Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 123 del 15 Aprile 2005 - pag. n° 2

15 Aprile 2005
‘Orizzonte Nuovo’ informa
  • Il Piano socio assistenziale annuale del Comune
  • Ogni anno il Consiglio Comunale, su proposta dell’Assessore ai Sevizi Sociali, discute ed approva, normalmente entro Dicembre, il Piano socio assistenziale, nell’ambito di un programma triennale ed in conformità con il Piano triennale Regionale (vedi puntata precedente). Immaginiamo che il prossimo Consiglio Comunale si trovi ad approvare un Piano che preveda: spese per 1.500.000 di euro (3 miliardi delle ex-lire); assistenza economica alle famiglie in difficoltà; 150 piani di sostegno per disabili e loro famiglie, ex-Legge 162 (a totale carico della Regione); creazione di 50 posti di lavoro fissi corrispondenti ai piani di sostegno (a totale carico della Regione); progetto affidi, in unione con i Comuni vicini (totalmente finanziato dalla Regione); Centro di Aggregazione Sociale, con la realizzazione di una serie di attività (90 % a carico regionale); assistenza domiciliare integrata, in collaborazione con la ASL, per le persone non autosufficienti; attività motoria anziani, per invecchiare bene, in collaborazione con il Centro di riabilitazione; 150 posti letto totali in residenza per anziani, residenza terapeutica psichiatrica, casa protetta (con un altro centinaio di posti di lavoro fissi); contributi alle famiglie per asili nido e baby parking; 150 soggiorni climatici e/o termali per anziani, con un contributo pro capite di 250 euro; assistenza domiciliare scolastica, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi; soggiorni estivi per disabili; corso di educazione musicale; corso di formazione per genitori. Noi siamo ben distanti dal poter conoscere od immaginare un simile Piano perché finora la maggior parte di queste voci ci sono sconosciute, ma il Piano è esattamente quanto previsto per il 2005 a Ploaghe, fatte le proporzioni di numero di popolazione, ed è similare a quello di altri Comuni in Sardegna: se poi volessimo migliorarlo dovremmo far riferimento ad altre Regioni, andando ad esempio in Toscana od in Emilia Romagna, per trovare anche l’inserimento lavorativo dei disabili e le attività sportive (piscina compresa) e culturali per tutti. Volendo accontentarci, ci piacerebbe che il prossimo Assessore ai Servizi Sociali convocasse le associazioni, le parti sociali e le attività di gestione interessate per rivisitare l’attuale Piano e per predisporre il Piano 2006, puntando a recuperare il trascurato, negli anni,con programmi congruenti col nuovo Piano regionale.
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15 Aprile 2005
Ospedale Paolo Merlo
Le proposte della CGIL
Lorenzo Porcheddu, segretario generale funzione pubblica per la Cgil della Gallura e Domenico Ventroni, delegato aziendale della Cgil per la sanità e tecnico del laboratorio analisi, nel corso di una conferenza stampa indetta il 6 aprile scorso, parlano di gravi carenze nell’ospedale maddalenino ma anche di disinteresse da parte delle amministrazioni che si sono succedute nel palazzo comunale.“Quando Efisio Scarteddu, direttore generale dell’Asl di Olbia, invitava i sindaci ad incontri sul discorso ospedale e sanità, c’era un assenteismo grave da parte degli amministratori”, dice Porcheddu. “Non si capisce affatto chi comanda … Ciascuno dei dirigenti vede l’albero, ma non la foresta che brucia”, ribadisce Ventroni che descrive l’ospedale, presentando una situazione davvero inquietante. “Il pronto soccorso è situato negli scantinati, dentro un tugurio malsano, frequentato persino da topi, male attrezzato, sia dal punto di vista strutturale che strumentale”. Quello che dovrebbe essere il fulcro della struttura sanitaria maddalenina, il punto di partenza dell’intero ospedale, quello che si vorrebbe potenziare, perché è l’urgenza che conta, soprattutto in una piccola isola, versa in gravi condizioni. “La sua stessa collocazione” aggiunge Ventroni, “è un vero problema. Per risparmiare è stato attrezzato in un vicolo di strada a senso unico, con un budello d’ingresso, attraverso il quale sono costretti a transitare, ci si augura non contemporaneamente, l’ambulanza, l’auto privata che porta l’urgenza, il carro funebre”. Difficoltà, quindi, per le autoambulanze di eseguire delle manovre, di partire per la loro destinazione con quell’urgenza che è assolutamente dovuta al paziente che aspetta. Rispetto per la persona che è appena morta, privacy per chi è vivo e che si è recato all’ospedale. “Non si tiene conto neppure della privacy del cittadino”, insiste Ventroni “persone che vengono al pronto soccorso per una normale flebo, per una semplice medicazione, si trovano a dover assistere alle difficoltà di un paziente con arresto cardiaco!”. Situazioni che vanno avanti da tempo e che il tecnico di laboratorio denuncia come all’ordine del giorno, anche se una ipotesi di soluzione ci sarebbe “per un ospedale che è un cantiere aperto da anni, sotto lavori che non hanno né capo né coda, con dirigenti che prendono molti denari senza però volersi impegnare seriamente nella soluzione dei problemi del Paolo Merlo”. La Cgil propone quindi di creare un servizio di urgenza ed emergenza sempre funzionante, con pronto soccorso. Un servizio di anestesia e rianimazione ed un trasporto protetto del paziente, con mezzi e personale adeguato a farlo. Sarebbe necessario anche un servizio di cardiologia per acuti e più ambulatori specialistici.
Alessandra Deleuchi
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15 Aprile 2005
Audizione al Senato
Sentito l'Enea e il Parco
Proseguiamo la pubblicazione delle audizione al Senato della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali, tenutasi il 3 marzo scorso, sulla situazione ambientale a La Maddalena. Intervengono il dottor Vincenzo Ferrara, direttore del Progetto speciale clima globale dell'Enea, la dottoressa Roberta Delfanti e il dottor Carlo Papucci rispettivamente responsabile e ricercatore della sezione ambiente marino Mediterraneo dell'Enea, e l'avvocato Gianfranco Cualbu, presidente del Parco di La Maddalena.    
Il presidente NOVI , alla luce delle affermazioni dei rappresentanti dell’ENEA circa il buon funzionamento della rete di monitoraggio, ritiene che appaiono ancora più criticabili le prese di posizione di alcune associazioni ambientaliste che, mobilitando l’opinione pubblica, continuano a sostenere la sussistenza di un pericolo di inquinamento nucleare nel sito di La Maddalena. Sarebbe inoltre utile sapere dai soggetti auditi se tanto il sistema mediatico quanto la classe dirigente locale hanno mai avanzato richieste di dati ed informazioni inerenti gli studi ed i monitoraggi condotti dall’ENEA. Il dottor FERRARA fa presente che le informazioni dell’ENEA sono fornite nel rispetto delle procedure previste. In ogni caso, a livello ufficiale, almeno di recente, all’ENEA non è pervenuta alcuna richiesta in tal senso. La dottoressa DELFANTI sottolinea che nel periodo di attività dell’ENEA vi è stato uno scambio di informazione attivo con gli enti locali e con i massmedia, scambio che però non si è verificato negli ultimi anni. Il dottor PAPUCCI rileva che la storia dei controlli ambientali nel sito di La Maddalena coinvolse, oltre all’ENEA, anche il laboratorio di fisica dell’Istituto superiore di sanità con il quale si è avuto un interscambio di dati. Il monitoraggio era poi mensile e completamente a carico dell’ENEA poiché allora la regione non era ancora attrezzata a svolgere controlli sulla radioattività. Ribadisce dunque che l’ENEA è disponibile a fornire qualsiasi altro chiarimento sulla vicenda, considerando anche che esiste un archivio storico dei campioni sul quale, se autorizzate, possono essere effettuate nuove analisi. Il senatore MULAS (AN) ritiene utile conoscere se quando furono avviati i campionamenti si erano già insediati sommergibili nella base di La Maddalena. Inoltre, poiché nel corso delle audizioni si è appreso che i controlli sono stati gradualmente estesi su varie sostanze, come il torio, l’urano ed il plutonio, bisognerebbe conoscere se esiste un protocollo nazionale o internazionale per stabilire l’attività da compiere in una data zona al fine di verificare i livelli di radioattività. La dottoressa DELFANTI conferma l’esistenza di protocolli, sebbene occorra fare una distinzione nel caso di incidenti nucleari che disperdono una quantità notevole di radionuclidi, alcuni dei quali possono essere rilevati con analisi semplici, ed altri invece tramite indagini più approfondite. Difatti, di norma, vengono effettuati controlli sul primo tipo di radionuclidi – gammaemettitori; se tra questi si riscontrano livelli anomali si procede quindi ad analisi supplementari, come ad esempio è accaduto nel caso del plutonio. Il dottor FERRARA ritiene che altri enti dovrebbero rispondere al quesito posto dal presidente Novi circa la presenza di sommergibili allorché furono avviati campionamenti nel sito di La Maddalena. Il dottor PAPUCCI ricorda che la base militare fu istituita nel giugno del 1972 e pochi mesi dopo iniziarono i campionamenti. Il dottor CUALBU rileva che il WWF, in merito ai presunti livelli di inquinamento nel sito di La Maddalena, ha dato impulso ad una campagna di mobilitazione che è stata ripresa dagli organi di stampa locale ed ha peraltro incaricato il CRIIRAD di effettuare alcuni riscontri sui livelli di radioattività nucleare. Tuttavia, il rapporto dell’Istituto francese sembra escludere che vi siano nel sito di La Maddalena livelli di inquinamento riconducibili alla presenza di sommergibili a propulsione nucleare della base militare.
(2 - continua )
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Piccoli avvisi
  • Gruppo di Preghiera San Padre Pio si riunisce nella chiesa di S.Maria maddalena tutti i venerdì alle ore 21,00. Sede via Regina Margherita.
  • Rinnovamento nello Spirito si riunisce nella chiesa S. Maria Maddalena ogni giovedì alle ore 21,30.
  • Caritas S.Maria Maddalena, via Tomaso Zonza 8, orario d'apertura: lunedì, martedì, Mercoledì, venerdì ore 17,30 - 18,30. Giovedì ore 10,30 - 11, 30.
  • Azione Cattolica Si riunisce ogni lunedì alle ore 18,00 nei locali di via Montebello.
  • C.a.v. ( Centro aiuto alla vita), tel. 0789.731087, orario di apertura : martedì ore 17,00 - 18,00, mercoledì ore 17,30 - 18,30.
  • Numero Verde S.O.S. Vita 167.13000.
  • Gruppi ed associazioni sono invitati a comunicare sede ed orario incontri.
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