Canto domenicale e non solo

Fra le realtà associazionistiche di ispirazione cattolica presenti nella nostra città, rivestono un ruolo importante, quale quello di animatori delle messe, i cori parrocchiali. Di più recente formazione è il coro San Giovanni Bosco: delle sue attività e dei suoi impegni, parliamo con il responsabile Gianni Deriu. “Il nostro coro ha un’origine lontana – comincia Deriu; infatti esso non è nato come realtà corale. Negli anni ’80 un gruppo di giovani, guidati da don Raimondo Satta, curò la preparazione di alcuni recitals. Nel tempo si è deciso di non gettare via quelle esperienze maturate e di dare vita ad un vero coro parrocchiale, che ha assunto l’attuale nome da alcuni anni. Attualmente siamo circa trenta persone, di diverse età. La principale attività è animare la messa domenicale delle 10,30. A volte siamo stati chiamati anche per messe o cerimonie particolari, come per le celebrazioni della Trinita e per quelle di Santa Maria Maddalena. Ma le nostre sono attività legate non solo al canto: nel corso degli anni ci siamo occupati, per esempio, di preparare i presepi. Importante è soprattutto il ruolo sociale che il coro riveste. Ci incontriamo due volte la settimana per preparare i canti: ci riuniamo nell’oratorio di via Morosini a Due Strade, un oratorio che, col tempo, siamo riusciti a migliorare anche dal punto di vista strutturale. Gli incontri sono un’occasione per discutere e per fare gruppo”. Entriamo nel dettaglio più tecnico: la preparazione musicale e la scelta dei repertori. “Il nostro è un coro aperto a tutti, senza eccessive pretese dal punto di vista canoro. Non ci sono prove di canto, non ci sono quote associative. Le offerte che, a volte, ci vengono date, le usiamo per comprare amplificatori, musicassette o nuovi repertori. Certo anche a noi piace fare bella figura e ci prepariamo con impegno. Un limite, forse, è che nessuno di noi ha una preparazione musicale professionale, che sarebbe talvolta necessaria per chiarire eventuali dubbi riguardanti l’interpretazione del canto. Il nostro è un repertorio vario, certo vicino alla musica moderna o modernamente interpretata. Un esempio può essere la musica dei Gen Verdi e dei Gen Rossi, gruppi musicali vicini al movimento dei focolarini”. Concludiamo con un cenno al ruolo della musica nelle funzioni religiose. “Sant’Agostino diceva che cantando si prega due volte – continua Deriu – ed io sono d’accordo con lui. Il canto ha un ruolo centrale nella liturgia e deve essere capace di coinvolgere l’assemblea, cosa che forse nella nostra città non siamo ancora riusciti a fare compiutamente”.