Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 117 del 15 Gennaio 2005 - pag. n° 4

15 Gennaio 2005
Sport & Sport
L’imperativo categorico è evitare gli errori dello scorso anno che portano il Caprera calcio femminile alla retrocessione, poi rimediata con un provvidenziale ripescaggio. L’altalenante campionato di serie B nazionale di quest’anno desta qualche preoccupazione nei dirigenti e nell’allenatore Ennio Contini, impegnati i primi ed organizzare le trasferte e far quadrare i bilanci e il secondo a mandare in campo la squadra più motivata e più competitiva possibile. La recente perdita della centrocampista Casu, trasferitasi ad Oristano, ha indubbiamente indebolito la squadra e la presenza solo alle gare dell’esperta Antonella Carta, che durante la settimana si allena con l’Orotelli, non è motivo di tranquillità sebbene poi in campo la scudettata calciatrice porti – ad un organico di buona levatura ma in molti casi ancora inesperto - tutta la sua bravura ed esperienza. Forza ragazze!
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15 Gennaio 2005
Soluzione tampone: torneranno!
Scorie radioattive all'estero
Le scorie radioattive prodotte dalle centrali italiane prima del referendum saranno stoccate all’estero. Dopo le roventi polemiche derivate dalla necessità di reperire un sito dove stoccarle è giunta alla fine dell’anno questa soluzione provvisoria. Nel 2009 infatti potrebbero ritornare in Italia. La polemica scoppiò tra il 2003 ed il 2004 quando il governo era alla ricerca del sito unico nazionale. In un primo momento la scelta stava per cadere sulla Sardegna e forse proprio su Santo Stefano, isola granitica con alcuni chilometri di galleria scavati nella roccia. La Sardegna quasi ‘insorse’ (per oltre un anno Il Vento ha portato in prima pagina lo slogan: No alle scorie radioattive nell’arcipelago di La Maddalena e nella Sardegna tutta) ed allora la scelta cadde sul paese di Scanzano in Basilicata, che invece insorse davvero. Dopo un periodo di silenzio sul problema ecco, recente, la soluzione tampone adottata con un decreto del dicembre scorso del ministro delle attività produttive Antonio Marzano: le 250 tonnellate di scorie composte da barre squadrate di circa quattro metri di lunghezza, attualmente stoccate per la maggior parte nelle centrali di Trino Vercellese e Saluggia (Piemonte) e Corso (Emilia Romagna), saranno trasportate all’estero, presumibilmente in Francia o in Inghilterra. Ritorneranno in Italia quando sarà stato individuato ed allestito il sito unico nazionale. Fino ad allora, “nessun dorma!”. C.R.
C.R.
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15 Gennaio 2005
Spagnolo, campione isolano

Gabriele Spagnolo

Gabriele Spagnolo, ventiduenne, è certamente uno dei prodotti più interessanti del vivaio dell’Ilvamaddalena negli ultimi anni. Gioca a calcio praticamente da sempre e ha esordito in prima squadra a soli quindici anni con l’allenatore Sandro Acciaro, attuale tecnico dell’undici maddalenino. È un giocatore praticamente universale, capace cioè di ricoprire diversi ruoli, anche se si definisce un centrocampista che ama recuperare palloni e fare ripartire l’azione, agendo al centro o sulla destra. Insomma un Gattuso isolano. Con lui parliamo dell’attuale momento della squadra e delle prospettive della sua carriera. “Sono molto contento di come sta andando l’attuale stagione dell’Ilva – comincia Spagnolo. Siamo partiti con grande ritardo: ci siamo radunati solo tre giorni prima dell’inizio del campionato. Eppure abbiamo sempre giocato bene e col tempo i risultati stanno cominciando a venire, grazie all’appoggio di tutti, a partire dall’allenatore Acciaro, che è una persona perbene e un tecnico preparato e che da ex calciatore riesce a motivare la squadra. Un fatto, secondo me, importante è che siamo quasi tutti ragazzi maddalenini, per lo più giovani, desiderosi di far bene e mettersi in mostra, guidati da un “grande vecchio” come Checco Comiti che è per noi un specie di chioccia grazie alla sua esperienza in campionati superiori e in realtà più grandi di La Maddalena. C’è da sperare davvero bene per il futuro della squadra; si può creare, anzi si sta già creando, un gruppo unito che può pensare nei prossimi anni a categorie superiori e più adatte alla nostra città e alla storia dell’Ilva. Per quest’anno, comunque, pensiamo ad una tranquilla salvezza. Ci dà fiducia anche il pubblico, sempre numeroso, che ci segue con affetto ed entusiasmo; dopo il calo degli ultimi anni è la dimostrazione che la gente è sempre vicina all’Ilva e che ci vuole poco per riaccendere la passione”. Un accenno alle prospettive della sua carriera. “Fino a 25 anni il cartellino sarà di proprietà della società. Negli scorsi anni ci sono state tante voci di interessamento di squadre superiori, ma non se n’è mai fatto niente. Non nascondo un certo piacere, anche perché questa prospettiva è comunque allettante; mi piacerebbe davvero confrontarmi in serie superiori.” Concludiamo con un giudizio sul manto sintetico del Pietro Secci. “È assolutamente splendido; certo ti devi abituare e all’inizio puoi faticare un po’, ma è davvero un’ottima soluzione per una realtà come la nostra”.
Gian Luca Moro
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15 Gennaio 2005
Centenario della nascita (6° parte)
Mons. Salvatore Capula
Già dal 1932 tra i problemi che il vescovo Albino Morera doveva affrontare e risolvere c’era quello della parrocchia di La Maddalena, una delle più importanti dell’intera diocesi e sicuramente la più complessa per la popolazione eterogenea proveniente da ogni parte d’Italia e per la presenza della Marina e dell’Esercito. Il canonico Antonio Vico che ne era parroco da 44 anni, era già avanti negli anni ad affetto da una grave forma tumorale. All’epoca le parrocchie venivano assegnate tramite concorso e a questo si sarebbe giunti alla morte del parroco (che era nominato in perpetuo) ma nel frattempo era necessario inviare un secondo vice parroco che affiancasse il buon don Pietrino Macciocco. Il canonico Antonio Vico, uomo robusto e coraggioso, sebbene avesse dovuto affrontare un ambiente non sempre favorevole alla chiesa (contraddistinto dalla presenza della massoneria, da un piccolo nucleo evangelico, da frange anarchiche e socialiste), aveva tuttavia visto realizzato l’Istituto San Vincenzo, la chiesa di Moneta, la cappella della Madonnetta e stava ultimando quella di Due Strade (benedetta il 17 aprile 1933). Aveva fondato varie associazioni religiose e negli ultimi anni anche l’Azione Cattolica. I massoni, quelli estremisti (la maggior parte erano molto tranquilli e tolleranti) presenti fin dai tempi di Garibaldi, Antonio Vico li aveva fronteggiati con le parole, gli scritti ed anche con i pugni, mentre di pastori evangelici ne erano passati di ben più capaci e persuasivi nel proselitismo (Clerico, Pons, Robutti) di quel Liborio Naso giunto negli ultimi tempi dalla Sicilia. Vico però, indebolito dalla vecchiaia e dalla malattia, scrisse al vescovo allarmato non solo per la Massoneria ma anche la nuova predicazione evangelica. Morera raccolse l’appello e tra i giovani sacerdoti a disposizione scelse Capula, da troppo tempo senza incarichi parrocchiali, e lo inviò nell’Arcipelago. “Lo mando – scrisse il vescovo a Vico il 6 luglio 1933 – con l’incarico di sviluppare costì i vari rami dell’Azione Cattolica … e di coltivare la popolazione con la predicazione …specialmente ora che pare che i protestanti cerchino di alzare la testa”. Quando don Capula giunse a La Maddalena a metà luglio, al canonico Antonio Vico rimanevano poco più di due mesi di vita. Divorato dal cancro morì infatti il 23 settembre 1933. Dalla relazione alla Visita Pastorale del 17 e 18 dicembre 1930 vediamo dal punto spirituale che cosa ereditò don Capula. Scrive Morera: “Trovammo la popolazione ben preparata, essendo in corso una missione in occasione del centenario della Medaglia Miracolosa e con piacere vedemmo il popolo accorrere numerosissimo alle prediche, come numerosissimi erano gli uomini che intervenivano alle conferenze predicate ad essi soli. Anche l’affluenza ai sacramenti fu imponente … Si amministrò la cresima a circa 300 …”.
(6° - continua) Claudio Ronchi
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  • argo Matteotti 4

  • Macelleria Severino Gala,
  • Via Cellini 21

  • Sorelle Lena, merceria e intimo,
  • via Garibaldi 62

  • Pizzeria Romeo e Giulietta
  • via Indipendenza, 40

  • Market Orecchioni,
  • via Domenico Millelire, 57
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