Don Millelire detto Mambrì

don Millelire al Cimitero Vecchio
Alto di statura, magro sebbene fosse una buona forchetta, don Giuseppe Millelire indossava l'abito talare (e il tricorno in testa) con stile e austerità. Abitava in piazza S.Maria Maddalena in un appartamento di sua proprietà e possedeva un piccolo potere nel vallone di Cala Chiesa, nella parte alta verso Punta Villa. Lino Ornano, che da ragazzo spesso gli faceva da chierichetto, ricorda come all'epoca gli fosse proibito confessare sebbene celebrasse Messa e accompagnassi funerali. "Celebrava in genere la prima messa alle sei del mattino, nel secondo altare di destra, quello delle anime del Purgatorio, che aveva allora le balaustre di marmo come del resto tutte le altre cappelle, mentre nell'altare maggiore, ha detto privilegiato, si celebrava solo domenica e nelle ricorrenze importanti. Don Millelire – ricorda sempre Ornano - predicava bene, senza leggere, forbito nel linguaggio, con buona dizione. Era fiero di essere isolano di scoglio”. Lucia Pinna ci raccontò che una volta, in tempo pasquale, mentre benediceva le case, bussò alla porta di un miscredente dello Spinoccio il quale lo apostofò. “Vattini Mambrì, chi ghi n’è ghjà monda di acqua und’a cisterna, nun gh’è bisognu puri d’à toa!” E lui per tutta risposta disse: “Si nun voi purtà rispettu pe’ l’abitu ch’indossu, poerami alumancu rispettu cummi vecchju isulanu!”. Guido Mura ricorda ancora come appunto “parlava spesso in dialetto, in maniera colorita ed immediata, con la battuta pronta e schietta, a volte azzardata, con toni e miniche tipicamente isolani”. I rapporti di don Millelire con vice parroco don Maciocco furono buoni (di don Maciocco Guido Mura ricorda come passasse le giornate nella cappella di San Giorgio, col breviario in mano, pronto a ricevere le confessioni, un sacerdote semplice e buono che, afferma sempre Guido Mura “Ha conservato la fede e ha trasmesso la fede nell’Isola”), meno buoni furono invece i rapporti tra don Millelire ed il parroco don Capula (che Mambrì chiamava “u castiddhanu”). Don Capula lo incaricò della compilazione e del riordino dei registri e della sistemazione dell’Archivio Parrocchiale. Don Giuseppe Millelire nel dicembre 1943 fu trasferito a Baunei (diocesi di Nuoro). Rientrò nella diocesi di Tempio, richiamato dal vescovo Morera, cinque anni dopo, il primo aprile 1948 che lo nominò vice parroco di San Pasquale-Porto Pozzo. Ritornato a Baunei vi morì poco tempo dopo all'età di 76 anni il 18 aprile 1952 e lì fu sepolto.
(2 - fine) Claudio Ronchi