Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 118 del 1 Febbraio 2005 - pag. n° 5

1 Febbraio 2005
Invito alla Poesia
a cura di Gianfranco Impagliazzo
Il senso della colpa

di Caterina Orioni

  • Le lunghe
  • ombre nere
  • della notte scura
  • degli avvoltoi
  • delle aquile rostrate
  • stanno calando
  • velocemente
  • sulle città
  • laboriosamente
  • ordinate
  • Le menti ignare
  • degli orrori a venire
  • non sanno capire
  • che la stella di Davide
  • non è un privilegio
  • ma un orribile sfregio
  • il marchio
  • di un’umanità
  • sapiente
  • che deve diventare
  • dolente
  • perché diversa
  • perché dispersa
  • perché giudea
  • perché ebrea
  • perché non gente
  • ma carne
  • che non vale niente
  • non concepita
  • non partorita
  • solo destinata
  • ad essere annientata
  • macellata
  • Così la follia
  • reggimentata
  • ha preso il posto
  • dell’armonia
  • creata
  • E il saggio
  • il sapiente
  • e tutto l’occidente
  • e il mondo intero
  • hanno nel cuore
  • questo buco nero
  • di migliaia di vittime
  • innocenti ignare
  • tremanti
  • urlanti un dolore
  • senza fine senza confine
  • senza ragione
  • senza compassione
  • senza consenso
  • ma con il senso
  • di una colpa vera
  • che investe uomini
  • di ogni sfera
  • di ogni credo
  • di ogni nazione
  • di ogni bandiera
  • che investe tutti quelli
  • che non san vedere
  • che l’uomo
  • ha solo sete di potere
  • che la follia
  • distrugge le coscienze
  • che i nostri panni
  • cuciti e rattoppati
  • lavati e rilavati
  • portano il marchio
  • del senso della colpa
  • quella stella di Davide
  • ingiallita
  • che al mondo dice
  • non è mai finita.
  •  

Un fiume di dolore in piena, un grido straziante, stillante orrore per lo sterminio nazista, un mea culpa dell’umanità nei confronti della stella di Davide, la confusione di chi non ha saputo vedere: queste ed altre le riflessioni che vengono proposte al lettore, che allora non ha saputo ribellarsi all’olocausto ed oggi rischia, per neghittosità, di accettare, ancora una volta, novelli genocidi.La lirica, volutamente priva di punteggiatura e carica di anafore (ripetizioni di uno stesso termine in inizio di verso), è abilmente orchestrata e priva di cadute di pathos, pur nella sua lunga estensione.
Archivio rubrica: Invito ala Poesia
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1 Febbraio 2005
Presso Artemisia
Mostra delle icone russe
Dal 18 al 31 gennaio 2005 il Museo Diocesano di La Maddalena ha ospitato, in collaborazione con l’ufficio Beni Culturali della diocesi di Tempio, nella casa d’arte Artemisia, un’interessante mostra itinerante di icone russe datate tra il XVII e il XIX secolo. Le icone, donate da un nobile russo e da alcuni artisti russi al parroco di Santa Teresa di Gallura sono, generalmente, ospitate nel Museo Diocesano della città gallurese. Provengono quasi tutte da Mosca e dall’area settentrionale dell’immenso territorio russo; alcune, le più antiche, sono di origine rumena. Per quanto riguarda il legno in genere si tratta di tiglio o betulla, ma non mancano esempi di icone in rovere, cipresso e abete. La realizzazione è semplice: il legno è rinforzato e nella parte superiore levigato, in modo da poter essere coperto da un strato di levkas, una specie di gesso, sul quale è realizzato il disegno. Quest’ultimo, generalmente, è eseguito a tempera o, se si tratta di una crisografia (cioè una decorazione a filamenti d’oro) con una particolare tecnica detta ad incausto. Le icone sono raggruppabili in modelli a seconda del tema che rappresentano (per esempio drammatico o epico); raffigurano spesso Gesù Cristo benedicente o Pantocrator (cioè riprodotto dopo l’ascensione e visto come Onnipotente); frequente è anche il modello iconografico della Madonna di Kazan. Interessante è parsa anche l’ambientazione che si è voluta dare alla mostra: un ambiente piuttosto buio, illuminato da lumi ad olio, nel tentativo di ricostruire l’ambiente assolutamente affascinante delle chiese ortodosse. La mostra ha avuto, nonostante il tempo inclemente, un buon afflusso di pubblico e un indice di gradimento altissimo, tanto da far pensare ad una sua riproposizione nel periodo estivo.
Gian Luca Moro
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Parliamo di sport

Il presidente A. Serra

Il calcio a cinque, comunemente più conosciuto come calcetto, è senza dubbio uno sport in crescita sia nel numero dei partecipanti che in quello degli appassionati; i risultati, a livello di compagine nazionale, ultimamente, sono stati decisamente positivi. Anche la nostra città, da alcuni mesi, può vantare una squadra di calcetto, iscritta al campionato regionale di Serie C/2 girone A, unica formazione gallurese. È denominata “Polisportiva Domenico Serra Città di La Maddalena” e si occupa anche di organizzare maratone. Di questa iniziativa, che viene a colmare un vuoto nel mondo sportivo maddalenino, parliamo con Angelo Serra, presidente della squadra, nonché giocatore della stessa. “L’idea di una squadra di calcetto è del sottoscritto e di alcuni amici; è nata per dare spazio ad uno sport finora poco praticato alla Maddalena, ma anche per dare la possibilità a ragazzi che non avrebbero trovato posto nell’Ilvamaddalena o, in generale nel calcio ad undici, di continuare a praticare lo sport che amano. Attualmente siamo tutti ragazzi maddalenini, ad eccezione di un ragazzo di Roma e proveniamo dal calcio maggiore, come l’allenatore Gavino Conti. Inizialmente abbiamo pagato questa inesperienza, anche perché il calcetto è un gioco ben diverso dallo sport principale; intanto c’è il tempo effettivo e poi è uno sport più veloce e che richiede una tecnica, anche nei fondamentali col pallone, completamente differente. Dopo cinque gare abbiamo ottenuto, infatti, una vittoria, un pareggio e tre sconfitte. Insomma il calcetto è uno sport complesso, ma penso che pian piano l’esperienza ci darà la possibilità di migliorarci e ottenere la salvezza, vero obiettivo stagionale, importantissimo per una compagine appena nata. Sono contento anche del pubblico, che ci segue in maniera numerosa e sempre più interessata. Invito tutti gli appassionati a venire nella palestra di via Lamarmora e tifare per noi”. Un accenno proprio alle strutture in uso. “Come detto – continua Serra – giochiamo nella palestra comunale il sabato alle 18,00. Utilizziamo la palestra anche per gli allenamenti, in orari impossibili come le dieci di sera. Per quanto riguarda le strutture certo non sono straordinarie, ma voglio andare un po’ controcorrente. Penso che le responsabilità di gestione non debbano andare esclusivamente al comune ma anche a tutte le società che le utilizzano e che devono mostrare, in questo, un grande senso civico. Si potrebbe anche pensare, in un futuro non lontano, alla creazione di una figura di riferimento per tutte le squadre e ad un’autogestione dell’impianto stesso”.
Gian Luca Moro
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1 Febbraio 2005
Teatro al Longobardo
" Dovevi essere tu "
Si è aperto all’insegna dell’ironia e dell’allegria il sipario del Longobardo, domenica 16 gennaio, con la divertentissima commedia “Dovevi Essere Tu”di Renée Taylor e Joseph Bologna, per la regia di Oliviero Corbetta. Una storia coinvolgente, che ha saputo cogliere l’attenzione del pubblico presente, che non ha resistito alle spassosissime battute dei due interpreti: Mario Zucca (Vito) e Marina Thovez (Theda). I due vantano alle loro spalle una lunga carriera artistica: Mario Zucca uno dei protagonisti televisivi di “Drive In”e di “Zelig”(1993-1995), ma interprete anche di numerose commedie, sempre al fianco della simpatica Marina Thovez, anche lei reduce di una commedia italiana : “O la va o la spacca”al fianco di Ezio Greggio. Insomma, in un clima in cui hanno prevalso particolarmente le numerose gag dei due protagonisti, la storia era incentrata su Theda, giovane attrice disoccupata e Vito, regista di spot pubblicitari. Un destino insolito, che li ha portati a trascorrere insieme la notte di Natale e due caratteri completamente diversi che hanno prodotto un’interminabile spirale di comicità e divertimento.
Andrea Bebbu
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Il Vento per l’Ambiente
Contribuiamo a tenere pulito l’Arcipelago
I vecchi arredi casalinghi: mobili, frigoriferi, lavatrici, scaldabagni, reti, materassi, ecc., non abbandonarli in campagna o dove capita. Vengono ritirati gratuitamente. Basta telefonare al numero 335.7154943, nei giorni feriali, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, per concordare il ritiro con la ditta appaltatrice del servizio di Nettezza Urbana.

  • AVIS
  • Sezione Comunale di
  • La Maddalena
  • Donare il sangue è un dovere
  • morale
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