Parco e discariche

(foto A. Nieddu
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha deciso di dare battaglia sul fronte delle discariche abusive. “Non è ammissibile che un Parco debba essere costellato di discariche", esordisce Vincenzo Satta (nella foto), direttore dell'Ente. E le discariche abusive non solo ci sono, ma continuano ad aumentare. Sarà battaglia, una battaglia combattuta con metodi scientifici e tecnici per eliminare il problema alla radice. Innanzitutto si procederà, con fondi propri dell'Ente, al rilievo definitivo delle discariche abusive presenti sul territorio "facendo un censimento non solo dei siti interessati dalle discariche, ma specialmente del tipo di materiale che in queste discariche viene depositato”. Per fare questo l'Ente si avvarrà della cooperativa di servizi ‘Naturalia’ che effettuerà un monitoraggio molto approfondito. Più difficile sarà l'eliminazione del materiale. Il direttore Satta ha più di una speranza in merito."L'ideale, per evitare il dettato del decreto Ronchi, sarebbe quello di raccogliere tutto il materiale abusivamente abbandonato in un'area coperta. Qui si potrebbe attivare la differenziazione di rifiuti ". Questo progetto discende da fondi per le Isole Minori appositamente stanziati e prevedeva 3,6 milioni di euro di spesa." Per adesso sono disponibili solo 1,2 milioni di euro - specifica l'ex assessore all'ambiente Giacomo Grondona - ma sufficienti per avviare il lavoro di smaltimento". Fra i materiali più ingombranti i più brutti da vedere sono gli inerti. L'idea è quella di triturarli adeguatamente al coperto per produrre materiale primo e una successiva agglomerazione in blocchetti per l'edilizia. Per quanto riguarda i materiali ferrosi l'Ente sarebbe dell'avviso di posizionare in punti facilmente raggiungibili da tutti dei contenitori scarrabili che, di giorno in giorno, farebbero da centro di raccolta e successivo trasferimento in una area -individuata già a suo tempo dal Comune nella zona Vaticano, nel quartiere di Moneta - dove entrerebbero in funzione un compattatore capace di ridurre i metalli a blocchi per un facile trasferimento alle discariche autorizzate della Sardegna. Il direttore dell'Ente Parco è stato al ministero dell'Ambiente per recuperare altri fondi e si dice convinto che questo progetto sia "l'unico in grado di garantire la gestione ecologica del territorio". Franco Nardini
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha deciso di dare battaglia sul fronte delle discariche abusive. “Non è ammissibile che un Parco debba essere costellato di discariche", esordisce Vincenzo Satta (nella foto), direttore dell'Ente. E le discariche abusive non solo ci sono, ma continuano ad aumentare. Sarà battaglia, una battaglia combattuta con metodi scientifici e tecnici per eliminare il problema alla radice. Innanzitutto si procederà, con fondi propri dell'Ente, al rilievo definitivo delle discariche abusive presenti sul territorio "facendo un censimento non solo dei siti interessati dalle discariche, ma specialmente del tipo di materiale che in queste discariche viene depositato”. Per fare questo l'Ente si avvarrà della cooperativa di servizi ‘Naturalia’ che effettuerà un monitoraggio molto approfondito. Più difficile sarà l'eliminazione del materiale. Il direttore Satta ha più di una speranza in merito."L'ideale, per evitare il dettato del decreto Ronchi, sarebbe quello di raccogliere tutto il materiale abusivamente abbandonato in un'area coperta. Qui si potrebbe attivare la differenziazione di rifiuti ". Questo progetto discende da fondi per le Isole Minori appositamente stanziati e prevedeva 3,6 milioni di euro di spesa." Per adesso sono disponibili solo 1,2 milioni di euro - specifica l'ex assessore all'ambiente Giacomo Grondona - ma sufficienti per avviare il lavoro di smaltimento". Fra i materiali più ingombranti i più brutti da vedere sono gli inerti. L'idea è quella di triturarli adeguatamente al coperto per produrre materiale primo e una successiva agglomerazione in blocchetti per l'edilizia. Per quanto riguarda i materiali ferrosi l'Ente sarebbe dell'avviso di posizionare in punti facilmente raggiungibili da tutti dei contenitori scarrabili che, di giorno in giorno, farebbero da centro di raccolta e successivo trasferimento in una area -individuata già a suo tempo dal Comune nella zona Vaticano, nel quartiere di Moneta - dove entrerebbero in funzione un compattatore capace di ridurre i metalli a blocchi per un facile trasferimento alle discariche autorizzate della Sardegna. Il direttore dell'Ente Parco è stato al ministero dell'Ambiente per recuperare altri fondi e si dice convinto che questo progetto sia "l'unico in grado di garantire la gestione ecologica del territorio".