Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 123 del 15 Aprile 2005 - pag. n° 6

Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Don Millelire detto Mambrì

don Millelire al Cimitero Vecchio

Alto di statura, magro sebbene fosse una buona forchetta, don Giuseppe Millelire indossava l'abito talare (e il tricorno in testa) con stile e austerità. Abitava in piazza S.Maria Maddalena in un appartamento di sua proprietà e possedeva un piccolo potere nel vallone di Cala Chiesa, nella parte alta verso Punta Villa. Lino Ornano, che da ragazzo spesso gli faceva da chierichetto, ricorda come all'epoca gli fosse proibito confessare sebbene celebrasse Messa e accompagnassi funerali. "Celebrava in genere la prima messa alle sei del mattino, nel secondo altare di destra, quello delle anime del Purgatorio, che aveva allora le balaustre di marmo come del resto tutte le altre cappelle, mentre nell'altare maggiore, ha detto privilegiato, si celebrava solo domenica e nelle ricorrenze importanti. Don Millelire – ricorda sempre Ornano - predicava bene, senza leggere, forbito nel linguaggio, con buona dizione. Era fiero di essere isolano di scoglio”. Lucia Pinna ci raccontò che una volta, in tempo pasquale, mentre benediceva le case, bussò alla porta di un miscredente dello Spinoccio il quale lo apostofò. “Vattini Mambrì, chi ghi n’è ghjà monda di acqua und’a cisterna, nun gh’è bisognu puri d’à toa!” E lui per tutta risposta disse: “Si nun voi purtà rispettu pe’ l’abitu ch’indossu, poerami alumancu rispettu cummi vecchju isulanu!”. Guido Mura ricorda ancora come appunto “parlava spesso in dialetto, in maniera colorita ed immediata, con la battuta pronta e schietta, a volte azzardata, con toni e miniche tipicamente isolani”. I rapporti di don Millelire con vice parroco don Maciocco furono buoni (di don Maciocco Guido Mura ricorda come passasse le giornate nella cappella di San Giorgio, col breviario in mano, pronto a ricevere le confessioni, un sacerdote semplice e buono che, afferma sempre Guido Mura “Ha conservato la fede e ha trasmesso la fede nell’Isola”), meno buoni furono invece i rapporti tra don Millelire ed il parroco don Capula (che Mambrì chiamava “u castiddhanu”). Don Capula lo incaricò della compilazione e del riordino dei registri e della sistemazione dell’Archivio Parrocchiale. Don Giuseppe Millelire nel dicembre 1943 fu trasferito a Baunei (diocesi di Nuoro). Rientrò nella diocesi di Tempio, richiamato dal vescovo Morera, cinque anni dopo, il primo aprile 1948 che lo nominò vice parroco di San Pasquale-Porto Pozzo. Ritornato a Baunei vi morì poco tempo dopo all'età di 76 anni il 18 aprile 1952 e lì fu sepolto.
(2 - fine) Claudio Ronchi
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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15 Aprile 2005
Fu sindaco ed assessore
Dieci anni fa moriva Stefano Cuneo

S. Cuneo

Dieci anni fa, l’11 febbraio 1995 moriva a La Maddalena Stefano Cuneo. Nato nel 1919, fu sindaco della città. Insegnante presso le Scuole CEMM e successivamente presso l’Istituto Tecnico Nautico, fu eletto in consiglio comunale, nella lista della Democrazia Cristiana, nel novembre del 1957. Dopo le dimissioni del sindaco Francesco Susini, durato in carica appena sei mesi, Stefano Cuneo fu eletto sindaco il 27 giugno 1958, alla testa di un monocolore democristiano che vedeva come assessori Pietrino Vasino, Giovanni Battista Fabio, Antonio Canolintas, Pasqualino Serra, Antò Chessa e Guerrino Dettori. Rimase in carica poco più di un anno (esattamente 15 mesi, si dimise il 19 settembre 1959) ma continuò la politica attiva tanto che nella successiva amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Battista Fabio (eletto il 16 ottobre 1959), Stefano Cuneo ricoprì la carica di assessore. Quella amministrazione comunale (che durò in carica appena tre mesi) oltre a Cuneo aveva come assessori Pietrino Vasino, Giuseppe Onorato e Giuseppe Sforazzini. Nelle elezioni comunali del 1961 Cuneo non si candidò, rimandando l’appuntamento a quelle successive ancora, del 1966. Della corrente Morotea, fu per molti anni segretario della Democrazia Cristiana e lo era anche nel 1972 quando, essendo sindaco Giuseppe Deligia (democristiano della corrente di Base), dovettero gestire l’arrivo degli americani a La Maddalena. Stefano Cuneo collaborò molto con don Giuseppe Riva, dopo che questo diventò parroco di Moneta e per molti anni fu l’amministratore dell’Oasi Serena. “Nei suoi incarichi conservava – ha scritto di lui Pietro Favale – quella carica di vitalità che costituiva la componente essenziale del suo carattere aperto e cordiale. Proprio questa ricchezza di doti umane, accoppiate alla sua capacità professionale, gli avevano accattivato la stima e l’affetto di tutti coloro che avevano avuto occasione di incontrarlo e di stringere con lui rapporti di collaborazione e di amicizia”.
C.R.
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15 Aprile 2005
Referendum sulle Basi
Il presidente della seconda sezione del Tar Sardegna ha fissato per il prossimo 6 luglio l’udienza di discussione sul ricorso presentato dal comitato ‘Ferma sa bomba’ contro la decisione dell’Ufficio Regionale del Referendum che il 16 luglio 2004 aveva giudicato inammissibile la consultazione popolare sulla presenza della base americana di La Maddalena. Il quesito referendario respinto era il seguente:”Siete contrari alla presenza in Sardegna di basi militari straniere, comunque istituite, atte ad offrire punti d’approdo e di rifornimento anche a navi e sommergibili nucleari o con armamento nucleare?”. L’Ufficio Regionale per i Referendum aveva sostanzialmente motivato la propria decisione sulla base del principio che tale richiesta tende “ad incidere nella materia della politica estera e della difesa militare” che è di competenza dello Stato. La decisione non ha trovato consenso nel Comitato che attraverso i legali ha fatto ricorso al Tar. Si tratterebbe in ogni caso di referendum consultivo, sulla base della legge regionale n. 20 del 1957, ma avrebbe comunque un significativo valore politico.
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15 Aprile 2005
La Maddalena ed i tumori
Nel corso dell’audizione alla commissione senatoriale ambiente del 7 aprile scorso il dr. Pietro Comba, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha illustrati i dati epidemiologici di La Maddelena, riguardanti le cause di morte della popolazione maddalenina nel periodo 1980 – 1999. Si tratta, è stato precisato, dei primi elementi di valutazione che dovranno trovare conferma. Tuttavia, “con riferimento alla popolazione maschile, si è verificata un dato relativo alla mortalità complessivamente più elevato rispetto ai dati della regione e della provincia si Sassari; in particolare, la mortalità legata a cause tumorali risulta mediamente superiore del venti per cento rispetto agli indici regionali e provinciali”. Nello specifico, risultano in eccesso le cause di decesso collegate ai tumori al fegato, a quelli della pleura, a quelli delle vescica ed a quelli relativi ai linfomi non Hodgkin. Si è riscontrato altresì un incremento per le malattie circolatorie e per il diabete, mentre risulta un deficit per quanto attiene ai decessi per leucemie”. Per quanto riguarda la popolazione femminile i dati non si discostano da quelli della regione e della provincia di Sassari, eccezion fatta per le cause di morte per tumore dei polmoni, della pleura e per le leucemie. Soprattutto per i tumori ai polmoni ed alla pleura “sembrerebbe dimostrare che l’esposizione all’amianto – che ha interessato in particolare la popolazione maschile – possa aver avuto effetti rilevanti anche nei confronti della popolazione femminile”. Se i livelli di mortalità maschile potrebbero ricondursi a fattori connessi alle professioni e agli ambienti di lavoro, secondo l’Istituto Superiore della Sanità i livelli di mortalità non sembrerebbero riconducibili a contaminazioni di radiazioni ionizzanti, dal momento che, se così fosse, i dati relativi ai tumori per leucemie sarebbero dovuti essere più consistenti.
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