Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 122 del 1 Aprile 2005 - pag. n° 6

1 Aprile 2005
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Don Millelire detto Mambrì

Don Millelire

Di antica famiglia isolana - i suoi antenati furono i celebri Domenico e Agostino - Giuseppe Millelire nacque a La Maddalena il 13 giugno 1876 da Battista e Francesca Raffo. A battezzarlo fu il parroco don Michele Mamia Addis, i padrini furono Andrea e Mariantonia Raffo. Crebbe a Cala Gavetta, porticciolo di un paese di circa milleottocento abitanti, e fu lì che gli venne affibbiato il nomignolo che poi si portò per tutta la vita: Mambrì. Ebbe modo di studiare, presso le scuole religiose ed in privato e ai primi del Novecento fu assunto, come assistente d’ufficio, a Cava Francese, dalla Società F.lli Marcenaro e Grondona e vi rimase fino al 1905, anno della grande fornitura di granito per la costruzione del bacino di carenaggio di Malta. A testimoniarcelo non sono i libri contabili, dove pure è registrato, ma è stato Luciano Grondona, qualche anno fa, il quale ricordò pure come quel rapporto di lavoro si interruppe bruscamente. Giuseppe Millelire, all’epoca ventinovenne, che la vocazione religiosa evidentemente coltivava da anni, pur tra slanci, dubbi e ripensamenti, decise di trasferirsi a Roma, andando a studiare presso la Congregazione dei Salesiani. Di quegli anni romani, durante i quali studiò sodo facendosi anche una discreta cultura, serbò sempre una buona memoria e ancora parecchi anni dopo amava ricordare – ci ha detto Lucio Marini - il fascino delle serate trascorse all'opera. Il 12 dicembre 1911, col taglio di cinque ciocche di capelli, simbolo di umiltà e di rinuncia al mondo, Giuseppe Millelire ricevette la tonsura, primo gradino, allora, del cammino verso il sacerdozio. Tra il febbraio ed il settembre del 1913 ricevette, in rapida successione, il suddiaconato e il diaconato. Il 20 dicembre 1913 fu ordinato sacerdote. Aveva 37 anni e dopo don Silvestro Zicavo (detto Preti Isulanu) fu, 150 anni circa dopo la nascita ufficiale della cittadina, il secondo maddalenino divenuto sacerdote. Non abbiamo notizia dove celebrò la sua prima messa ma sappiamo che un incarico lo ebbe a Serravalle Scrivia in Piemonte. Rientrò fra il clero della diocesi di Ampurias e Tempio appena due anni dopo nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale. Il vescovo fra Giovanni Maria Sanna lo tenne per qualche i mese presso di sé a Tempio, poi, dopo un breve soggiorno La Maddalena, ove era parroco don Antonio Vico, per 18 anni fu errabondo per la Gallura e per l’Anglona: vice parroco di Luras nel 1916, beneficiato della cattedra di Tempio dal maggio del 1919, economo spirituale di Sedini nel luglio del 1920, parroco di Telti nel 1921, parroco di Bulzi nel 1929, economo spirituale di San Pantaleo nel 1932. Rientrato a La Maddalena nel 1934 quando aveva già 58 anni (da poco era morto don Vico ed era nuovo parroco il trentenne don Capula) vi rimase per un paio di lustri a disposizione.
(1-continua) Claudio Ronchi
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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1 Aprile 2005
Azione Cattolica
Antonelli rieletto presidente
Nei locali della biblioteca parrocchiale ha avuto recentemente luogo l’assembla dell’Azione Cattolica ‘Benedetto XV’ della parrocchia di S.Maria Maddalena per il rinnovo degli incarichi e gli obbiettivi che si vogliono realizzare nel prossimo triennio. L’Assemblea, fopo un momento di preghiera presidutto dal parroco don Domenico Degortes, è stata aperta dal presidente uscente Giovanni Antonelli che ha relazionato sul triennio appena concluso caratterizzato oltre che dal lato formativo, da testimonianza evangelica e da diverse iniziative che ci hanno portato in alcuni casi ad essere anche protagonisti silenziosi nell’adempimento del nostro servizio, legato a situazioni di disagio e bisogno della nostra parrocchia, con il fattivo contributo di tutti gli aderenti. Il presidente uscente ha poi illustrato ai presenti gli obbiettivi che l’associazione intende perseguire nel prossimo triennio, un cammino che orienti l’A.C. al futuro, con scelte che diano attuazione al progetto formativo e lo rendano motore di rinnovamento della vita associativa. Successivamente si è proceduto alle votazioni. Presidente è stato rieletto Giovanni Antonelli mentre per il consiglio parrocchiale sono stati eletti Candido Rivieccio, Paolo Ticali e Antonio Lattarulo.
G.A.
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1 Aprile 2005
Audizione al Senato (1° parte)
Sentita L'Enea ed il Parco
Pubblichiamo il resoconto sommario (dal sito internet del Senato) dell’audizione al Senato della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali, tenutasi il 3 marzo scorso, sulla situazione ambientale a La Maddalena.
Il dottor Ferrara (dr. Vincenzo Ferrara, direttore del Progetto speciale clima globale dell'Enea) ricorda che fin dagli anni ’70 il Cnen, poi Enea, ha partecipato al monitoraggio dell’attività ambientale alla Maddalena, ma esso non si è limitato soltanto ad eseguire misure sulla radioattività, ma ha anche intrapreso campagne di ricerca multidisciplinare dirette a far conoscere la particolare situazione ambientale dell’Arcipelago di La Maddalena. Tali ricerche sono state pubblicate e presentate a livello internazionale e si sono rese utili anche per formare professionalità specifiche, oggi assai preziose nello studio dei cambiamenti climatici. Nel consegnare agli uffici della segreteria della Commissione alcuni documenti sulle tematiche in argomento, si dichiara fin da ora disponibile a fornire qualsiasi chiarimento che la Commissione reputerà necessario.La dottoressa Del fanti ricorda che l’Enea ha svolto attività di studio e monitoraggio dell’attività ambientale nell’Arcipelago di La Maddalena nel periodo dal 1972 al 1998. Dal 1972 al 1992 il Cnen, poi Enea, ha gestito le reti nazionali per la sorveglianza della radioattività ambientale, nelle quali è stato inserito anche il monitoraggio nell’area in questione. Dal 1992 in poi le competenze sono state trasferite all’Anpa, poi Apat, anche se l’Enea ha continuato a svolgere un monitoraggio fino al 1998. In particolare, nella propria attività di monitoraggio sul sito di La Maddalena sono stati effettuati riscontri su alcuni radionuclidi che costituiscono indicatori dell’eventuale presenza di contaminazioni. In tale indagine sono state utilizzate come matrici l’acqua, i sedimenti, la posidonia oceanica ed altri organismi, mentre i punti di prelievo erano ubicati nella rada dell’isola di Santo Stefano. Le reti nazionali di sorveglianza della radioattività ambientale prevedevano un campionamento semestrale, ma nel sito di La Maddalena la sorveglianza gestita dal Cnen, poi Enea, si è avvalsa del supporto del Centro Interforze studi ed applicazioni militari (Cisam), nonché di una seconda rete di sorveglianza, gestita dall’Istituto Superiore di sanità e dal Cnen, con campionamenti mensili. Inoltre, il Cnen nel periodo compreso tra il 1975 ed il 1977 svolse attività di ricerca sperimentale con l’effettuazione di specifiche campagne sperimentali aventi lo scopo di caratterizzare l’ambiente dell’Arcipelago e di definire la distribuzione della radioattività ambientale. I risultati furono riportati nei rapporti dell’Enea e nei bollettini delle reti nazionali per la sorveglianza della radioattività ambientale. In conclusione, dalle analisi effettuate si riscontrano dal 1972 al 1998 livelli di radioattività nel sito di La Maddalena indistinguibili rispetto a quelli rilevati in altre parti delle coste italiane. Inoltre, nel periodo tra il 1974 ed il 1979 furono rilevate tracce di cobalto 60 che però dal 1980 non sono state più rilevate. Negli anni 1974-1978 furono rilevati altri radionuclidi in campioni di poseidonia oceanica, comunque presenti nei mari italiani. Nel 1986 l’incidente di Cernobyl produsse un aumento dei livelli di cesio 137, ma una rapida decrescita degli stessi fu osservata nei mesi successivi. Il sito di La Maddalena è stato quindi monitorato attentamente, attraverso l’apporto di vari enti, a riprova dell’efficienza della rete di controlli che è in grado di segnalare eventuali episodi anomali.
( 1 - continua )
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