Anno VI - N° 119 del 15 Febbraio 2005 - pag. n° 4
15 Febbraio 2005
Sport & Sport
Strutture militari
Una panoramica di alcune delle strutture sportive di La Maddalena è stata data con la pubblicazione di fotografie nel numero scorso del giornale. Rispetto allo scorso anno ora c’è qualche difficoltà in più per le società sportive che spesso usufruiscono delle strutture della Marina Militare. Infatti, mentre prima, per potersi allenare od anche disputare gare di campionato nei campi militari era sufficiente l’autorizzazione delle locali autorità militari ora invece è necessaria la specifica autorizzazione da parte dell’Ufficio Nazionale Coni Forze Armate. Ne ha dato recentemente comunicazione alle società il comandante Filippi. Una trafila più lunga dunque, con passaggi burocratici più stretti sebbene, ha assicurato il comandante del presidio Fabrizio Filippi “manifestiamo piena volontà alla cooperazione”.
15 Febbraio 2005
Centenario della nascita (8° parte)
Mons. Salvatore Capula

L’Isola che don Capula trovò nel 1933-34, prima da vice parroco e pochi mesi dopo da parroco, aveva una popolazione di circa 12 mila abitanti, 7 mila dei quali maschi e 5 mila femmine. Una popolazione maschile dunque superiore rispetto a quella femminile, e ciò era dovuto alla consistente presenza militare. La nomenclatura dell’epoca era rappresentata dalle autorità comunali, militari e del partito fascista ed era la seguente: podestà, dr. Giacomo Pala; segretario comunale, dr. Fiorentino; ufficiale sanitario dr. Giuseppe Gana; veterinario, dr. Paolo Azzena; pretore, dr. Scanu; preside della regia scuola dell’avviamento prof. Martino Branca; comandante della piazzaforte militare, contrammiraglio Ildebrando Goiran; direttore ospedale militare, colonnello medico Attilio Marcone; segretario del Fascio, ing. Lorenzo Battino; segretaria femminile del fascio, Irma Bruzzone; segretario dell’Opera Nazionale Balilla cav. Luigi Chirri. “Quando arrivai a La Maddalena, nel 1933 – scrisse don Capula molti anni più tardi – le condizioni di vita non erano certo ideali. La cittadina era sprovvista d’acqua e fognature decenti; le condizioni igieniche erano pessime, persone e animali convivevano nelle abitazioni, nelle strade e nei cortili. Le cataste di legna, le merci, gli approdi dei pescherecci favorivano il pullulare di topi e scarafaggi”. La chiesa parrocchiale, costruita oltre un secolo prima (1814), aveva “il tetto della navata centrale ben conservato, non così quello che sovrastava le cappelle”. All’interno la pavimentazione era in lastre di ardesia, intervallate sui lati da mattonelle di marmo, “con molti buchi un po’ dappertutto e molto difficile da tenere pulito”. All’ingresso della chiesa – scrisse ancora nei suoi ricordi don Capula – sulla sinistra, era collocato il battistero, un gruppo marmoreo di grande effetto costituito da un basamento quadrato su cui poggiava una bella colonna scanalata sormontata dall’acquasantiera a forma di conchiglia; il tutto racchiuso da una balaustra di legno a pianta pentagonale. Vi erano due confessionali: uno piccolo per il vice parroco e l’altro più grande, di buon legno e discreta fattura, riservato al parroco. Il bel pulpito in marmo era collocato fra la penultima e l’ultima cappella e vi si accedeva da una scala praticata nel pilastro che le divideva. Mi rendevo conto, già allora – scrisse ancora don Capula - delle difficoltà che mi si sarebbero presentate nello svolgimento del mio ufficio, ma io ero risoluto, armato del coraggio e dell’incoscienza della gioventù, con la forza della mia fede e con due angeli al mio fianco”.
(8° - continua) Claudio Ronchi
15 Febbraio 2005
Portelli denomina le vie
Nuova toponomastica
Si riprende da capo il discorso della toponomastica cittadina. Vi ha provveduto il commissario prefettizio Ignazio Portelli con una recente delibera da lui adottata. Un’operazione, questa, resasi assolutamente necessaria per ovviare a tanti inconvenienti e difficoltà incontrate nel recapito della posta e lamentate da numerosi cittadini, ma, soprattutto, per dare un ordine alla toponomastica dell’isola in espansione. Una scelta che segue un filo logico ed un disegno preciso nel senso che ha lo scopo di dare una immagine ed una identità precisa alla Maddalena e che tiene conto della sua storia, dei personaggi che vi hanno vissuto, operato ed in qualche modo lasciato una traccia del loro passaggio Uno di questi fu il generale Battista Ferracciolo, direttore dell’arsenale militare “che” dice la motivazione della scelta “rifiutò di consegnare l’importante struttura ai tedeschi” dopo l’otto settembre 1943. Una via verrà intitolata anche all’ammiraglio Romualdo Balzano, superstite della fregata Perseo e ai mitraglieri Giovanni Perotti, Emanuele Guyon e Pasquale Sassi, morti sulle pendici della Crocetta, il dodici ottobre 1943. Un gruppo di strade porteranno il nome dei carabinieri Giovannino Cotza, Giovanni Gallu e Giuseppe Melis, dei fanti (Giuseppe Nilo e Giuseppe Spagnoli), di marinai (Giuseppe Forno, Gesuino Murtas), del tenete di artiglieria Arturo Valentini, di civili. Una via sarà intitolata a Marcenaro e Grondona, proprietari delle cave di Cala Francese. Interessante l’omaggio reso ai mestieri dell’Arsenale di Moneta con la denominazione di vie dedicate ai Palombari, Velai, Congegnatori, Calderai, Fabbri, Fonditori e Falegnami. Tra le altre novità il nome di monsignor Capula che intitolerà la strada che porta all’Isuleddu. Altro parroco delle vie sarà don Antonio Mamia Addis. Grande spazio anche per le peculiarità naturali dell’Isola. Ci saranno infatti via Maestrale, Ponente e Grecale, via Tramontana, Libeccio, Levante e Scirocco, il naufragio della Sémillante nelle acque delle Bocche di Bonifacio. Alcune strade saranno intitolate agli inglesi che vissero nell’Isola per molti anni. Si va da Sir Daniel Robert, ex commodoro inglese, a Richard ed Emma Collins, entrambi tra i proprietari di Caprera, da William Craig al pastore protestante Yermin che per alcuni anni visse a La Maddalena.
Alessandra Deleuchi
15 Febbraio 2005
Meditazione per la Via Crucis
È stato presentato il 9 febbraio scorso (Mercoledì delle Ceneri) nella chiesa di S.Maria Maddalena, il libro di don Sandro Serreri dal titolo ‘Via Crucis’. Scritto a Praga nell’aprile del 2004 contiene approfondite meditazioni sulle 14 stazioni della via crucis.
Il libro, illustrato dal disegnatore romano Edoardo De Cecco, accompagnerà il cammino quaresimale dei fedeli della parrocchia di S.Maria Maddalena.
La presentazione è stata trasmessa in diretta da Radio Arcipelago. Il libro, stampato in 200 copie già esaurite è stato realizzato graficamente da Mario Terrazzoni e stampato da Il Vento.
E' disponibile una seconda ristampa