Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 117 del 15 Gennaio 2005 - pag. n° 6

Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Palazzo Roberts (2 fine)
Ma torniamo ai due contratti di locazione. Gin Racheli nel suo libro, e con lei altri, hanno ritenuto che Roberts abbia fatto costruire a Cala Gavetta il palazzo in questione conosciuto appunto come palazzo Roberts. Orbene il contratto di locazione citato all’inizio, quello datato 1867, venne stipulato tra lo stesso Robers (locatario) ed il parroco Mamia Addis, rappresentante degli aventi diritto dell’eredità Zicavo Generale Giuseppe (locatori). Nell’atto (sottoscrito anche da Giò Battista Zicavo e F.Millelire) sta scritto che “il Vicario sottoscritto pro tempore, per mandato delle parti tutte aventi diritto all’Eredità Zicavo fu Giuseppe, Egli affitta al signor Capitano Daniele Roberts per il periodo di cinque anni, a datare dal primo Ottobre milleottocento sessantasette, tutto il Palazzo di detta Eredità posto a levante sull’entrata del Molo, in luogo detto La Galitta, per l’annuo fitto di Lire Italiane quattrocento”. Il dubbio che sorge – si potrebbe anche sbagliare però – è che si tratti del palazzo, conosciuto come Roberts. Comunque è certo che il capitano Daniel Robers morì appena un anno e mezzo dopo la firma di quel contratto di locazione (e venne sepolto nel vecchio cimitero), troppo poco tempo dopo perché quel palazzotto potesse assumere il suo nome, a meno che non si tratti di altro immobile, oppure che questa citata nel documento non fosse altro che il rinnovo di una predente locazione. Comunque sia, esattamente cinque anni dopo, il 24 agosto 1872, lo stesso palazzo “posto a Levante dell’entrata del porto e nel luogo detto La Galitta” venne dato in locazione “per l’annua pigione di lire Italiane cinquecento” a Giovanni Susini fu Giuseppe. Il vicario Mamia Addis sottoscrisse in qualità di “rappresentante gli Eredi del fu Generale Giuseppe Zicavo” i quali poi comunque posero la firma, ed erano “Antonio Bargone, Gio Batta Zicavo, Dr. Gambarella per la moglie Rosa Zicavo, Felice Zicavo”. Il contratto negava in generale al Susini la possibilità di sublocare concedendogli tuttavia la possibilità “di potervi affittare per propria convenienza delle stanze poste a piano terra”. Ciò lascia intendere che queste fossero più di due e ciò considerato che all’epoca di palazzi di una certa grandezza all’entrata del porto non ce ne erano altri, fa credere ancora che potesse trattarsi del palazzo poi ritenuto di proprietà Robers.
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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15 Gennaio 2005
Problema da risolvere
Parco e discariche

(foto A. Nieddu

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha deciso di dare battaglia sul fronte delle discariche abusive. “Non è ammissibile che un Parco debba essere costellato di discariche", esordisce Vincenzo Satta (nella foto), direttore dell'Ente. E le discariche abusive non solo ci sono, ma continuano ad aumentare. Sarà battaglia, una battaglia combattuta con metodi scientifici e tecnici per eliminare il problema alla radice. Innanzitutto si procederà, con fondi propri dell'Ente, al rilievo definitivo delle discariche abusive presenti sul territorio "facendo un censimento non solo dei siti interessati dalle discariche, ma specialmente del tipo di materiale che in queste discariche viene depositato”. Per fare questo l'Ente si avvarrà della cooperativa di servizi ‘Naturalia’ che effettuerà un monitoraggio molto approfondito. Più difficile sarà l'eliminazione del materiale. Il direttore Satta ha più di una speranza in merito."L'ideale, per evitare il dettato del decreto Ronchi, sarebbe quello di raccogliere tutto il materiale abusivamente abbandonato in un'area coperta. Qui si potrebbe attivare la differenziazione di rifiuti ". Questo progetto discende da fondi per le Isole Minori appositamente stanziati e prevedeva 3,6 milioni di euro di spesa." Per adesso sono disponibili solo 1,2 milioni di euro - specifica l'ex assessore all'ambiente Giacomo Grondona - ma sufficienti per avviare il lavoro di smaltimento". Fra i materiali più ingombranti i più brutti da vedere sono gli inerti. L'idea è quella di triturarli adeguatamente al coperto per produrre materiale primo e una successiva agglomerazione in blocchetti per l'edilizia. Per quanto riguarda i materiali ferrosi l'Ente sarebbe dell'avviso di posizionare in punti facilmente raggiungibili da tutti dei contenitori scarrabili che, di giorno in giorno, farebbero da centro di raccolta e successivo trasferimento in una area -individuata già a suo tempo dal Comune nella zona Vaticano, nel quartiere di Moneta - dove entrerebbero in funzione un compattatore capace di ridurre i metalli a blocchi per un facile trasferimento alle discariche autorizzate della Sardegna. Il direttore dell'Ente Parco è stato al ministero dell'Ambiente per recuperare altri fondi e si dice convinto che questo progetto sia "l'unico in grado di garantire la gestione ecologica del territorio". Franco Nardini Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha deciso di dare battaglia sul fronte delle discariche abusive. “Non è ammissibile che un Parco debba essere costellato di discariche", esordisce Vincenzo Satta (nella foto), direttore dell'Ente. E le discariche abusive non solo ci sono, ma continuano ad aumentare. Sarà battaglia, una battaglia combattuta con metodi scientifici e tecnici per eliminare il problema alla radice. Innanzitutto si procederà, con fondi propri dell'Ente, al rilievo definitivo delle discariche abusive presenti sul territorio "facendo un censimento non solo dei siti interessati dalle discariche, ma specialmente del tipo di materiale che in queste discariche viene depositato”. Per fare questo l'Ente si avvarrà della cooperativa di servizi ‘Naturalia’ che effettuerà un monitoraggio molto approfondito. Più difficile sarà l'eliminazione del materiale. Il direttore Satta ha più di una speranza in merito."L'ideale, per evitare il dettato del decreto Ronchi, sarebbe quello di raccogliere tutto il materiale abusivamente abbandonato in un'area coperta. Qui si potrebbe attivare la differenziazione di rifiuti ". Questo progetto discende da fondi per le Isole Minori appositamente stanziati e prevedeva 3,6 milioni di euro di spesa." Per adesso sono disponibili solo 1,2 milioni di euro - specifica l'ex assessore all'ambiente Giacomo Grondona - ma sufficienti per avviare il lavoro di smaltimento". Fra i materiali più ingombranti i più brutti da vedere sono gli inerti. L'idea è quella di triturarli adeguatamente al coperto per produrre materiale primo e una successiva agglomerazione in blocchetti per l'edilizia. Per quanto riguarda i materiali ferrosi l'Ente sarebbe dell'avviso di posizionare in punti facilmente raggiungibili da tutti dei contenitori scarrabili che, di giorno in giorno, farebbero da centro di raccolta e successivo trasferimento in una area -individuata già a suo tempo dal Comune nella zona Vaticano, nel quartiere di Moneta - dove entrerebbero in funzione un compattatore capace di ridurre i metalli a blocchi per un facile trasferimento alle discariche autorizzate della Sardegna. Il direttore dell'Ente Parco è stato al ministero dell'Ambiente per recuperare altri fondi e si dice convinto che questo progetto sia "l'unico in grado di garantire la gestione ecologica del territorio".
Franco Nardini
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15 Gennaio 2005
Progetto del Parco
Bonificare Sasso Rosso

L'ingresso della discarica
di Sasso Rosso

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha messo in preventivo uno studio per verificare lo stato dell’ambiente di superficie e sotterraneo della ex discarica comunale di Sasso Rosso, utilizzata in modo continuativo dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso praticamente fino ai giorni nostri, come accumulo dei rifiuti solidi urbani della città. Partito come discarica ‘provvisoria’ il sito fu costantemente ampliato sino a divorare decine di ettari di macchia mediterranea e terreno ex agricolo. Ora che la discarica è chiusa, grazie al decreto Ronchi del 1997, la funzionalità del territorio occupato dall’ex discarica, tra l’altro in una superba posizione panoramica sulle Bocche di Bonifacio, potrebbe esser recuperata e si sta pensando “magari di farne un parco pubblico” come afferma il consigliere Gisellu. Lo stesso consigliere ha specificato che occorrerà, “procedere ad una verifica attenta dei danni prodotti dal suolo e dal sottosuolo dal costante contatto ed infiltrazioni di sostanze inquinanti, anche per verificare se elementi inquinanti sono finiti nelle falde acquifere del sottosuolo”. Agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso, quando si iniziò a predente coscienza del problema, gli ulteriori accrescimenti della discarica furono effettati su teloni impermeabilizzati, ma resta il timore di falle nelle impermeabilizzazioni e delle dispersioni precedenti. Per ora non si conoscono le modalità con cui saranno effettuate le prospezioni geologiche necessarie per appurare lo stato di salute del sottosuolo della discarica, ma il comitato direttivo dell’Ente Parco ha intenzione di procedere presto con fondi propri appositamente stanziati.
Franco Nardini
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15 Gennaio 2005
Si inizia il 6 febbraio
Carnevale maddalenino

Maschere di un recente carnevale

Saranno quattro le sfilate mascherate che si snoderanno per alcune tra le principali vie del centro storico di La Maddalena. Si comincerà domenica 6 febbraio (prima sfilata) per proseguire il 10 (giovedì grasso), il 13 (domenica), il 15 (martedì grasso) ed ancora domenica 20 con l’ultima manifestazione, quella della pentolaccia. Il Comitato Carnevale Maddalenino 2005 è composto da Silvio Ornano (presidente), Franco Sicara (vice presidente), Mauro Cercignani (coordinatore), Danilo Dieni (segretario), Antonello Pedroni (tesoriere), Pier Luigi Cianchetti (coordinatore artistico), Sabrina Brundu, Marco Mascagni, Vincenzo Conti, Marco Muroni, Andrea Zeddita, Michelino D’Agostino, Mario Ferrigno, Gian Luca Nieddu, Fabio Nieddu.
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Radio Arcipelago 90.20 Mhz

è sempre più ascoltata a La Maddalena e nella Riviera di Gallura.

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