Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 118 del 1 Febbraio 2005 - pag. n° 6

1 Febbraio 2005
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Mamia: 120 anni dalla morte
Di don Michele Mamia Addis abbiamo più volte parlato in questa rubrica. È doveroso però tornare ancora sulla sua figura perché il 5 febbraio prossimo si compiranno i 120 anni dalla morte, avvenuta a La Maddalena nel 1885. E’ noto che fu amico di Garibaldi, che ‘tifò’ per l’unità d’Italia, che si beccò una scomunica (poi ritirata) per aver chiesto a Papa Pio IX di rinunciare al potere temporale, che diede l’estrema unzione al Maggior Leggero, acerrimo anticlericale. Nato ad Aggius nel 1805, don Michele Mamia Addis giunse a La Maddalena nel 1831, in qualità di vice parroco di don Antonio Addis. Nel 1841 fu presente alla Messa celebrata in parrocchia di fronte al re Carlo Alberto. Divenne parroco dieci anni dopo, in tempi difficili, di povertà per il paese e di conseguenza per la stessa parrocchia. Don Mamia rimase a La Maddalena per ben 54 anni, 33 dei quali trascorsi in qualità di parroco. Ebbe come vice parroci don Domenico Tumaneddu, don Silvestro Zicavo, don Nicolao Sechi e don Antonio Vico. Alle difficoltà che dovette incontrare nel ‘gestire’ la presenza di Garibaldi (che mise dimora a Caprera nel 1856) e dei suoi amici anticlericali, dovettero aggiungersi quelle legate alla qualificata ed influente presenza inglese-anglicana di quegli anni: da Roberts a Collins, da Webber al reverendo Yiermin. Tuttavia don Mamia era “sempre sorridente, severo ma buono con tutti ed in specie con i poveri per i quali, diceva, grava maggiormente il peso della società umana. Egli spesso sentenziava che i falli delle donne, dei fanciulli e degli ignoranti sono sempre colpa dei mariti, dei padri e dei dotti. Caritatevole sempre, da buon sacerdote, spesso si privava del necessario per farne delle elemosine” (da: La Maddalena tra storia, leggenda, personaggi illustri e cronaca – di Giovanni Presutti e Mario D’Oriano). I due autori riportano anche che, seguendo l’usanza del tempo, pare che portasse due cerchietti alle orecchie. Era “piccolo di statura, piuttosto grassoccio e calvo”. Morì, quasi cieco, alla rispettabile età di ottant’anni. Fu seppellito nel Cimitero Vecchio. Sulla lapide di marmo bianco, della grandezza di un metro per cinquanta centimetri, sormontata da una croce, il suo successore don Antonio Vico gli fece scrivere: “Cav. Canonico Parroco Michele Mamia Addis - nato ad Aggius il 22 gennaio 1805 – deceduto il 5 febbraio 1885 – 33 anni Parroco in quest’Isola”. La tomba di don Mamia venne demolita nel 1948, insieme al vecchio cimitero di La Maddalena. L’annotazione del testo della lapide la trascrisse il successore di don Vico, don Salvatore Capula, prima di farne deporre i resti nell’ossario del Cimitero Nuovo.
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1 Febbraio 2005
Santo Bambino di Praga
Festeggiato a Due Strade

Chiesa Due Strade

È stato il freddo pungente a caratterizzare quest’anno il festeggiamenti del Santo Bambino di Praga, a Due Strade, sia durante il triduo e la Messa solenne sia durante la tradizionale processione, quest’anno più breve, proprio per il freddo, sebbene partecipata come del resto tutte le celebrazioni. Ed è stato lo stesso freddo e la neve ad impedire la venuta a La Maddalena di un predicatore invitato dal parroco don Degortes il quale ha così predicato lui il triduo e celebrato la Messa solenne domenica 30 gennaio, animata dal coro San Giovanni Bosco. La chiesa del Santo Bambino di Praga fu solennemente benedetta il 17 aprile 1933 dal vescovo Morera e fu realizzata per volontà del parroco Antonio Vico e del vice parroco don Pietro Maciocco. All’edificazione concorsero i fedeli di Due Strade e la Regia Marina attraverso il cappellano don Pilade Vattancoli.
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1 Febbraio 2005
Radioattività
Fino all’incidente del sottomarino Hartford erano pochi i maddalenini che si occupavano di radioattività: il sindaco riceveva le relazioni mensili del PMP ASL 1, sempre confortanti, e non poteva che archiviarle. Poi un bel giorno - per modo di dire – il sommergibile Hartford ha avuto un urto sui fondali: qui cominciano i guai perché l’alone di mistero intorno a questo incidente ha scatenato una catena di dubbi e di timori. Eppure bastava dire la verità: la US. Navy ha pubblicato un trasparente rapporto con foto, il sottomarino ha preso la Secca delle Bisce sotto gli occhi della Guardia Costiera italiana il 25 ottobre 2003, alle ore 12,40 in emersione, saltandoci sopra con una sequenza di tre urti, danneggiando il timone e lo scafo esterno per 9,4 milioni di dollari di danni, che essendo superficiali non comportano assolutamente conseguenze per il reattore nucleare. Basti pensare che il 7 gennaio 2005 il sottomarino gemello USS San Francisco ha urtato una montagna sommersa non conosciuta nell’oceano Pacifico, ad una profondità di 165 metri, ad una velocità di 30 nodi ed è emerso con il muso schiacciato, ma con il reattore normalmente operativo. La Marina Italiana era stata informata subito dell’Hartford ma noi lo abbiamo appreso 15 giorni dopo nella versione non credibile del “graffio”. Le inesattezze hanno poi dilagato nel versante delle analisi e della stampa, vediamole:
- Il Torio: è senza dubbio naturale e innocuo, ma la Criirad ed il Wwf Gallura sono riusciti a lanciare un allarme di risonanza nazionale, fondato su due sole analisi di “alghe rosse”, senza conoscere alcun altro dato in tutto il Mediterraneo, e confrontandole con dati estranei di altre piante; come confrontare fave con piselli! Il bello è che il laboratorio Criirad ha da subito classificato naturale il Torio, ma l’omonima Commissione di informazioni ha adombrato altre origini, per poi dire il 21giugno 2004, in Salone Consiliare che sì, in effetti, era proprio naturale.
- 400 volte la norma: dice La Nuova che il Torio sarebbe di tanto superiore alla norma, ma non dice a quale norma si riferisce.
- 5 volte i valori della zona: dice il radiologo di Sassari che il Torio sarebbe di tanto superiore ai valori di zona, che non conosceva: successivamente quando sono state fatte altre rilevazioni si è trovato invece che erano valori del tutto normali.
- Le centraline gamma non sono idonee: dice il radiologo di Sassari, ma è inesatto perché gli isotopi che scappano dal reattore e che si controllano sono tutti rilevabili con le centraline gamma.
- Il Torio-234 fa parte del combustibile fissile: lo dice un astro-fisico lucano, ma è inesatto perché non lo consente la vita media troppo breve (24 giorni), che farebbe svanire il combustibile.
- Allarme Plutonio: lo dice Legambiente, non lo dicono gli scienziati citati tra i collaboratori. Con quel metodo analitico il Plutonio è un oggetto non identificabile, come un Ufo.
/7 - continua) Dr. Gian Carlo Fastame
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Ma il prossimo
sindaco cosa vorrà farne
di queste non edificanti
strutture sportive?


Campi da tennis Moneta



Palestra di via Ariosto



Campo Delfino
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Radio Arcipelago 90.20 Mhz

è sempre più ascoltata a La Maddalena e nella Riviera di Gallura.

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