Anno VI - N° 119 del 15 Febbraio 2005 - pag. n° 3
15 Febbraio 2005
Un 53 "povero"
Ricchi e poveri al lotto

Gianni Fadda
Dopo 182 settimane (oltre 3 anni e mezzo) è uscito sulla ruota di Venezia il fatidico e sospirato numero 53. Circa cinquecento persone hanno vinto in quella occasione a La Maddalena. Il fatto è che la vincita più alta pare non sia andata oltre i 3000 euro. Dunque, dopo una lunga rincorsa, da lacrime e sangue, nessuno si è arricchito, in molti si sono impoveriti. Non ci sono stati i suicidi ed i drammi registrati a livello nazionale ma pare che, almeno in passato, per il gioco qualcuno abbia perso attività, case, mogli o mariti. Dietro la ruota della fortuna c’è chi ha perso tutto oltre che la dignità. “Non ha conoscenza, almeno per quanto riguarda la rincorsa del 53, di grandi cifre giocate”, afferma Gianni Fadda, che gestisce con la famiglia la nota ricevitoria di via XX Settembre. Certo è però che in questi mesi qualcuno che per qualche settimana puntava anche mille euro per volta ad un certo punto non si è visto più”. Mille euro, una bella cifra se poi rigiocata per diverse settimane … “Certamente, anche se devo dire che da un po’ di tempo a questa parte il gioco del Lotto si è un po’ ammorbidito riguardo alle puntate. Due o tre anni fa – prosegue Fadda - da noi ci sono state persone che hanno puntato anche diecimila euro per volta, qualcuno anche di più”. Ma voi che cosa pensate, cosa dite quando si presenta al bancone una persona che punta diecimila euro o anche di più? “Disagio, imbarazzo”.
Claudio Ronchi
15 Febbraio 2005
Scala di Ferro
Caro Portelli...

Il commissario prefettizio
- Anche la Commissione per i Problemi Sociali della parrocchia di S.Maria Maddalena ha preso posizione sulla questione di Scala di Ferro ed ha inviato una lettera al commissario prefettizio, lettera della quale pubblichiamo una sintesi.
- Al dr. Ignazio Portelli
- Commissario Prefettizio
- di La Maddalena
- La Commissione per i Problemi Sociali della parrocchia di S. Maria Maddalena vorrebbe intervenire in merito alle Sue decisioni riguardo la chiusura dello stabile denominato Scala di Ferro e il relativo allontanamento di persone ben conosciute a causa delle loro disagio sociale. Al momento attuale, dobbiamo constatare purtroppo come gli "inquilini" di detto stabile, non hanno avuto, da parte del Comune, una risposta alternativa, per cui ci sentiamo il dovere di sollecitare il Suo intervento, adeguato e mirato, affinché dette persone vengano tempestivamente accolte in locali idonei alle loro esigenze, quanto meno come forma di rispetto della loro dignità umana. La parrocchia di S. Maria Maddalena e, in particolare la Commissione per i Problemi Sociali è sempre disponibile e lo ha dimostrato fattivamente in più circostanze andando incontro a tutti coloro che hanno avuto bisogni anche di questo tipo e che hanno potuto usufruire delle strutture abitative parrocchiali, gestite dalla Caritas e da altri semplici volontari. Tuttavia, siamo consapevoli che si tratta di una assistenza limitata nel tempo ed affidata al volontariato che, come Lei sa, non può e non deve sostituirsi all’Istituzione Pubblica; questa ha invece l'obbligo di trovare soluzioni adeguate e definitive che non possono risolversi, riferendoci agli argomenti in questione, con la semplice chiusura di uno stabile pericolante e l'allontanamento dei suoi inquilini, senza che in precedenza gli stessi abbiano avuto altra dignitosa sistemazione. Attraverso questa nostra lettera, Le chiediamo quindi di poterci incontrare quanto prima per valutare insieme le possibili azioni da intraprendere. Ci risulta altresì, che Lei sta procedendo alla vendita dello stabile di cui sopra, di appartenenza del Comune e frutto di un lascito che precisa in modo esplicito come la struttura debba essere utilizzata per le esigenze delle persone più bisognose, specificando tra l'altro che anche gli eventuali proventi devono essere impiegati per la manutenzione dello stabile e per i poveri; ciò risulta dal testamento del proprietario sig. Gerolamo Zicavo. Alla luce di tali osservazioni è chiaro che questa Sua decisione non trova il nostro favorevole consenso, per cui riteniamo opportuno suggerirLe che, semmai, l'azione da intraprendere deve essere quella di individuare, con tutti i mezzi utili, i fondi necessari alla ristrutturazione e messa a norma dell’edificio.
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Il coordinatore della Commisione Pasquale Annunziata
15 Febbraio 2005
Sfrattata e derubata
Povera SeverinaDopo lo sfratto anche l’offesa di vedersi portar via le proprie cose. Severina Loi, l’ottantenne sfrattata dal Comune dalla casa di Scala di Ferro, non ce la fa davvero più. “Mi hanno detto che qualcuno è entrato nella mia casa ed ha portato via le mie cose. Ho saputo anche che mi hanno rubato il televisore e lo hanno venduto”, racconta Severina. “Purtroppo non hanno murato le finestre e con la scala è facile raggiungere anche l’ultimo piano. Ho segnalato più volte il grave problema senza ottenere risposta. Chiederò un risarcimento danni”.
Alessandra Deleuchi
15 Febbraio 2005
Problema acqua
Una vertenza difficile
I decreti ingiuntivi annunciati dal commissario prefettizio Ignazio Portelli, contro i morosi, totali e parziali, per il pagamento delle bollette sui consumi dell'acqua relativi agli ultimi cinque anni, stanno cominciando ad arrivare nelle case dei maddalenini. Per il 21 febbraio prossimo, intanto, è stata fissata la prima udienza nell'ufficio delle giudice di pace. In risposta, l'associazione per la difesa dei consumatori Adiconsum sta iniziando a ricevere le iscrizioni degli utenti citati negli atti."Per il momento sono un'ottantina - affermano nell'ufficio di via Regina Margherita - e sono tutti pronti a procedere a opporsi a questa richiesta di denaro a ritenuta illegittima". A rappresentarli sarà l'avvocato Aldo Kersevan. L'associazione, attraverso i suoi rappresentanti locali, ha spiegato che l'oggetto delle opposizioni che saranno presentate vertono in particolare su due aspetti: la non portabilità dell'acqua, dichiarata con un'ordinanza sindacale reiterata per almeno dieci anni dalle diverse amministrazioni e la contabilizzazione forfettaria. Quest'ultima sarebbe illegale perché stabilisce l’assegnazione, secondo Adiconsum arbitraria, del pagamento di un quantitativo minimo annuale di 100 metri cubi al capo famiglia e 80 ciascuno agli altri componenti della famiglia. “Consumati o no - ha aggiunto Luigi Lapera – responsabile Adiconsum per La Maddalena - bisogna pagare. Ma c'è una metodo di contabilizzazione niente affatto regolare”. In effetti, come è stato fatto notare, il consumo minimo non è assolutamente contemplato. "Anzi, i decreti legislativi del 2001 e del 2002 lo vietano tassativamente". Ma non è finita qui: il commissario governativo della Sardegna lo aveva vietato esplicitamente con un decreto del 1999. Questo il testo: "Si ordina l'adozione da parte del comune di La Maddalena di provvedimenti necessari a modificare con effetto immediato dall'attuale sistema a tariffazione a forfait a sistema a tariffazione a consumo effettivo, tramite contatori installati presso ciascuna utenza”. L’Adiconsum sta pensando anche di far svolgere una indagine sulla qualità delle acque che vengono utilizzate giornalmente nella confezione di bevande e alimenti, proprio per contestare il primo dei requisiti contrattuali della fornitura. Per eliminare il sistema della forfettizzazione, il commissario Portelli, con un manifesto pubblico, ha fatto sapere che con la fine dell'anno saranno installati tutti i contatori delle utenze. Cosa non semplice: quante siano le utenze effettive nessuno lo ha mai saputo.
Franco Nardini