PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA - LA MADDALENA (SS)
Il Vento
Il Vento
"Il Vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"(Gv.3,8)
(Supplemento di "Gallura e Anglona", periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias: direttore Tomaso Panu)
Anno VI - numero 124 del 1 Maggio 2005

1 Maggio 2005
Benedetto XVII ... " già ti amiamo! "

Così gridavano e cantavano le migliaia di giovani, provenienti da tutto il mondo, in piazza S. Pietro, dopo l’annuncio: Habemus Papam, alle 18.43: “Già ti amiamo! Già ti amiamo! Già ti amiamo!”. Benedetto XVI si sarebbe affacciato subito dopo, alle 18.48. Anch’io ero in piazza, a due passi dalla statua di S. Paolo, in compagnia di un giovane amico romano e di un vescovo sardo. Avevo visto la prima fumata nera il giorno prima, 18 aprile, alle 20.04. Ero, poi, rientrato a Ponte Sisto con nel cuore la convinzione che il giorno dopo avrei visto il nuovo Papa. La seconda fumata, il 19, era stata alle 11.52. Lo stesso giorno, nel tardo pomeriggio, ritornai in una piazza stracolma di gente, insieme alla quale, alle 17.50, vedi iniziare ad uscire dal comignolo della Sistina del fumo che subito ci apparve bianco. Sentii, così, le prime manifestazioni di gioia frammiste, però, ad un certo clima di incertezza. Il fumo che continuava ad uscire non era propriamente bianco. Ma quando alle 18.10 la campana di Sant’Andrea ha iniziato a suonare a festa, allora la piazza è esplosa in un boato di esultanza straripante. Le campane di tutta Roma hanno iniziato a suonare ad unisono a distesa, mentre l’emozione cresceva insieme all’euforia in tutta la piazza, via della Conciliazione e le vie laterali brulicanti di migliaia di persone provenienti di corsa dalle vie più lontane di Trastevere, Borgo Pio e Prati. Quando Benedetto XVI si è affacciato dalla Loggia delle benedizioni, un solo unico, grande coro: “Benedetto! Benedetto già ti amiamo!”, “Abbiamo il Papa, vogliamo il Papa!” Guardai, allora, commosso verso il nuovo Papa, che non aveva avuto il tempo di indossare sotto la talare bianca una camicia altrettanto bianca. Infatti, dalle maniche della talare si vedevano i polsi neri della camicia che i preti – come me – sono soliti indossare. In questo, vi ho visto il segno di un Papa che ancora portava un indumento da prete. La mia gioia è stata grande: era stato eletto un Papa europeo, che si era dato un nome europeo, che proveniva dal cuore del vecchio continente. Questo, nei giorni che avevano preceduto la sua elezione, avevo chiesto nelle mie preghiere rivolte allo Spirito santo. Di lui, Joseph Ratzinger, avevo letto diversi libri tra i quali: La mia vita. Un Papa teologo. “Un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”, come ha voluto definirsi nelle sue prime parole. Ora, tu Benedetto XVI, ci dici: “Non abbiate paura!”. Ma anche noi, a te, diciamo: Già ti amiamo! E, insieme: anche tu non avere paura. Non avere paura di guidare la barca di Pietro. Non avere di confermarci nella Fede. Non avere paura di gridare ad un mondo sempre più sordo: Gesù Cristo ieri, oggi e sempre! Grazie Benedetto XVI per essere il nostro Santo Padre!
don Sandro Serreri
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1 Maggio 2005
Meditazione, sulla VI domenica di pasqua, Anno A
a cura di don Sandro Serreri
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama” (Gv 14, 15.21).
Osservare i suoi comandamenti: questo chiede il Signore Gesù ai suoi discepoli. Se diciamo di amarlo, non possiamo non osservare i suoi comandamenti. Solo – precisa Gesù – “chi accoglie” i suoi “comandamenti e li osserva” lo ama. Accogliere e osservare i comandamenti del Signore Gesù è la condizione senza la quale non è veramente possibile dirsi suoi veri discepoli. L’accoglienza necessita dell’ascolto, umile e fiducioso. Mentre l’osservanza ha bisogno della coerenza, sincera e matura. Chi non ascolta gli insegnamenti di Gesù, perché è superbo e diffidente, non può essere suo discepolo. Chi non li osserva nella vita pratica, perché è incostante e accomodante, non può seguirlo. Il Signore Gesù è – come sempre – molto chiaro quando si tratta di stabilire le regole per il vero discepolato. Oggi, quanti dicono di amarlo, ma poi non accolgono e osservano i suoi comandamenti? Quanti, non ascoltano la Parola pensando di poterne fare a meno? Quanti, di fatto, non osservano la Legge di Dio nella vita quotidiana pur accostandosi frequentemente ai sacramenti? Quanta incoerenza c’è in tanti cristiani credenti praticanti! Il Vangelo non è una sapiente raccolta di buoni sentimenti atta a quietare i nostri rimorsi di coscienza. Il Vangelo è Gesù Cristo, Figlio di Dio, nato, morto e risorto per la nostra salvezza e la vita eterna. E’ lui – e solo lui – il nostro unico Salvatore. Dal Vangelo sgorga – come da una sorgente di montagna – la via che conduce, chiunque decida di iniziare il cammino, a fare la volontà del Padre. E questa è la volontà del Padre: ascoltare, seguire e amare il Figlio suo Gesù. Sono sempre di più – è amarissimo, ma dobbiamo riconoscerlo! – i cristiani credenti praticanti che fanno molta fatica a coniugare il Vangelo e la vita, gli insegnamenti del Signore Gesù e le scelte quotidiane e pratiche. C’è un sempre più evidente scollamento tra ciò che si è disposti ad ascoltare e quanto, poi, di fatto, dal Vangelo travasiamo nei modi di pensare e agire, nella cultura e nella politica, nelle morale familiare e sessuale. Sempre più, dunque, appare il popolo cristiano come una comunione di uomini e donne che faticano non poco ad essere autentici testimoni del Risorto, perché tra questi molti non accolgono e osservano i comandamenti del Signore Gesù che trovano, talora, persino fuori dal tempo, difficilmente applicabili alla odierna realtà sociale. Costoro – è evidente! – non amano Gesù, anche se si mostrano con la veste nuziale degli invitati al banchetto. A tutti costoro, il Signore Gesù, dice e ricorda: “Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (v. 21b). Ancora una volta, allora, dobbiamo rimetterci in cammino lasciandoci rimproverare da Gesù che, parlando al nostro cuore di smarriti, superbi e testardi, ci invita a scrutare i nostri passi per costatare se abbiamo camminato dietro i suoi insegnamenti o, piuttosto, abbiamo seguito i nostri capricci, interessi, compromessi, mode. Quanto è difficile per chi si abitua a questa andatura accorgersi che sta sbagliando la via! Di via c’è solo quella segnata ed indicata dal Vangelo: amare Gesù accogliendo ed osservando i suoi comandamenti. Rimettiamoci in marcia!
Archivio Rubrica: Meditazioni
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1 Maggio 2005
Era chiusa da 4 anni
Riaperta la cappella dell'ospedale
Quattro anni fa la cappella dell’ospedale Paolo Merlo veniva chiusa in seguito al crollo, per fortuna senza danni per le persone, del soffitto. Dopo lunghe peripezie, prima per le difficoltà nel reperire i fondi per la ristrutturazione, poi per la carenza di locali che ha portato per molti mesi ad adibire la cappella a farmacia, finalmente la cappella ha ripreso la sua funzione originale. Sabato 16 aprile scorso è stata celebrata la prima messa concelebrata dal cappellano don Paolo Piras e dal parroco don di S.Maria Maddalena don Domenico Degortes, alla presenza del diacono don Roberto Aversano. Alla funzione, col direttore sanitario dr. Lucio Ibba hanno assistito un folto numero di fedeli, parte dei quali hanno trovato posto solo nel piazzale esterno. La chiesa, dopo la ristrutturazione, presenta un soffitto completamente nuovo, con doghe in legno e capriate; le finestre sono state modificate, rendendole più grandi per avere più illuminazione, e presentano vetrate istoriate con la raffigurazione dei sette sacramenti. Nuovo è anche l’impianto di illuminazione. Manca ancora il tabernacolo che dovrebbe essere collocato in tempi brevi, ed è prevista anche la riverniciatura dei banchi. Dopo la funzione le collaboratrici di don Paolo Piras hanno offerto un piccolo rinfresco per festeggiare l’avvenimento.
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1 Maggio 2005
Parco dell'Arcipelago
Lotta ai cinghiali
Il bilancio di previsione per l'anno 2005 è stato approvato il 12 aprile scorso dal Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Durante la stessa seduta sono stati adottati provvedimenti importanti anche se l’approvazione del regolamento per la stagione estiva 2005 è saltata.Tra i provvedimenti principali adottati, la regolamentazione e l'abbattimento della popolazione dei cinghiali nell'isola di Caprera, che ha ormai raggiunto una proporzione allarmante per il territorio; si parla infatti di almeno 400/500 animali. Il Consiglio Direttivo del Parco ha infatti studiato un regolamento che disciplina l'abbattimento dei capi in base a stretti criteri di selezione controllata. Questo "selecontrollo", come è stato definito, sarà attivato in due fasi: una prima con l'abbattimento selettivo di un certo numero di capi, affidato ad esperti cacciatori maddalenini, selezionati dal Ente Parco stesso, quindi in un secondo tempo, tramite il sistema delle catture tramite i “chiusini " ossia delle gabbie che attireranno gli animali in trappola. E in questo caso la popolazione suina catturata dovrebbe essere trasferita in altra sede. Il Consiglio Direttivo del Parco ha anche stanziato risorse per la pulizia degli ambienti e dei litorali. Un'altra iniziativa è stata quella di operare direttamente nella visibilità del Parco e delle sue risorse: in pratica si tratterà di fare pulizia su spiagge, arenili, discese a mare, per fornire il miglior prodotto possibile dal punto di vista turistico ma anche la toponomastica e la sentieristica sono nel mirino di azione volte a una migliore "leggibilità” del perimetro del Parco. Naturalmente ciò accadrà anche sulle isole. La casa del Parco, ad esempio, Cala Ferrigno, nell’isola di Spargi. Una struttura che sarà pienamente restaurata e servirà per scopi di servizio sia al Parco stesso sia alla guardia forestale o ad altre forze che operano sul territorio in funzione ecologia e di salvaguardia, od altri operatori di vigilanza per eventuali incendi o inquinamento. Una risorsa cospicua è stata indirizzata infine a favore delle risorse umane con l'assunzione a tempo determinato di giovani.
Franco Nardini
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Ha riaperto il Museo Diocesano

Ha riaperto il Museo Diocesano di via Barone Manno, al mattino e alla sera, escluso il lunedì , giornata di riposo.
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria parrocchiale in via Ilva,1 (tele. 0789 727400).


C.A.V. (Centro di Aiuto alla Vita)
La Maddalena via Tomaso Zonza, 8
Telefono 0789.731087
orario di apertura:
martedì ore 17,00 - 18,00
mercoledì ore 17,30 - 18,30
Numero verde S.O.S Vita : 1678-13000

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