PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
Anno VI - numero 121 del 15 Marzo 2005

15 Marzo 2005
Col sedere per terra...

“È veramente difficile andare avanti!”. Angelo e Franca, 63 anni lui, 61 lei, dipendenti dello Stato in pensione, non sono per niente ottimisti. Il mutuo della casa ancora da pagare, un appartamento affittato quest’anno ai turisti solo per venti giorni ad agosto, la rata della macchina, una figlia all’università e il ragazzo che quest’anno finirà le superiori. “Alla fine del mese ci si arriva a stento, e per bollette ed imprevisti attingiamo dal conticino in banca, ridotto ormai ai minimi termini. Quest’anno ci si è messo anche il freddo: più gasolio che, oltretutto, è anche più caro”. La loro, fino a qualche anno fa, era considerata la famiglia media maddalenina, doppio reddito, introito turistico, una vita senza grandi lussi ma tranquilla e dignitosa, e con qualche soddisfazione. Peggio sta Giulio, 38 anni, dipendente privato, una bambina di cinque anni, che dopo il normale lavoro “s’ammazza” in altri lavoretti (per pagare l’affitto e le rate). La moglie, quando la chiamano, fa pulizie nelle case. “Ma adesso mi chiamano meno, molto meno“ afferma rammaricata, “le pulizie se le fanno da soli, per risparmiare”. Santa, 77 anni, pensionata Inps, alla fine del mese proprio non ci arriva. “Una piccola mano me la da mia figlia, e qualche volta la Caritas”. Alla fine di questo lungo, rigidissimo inverno, La Maddalena appare più come un paese in ginocchio piuttosto che la tranquilla cittadina operaia ed impiegatizia di alcuni alcuni e ancormeno una ridente località turistica. Il fatto infatti è che qui, oltre ai ridotti introiti turistici, quantomeno di quest’ultima estate, sta venendo meno la struttura portante che ha sempre caratterizzato e retto l’economia maddalenina: lo stipendio fisso. Il lavoro e il doppio lavoro che ha consentito a molti maddalenini di realizzare e che ha sempre sostenuto i consumi, cioè le attività commerciali ed artigianali. Lo Stato, praticamente, non assume più, il Comune, l’Ospedale, gli americani ed altri enti lo fanno col contagocce.

Severino Gala

I privati, in tempi di crisi, più che assumere licenziano. È il cane che si morde la coda, un circolo che un tempo era virtuoso e che ormai è diventato vizioso. Guardiamoci intorno – afferma un consulente - quante attività commerciali stanno chiudendo, alcune anche appena aperte, quante gestioni e gestioni di gestioni ci sono. Una volta i giovani entravano in Arsenale e prendevano buoni stipendi, e poi la sera “arrotondavano”. Era tutto denaro che circolava. Oggi, per trovare lavoro devono emigrare. Oppure molti si buttano in attività imprenditoriali, spesso senza valutare il passo che fanno e soprattutto il mercato. Oggi ci sono attività che reggono ancora perché, paradossalmente, c’è lo stipendio della moglie o del marito … Oppure perché c’è la pensione di papà. Quante persone hanno impiegato la liquidazione (buonuscita) e i risparmi di una vita per aprire un’attività ai figli? Si stenta molto, e poi, basta chiedere alle banche, le sofferenze ...”. Secondo Severino Gala, titolare della nota macelleria di Moneta e presidente del Consorzio Operatori Turistici di La Maddalena “abbiamo a livello nazionale una situazione pessima e di riflesso ne paga anche La Maddalena. Io, per quanto riguarda la mia attività, non posso lamentarmi” afferma Gala, “in generale però c’è sofferenza a livello economico in diversi settori. Con uno ma anche con due stipendi si fatica ad arrivare alla fine del mese. Allora una famiglia deve tagliare sugli acquisti. Gli stipendi sono fermi da diversi anni e il costo della vita è aumentato”. Per Marco Mascagni, titolare con la famiglia di un negozio di calzature ed abbigliamento “non si tratta solo del freddo di questo periodo. Il fatto è che non ci sono soldi. Noi, per quanto ci riguarda, abbiamo dimezzato gli ordini rispetto allo scorso anno. La crisi non è solo maddalenina, è nazionale, e temo che si protrarrà per qualche anno. Non ci sono soldi – ripete Marco Mascagni - e quindi, se le famiglie non ne hanno non li possono neanche spendere”.

Pier Paolo Conti

Dello stesso tenore è la dichiarazione di Michela, dalla cartoleria Pagani: “La stagione sta andando malissimo. Non c’è stato movimento dalla scorsa estate, neanche per Natale, poco per il carnevale. C’è un problema di freddo che limita la circolazione delle persone e di denaro che ne circola meno. C’è anche un altro problema”, aggiunge Michela, “quello della grande distribuzione dei centri commerciali di Olbia che assorbe parte delle disponibilità dei maddalenini ”. Lina, del bar La Bomboniera, sostiene che “la gente ha paura di entrare anche a prendersi un caffè. I soldi non bastano. Prezzo alti? Da quando c’è l’euro il caffè costa sempre 80 centesimi, il cappuccino 1 euro e 10. Più o meno il nostro giro lo teniamo, ma ad esempio anche per le colazioni la gente viene meno, non è più come una volta”. Anche per Pier Paolo Conti, tabaccheria ed edicola in via Garibaldi, “la situazione è un po’ critica. Con l’ euro i prezzi sono lievitati e la gente ha difficoltà. Abbiamo un calo di vendita sia per quanto riguarda i tabacchi che per quanto riguarda gli altri articoli, anche sui giornali. Tempo fa abbiamo fatto un sondaggio. Capita che un giornale sia letto anche da 20 persone!”. Ma la dichiarazione forse più preoccupante arriva da Renato Benatti, titolare di un panificio e di diverse panetterie. “I maddalenini acquistano molto meno pane di prima, non solo per un problema di dieta ma anche di moneta. Fino a qualche tempo fa il pane del giorno prima si buttava, ora invece si ricicla. L’euro ha portato un aumento del costo della vita, anche se il pane non ha subito variazioni di prezzo. L’estate? È stata pessima. Io ho fatturato il 40% in meno”.
Claudio Ronchi
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15 Marzo 2005
Meditazione, Domenica delle palme e la Passione del Signore, Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli” (Mt 21, 9b). “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo? Tutti gli risposero: Sia crocifisso!” (Mt 26, 22).
Nella domenica delle palme e della Passione del Signore la Chiesa ci fa rivivere l’incontro-scontro tra: l’”Osanna al figlio di Davide” dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e il: “Sia crocifisso!” della condanna a morte. Nella stessa liturgia si passa dalla commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme al racconto della Passione del Signore. Alla folla festante segue quella che condanna a morte Gesù. Dopo l’accoglienza, il tradimento. Dalla gioia alla tragedia. L’odierna liturgia mette a nudo e rivela la vera natura umana soggetta a forti contraddizioni. Lo stesso uomo canta l’osanna e grida: Crocifiggilo! L’uomo: crocevia, groviglio, matassa di contrasti, di chiaro-scuri, di vita-morte. Questo uomo è il vero protagonista della ricca Parola di questa domenica, che ci introduce dentro la Settimana Santa. Questo è l’uomo, che Gesù Figlio di Dio ha salvato con l’Incarnazione, la Passione e la morte in croce. E’ veramente drammatico costatare come lo stesso uomo possa prima accogliere e poi condannare Gesù. La domenica della Passione del Signore svela quanto facilmente l’uomo sia incline a passare dal bene al male. Per questo, è sconcertante, ascoltando l’odierna Parola, spostandosi dalla commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme al racconto della Passione, vedere che il confine tra il giusto e l’empio è molto incerto. Infatti, l’uomo giusto può diventare empio e viceversa. Nella vita di Gesù è accaduto così: ha prima visto e sentito una folla osannarlo e poi, la stessa, condannarlo. Il cuore dell’uomo è fatto così! La Parola di Dio ci viene incontro, con metodo educativo, accompagnandoci lungo un cammino che, attraversando la domenica delle palme, la Settimana Santa, il Triduo pasquale, ci porterà sino al cuore dell’anno liturgico: La Pasqua del Signore Gesù. L’uomo, allora, cosciente del proprio peccato, dei suoi tanti limiti, a partire da questa domenica, dovrà compiere un atto di fede: credere che dopo la morte c’è la risurrezione, dopo l’umiliazione la gloria, dopo l’odio l’amore. Fermarsi di fronte alla contraddizione-uomo per un cristiano non è possibile, perché significherebbe lasciare la ruota davanti all’ingresso del sepolcro e, perciò, non credere o rendere impossibile la risurrezione. A partire, allora, da questa domenica miglioreremo la nostra capacità di ascolto; ci confronteremo di più con la Parola lasciandoci provocare e convertire; faremo più posto alla preghiera, al digiuno e alla elemosina. Tutto questo, affinché non sia possibile essere annoverati tra coloro che gridano: Crocifiggilo! ma che cantano: Osanna la figlio di Davide!
Archivio Rubrica: Meditazioni
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15 Marzo 2005
15 marzo 2000 – 15 marzo 2005
Il Vento compie 5 anni
Con questo numero 121 Il Vento compie 5 anni. Partiti in occasione dell’Anno Santo 2000 con un solo foglio fotocopiato siamo gradualmente giunti alla stampa di 12 pagine che puntualmente vengono pubblicate con cadenza quindicinale. Ma forse il dato più interessante del nostro periodico è che, in poco tempo, sia uscito dall’ambito delle chiese cittadine e sia letto un po’ da tutti i maddalenini, da praticanti e non praticanti, da cattolici e non cattolici. Stampato in quasi 600 copie che vengono in genere esaurite in pochi giorni, al momento non è possibile un ulteriore ampliamento solo per questione di costi. Il Vento oltre ad essere letto a La Maddalena viene puntualmente spedito sia in continente che all’estero. Giunge poi in tutto il mondo via internet grazie alla collaborazione del web master Gianni Manzi. A raggiungere questi risultati hanno certamente contribuito i molti preziosi nostri assidui collaboratori che vogliamo ricordare: la prof.ssa Giovanna Sotgiu, il prof. Gian Franco Impagliazzo, il dott. Franco Nardini, la dott.ssa Alessandra Deleuchi, il dottor Gian Carlo Fastame, Gian Luca Moro, ed altri altrettanto importanti collaboratori saltuari; il giornalista Andrea Nieddu, Ramon Del Monaco, Andrea Bebbu, Pasquale Annunziata, l’architetto Pier Luigi Cianchetti, la geologa Monica Culiolo, ed altri ancora. Con buona pace di chi continua ancora a considerare Il Vento … “foglietto” parrocchiale.
La Redazione
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15 Marzo 2005
Oasi Serena
Quando l’apertura?
Ma quando apre l’Oasi Serena? È questa la domanda che ormai da molto tempo formula tanta gente. Eppure sembra tutto pronto! Si, è vero. Sembra tutto pronto. Ma purtroppo ancora non tutto, nonostante il grande impegno da parte di molti aderenti all’Associazione Oasi Serena che, con costanza, spirito di sacrificio e volontà d’animo, svolgono i più svariati interventi, soprattutto manuali, collaborando ed integrando il lavoro svolto dagli operai delle varie imprese. Ultimamente sono stati fatti passi in avanti. È stato collaudato l’ascensore porta lettighe (costato circa 40 mila euro), è stato approntato un nuovo allaccio di energia elettrica dedicato agli impianti antincendio, sono stati finalmente provati in pressione gli idranti antincendio ed il gruppo elettrogeno di sicurezza (anche questi ultimi sono costati svariate migliaia di euro). Ora manca il certificato di prevenzione incendi che deve essere rilasciato dall’Ufficio Provinciale dei Vigili del Fuoco e, successivamente a questo, l‘autorizzazione all’esercizio della attività da parte dell’Assessorato alla Sanità e ai Servizi Socio Assistenziali della Regione Sardegna. Si, qualcuno potrà pensare: quanta burocrazia! Invece basta sentire le cronache degli ultimi anni (alcune strutture andate a fuoco hanno provocato la morte di diverse persone) per rendersi conto che non si tratta di burocrazia ma di sicurezza! Si, sicurezza. Una scelta importante e fondamentale dell’Associazione che cura le pratiche per la riapertura della Comunità Alloggio è stata quella di riaprire solamente quando tutto sarà in ordine sotto ogni aspetto. Quello della sicurezza e quello finanziario. Si, anche quello finanziario! Infatti da una attenta analisi dei costi ci si rende conto che per dare un servizio adeguato agli utenti dovrà essere impiegato personale qualificato con costi non indifferenti. Ecco quindi la necessità di reperire risorse economiche fresche per far fronte, specialmente all’inizio dell’attività, alle spese di avviamento e funzionamento. Una buona boccata di ossigeno potrebbe venire, ad esempio, se l’impegno del Commissario Prefettizio porterà al pagamento dei crediti che l’Oasi Serena vanta verso il Comune di La Maddalena per gli utenti a carico del comune stesso ospitati nell’anno 1996. Non sono comunque mancati gesti di solidarietà che hanno permesso di affrontare le spese fin ora sostenute e siamo sicuri che la generosità dei maddalenini continuerà a sostenere questa grande opera.
Mario Terrazzoni
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Riapre il Museo Diocesano
A partire da sabato 19 marzo è riaperto il Museo Diocesano di via Barone Manno, al mattino ed alla sera, escluso il lunedì, giornata di riposo. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla:

segreteria parrocchiale in via Ilva 1 (tel. 0789.727400) oppure alla guida Cinzia Bianco (tel. 0789. 735484-349.1534391).

C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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