Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 121 del 15 Marzo 2005 - pag. n° 8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Ufficio delle Letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Rassegna Stampa ore 09.40
Rassegna Stampa ore 11.20
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Santa Messa ore 18.00
Notiziario ore 19.05
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.30 Microfono Aperto
Lunedì 12.05 Informazione previdenziale
Lunedì 15.30 Reporter
Lunedì 17.00 Qui Palau
Lunedì 19.40 Lunedì Sport
Martedì 10.30 Invito alla Musica
Martedì 11.00 Qui Palau
Martedì 15.00 Lunedì Sport
Martedì 15.30 Reporter
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 12.05 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 15.15 Qui Palau
Mercoledì 15.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 18.40 Catechesi per adulti
Giovedì 10.30 Storia Isolana
Giovedì 15.30 Storia Isolana
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.45 Anteprima Sport
Sabato 10.15 Linea Musica
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Sabato 16.00 Linea Musica
Sabato 17.15 Microfono Aperto
Sabato 19.05 Storia Isolana
Sabato 19.45 Invito alla Musica
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15 Marzo 2005
Pagine di Catechesi
a cura di don Sandro Serreri
Il triduo pasquale
Con l’ausilio di celebrazioni suggestive, concentrate nel triduo pasquale, la liturgia della Chiesa ci guida e accompagna sino al mistero della Pasqua del Signore. Il triduo pasquale, allora, è in funzione della Pasqua. Perciò, il triduo si presenta come una scuola dove le tre lezioni fondamentali sono costituite da: l’annuncio del rito pasquale, celebrato prima dagli ebrei e poi dai cristiani (Giovedì santo); la passione e morte del Signore (Venerdì santo); il riposo di Cristo nel sepolcro (Sabato santo). Il Giovedì santo, che si apre con la Messa crismale (nella quale il vescovo consacra in cattedrale gli Oli per la santificazione del popolo di Dio e, con il presbiterio, celebra il mistero di Cristo sacerdote che comunica alla Chiesa il suo sacerdozio), si celebra la Messa “in Cena Domini”: l’istituzione dell’Eucaristia, del sacerdozio ministeriale e del servizio fraterno della carità (quest’ultimo, nel simbolo della lavanda dei piedi). In questa Messa vespertina si ritorna a cantare l’inno Gloria e si suonano le campane che, poi, rimarranno in silenzio sino alla Veglia pasquale. Questa Messa si conclude con l’orazione dopo la comunione alla quale segue subito la processione, cantando l’inno “Pange lingua”, per la reposizione del Santissimo Sacramento nella cappella appositamente preparata. Il Venerdì santo: in questo giorno (e nel seguente), la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra la Messa, ma la Passione del Signore. La celebrazione si svolge in tre momenti: liturgia della Parola, adorazione della Croce (o “ostensione”), Comunione eucaristica. In questa celebrazione viene recitata la Preghiera universale, che esprime l’apertura universale della Chiesa. Dopo l’orazione sul popolo, l’assemblea si scioglie in silenzio. Il Sabato santo è il giorno del silenzio che termina all’inizio della solenne Veglia pasquale che si svolge durante la notte. Il Triduo pasquale, nella sua pur complessa armonia, è l’unica via per poter accedere e celebrare la Veglia pasquale e la Pasqua del Signore. Parteciparvi è sicura fonte di risurrezione.
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15 Marzo 2005
Vie di Ieri e di Oggi
a cura di Giovanna Sotgiu
via Nizza
Via Garibaldi e Bass’a Marina corrono quasi parallele e sono collegate fra loro da piccoli passaggi che coprono il dislivello per mezzo di brevi tratti pianeggianti e di ripide scalinate (chiamate scalinette): nessuno di questi ha un nome tranne l’ultimo (per chi viene da Piazza Comando) che fu intestato, in epoca abbastanza recente, il 13 giugno 1972. Nessuna motivazione particolare accompagna la delibera di consiglio e quindi non sappiamo cosa abbia fatto privilegiare questo passaggio rispetto agli altri: si legge nella delibera: “Via Nizza-Vicolo A di via Garibaldi (da via Garibaldi, con due diramazioni: una chiusa e l’altra con sbocco in via Amendola” La scalinata divide il bel palazzo, piuttosto maltenuto, dove si apre il bar Fabbris e la curiosa casa Aversano, si inerpica restringendosi leggermente fino ad incontrare un’altra scalinata che sale da via Garibaldi in direzione quasi perpendicolare. La curiosa struttura della via è stata determinata dalla conformazione rocciosa del sito occupato un tempo dal forte Sant’Agostino che era sorto, alla fine del Settecento, per difendere il lato orientale dell’insediamento della piccola comunità isolana scesa dal Collo Piano alla Marina. Esso occupava la sommità di uno sperone roccioso quasi a picco sul mare che impediva di fatto qualsiasi collegamento fra lo scalo degli Olmi e la cala Mangiavolpe. Questo antico forte fu cancellato solo nella seconde metà dell’Ottocento quando la parte meridionale fu venduta alla famiglia Bottini che vi costruì la casa, rimasta quasi intatta da allora, che avrebbe ospitato l’albergo Belvedere. Poi diversi interventi di riempimento a spese del mare consentirono di costruire la via di Bass’a Marina e, in seguito i moli che conosciamo. Lo spazio del forte scomparve quasi completamente lasciando solo uno spazio, oggi molto ridotto ma abbastanza riconoscibile, inglobato dalle prime case di via Garibaldi, da quelle di via Giuliani e da quelle di Bass’a Marina. L’accesso a questo spazio, oltre che da via Nizza è assicurato da due altre scalinate: la prima, molto bella, con gradini stondati e ben rifiniti, costeggia proprio la casa Bottini e sale fino ad un piccolo cancello che si apre su quella che doveva essere una parte della spianata del forte; la seconda, parte da via Giuliani e si perde nello stesso spiazzo.
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