Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 121 del 15 Marzo 2005 - pag. n° 7

15 Marzo 2005
Bioetica
Le tecniche di fecondazione artificiale
Semplificando al massimo vediamo di comprendere quali sono i caratteri differenziali delle varie tecniche di fecondazione artificiale per poter basare su queste conoscenze un giudizio etico e morale. Riassumendo possiamo avere: tecniche incorporee; tecniche extracorporee. Queste possono essere: omologhe (con elementi che provengono dalla coppia); eterologhe (con uno o più elementi che vengono al di fuori della coppia). Parleremo prima delle peculiarità legate alla tecnica in sé (se intracorporea o extracorporea) e poi ai problemi legati alle essere eterologhe piuttosto che omologhe. Tecniche incorporee: tra le tecniche di fecondazione artificiale interacorporea citiamo per esempio l’inseminazione artificiale, la GIFT (gamete intrafallopian trasfer) e la TIUG (trasferimento intrauterino dei gameti). La prima si realizza deponendo il seme maschile all'interno della vagina e presuppone che l'apparato genitale femminile sia normale; la GIFT e la TIUG vengono utilizzate in caso di lesioni o alterazioni dell'apparato genitale femminile e consistono nell'introdurre all'interno delle tube e dell'utero gli spermatozoi e le cellule uovo. Il processo di fecondazione, se avviene, si compie come natura: le due cellule si incontrano, danno origine ad un embrione che, se attecchisce nell'utero, si svilupperà come ogni altro embrione concepito naturalmente. Una manipolazione sul processo riproduttivo esiste, ma riguarda solo le fasi ‘prima’ del concepimento, coinvolgendo da una parte solo le cellule germinali (che sono cellule e non nuovi individui) e dall'altra il corpo materno per il prelievo degli ovociti e quello paterno per il prelievo del seme maschile al di fuori del rapporto sessuale. Per ottenere gli ovociti o per avere più possibilità di fecondazione è necessario stimolare artificialmente nella donna una uvulazione multipla ed un prelievo delle cellule uovo all'interno del corpo materno con procedure chirurgiche. L'uso di queste tecniche interacorporee permette di superare le perplessità di natura etica derivanti dalla manipolazione e produzione degli embrioni, anche se permangono dubbi di natura morale. L'insegnamento della Chiesa Cattolica in particolare sottolinea come l'atto unitivo (cioè il rapporto sessuale) e l'atto procreativo debbano essere inscindibili e come la procreazione debba avvenire nel rispetto della corporeità e della sessualità dell’uomo e della donna. Molti ricercatori cattolici hanno inserito delle modifiche alle tecniche per rendere più vicini e più rispettosi dell'intimità questi due momenti, prelevando esempio le cellule germinali maschili dopo un normale rapporto sessuale piuttosto che attraverso la masturbazione, oppure gli ovociti prelevati vengono posti in utero prima di un normale rapporto sessuale: il dibattito è aperto all'interno dello stesso mondo cattolico, nel tentativo di andare incontro ai bisogni delle coppie senza colpevolizzarle o banalizzare il loro problema restando rispettosi di principi che ispirano il profondo insegnamento della Chiesa sulla famiglia e la sessualità. Questa preoccupazione non è però solo della Chiesa, perché per diversi motivi trova il consenso di altri ambienti sensibili ai problemi della coppia.
(2 – continua) Dr. Franco Pala da G e A n.16/04
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15 Marzo 2005
Le batterie del ‘900
Forti & Eroi

Rubin De Cervin

La batteria R. De Cervin

La batteria Rubin De Cervin (nella zona a nord ovest dell’isola di Spargi, in località Zanotto), durante la seconda guerra mondiale era armata dalla Milmart e ospitava una batteria antinave. “Un sentiero difficile ed impervio, di poche decine di metri, porta al pianoro che offre lo spettacolo degli edifici mimetizzati: le caserme, i depositi munizioni, le postazioni delle armi, la cisterna, le riservette, le gallerie sotto roccia. Una serie di sentieri, ricavati a tratti nella roccia lega i vari elementi delle fortificazioni. Sulla parete di granito a nord ovest spicca il motto: ‘Est fortium spectare fata silentes’. Con un cura tutta particolare rispetto alle altre batterie, ogni struttura è identificata da una targa di marmo con le ascritta a lettere di bronzo” (Da I forti dell’Arcipelago Comune di La Maddalena, presidenza Consiglio dei Ministri, autori Italia Nostra, Pier Luigi Cianchetti, Paolo Sorba editore, 1995). Fu intitolata al contrammiraglio Ernesto Rubin De Cervin, nato Torino nel 1860 e morto nel disastro della R.N. “Regina Margherita” il 27 settembre 1915. Fece 12 anni di navigazione, la campagna d’Africa del 1888, quella in Estremo Oriente del 1908 ed Italo-Turca del 1911-12. Capitano di Corvetta nel 1887, C.F. nel 1901, C.V. nel 1906, contrammiraglio nel 1913. Fu cavaliere della Corona d’Italia, dei SS. Maurizio e Lazzaro ed ebbe la Croce d’oro con Corona Reale per anzianità di servizio
(da Albo d’oro della R.Accademia Navale MCMXIX, Editori Alfier i& Lacroix – Milano-Roma, libro gentilmente prestatoci dal sig. Tore Sangaino).
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15 Marzo 2005
Audizione al Senato
Sentita Lega Ambiente e WWF
Terminiamo la pubblicazione delle audizioni al Senato della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali, tenutesi il 1° febbraio scorso, sulla situazione ambientale a La Maddalena (precedenti su nn.119-120 de Il Vento). Il materiale è tratto dal sito Internet del Senato.
Il dottor Ciafani (Stefano Ciafani, coordinatore ufficio scientifico di Legambiente ndr) fa presente che in seguito all’incidente del sottomarino statunitense si è avviata un’indagine che però si è focalizzata sull’individuazione di alcune sostanze radioattive come il Torio 234 e il Cesio 137. In merito a tali accertamenti, ad esempio, come più volte ricordato, il CRIIRAD ha concluso che non sussiste un rilevante impatto radioattivo derivante da quell’incidente. Tuttavia, bisogna considerare che queste indagini non hanno concentrato la propria attenzione su altre sostanze, ugualmente significative, come il Plutonio 239. Di conseguenza, Legambiente si è preoccupata di avviare una ricerca proprio su questa sostanza, adottando il metodo tradizionale dell’autoradiografia che prevede l’utilizzo di lastre fotografiche per l’esame di campioni di alghe o altri elementi naturali. In particolare, nel corso di questo esame, avente valenza qualitativa, sono stati analizzati circa 150 campioni; mentre i campioni prelevati in altre zone dell’Italia non hanno riscontrato significative tracce di plutonio, i campioni prelevati nell’area dell’arcipelago di La Maddalena non solo hanno riscontrato la presenza delle cosiddette tracce alfa, ma in alcuni casi hanno evidenziato anche una forte concentrazione di frammenti di plutonio, soprattutto nelle vicinanze della base militare. Tale presenza non può certo derivare da fattori naturali, né risulta addebitabile ad una esplosione o ad esperimenti nucleari; l’ipotesi più plausibile sembra quella di un’origine locale, probabilmente associata ad una accidentale perdita dei reattori. Anche sulla base delle risultanze emerse nel corso degli accertamenti illustrati, Legambiente richiede che sia avviato un serio monitoraggio ambientale per l’accertamento del Plutonio 239; inoltre, l’associazione ritiene opportuno procedere ad un’indagine epidemiologica, nonché ad un programma di dismissione della base di sommergibili nucleari la cui presenza risulta incompatibile con il parco istituito nell’arcipelago di La Maddalena.
La dottoressa Fantilli (Patrizia Fantilli, responsabile dell’Ufficio legale ed istituzionale del WWF ndr) , ricorda che il WWF ha sempre guardato con estrema attenzione alla Sardegna che nel bacino del mar Mediterraneo possiede il più alto indice di biodiversità e, in particolare, all’arcipelago di La Maddalena, non solo a causa del parco nazionale lì istituito, ma anche perché si tratta di un’area dichiarata sito di importanza internazionale. Il WWF non intende alimentare un’inutile campagna allarmistica, ma fare chiarezza sulla situazione ambientale presente nella zona, compresi gli eventuali rischi associati all’attività della base di sommergibili. Pertanto, occorrerebbe disporre di una informazione certa e costante, ma anche provvedere ad un potenziamento tecnologico delle reti di monitoraggio. Infine, occorre finalmente chiarire se è stato effettivamente predisposto un piano di emergenza che dovrebbe essere noto anche ai cittadini. Il dottor Migaleddu (Vincenzo Migaleddu, consulente del WWW) si sofferma sulle indagini effettuate dal CRIIRAD, il quale è un laboratorio indipendente, accreditato dal Ministero dell’ambiente francese. In particolare, ricorda che l’allarme destato dall’incidente al sottomarino Hartford ha richiesto una particolare verifica che è andata oltre quella effettuata normalmente; dovendo i controlli affrontare non solo problemi tecnologici, ma anche di tipo istituzionale. Il CRIIRAD ha rilevato l’inesistenza di isotopi artificiali legati all’incidente del sottomarino, ma ha evidenziato un’altra problematica, relativa alla presenza di residui e scorie, nonché ad una quantità abnorme di Torio 234. Sebbene la credibilità degli accertamenti effettuati dal CRIIRAD sia stata confermata dal fatto che essi sono stati successivamente ripresi anche da altri soggetti competenti; appare necessario svolgere un più ampio monitoraggio per verificare se effettivamente la presenza del plutonio dipende dall’attività nucleare o da quella antropica. Inoltre, le centraline devono essere modificate per controllare la presenza di scorie e gas radioattivi, come il trizio ed il kripto.
(3 – fine) Nei prossimi numeri verranno pubblicati i resoconti dell’audizione del 3 marzo scorso.
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15 Marzo 2005
Teatro Primo Longobardo
Io sono il maestro
Martedì 1° marzo è definitivamente calato, per quest’anno, il sipario del teatro Primo Longobardo, con l’ultima delle cinque rappresentazione programmate per questa stagione di prosa 2004-2005: “Io sono il Maestro”. Una rappresentazione dai toni misteriosi e alquanto affascinanti, che ha visto la regia di Sergio Maifredi, l’abile interpretazione di Paolo Graziosi, noto attore televisivo, di Lisa Galantini e Rosario Lisma. Era la storia di due giovani ragazzi, Hildur e Thòr. I due, musicisti freschi di conservatorio, sono pronti a lanciarsi verso la carriera… ma questa armonia è interrotta dall’arrivo del maestro di lei. Il maestro, che incarna le vesti di un moderno Lucifero, scombinerà gli equilibri mentali e i progetti della coppia. Egli, infatti, diventerà un terzo, ingombrante inquilino e ciò non piacerà al fidanzato Thòr. Alla fine, a causa dell’attenzione oppressiva del Maestro, di una vocazione artistica non ancora appagata e un amore incontrastato porterà i protagonisti ad un finale irreversibile.
Andrea Bebbu
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Invito alla Poesia
Scopo della rubrica è quello di promuovere e valorizzare l’espressione poetica in lingua italiana dei nostri concittadini. Tutti coloro che siano dotati di “una qualche vena poetica” possono inviare una loro composizione, indirizzandola a:

Gianfranco Impagliazzo via Terralugiana 64 07024 La Maddalena (SS)

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