via Agostino Millelire

Inizia nella piazza Principe Tomaso, cioè nella parte finale di cala Gavetta, in quella che un tempo era una propaggine di piazza Barò e che fu intestata, con questo nome, contemporaneamente a via Millelire, nel 1896. Prima di questa data non esisteva una vera e propria via sull’attuale tracciato, ma solo un percorso che fiancheggiava alcune case e zone di aperta campagna, che prendeva il nome di Alivi nella parte bassa e Fontanellucce nella parte più alta intestata, con la stessa delibera consiliare del 1896, a La Marmora. In realtà le due vie sono la prosecuzione una dell’altra e a noi si presentano senza evidenti interruzioni. Via Millelire costeggiava, nella parte bassa, da un alto il muro di una grande corte, utilizzata, qualche decennio fa, come cinema all’aperto con il nome di Arena Odeon; dall’altra conserva ancora oggi i caratteristici gradini di accesso alle case rialzate rispetto alla carreggiata che, fortunatamente, non hanno ancora ceduto il passo al traffico veicolare, come è invece avvenuto per tanti piazzaletti. Come spesso succede quando i personaggi intestatari di vie cittadine non sono molto conosciuti, i maddalenini hanno preferito, nel tempo, identificare la zona facendo riferimento alla Pretura che a lungo, prima di trasferirsi nell’attuale edificio, occupò quello di proprietà comunale nella parte destra della strada. L’intestazione a Agostino Millelire era stata giustificata, nel 1896, con il riconoscimento di un atto di coraggio da lui compiuto contro i barbareschi nel 1787: la delibera fa preciso riferimento al combattimento della mezza galera Beata Margherita, di cui Millelire era piloto, contro uno sciabecco tunisino, ma non considera affatto il ruolo, ben più importante, da lui ricoperto come comandante dell’isola in un periodo particolarmente difficile e delicato quale fu l’epoca napoleonica in cui Millelire si distinse sempre per l’assoluta fedeltà al governo accompagnata da prudenza, determinazione e buone qualità di mediazione.