Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 122 del 1 Aprile 2005 - pag. n° 5

1 Aprile 2005
Centenario della nascita
Mons. Salvatore Capula

Don Capula in
una foto del 1927

Abbiamo dedicato la scorsa puntata alle sorelle di mons. Capula, Agostina ed Anna Maria; riprendiamo ora il filo del racconto. Siamo nel 1934 e dal 6 aprile Salvatore Capula, trent’anni, da Castelsardo, è il giovane parroco della parrocchia unica di La Maddalena (quella di Moneta fu istituita nel 1964). “Il mio ruolo a La Maddalena mi appassionava e mi caricava di energia” scrisse oltre sessant’anni dopo don Capula. ”Sentivo forte la nostalgia della mia famiglia e della casa di Castelsardo, ma mi rendevo conto che l’Isola stava diventando la mia nuova casa”. Col passare dei mesi e degli anni “mi sentivo sempre più inserito in quell’ambiente come se anch’io cominciassi a far parte dell’Isola. Sempre più spesso ricevevo le visite degli abitanti, dai più illustri ai più umili, ascoltando e cercando di risolvere i loro problemi, gravi o modesti che fossero. Affidavano a me i loro dubbi e le loro incertezze, richiedevano la mia presenza in tutte le occasioni, domandavano assistenza spirituale e materiale, certi della mia sollecita risposta. Da parte loro i parrocchiani dimostravano con sempre maggior fervore il loro attaccamento alla chiesa. Le celebrazioni, le processioni le ricorrenze religiose erano seguite con partecipazione e gioia. Iniziava a stringersi, intorno alla parrocchia, un folto gruppo di fedeli convinti, capaci, altruisti, che seppero vivere in comunione di intenti e di valori”. In quei primissimi anni don Capula volle conoscere tutto quello che si poteva conoscere dell’Arcipelago. Visitò palmo palmo l’isola di La Maddalena, quella di Caprera, Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Budelli e Razzoli, ma sbarcò anche a Spargiotto, a Barrettini e Barrettinelli e negli altri scogli. A piedi o in bicicletta “percorrevo tutte le strade e tutti i sentieri” e con la barca “visitavo le calette e le spiagge”, tanto che “piano piano imparavo a riconosce anche i sassi”. Di queste bellissime, impervie, affascinanti isole don Capula volle conoscere anche la storia. Il canonico Vico, suo predecessore, era deceduto pochi mesi dopo il suo arrivo e non gli poté tramandare la memoria storica dei suoi cinquant’anni di presenza dell’Isola. Lo fece in parte il buon don Macciocco, ma non era sufficiente. Don Capula, raccolse, lesse e studiò i pochi articoli e libri in circolazione sull’Arcipelago e la scarsa documentazione presente in un archivio parrocchiale trascurato dai suoi predecessori. Raccolse tutto ciò che si poteva raccogliere ma soprattutto (purtroppo in parte oralmente, solo parzialmente ne fece degli appunti volanti o annotazioni nei diari) la memoria dei suoi abitanti. La perfetta, minuziosa conoscenza dell’Arcipelago, di tutto l’Arcipelago che componeva la sua parrocchia, dava a don Capula la sensazione di un assoluto controllo del territorio e di coloro che vi abitavano, tanto da scrivere, anni dopo, che di essi conosceva “tutte le facce, le voci e financo i pensieri”.
( 10 - continua) Claudio Ronchi
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1 Aprile 2005
A S. Maria Maddalena
Triduo Pasquale 2005La Santa Messa del Giovedì Santo celebrata nella chiesa di S. Maria Maddalena alle ore 17.30 ha dato inizio al Triduo Pasquale. La solenne celebrazione presieduta dal parroco don Domenico Degortes e concelebrata dal vice parroco don Sandro Serreri, dal cappellano dell’ospedale civile don Paolo Piras e da padre Roberto, carmelitano, e don Roberto, entrambi polacchi, che hanno aiutato i sacerdoti locali nelle confessioni e benedizioni delle famiglie. La S. Messa animata dal coro parrocchiale S. Cecilia diretto da Luigi Macciocu ha visto la partecipazione di circa 250 persone e il grande gesto della lavanda dei piedi compiuta dal parroco nei confronti di dodici uomini che ha simboleggiato il gesto di Gesù nell’ultima Cena verso i suoi discepoli. Alle 21.30 un centinaio di persone prendeva parte all’Adorazione Eucaristica comunitaria guidata sempre da don Degortes presso l’Altare della Reposizione. Il giorno seguente Venerdì Santo, le confessioni hanno fatto sfondo alle celebrazioni dell’ufficio delle letture e lodi alle 8.30 e al pomeriggio alle 17.00 alla celebrazione delle Sette Parole e alle 18.00 della liturgia della passione presiedute sempre dal parroco don Degortes e guidate dal coro parrocchiale. Alle 22.00, con circa mezz’ora di ritardo con partenza dalla parrocchia di Moneta si è svolta la consueta via crucis cittadina sempre molto partecipata, guidata da don Serreri. Sabato Santo ai medesimi orari del giorno precedente si sono svolte le confessioni, l’ufficio delle letture e lodi, eccezion fatta per i vespri pomeridiani celebrati alle 18. La solenne veglia pasquale ha avuto inizio alle 23. presieduta dal parroco e concelebrata da don Serreri e da padre Roberto ha visto la partecipazione di circa 250 persone ed è stata animata sempre dal coro parrocchiale. Le messe domenicali della S. Pasqua sono state gremite da isolani e non, in modo particolare alle 10.30 nella S. Messa solenne animata dal coro S. Giovanni Bosco dove al termine era prevista la tradizionale processione dell’incontro tra S. Maria Maddalena e il Cristo Risorto proveniente dalla chiesa di Moneta che a causa delle instabili condizione atmosferiche non si è svolta con grande delusione dei cacciatori che in piazza comando erano pronti a sparare a salve in segno di festa.
Roberto Aversano
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1 Aprile 2005
Conferito il 13 marzo
Ministri Straordinari dell'Eucaristia
Domenica 13 marzo, nella chiesa di S.Maria Maddalena, durante la celebrazione della Messa serale è stato conferito l’ufficio di ministri straordinari dell’Eucaristia a cinque parrocchiani. Dopo la proclamazione della Parola e l’omelia i fedeli scelti per distribuire l’Eucaristia vengono chiamati per nome, Pierluigi Aversano, Giovanna Pinna, Mimma Riva, Caterina Casula, Tiziana Langella e si dispongono davanti al parroco don Domenico Degortes che li presenta all’assemblea dando inizio al ‘rito’ e dopo alcune domande che il celebrante rivolge ai candidati ed un invito all’assemblea alla preghiera, viene conferito l’ufficio di ministri straordinari dell’Eucaristia. Sono laici che affiancheranno i sacerdoti nel compito di portare l’Eucaristia agli ammalati e nel servizio della distribuzione dell’Eucaristia durante le Messe.
Giovanni Antonelli
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