Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 123 del 15 Aprile 2005 - pag. n° 8

Radio Arcipelago 90,20 Mhz
Via Cairoli n°74 - La Maddalena (SS) tel. 0789.735191
Programmi Giornalieri *
Ufficio delle Letture ore 07.30
Lodi mattutine ore 08.40
Rassegna Stampa ore 09.40
Rassegna Stampa ore 11.20
Rassegna Stampa ore 12.30
Notiziario ore 17.15
Santa Messa ore 18.00
Notiziario ore 19.05
Notiziario ore 20.15
* Il sabato e la domenica il Notiziario e la Rassegna Stampa non vengono trasmesssi.
Programmi Settimanali *
Lunedì 10.30 Microfono Aperto
Lunedì 12.05 Informazione previdenziale
Lunedì 15.30 Reporter
Lunedì 17.00 Qui Palau
Lunedì 19.40 Lunedì Sport
Martedì 10.30 Invito alla Musica
Martedì 11.00 Qui Palau
Martedì 15.00 Lunedì Sport
Martedì 15.30 Reporter
Martedì 17.00 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 10.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 12.05 Sulla Gallura e sull'Anglona
Mercoledì 15.15 Qui Palau
Mercoledì 15.30 Rassegna Stampa Maddalenina
Mercoledì 18.40 Catechesi per adulti
Giovedì 10.30 Storia Isolana
Giovedì 15.30 Storia Isolana
Giovedì 16.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 10.30 Rassegna stampa cattolica
Venerdì 17.00 Informazione previdenziale
Venerdì 19.40 Anteprima Sport
Sabato 09.45 Anteprima Sport
Sabato 10.15 Linea Musica
Sabato 11.30 Microfono Aperto
Sabato 16.00 Linea Musica
Sabato 17.15 Microfono Aperto
Sabato 19.05 Storia Isolana
Sabato 19.45 Invito alla Musica
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15 Aprile 2005
Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Il piano di emergenza
L’affermazione precedente che in caso del peggior incidente possibile a S. Stefano la popolazione non riceverebbe alcun danno deve essere dimostrata o almeno chiarita: in primo luogo la condizione è che per non aver danni si devono rispettare le semplici regole del Piano, poi capiamoci sull’incidente. Prendiamo a riferimento il massimo incidente, la fusione del nocciolo, come successo a Chernobyl nel 1986: la conseguenza non è stata un’esplosione ma un rilascio continuo in atmosfera per 10 giorni, perché per far avvenire un’esplosione occorre un quantitativo significativo di elementi fissili (massa critica) che non esiste in un reattore. Al verificarsi del disastro i soccorritori addetti all’emergenza furono impegnati a controllare e raffreddare il reattore, esponendosi eroicamente essendone coscienti, mentre la popolazione era invitata a non uscire da casa ed è stata evacuata gradualmente nei giorni seguenti: fino ad oggi le conseguenze sono state che i 31 decessi si sono avuti tra i soccorritori mentre nessuno della popolazione adulta ha avuto danni sanitari, invece 1880 bambini per i quali non era stata adottata la Iodio Profilassi hanno avuto tumori alla tiroide, gravi ma non fatali. Al contrario, nella vicina Polonia 10 milioni di bambini hanno adottato la Iodio Profilassi e non hanno avuto problemi. La piuma radioattiva che parte dalla fusione del nocciolo è subdola, perché non si vede ma ha effetti fino a lunga distanza: nel caso del sottomarino gli effetti massimi si avrebbero nel giro di una ventina di chilometri, poi diminuirebbero progressivamente. Ripetiamo le semplici regole per chi si trovasse sotto la piuma: Ripararsi al chiuso: è la prima contromisura per evitare inalazione, con irradiazione interna, ed irradiazione esterna derivante dal passaggio della piuma, dà un vantaggio iniziale che si perde poi nel giro di due giorni per via della diffusione nell’aria dei nuclidi radioattivi, è di norma associata alla Iodio Profilassi. Evacuazione: non si attua durante il passaggio della piuma, ma dopo ed eventualmente, se avvertiti per tempo da annunci specifici, mai durante. In pratica se la fusione è in atto conviene il riparo al chiuso, poi nei due giorni seguenti conviene l’evacuazione. Iodio profilassi: se c’è bisogno delle due precedenti contromisure c’è anche bisogno di questa. Ora che conosciamo l’ipotesi peggiore dobbiamo anche sapere che in realtà le nostre condizioni di rischio sono di gran lunga inferiori rispetto a una fusione tipo Chernobyl: Infatti: - Il sottomarino ormeggiato ha il reattore “in sonno”, a rischio minimo, quasi spento, non al massimo. - La potenza del reattore (e la quantità di combustibile fissile) è 10 volte inferiore rispetto a Chernobyl.. - Il preavviso di alcune ore costringerebbe l’equipaggio ad intervenire per salvare se stesso ed i rimorchiatori potrebbero allontanare il sottomarino. - Gli automatismi di spegnimento del reattore non sono mai esclusi: in emergenza le barre cadono da sole.
(12 – continua)
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15 Aprile 2005
Vie di Ieri e di Oggi
a cura di Giovanna Sotgiu
via Zonza
Ha come limiti attuali via Barone Manno (che costeggia la chiesa dal lato di ponente) a via Montebello. Prima si chiamava via della Processione (nome già attestato nel 1853) e copriva il percorso comprendente sia via Zonza che l’ultima parte di via Montebello che sfocia in via Vittorio Emanuele, allora chiamata via Grande. E’ una delle più vecchie del paese, sulla quale alcune case presentano accessi a raso, altre con alti gradini, una con un bel piazzaletto bordato da ringhiera. Mantiene uno dei locali più caratteristici dell’isola, oggi divenuto ristorante, un tempo adibito a bettola con il classico largo bancone di marmo: passando nella via si sentivano spesso i cori mai chiassosi degli avventori che a sera vi si ritrovavano. Il padrone, il severo zì Antò Riva, non consentiva schiamazzi, né gradiva la presenza di bambini; a me piaceva, sostando nella strada, ascoltare una canzone particolarmente triste, cantata spesso dai vecchi scalpellini, e che narrava di un amante tradito che, malgrado tutto, rimpiangeva il suo amore perduto.La via fu intestata nel 1896 per ricordare un eroe dei primi tempi della nostra storia: il nocchiero della mezza galera il Falco che, per un glorioso combattimento contro i barbareschi nel 1811 al largo di capo Teulada, aveva ricevuto la medaglia d’oro. La motivazione espressa al momento della proposta di intestazione da parte del solito Giuseppe Volpe, ricordava il marinaio che, “veleggiando verso il capo Teulada col regio sciabecco Sant’Efisio, impavido e risoluto di vincere o morire, trionfò dell’orde tunisine prevalenti in numero e ferocia e ne fece orribile massacro. E sia a suo nome intestata la via ora Marina Seconda”. Come si vede Volpe aveva deliberatamente cancellato il vero nome della via della Processione e, forse, confuso il nome dell’imbarcazione sulla quale aveva combattuto Zonza.
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Funerali

Santa Maria Maddalena

Anniversari di Morte

  • Emanuele (noto Lino) Ugazzi
  • 13.10.1926 - 22.04.2004
  • Alfonso Aversano
  • 07.04.1923 - 23.04.2004
  • Antonio Curreli
  • 01.05.1926 - 26.04.2004
  • Antonella Manunta
  • 09.01.1974 - 26.04.2004
  • Giovanni Ferraro
  • 16.12.1914 - 27.04.2004
  • Pasquale Giovanni Puddu
  • 01.04.1956 - 29.04.2004
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