PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
Anno VI - numero 120 del 1 Marzo 2005

1 Marzo 2005
Si vota l'8 e il 9 maggio
Per l’elezione del nuovo sindaco e della nuova amministrazione comunale di La Maddalena e per l’elezione del primo presidente e della prima amministrazione della provincia Gallura si voterà il prossimo 8 e 9 maggio. Lo ha recentemente e finalmente stabilito la giunta regionale presieduta da governatore Renato Soru. Le liste potranno essere presentate entro il prossimo 8 aprile, un mese prima della data stabilita per il voto. C’è ancora molta incertezza per quanto riguarda le elezioni provinciali, con gli schieramenti ed i designati alla presidenza ancora in via di definizione. Altrettanta incertezza c’è per le comunali di La Maddalena, con attualmente sei candidati alla carica di sindaco (più o meno ufficiali) e le liste in fase di allestimento. Nelle foto, in ordine alfabetico, coloro che intendono candidarsi a sindaco: Franceschino Bardanzellu, Angioletto Comiti, Gianfranco Impagliazzo, Salvatore Sanna, Danilo Tonelli, Antonio Zonza.
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1 Marzo 2005
Meditazione, sulla IV domenica di Quaresima, Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva” (Gv 9, 7b).
Un cieco non vede; un non vedente ha difficoltà a camminare sicuro e rapido. Perciò, un cieco non può seguire Gesù, maestro itinerante. E’ questo impedimento a spingere il Signore Gesù a dare la vista ad “un uomo cieco dalla nascita”, perché, potendo camminare senza pericolo, possa seguirlo. Seguire Gesù è proprio del vero discepolo. Non possiamo dirci cristiani, se non camminiamo dietro il maestro Gesù. Il cristiano deve vedere e camminare: vedere e seguire Gesù. L’”uomo cieco dalla nascita”, sul quale si manifesta l’opera di Dio, acquistata la vista, vede Gesù e crede in lui. Il miracolo non solo lo rende vedente, ma anche credente. Per questo cieco nato vedere Gesù ha significato credere in lui. Si tratta, dunque, di un cambiamento radicale. Il cieco nato, infatti, cambia vita: ora vede e cammina; ora crede nel Signore Gesù. La cecità che gli impediva di vedere, è tolta; insieme, è tolto ogni impedimento per poter essere discepolo del maestro Gesù. Allora, il vero miracolo è diventare credenti e così poter seguire Gesù. Il miracolo operato sul cieco nato ci spinge a riflettere sulla nostra cecità. Anche noi, se non vediamo Gesù non possiamo né credere in lui né seguirlo. In questo caso, allora, non possiamo dirci cristiani. Ma che cosa ci impedisce di vedere Gesù? Il peccato, che consiste e si manifesta nel respingere ed eliminare Dio dalla nostra vita; nel non ascoltare e mettere in pratica i suoi comandamenti ed insegnamenti; nel vivere lontano dalle fonti della salvezza: i sacramenti; nell’autosufficienza; nel dominio assoluto della tecnica e della scienza; nella superbia; nell’orgoglio; nell’egoismo. Il peccato, dunque, nelle sue varie forme, è la vera e unica causa di quella cecità che c’impedisce di credere e seguire sinceramente Gesù e, perciò, di venire liberati dai mali dello scoraggiamento, della disperazione, del non-senso, dell’infelicità. In questo Tempo quaresimale, allora, anche per noi è spiritualmente necessario lavarci: lavarci nell’acqua del Vangelo, della Confessione, della Comunione eucaristica, della preghiera. Facciamo anche noi quello che ha fatto il cieco nato: obbedire al comando di Gesù: “Va’ a lavarti”. A tutti noi Gesù dice: ascolta i miei insegnamenti, va’ a confessarti, partecipa alla santa Messa, fai la Comunione, fa’ il bene, non giudicare, compi opere di carità. Così, solo così possiamo vedere, vedere Gesù e, vedendolo, credere in lui.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Marzo 2005
In attesa del nuovo vescovo
Prossima la nomina

Mons. S. Sanguinetti

Con l’avvicinarsi della Pasqua sembra anche finalmente avvicinarsi (salute del Papa permettendo) il momento in cui si conoscerà il nome del nuovo vescovo di Tempio-Ampurias. La Santa Sede sarebbe infatti in procinto di nominare il successore di mons. Paolo Atzei, trasferito nell’arcidiocesi di Sassari il 31 ottobre scorso. Certezze non ce ne sono, ma sembra che la rosa ormai sia ridotta a pochi nomi, uno dei quali tuttavia circola con insistenza nelle sacrestie della Gallura e dell’Anglona e nelle riunioni del clero diocesano: quello di mons. Pasqualino Ricciu, 66 anni, vicario episcopale della diocesi di Alghero-Bosa, componente sardo della commissione presbiterale italiana. Quello di mons. Ricciu farebbe parte di una terna di nomi già al vaglio della congregazione per i vescovi. Gli altri nomi sarebbero quelli di don Mario Simula, 55 anni, di Ittiri, parroco a Sassari della parrocchia del Redentore, molto vicino all’Azione Cattolica. E poi quello di mons. Sebastiano Sanguinetti, 60 anni il prossimo 29 marzo, vescovo di Ozieri dal 1997 (mons. Sanguinetti è stato di recente a La Maddalena, il 23 gennaio scorso, ed ha presieduto la Giornata Ecumenica). Dei tre mons. Sanguinetti sarebbe quello con minori probabilità essere inviato a Tempio, non solo perché da secoli il nostro vescovo è di prima nomina ma anche perché a lui potrebbe essere destinata la sede arcivescovile di Oristano. Qui infatti l’attuale arcivescovo mons. Pier Giuliano Tiddia è ormai giunto in età di pensione (76 anni a giugno) e vi si pone il problema della successione. Per quanto riguarda don Andrea Raffatellu (presente a La Maddalena il 13 febbraio scorso, per la Giornata del Malato), attuale amministratore della diocesi di Tempio-Ampurias, sacerdote di spicco, impegnato nel sociale, in particolare nelle comunità per recupero dei tossicodipendenti, si parla di una sua possibile nomina a vescovo di Ozieri, nel caso in cui mons. Sanguinetti venisse “promosso” arcivescovo di Oristano. Tutto quanto scritto, naturalmente, è al condizionale. In attesa degli annunci ufficiali, che faranno gli uomini, secondo la volontà di Dio.
C.R.
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1 Marzo 2005
Elezioni comunali a La Maddalena
Cattolici candidatevi
Mentre si avvicina il mese di maggio nel quale i maddalenini saranno chiamarti ad eleggere il nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale, si intensificano gli incontri per la formazione delle liste. Al momento ci sono cinque candidature a sindaco: quella di Salvatore Sanna (centro-sinistra), di Gianfranco Impagliazzo (civica appoggiata dai partiti di centro destra), di Angioletto Comiti (civica), di Franceschino Bardanzellu (civica di destra) e di Antonio Zonza (civica), di Danilo Tonelli (civica). Per quanto riguarda i cattolici maddalenini, così come a livello nazionale, non sono complessivamente orientati su alcuno degli schieramento in campo, e, così come ha scritto il cardinale Camillo Ruini, i cattolici sono “legittimante collocati, dal punto di vista politico-partitico, su diversi versanti e posizioni”. È tuttavia necessario sottolineare quanto sia importante, da parte dei cattolici, non solo la partecipazione al voto, privilegiando quei partiti non contrari alla fede ed alla dottrina sociale della Chiesa, ma la stessa loro partecipazione diretta alle elezioni, mediante candidature nelle diverse liste. La Maddalena ha bisogno di buoni amministratori, ma ha anche bisogno che alcuni di questi buoni amministratori siano cattolici. “Ai cattolici – ha detto in generale, tempo fa il Papa – è chiesto di indicare nuove piste e nuove soluzioni per affrontare in modo equo gli scottanti problemi del mondo contemporaneo”. E gli stessi cattolici, ha affermato il cardinale Ruini “non devono rinnegare la loro identità, devono evitare la diaspora culturale, unendo gli sforzi, oltre gli schieramenti, per difendere i principi della dottrina sociale della Chiesa”.
C.R.
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