
Il Maestro Antonio Isoni
(a destra) insieme a
Giuseppe Maddaloni,
medaglia d'oro alle
Olimpiadi del 2000"
Lo judo moderno prese forma in Giappone nella seconda metà dell’Ottocento e derivò le sue caratteristiche dagli antichi metodi di combattimento giapponesi, denominati ju-jitsu. Non è quindi nato come sport, ma come arte marziale; come sport è però conosciuto e praticato nel mondo occidentale. Anche a La Maddalena è presente da 30 anni una scuola di judo, sport per nulla violento ma anzi, come vedremo, caratterizzato da un grande fair-play. Ne parliamo con il presidente e istruttore del Judo Club La Maddalena Antonio Isoni. “L’attuale società – comincia Isoni – è stata fondata nel 1975 dalla famiglia Doneddu e inizialmente fu denominata Ryu Shin Kan. Dal 1984 aderisce alla Fijlkam, la federazione italiana che raggruppa judo, karate e lotta libera. Io iniziai a praticare il judo giovanissimo, attorno ai quindici anni e col tempo ho ottenuto importanti risultati, arrivando due volte secondo al Campionato italiano CIAM e una volta primo nel 1982. Dal 1984 sono cintura nera (dallo scorso anno terzo dan) e istruttore federale. Attualmente gli atleti iscritti alla nostra società sono una cinquantina, divisi per fasce di età, a livello agonistico (dai tredici ai trentacinque anni) e amatoriale (sotto i tredici e sopra i trentacinque). A livello sportivo partecipiamo alle categorie esordienti, cadetti, junior e senior.” Ci informiamo sui risultati conseguiti di recente e sulle strutture logistiche in uso. “Recentemente abbiamo ottenuto risultati positivi”, prosegue Isoni. “Intanto ricordo il 5° posto di Alberto Moi ai Campionati Italiani Juniores 2004; poi i titoli regionale 2004 conseguito dallo stesso Moi, dallo juniores Luca Ventroni, e dall’esordiente Carlo Ventroni, il secondo posto di Alberto De Stefano. Per quanto riguarda gli allenamenti, invece, utilizziamo la palestra del Nautico, grazie ad una convenzione con la Provincia. Per le gare ci spostiamo nella palestra di via La Marmora, comunque piccola e insufficiente per ospitare un eventuale torneo regionale”. Concludiamo con un accenno più generale ad uno sport, scarsamente coperto dai media se non durante i Giochi Olimpici. “Il nostro è uno sport davvero splendido che invito di cuore a conoscere e praticare. Insegna un grande rispetto per l’avversario, per le regole e le decisioni arbitrali, che vengono accettate senza isterismi. In questo siamo davvero molto lontano da altri sport come il calcio: i judoka non possono esultare più di tanto per non irridere l’avversario sconfitto, non possono dire parolacce, pena anche la squalifica. Insomma una disciplina davvero lontana dagli stereotipi, dove non vi è violenza o duro scontro fisico”.