Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 117 del 15 Gennaio 2005 - pag. n° 5

15 Gennaio 2005
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Natale

di Mauro Mascia

  • Il vento freddo entra un po’ per volta e a tratti vince il mantello che posto sull’uscio
  • lotta con le indiscrete stelle.
  • Gioca con i legni fumiganti di un fuoco che ormai riposa mentre guarda due pietre
  • poste intorno, due bestie domestiche, un uomo, che sconfitto dalla stanchezza, nel più
  • bello, ha chiuso gli occhi all’infinito abbandonandosi al sonno.
  • E’ questa l’ora, è questo il momento propizio per illuminare la terra.
  • Ora puoi guardare come guarda l’uomo e vedi, e cerchi con gli occhi tua madre che ti sorride, e senti il suo tepore mentre silenziosa ti stringe al seno sussurrandoti nel pianto le prime e le ultime parole: “io ti amo, figlio mio e Dio mio”.  
  •  

Ispirata dalla fede cristiana, questa lirica è prosa che si fa poesia nel contenuto. Le manca l’armonico gioco del verseggiare, le cadute e le riprese di ritmo, che cadenzino le immagini eteree della Natività. E’ una ”zumata” sul presepe, è la messa a fuoco della fredda capanna e del suo umano e divino contenuto, è la metamorfosi di Dio che si fa uomo (“ora puoi guardare come guarda l’uomo”) e cerca con amore filiale lo sguardo della madre, che unica riconosce la Sua divina natura.
Archivio rubrica: Invito ala Poesia
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15 Gennaio 2005
Un rischio per la salute
Eternit e tumori
A questo punto si procede alla bonifica della copertura che può essere realizzata con tre metodi diversi: la rimozione, l’incapsulamento e la sopracopertura. Per chi tra i lettori fosse interessato si da una descrizione sommaria dei tre metodi rimandando per maggiori dettagli al decreto di cui sopra. Il primo metodo consiste nello smontaggio delle lastre, il trasferimento a terra, l’imballaggio e il trasporto in discarica. Questo tipo di bonifica si applica sia nel caso di sostituzione della copertura con un’altra di materiale diverso sia nel caso di demolizione dell’edificio, è importante sapere che in quest’ultimo caso, secondo le norme vigenti, la rimozione delle coperture deve avvenire prima della demolizione dell’edificio. Questo metodo ha il vantaggio di eliminare definitivamente il problema ma allo stesso tempo vi è l’inconveniente potenziale che nelle fasi dell’operazione le fibre di amianto si disperdano nell’aria. Le lastre non vanno tagliate e prima di essere rimosse devono essere trattate superficialmente con resine sintetiche che spruzzate con pompa a bassa pressione di mandata, formano una pellicola impedendo l’emissione di fibre. Una volta effettuata questa operazione esse vanno trasferite a terra con molta cura, ordinatamente impilate e avvolte in teli di plastica sigillati. Gli addetti ai lavori devono essere dotati di mezzi protettivi sia delle vie respiratorie sia per evitare la contaminazione degli abiti. Il metodo chiamato di incapsulamento, si adotta nel caso di coperture che si trovano ancora in buono stato di conservazione e consiste nel trattare la superficie delle lastre con sostanze sintetiche inglobando così le fibre di amianto nella matrice cementizia. Le sostanze usate sono di due tipi, gli impregnanti che hanno la funzione di penetrare nello strato superficiale della lastra saldando le fibre tra loro e i prodotti ricoprenti che hanno la funzione di formare sulla superficie delle lastre una membrana protettiva continua di un certo spessore idonea ad ostacolare il distacco delle fibre e proteggerla dagli agenti esterni. La sopracopertura consiste invece nell’installare una nuova copertura di materiale leggero ed infrangibile al di sopra di quella in amianto-cemento. La nuova copertura impedisce l’emissione di fibre da quella vecchia e ne interrompe il degrado da parte degli agenti atmosferici. Anche in questo caso l’operazione di montaggio della nuova copertura deve essere fatto in modo attento e richiede tutta una serie di accorgimenti sempre rivolti ad evitare la dispersione di fibre nell’ambiente. Tutti i metodi descritti come si è potuto notare hanno bisogno di particolari attenzioni nelle diverse fasi d’applicazione, pertanto se non si hanno a disposizione i mezzi idonei e il personale specializzato è preferibile non intraprendere queste operazioni che se condotte in modo errato avrebbero solo l’effetto di recare danni alla salute.
(3 - fine) Monica Culiolo, geologo
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15 Gennaio 2005
Parliamo di sport

Il Maestro Antonio Isoni
(a destra) insieme a
Giuseppe Maddaloni,
medaglia d'oro alle
Olimpiadi del 2000"

Lo judo moderno prese forma in Giappone nella seconda metà dell’Ottocento e derivò le sue caratteristiche dagli antichi metodi di combattimento giapponesi, denominati ju-jitsu. Non è quindi nato come sport, ma come arte marziale; come sport è però conosciuto e praticato nel mondo occidentale. Anche a La Maddalena è presente da 30 anni una scuola di judo, sport per nulla violento ma anzi, come vedremo, caratterizzato da un grande fair-play. Ne parliamo con il presidente e istruttore del Judo Club La Maddalena Antonio Isoni. “L’attuale società – comincia Isoni – è stata fondata nel 1975 dalla famiglia Doneddu e inizialmente fu denominata Ryu Shin Kan. Dal 1984 aderisce alla Fijlkam, la federazione italiana che raggruppa judo, karate e lotta libera. Io iniziai a praticare il judo giovanissimo, attorno ai quindici anni e col tempo ho ottenuto importanti risultati, arrivando due volte secondo al Campionato italiano CIAM e una volta primo nel 1982. Dal 1984 sono cintura nera (dallo scorso anno terzo dan) e istruttore federale. Attualmente gli atleti iscritti alla nostra società sono una cinquantina, divisi per fasce di età, a livello agonistico (dai tredici ai trentacinque anni) e amatoriale (sotto i tredici e sopra i trentacinque). A livello sportivo partecipiamo alle categorie esordienti, cadetti, junior e senior.” Ci informiamo sui risultati conseguiti di recente e sulle strutture logistiche in uso. “Recentemente abbiamo ottenuto risultati positivi”, prosegue Isoni. “Intanto ricordo il 5° posto di Alberto Moi ai Campionati Italiani Juniores 2004; poi i titoli regionale 2004 conseguito dallo stesso Moi, dallo juniores Luca Ventroni, e dall’esordiente Carlo Ventroni, il secondo posto di Alberto De Stefano. Per quanto riguarda gli allenamenti, invece, utilizziamo la palestra del Nautico, grazie ad una convenzione con la Provincia. Per le gare ci spostiamo nella palestra di via La Marmora, comunque piccola e insufficiente per ospitare un eventuale torneo regionale”. Concludiamo con un accenno più generale ad uno sport, scarsamente coperto dai media se non durante i Giochi Olimpici. “Il nostro è uno sport davvero splendido che invito di cuore a conoscere e praticare. Insegna un grande rispetto per l’avversario, per le regole e le decisioni arbitrali, che vengono accettate senza isterismi. In questo siamo davvero molto lontano da altri sport come il calcio: i judoka non possono esultare più di tanto per non irridere l’avversario sconfitto, non possono dire parolacce, pena anche la squalifica. Insomma una disciplina davvero lontana dagli stereotipi, dove non vi è violenza o duro scontro fisico”.
Gian Luca Moro
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15 Gennaio 2005
Radioattività

La dottoressa
Floriana Manca

  • L’efficacia dei controlli
  • Precisiamo subito che il Presidio Multizonale di Prevenzione della ASL n.1 conosce il suo lavoro e lo fa bene, è un Laboratorio con certificazione di qualità europea e finora è l’unico ente che ha pubblicato regolarmente i suoi dati e che non ha alcun interesse a nascondere alcunché: mi fido molto di più di questi dati che di quelli militari, necessariamente ubbidienti agli ordini militari ed alle abitudini di secretazione (vedi Ustica o il Salto di Quirra). Ciononostante contesto l’efficacia dei controlli per inadeguatezza del “protocollo” (le regole e le modalità di operare) che il PMP ASL 1 ha ricevuto e deve seguire. Vediamo le contestazioni:
  • - prima di tutto bisogna conoscere le operazioni da controllare, cosa oggi non nota: ad esempio, la sostituzione delle barre di combustibile comporta seri rischi e nessuno l’ha mai esclusa.
  • - per legge gli inquinanti si devono controllare nel punto di immissione, non ad un miglio come oggi, perché se si controllano così distanti non si trova niente: gli inquinanti di 1 metro cubo scaricato dal sottomarino a S. Stefano si diluiscono di 105.975.000 volte arrivando alla centralina dell’Arsenale, in condizioni di calma, figuriamoci col ponente. Chi crede a questi dati?
  • - Non si trova niente di scritto ma si dice che la US Navy impone queste distanze. Chi lo dice si dimentica che la US Navy può impedirmi l’accesso a bordo, ma appena scarica fuori bordo in quel punto è mare italiano e si controlla secondo le leggi italiane.
  • - I dati delle centraline pur essendo disponibili in tempo reale sono riportati come media di 24 ore, così un rilascio di un’ora viene diluito per ulteriori 24 volte. Inoltre il Sindaco (ed oggi, per Sua decisione, nessun altro cittadino) se ne ha voglia li legge non prima di due mesi dopo. Non c’è alcun motivo per cui il PMP ASL 1 non voglia dare i dati in tempo reale, il problema è sapere se lo vogliono i nostri Amministratori (tema per il prossimo Consiglio Comunale), perché probabilmente non vogliono assumersi responsabilità (che fare un momento dopo? scappare ?)
  • - Anche i campioni di matrici ambientali, alghe e sedimenti, vengono presi in punti ugualmente ben distanti, beneficiando della diluizione e perdendo significato.
  • - Non esistono analisi di bioindicatori, gnacchere o cozze per intenderci, che sono un formidabile filtro accumulatore: il 14 febbraio 2004 la dr.ssa Floriana Manca del PMP ASL 1 stava cercando di spiegarlo in Salone Consiliare ma l’inciviltà dei presenti glielo ha impedito.
  • II caso di superamento dei limiti, le centraline fanno scattare un allarme sonoro: dove? E poi ?
  •  
(6 - continua) di Giancarlo Fastame
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Il Vento per l’Ambiente
Contribuiamo a tenere pulito l’Arcipelago
I vecchi arredi casalinghi: mobili, frigoriferi, lavatrici, scaldabagni, reti, materassi, ecc., non abbandonarli in campagna o dove capita. Vengono ritirati gratuitamente. Basta telefonare al numero 335.7154943, nei giorni feriali, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, per concordare il ritiro con la ditta appaltatrice del servizio di Nettezza Urbana.

  • AVIS
  • Sezione Comunale di
  • La Maddalena
  • Donare il sangue è un dovere
  • morale
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