Le proposte della CGIL

Lorenzo Porcheddu, segretario generale funzione pubblica per la Cgil della Gallura e Domenico Ventroni, delegato aziendale della Cgil per la sanità e tecnico del laboratorio analisi, nel corso di una conferenza stampa indetta il 6 aprile scorso, parlano di gravi carenze nell’ospedale maddalenino ma anche di disinteresse da parte delle amministrazioni che si sono succedute nel palazzo comunale.“Quando Efisio Scarteddu, direttore generale dell’Asl di Olbia, invitava i sindaci ad incontri sul discorso ospedale e sanità, c’era un assenteismo grave da parte degli amministratori”, dice Porcheddu. “Non si capisce affatto chi comanda … Ciascuno dei dirigenti vede l’albero, ma non la foresta che brucia”, ribadisce Ventroni che descrive l’ospedale, presentando una situazione davvero inquietante. “Il pronto soccorso è situato negli scantinati, dentro un tugurio malsano, frequentato persino da topi, male attrezzato, sia dal punto di vista strutturale che strumentale”. Quello che dovrebbe essere il fulcro della struttura sanitaria maddalenina, il punto di partenza dell’intero ospedale, quello che si vorrebbe potenziare, perché è l’urgenza che conta, soprattutto in una piccola isola, versa in gravi condizioni. “La sua stessa collocazione” aggiunge Ventroni, “è un vero problema. Per risparmiare è stato attrezzato in un vicolo di strada a senso unico, con un budello d’ingresso, attraverso il quale sono costretti a transitare, ci si augura non contemporaneamente, l’ambulanza, l’auto privata che porta l’urgenza, il carro funebre”. Difficoltà, quindi, per le autoambulanze di eseguire delle manovre, di partire per la loro destinazione con quell’urgenza che è assolutamente dovuta al paziente che aspetta. Rispetto per la persona che è appena morta, privacy per chi è vivo e che si è recato all’ospedale. “Non si tiene conto neppure della privacy del cittadino”, insiste Ventroni “persone che vengono al pronto soccorso per una normale flebo, per una semplice medicazione, si trovano a dover assistere alle difficoltà di un paziente con arresto cardiaco!”. Situazioni che vanno avanti da tempo e che il tecnico di laboratorio denuncia come all’ordine del giorno, anche se una ipotesi di soluzione ci sarebbe “per un ospedale che è un cantiere aperto da anni, sotto lavori che non hanno né capo né coda, con dirigenti che prendono molti denari senza però volersi impegnare seriamente nella soluzione dei problemi del Paolo Merlo”. La Cgil propone quindi di creare un servizio di urgenza ed emergenza sempre funzionante, con pronto soccorso. Un servizio di anestesia e rianimazione ed un trasporto protetto del paziente, con mezzi e personale adeguato a farlo. Sarebbe necessario anche un servizio di cardiologia per acuti e più ambulatori specialistici.