Don Millelire detto Mambrì
Don Millelire
Di antica famiglia isolana - i suoi antenati furono i celebri Domenico e Agostino - Giuseppe Millelire nacque a La Maddalena il 13 giugno 1876 da Battista e Francesca Raffo. A battezzarlo fu il parroco don Michele Mamia Addis, i padrini furono Andrea e Mariantonia Raffo. Crebbe a Cala Gavetta, porticciolo di un paese di circa milleottocento abitanti, e fu lì che gli venne affibbiato il nomignolo che poi si portò per tutta la vita: Mambrì. Ebbe modo di studiare, presso le scuole religiose ed in privato e ai primi del Novecento fu assunto, come assistente d’ufficio, a Cava Francese, dalla Società F.lli Marcenaro e Grondona e vi rimase fino al 1905, anno della grande fornitura di granito per la costruzione del bacino di carenaggio di Malta. A testimoniarcelo non sono i libri contabili, dove pure è registrato, ma è stato Luciano Grondona, qualche anno fa, il quale ricordò pure come quel rapporto di lavoro si interruppe bruscamente. Giuseppe Millelire, all’epoca ventinovenne, che la vocazione religiosa evidentemente coltivava da anni, pur tra slanci, dubbi e ripensamenti, decise di trasferirsi a Roma, andando a studiare presso la Congregazione dei Salesiani. Di quegli anni romani, durante i quali studiò sodo facendosi anche una discreta cultura, serbò sempre una buona memoria e ancora parecchi anni dopo amava ricordare – ci ha detto Lucio Marini - il fascino delle serate trascorse all'opera. Il 12 dicembre 1911, col taglio di cinque ciocche di capelli, simbolo di umiltà e di rinuncia al mondo, Giuseppe Millelire ricevette la tonsura, primo gradino, allora, del cammino verso il sacerdozio. Tra il febbraio ed il settembre del 1913 ricevette, in rapida successione, il suddiaconato e il diaconato. Il 20 dicembre 1913 fu ordinato sacerdote. Aveva 37 anni e dopo don Silvestro Zicavo (detto Preti Isulanu) fu, 150 anni circa dopo la nascita ufficiale della cittadina, il secondo maddalenino divenuto sacerdote. Non abbiamo notizia dove celebrò la sua prima messa ma sappiamo che un incarico lo ebbe a Serravalle Scrivia in Piemonte. Rientrò fra il clero della diocesi di Ampurias e Tempio appena due anni dopo nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale. Il vescovo fra Giovanni Maria Sanna lo tenne per qualche i mese presso di sé a Tempio, poi, dopo un breve soggiorno La Maddalena, ove era parroco don Antonio Vico, per 18 anni fu errabondo per la Gallura e per l’Anglona: vice parroco di Luras nel 1916, beneficiato della cattedra di Tempio dal maggio del 1919, economo spirituale di Sedini nel luglio del 1920, parroco di Telti nel 1921, parroco di Bulzi nel 1929, economo spirituale di San Pantaleo nel 1932. Rientrato a La Maddalena nel 1934 quando aveva già 58 anni (da poco era morto don Vico ed era nuovo parroco il trentenne don Capula) vi rimase per un paio di lustri a disposizione.
(1-continua) Claudio Ronchi