Piazza Comando è cosiPraticamente ultimata anche se manca ancora l’inaugu-razione ufficiale, piazza Comando fa discutere, soprattutto per quanto riguarda la fontana a raso e l’impalcatura metallica posta sopra l’anfitearo in granito. L’architetto Cianchetti, su invito de Il Vento, gentilmente ha accettato di spiegarla. Ecco il suo intervento:
“Per ciò che attiene alla Piazza Umberto I°, meglio conosciuta come “Piazza Comando”, non è possibile trascurare la dignità che deriva a tutto l'insieme dalla quinta degli edifici civili e militari in stile umbertino di fine ottocento, come elemento qualificato e qualificante, così come quella dai monumenti al "Maggior Leggero" ad "Anita Garibaldi”, ai "Caduti di Nassirya”, dalla nuova fontana e dal "Palco della Musica" col suo giardino. Ed allora, ai “segni” della preesistenza storica, si aggiungono i “segni” della memoria e si inseriscono elementi progettuali all'interno dei nuovi “segni”: nel disegno della pavimentazione che, concettualmente, ripropone il tracciato della vecchia viabilità, troppo rapidamente cancellata con l'ultimo intervento di rifacimento attuato negli anni "70; nella nuova fontana, un ininterrotto muro d'acqua, identica nelle dimensioni e nel posizionamento a quella originale irrimediabilmente distrutta che da lontano, di giorno e di notte, crea un effetto di grande richiamo e insieme di smaterializzazione; nell'anfiteatro ai piedi del monumento di Anita, che suggella un momento particolare di raccoglimento e di aggregazione e funge anche da "belvedere" perché si affaccia sullo specchio d'acqua antistante, “coperto” da una struttura metallica leggera tipo brisoleil, sostenuta da tredici colonne cilindriche in granito sardo finemente lavorato, dove andranno ad arrampicarsi delle splendide buganvillea. La funzionalizzazione dello spazio attorno al "Palco della Musica" è il momento più espressivo del piano di riqualificazione della piazza Umberto I° e allo stesso tempo ne è anche una sorta di “summa” del metodo di approccio. Per la vegetazione si predisporrà la medesima metodologia d'intervento del passato, concepito come "giardino botanico", racchiuso da una balaustra in ghisa e caratterizzato da endemismi autoctoni. Con l’occasione della definitiva sistemazione della piazza si sono messe a dimora anche le sei palme mancanti, cingendo tutte le aiuole con una bordura in granito rosso massello e sostituendo parte delle lastre rotte o mancanti, eredità di un malcostume che ha permesso che la Piazza venisse aggredita dal transito autorizzato, ma incontrollato, di automezzi da “mercatino rionale”. Al fine di ricomporre l'unità di questo grande atrio alla città, si è imposta la necessità di pedonalizzare per intero il grande invaso, delimitandone il perimetro con il solo posizionamento di un bordo in granito, supportato da dissuasori stradali in ghisa sferoidale, collegati saltuariamente con catenelle del tipo "genovese", unica barriera con le strade pubbliche, necessaria per scoraggiarne gli usi impropri. Elementi tematici che fungono da connettivo sono: l'illuminazione, la vegetazione e l'acqua, oltre ad alcuni particolari che nella scelta progettuale e nell'uso possono denotare il cambiamento e la riqualificazione”.
Arch. Pier Luigi Cianchetti