intervista, importante, mette in luce una esigenza basilare: l’inderogabile necessità di eleggere un sindaco che per preparazione personale, storia professionale, carattere e forza politica, possa reggere il confronto con gli altri poteri esistenti sul territorio dell’Arcipelago, poteri che sono legittimamente portatori di interessi generali (militari, ambientali ecc.) ma che non sono certamente preposti a tutelare gli specifici interessi dei maddalenini. A tutelare i loro interessi devono pensarci gli stessi maddalenini, cominciando con lo scegliere con attenzione i prossimi amministratori comunali.
C.R.
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1 Gennaio 2005
Firmato l'Accordo di Programma
Opera Pia: passo avanti

l'Opera Pia

Piccolo ma significativo passo in avanti per l’Opera Pia. Pochi giorni dopo la stesura dell’articolo ‘Opera Pia addio?’ pubblicato sul numero scorso de Il Vento è giunta notizia dell’approvazione dell’Accordo di Programma che giaceva da diversi mesi negli uffici regionali. Alla firma del governatore Renato Soru è seguita la pubblicazione sul Buras (Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna). “Ciò tra l’altro significa che tra non molto la Regione dovrebbe inviarci il 25% del finanziamento che, in soldoni significa circa due miliardi e mezzo di vecchie lire” afferma il dottor Gianni Canopoli, responsabile dell’ufficio programmazione del comune di La Maddalena. “Per affrettare i tempi, ricordo che l’Unione Europea pone come termine per l’ultimazione dell’opera e per il collaudo il 31 dicembre 2006” precisa Canopoli “il Comune potrebbe affidare all’apparato interno la stesura del progetto esecutivo e poi bandire velocemente la gara ”.
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1 Gennaio 2005
Centenario della nascita (5° parte)
Mons. Salvatore Capula

On Capula

Dall’Azione Cattolica don Capula scrisse di essere stato attirato “come il ferro dalla calamita”. Quel movimento lo affascinava e più passava il tempo più si convinceva di quanto fosse indispensabile per la sua missione sacerdotale e per la crescita religiosa morale ed anche civile delle popolazioni. Sorti negli ultimi decenni dell’Ottocento, i movimenti cattolici ebbero una prima impostazione unitaria con Papa Pio X e furono istituzionalizzati come ‘Azione Cattolica’ solo con Pio XI (1922-1939). In Diocesi il movimento sorse e fu incoraggiato dal vescovo fra Giovanni Maria Sanna (1915-1923), ma ebbe attenzione, impulso, dispiegamento di forze giovani, di intelligenze e finanziamenti con il suo successore, il piemontese Albino Morera (1923-1950). La celebrazione del settimo Sinodo Diocesano (26-28 ottobre 1933) sancì il definitivo lancio dell’Azione Cattolica diocesana la cui promozione veniva posta tra i doveri dei parroci ai quali era inoltre demandata l’istruzione e l’educazione cristiana delle popolazioni e l’incitamento all’apostolato. Nello stesso anno mons. Morera istituì la Giunta Diocesana dell’Azione Cattolica, con la partecipazione di laici rigidamente subordinati alla dirigenza ecclesiastica, indicando nel maddalenino padre Salvatore Vico il delegato vescovile. Nel 1930 Morera nominò il ventiseienne don Capula primo assistente diocesano della Gioventù Maschile. Successivamente venne incaricato anche di coordinare le associazioni giovanili, e poi, ancora, nel 1933 ricevette la nomina di assistente dell’Unione Uomini di Azione Cattolica. Questi incarichi portarono don Capula, che nel frattempo insegnava in Seminario, a viaggiare, con i mezzi del tempo (a piedi, a cavallo, sull’asino, sui carri. La ferrovia Sassari, Tempio, Palau era in costruzione proprio in quegli anni), visitando piccoli e grandi centri della diocesi: la ‘sua’ Castelsardo, Olbia, La Maddalena Bulzi, Bortigiadas, ecc. Nell’isola di La Maddalena don Capula era giunto per la prima volta in visita a diciotto anni, quando era ancora seminarista, nel 1922. Ebbe occasione di tornarvi ancora quattro o cinque volte, in particolare nel 1932 per un Triduo per le Missioni ed ancora proprio per incontrare i gruppi di Azione Cattolica. A La Maddalena il primo Circolo Cattolico, intitolato a Papa Benedetto XV, era stato fondato nel 1922 dal parroco Antonio Vico (1888-1933), zio di padre Salvatore Vico, che designò primo presidente il nipote Battista Vico. Dopo un periodo di inattività il Circolo si sciolse e fu ricostituito nel 1927 ad opera soprattutto di Giuseppe Colonna, insegnante della Scuole Complementari e di Vincenzo De Angelis, impiegato del Genio Civile. Si trattava di una ventina di giovani i quali si riunivano nella Sala dei Pescatori, in via Balbo. Notevole impulso all’attività del Circolo, presieduto da Mario Ferracciolo, lo avevano dato il colonnello Prospero Schiaffino ed una cappellano militare, il fiorentino don Casimiro Liccioli.
(5° - continua) Claudio Ronchi
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