Anno VI - N° 120 del 1 Marzo 2005 - pag. n° 7
1 Marzo 2005
Bioetica
La coppia sterile
La coppia sterile chiede aiuto non tanto e non solo per avere un bambino, ma soprattutto per essere, attraverso il figlio e con il figlio, più completa e felice; vi possono anche essere altre motivazioni come il prestigio, il bisogno egoistico di proiettare nel figlio l'immagine di sé e dei propri desideri, ma in genere è fuor di dubbio che la maggior parte delle coppie vogliano realizzare un giusto desiderio di felicità. Se dunque la motivazione etica di cercare una gravidanza superando la "malattia" sterilità è giusta e finalisticamente buona, il secondo punto di rilievo etico da prendere in considerazione è vedere se, quando e con quale sicurezza le varie tecniche per il superamento della sterilità realizzano questa felicità per la coppia e per il bambino. Si tratta infatti di una felicità che deve abbracciare tutti, genitori e figli, e deve essere veramente la realizzazione di un progetto che coinvolga la coppia e il figlio insieme. Potrebbe anche essere che questa ricerca risulti alla fine controproducente per i vari problemi che cercheremo di chiarire, provocando delusioni o squilibri gravi all'interno della coppia, risentimento e disconoscimento nei riguardi del figlio, problemi di adattamento per il nuovo nato. È fondamentale infine, e spesso questo aspetto è trascurato sull'onda dell'emotività e della speranza di felicità, valutare se una tecnica è rispettosa dell'integrità fisica e psichica dei membri della coppia e dei diritti del nascituro. Come abbiamo già detto sono oggi disponibili numerose ed efficaci modalità terapeutiche di tipo "tradizionale" (farmaci, interventi chirurgici) in grado di potenziare o ristabilire la fertilità nelle coppie desiderose di figli (circa il 15-20% delle coppie manifestano problemi di sterilità). Con i farmaci ad esempio è possibile trattare un inadeguato ciclo ovulatorio, migliorare la fecondità maschile, incrementando il numero e la vitalità degli spermatozoi; con la chirurgia è possibile correggere anomalie congenite ed acquisite sia nella donna (ad es. rimozione di aderenze che occludono le tube) che nel maschio. Vi è tuttavia una certa percentuale di coppie (circa il 5%) per le quali questi trattamenti non sono efficaci o risolutivi: sono state perciò elaborate una serie di tecniche, accumunate da una più o meno rilevante artificiosità, perciò dette tecniche di riproduzione artificiale assistita. Per avere un figlio la coppia ha bisogno di possedere tre elementi indispensabili: gli spermatozoi, le ovocellule e sistema genitale femminile (utero ed ovaie funzionanti); spesso questi elementi non sono presenti contemporaneamente oppure vi sono nella donna delle lesioni che non permettono all’ovulo di essere fecondato (per es. ostruzione o assenza delle tube, le tube mettono in comunicazione l'ovaio con l'utero ed è all’interno di esse che normalmente avviene la fecondazione). Si parla perciò di tecniche omologhe, quando gli elementi necessari per la fecondazione provengono dalla coppia (spermatozoi, ovocellule ed utero) e di tecniche eterologhe (quando uno degli elementi proviene da un donatore esterno alla coppia, spermatozoo, uvocellula o utero, utero in affitto); queste stesse tecniche possono essere intracorporee quando la fecondazione avviene all'interno del corpo della madre ed extracorporee quando la fecondazione avviene in provetta. Nella fecondazione in provetta, al contrario di tutte le altre tecniche, vengono manipolati gli embrioni.
(2 - continua) Dr. Franco Pala - da G e A n°16/04
1 Marzo 2005
All'avanguardia in Italia
Rilanciare la cultura scientifica

Un momento del convegno
Oltre 500 studenti del Liceo Garibaldi, dell’Istituto Nautico Millelire e di quello per Geometri e Ragionieri di Palau, hanno seguito con attenzione ed interesse il convegno dal titolo “Scuola, scienza e società”, organizzato dai rispettivi Istituti e svoltosi per tre giorni (24-25-26 febbraio) presso l’aula magna Primo Longobardo. Fondamentale per i presidi prof. Gian Franco Impagliazzo, prof. Guido Baffigo e prof. Francesco Morando è stata la collaborazione del prof. Sebastano Seazzu, docente universitario maddalenino, il quale ha coinvolto nell’operazione una decina di colleghi delle università di Cagliari, Bologna, Losanna e del CRS4. Attraverso una serie di seminari il convegno si prefiggeva di diffondere maggiormente tra i giovani la conoscenza dell’utilizzo della matematica e delle scienze nei vari campi delle attività umane in un periodo storico nel quale sia l’Italia che l’Europa rischiano di perdere competitività in campo scientifico. Con questa iniziativa i tre Istituti di La Maddalena e Palau si pongono all’avanguardia e risultano essere tra i primi in Italia nel rilancio, a livello scolastico e tra i giovali, della cultura scientifica.

Il prof. Sebastano Seatzu, docente di Matematica all’Università di Cagliari ed il prof. Nicolò D’Amico, astrofisica presso l’Università di Cagliari, entrambi maddalenini.
1 Marzo 2005
Tra appalti e studi
Parco e amianto

Il direttore del Parco
Vincenzo Satta
Riunione interlocutoria, la prima dell'anno, del consiglio direttivo delle Parco Nazionale dell’ Arcipelago di La Maddalena, quella tenutasi lunedì 14 febbraio scorso. Fra gli impegni più importanti risaltano, ad esempio, ha i duecentomila euro finalizzati alla pulizia delle isole dell'Arcipelago. Secondo il consigliere Luciano Gisellu "sarà fatta una ricognizione molto accurata del territorio per preparare la successiva pulizia. Tutti gli anfratti, le spiagge, i sentieri, i ripari, saranno visitati e successivamente, tramite appalto, si procederà alla pulizia". Altri 160 mila euro sono stati programmati per la gestione della stagione turistica. Nella gestione va compreso l'acquisto di beni e mezzi nonché alcune assunzioni di personale, visto che l'Ente Parco intende quest'anno gestire in proprio i servizi più essenziali. Una scheda particolare ha evidenziato i lavori che si intendono effettuare in strutture del territorio come i casotti, approdi, moli sulle isole ed altri beni immobili in gestione all'Ente. Fra le incombenze di cui l'Ente Parco si farà presto carico c’è la realizzazione di uno studio sulla presenza di manufatti in amianto in tutto il territorio. La programmazione di questo studio tende ad eliminare una delle cause riconosciute nell'insorgenza di tumori a carico dell'apparato respiratorio, stante il fatto che l'uso di questo materiale pericoloso è stato molto intenso, negli anni, sull'Isola.
Franco Nardini