Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 122 del 1 Aprile 2005 - pag. n° 7

1 Aprile 2005
Le batterie del '900
Forti & Eroi

Antonio Caddeo

La batteria antinave Candeo (nell’isola di Caprera) fu armata dalla Marina nella seconda guerra mondiale. Dalla casa Casula “attraverso numerosi tornanti ben protetti da spallette, si scende a Candeo: presso la piccola banchina, la casermetta dalla quale, attraverso un sentiero si arriva alle postazioni: due ‘collinette’ costruite in calcestruzzo e ricoperte di massi di granito naturale si mimetizzano perfettamente nell’ambiente circostante; alla base una galleria a chiocciola, con piccole feritoie che si affacciano sul mare, conduce fino alla piattaforma che ospitava le mitragliere”. (Da ‘I Forti dell’Arcipelago’, Comune di La Maddalena, Presidenza del Consiglio dei Ministri, autori Italia Nostra, Pier Luigi Cianchetti, Paolo Sorba editore, 1995).

La batteria Candeo

La batteria fu intitolata ad Antonio Candeo, capitano di fregata, nato a Padova nel 1872, morto nel disastro della R.N. ‘Benedetto Brin’, della quale era comandante in seconda, il 27 settembre 1915 (prima guerra mondiale). Sottotenente di Vascello nel 1984, T.V. nel 1987, C.C. nel 1911, C.F. nel 1915. Candeo partecipò alla spedizione Cecchi nel Benadir (Somalia), fu comandante di torpedienera del 1908. “Fu una delle figure salienti della guerra libica”. A Sidi-Siad si guadagnò la medaglia d’argento al valore. Ebbe poi la Croce di Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, per “zelo, intelligenza ed abnegazione” dimostrata nella guerra di Libia. (da ‘Albo d’Oro della R. Accademia Navale MCMXIX’, Editori Alfieri & Lacroix, Milano–Roma, libro gentilmente prestatoci dal signor Tore Sangaino).
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1 Aprile 2005
Bioetica
Le tecniche di fecondazione artificiale
Come abbiamo più volte detto, fecondazione eterologa significa che uno dei gameti (cellula uovo o spermatozoo) proviene al di fuori della coppia, da un donatore: in genere si tratta di seme maschile che è stato donato e conservato presso una banca del seme e può essere utilizzato sia per le tecniche intra che extracorporee. I donatori sono selezionati, controllati ed anche "schedati" in base alle caratteristiche fisiche e di razza. Negli Stati Uniti è possibile acquistare i gameti necessari alla coppia (spermatozoi o cellule uovo), via internet: si parla di "mercato delle vite future". In Italia la donazione di cellule seminali è gratuita, non la procedura della fecondazione. I problemi etici sono enormi e per il mondo cattolico insuperabili: a quelli già accennati per la Fivet omologa si aggiunge il fatto che viene meno l'unità della coppia nella generazione, si introduce un terzo elemento nella coppia stessa e la procedura spesso è vissuta come un "adulterio biologico" dal membro della coppia escluso dalla fecondazione. A parte la mercificazione e la spersonalizzazione dell'atto generativo, troppo spesso la scelta di un figlio "a tutti costi", perché di questo si tratta, nasce dalla non accettazione della sterilità della coppia. Su questi argomenti psicologici, sociologi e terapisti hanno prodotto molti studi contrastanti: sta di fatto che l'impatto sociale e culturale delle tecniche eterologhe è enorme e non se ne conoscono ancora fino in fondo i risvolti. È sintomatico il fatto che gli stati che hanno emanato leggi sull'argomento hanno considerato la fecondazione eterologa alla stregua della adozione e nei paesi scandinavi le coppie che chiedono la fecondazione eteroga sono sottoposte allo stesso iter di quelle che chiedono l'adozione: valutazione dell'impatto psicologico dell'arrivo del nuovo nato, che per un membro della coppia non è figlio naturale (è il figlio del marito o della moglie). In questi paesi è comunque stabilito per legge che il nato da fecondazione eteroga non possa essere disconosciuto da uno dei membri della coppia. Inoltre esiste il diritto per ogni persona di conoscere la propria origine: la legge scandinava dà la possibilità ai nati da fecondazione eterologa, a 18 anni, di scegliere se conoscere il proprio genitore biologico. In Italia esistono molti problemi legali correlati con la fecondazione eterologa e bisognerebbe riscrivere una parte del diritto civile e del diritto di famiglia; innanzitutto per la legge italiana la "madre" è colei che partorisce, anche se i genitori biologici sono altri (è impensabile l'utero in affitto). Poi il padre (o la madre) può disconoscere i propri figli e l'unico modo per imporre il riconoscimento di un figlio è l'esame del Dna; in caso di fecondazione eteroga questo sarà ovviamente diverso da quello del genitore che chiede il disconoscimento; è così possibile non riconoscere un figlio nato da procedure eterologhe se si cambia atteggiamento, condizionando gravemente il futuro del nuovo nato. Le cronache giudiziarie italiane iniziano a produrre queste aberrazioni: infatti si era proposto di inserire anche in Italia la clausola del riconoscimento obbligatorio del figlio. Nella legge italiana per ora è proibita la fecondazione eterologa.
Dr. Francesco Pala da G e A n° 2/05
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1 Aprile 2005
Dopo cinquant'anni
Sollevata la croce

particolare

La ditta Piero Leoncini ha recentemente sollevato di circa 80 centimetri la croce di legno dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maddalena. L’intervento, atteso da circa cinquant’anni, era necessario dopo che sullo stesso altare, a metà degli anni Cinquanta, era stato collocato l’imponente baldacchino di bronzo, fuso presso l’Arsenale Militare. Il baldacchino copriva in parte l’imponenza del crocifisso (probabilmente donato dal padrone marittimo Giuseppe Volpe nella seconda metà dell’Ottocento), ricollocato nello stesso punto anche dopo il restauro 1999. Il restauro conservativo del crocifisso fu realizzato da Antonio Maria Pulina di Plaghe (su incarico della Soprintendenza di Sassari) e comportò, oltre ad energico trattamento antitarlo, la ricostruzione di tre dita della mano destra e delle spine dalla corona, la ridefinizione della barba e la riproposizione dei colori originali, compreso il panno che ne copre la vita (nei due precedenti restauri era stato dipinto di bianco). Il Cristo crocifisso, scolpito in legno di pino rosso, composto da tre pezzi assemblati, è quasi a grandezza naturale, della statura cioè che più o meno poteva avere un ebreo del periodo di Gesù.
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Invito alla Poesia
Scopo della rubrica è quello di promuovere e valorizzare l’espressione poetica in lingua italiana dei nostri concittadini. Tutti coloro che siano dotati di “una qualche vena poetica” possono inviare una loro composizione, indirizzandola a:

Gianfranco Impagliazzo via Terralugiana 64 07024 La Maddalena (SS)

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