Il Vento
Il Vento
PERIODICO DELLA PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA.
direttore: Tommaso Panu
Redazione: Sandro Serreri, Claudio Ronchi.
Grafica: Mario Terrazzoni.
Anno VI - N° 125 del 15 Maggio 2005 - pag. n° 6

15 Maggio 2005
Storia della Parrocchia
a cura di Claudio Ronchi
Quindici anni fa moriva don Nicolino Addis

don Nicolino Addis

Quindici anni fa moriva a La Maddalena don Nicolino Addis, cap-pellano dell’ospedale Paolo Merlo. Non era propriamente un bell’uomo, con quella testa un po’ troppo grossa tonda, il fisico basso e tozzo, qualche chilo di troppo a conferma di essere una buona forchetta, una voce dal timbro non esaltante. Ma don Nicolino Addis, oltre ad una fede incrollabile, era un uomo buono, profondamente buono, aveva un cuore grande ed una vasta cultura. Ha insegnato per molti anni Religione all’Istituto Magistrale di La Maddalena, ma conosceva bene il greco ed il latino, la filosofia e la storia, le sua grandi passioni, tanto che trovava il modo, di infilandocele anche nelle prediche, sempre molto apprezzabili ed incisive insieme, colte ma, allo stesso tempo, comprensibili da tutti. Oltre a fare il prete, un buon prete, per una vita, don Nicolino Addis ha fatto l’insegnante, per diversi anni presso il Seminario vescovile di Tempio, oltre al Liceo di Tempio, nelle scuole di Olbia e a La Maddalena come detto. Giornalista pubblicista, don Nicolino Addis collaborò per alcuni anni con Radio Arcipelago. Era nato a Nulvi, nell’Anglona, il 21 luglio 1915, durante la prima guerra mondiale, figlio di Nicolò e Vittoria Bezzu. Entrò in Seminario a Tempio in giovane età e venne ordinato sacerdote a 23 anni, il 31 luglio 1938, mentre iniziava la seconda guerra mondiale, dal vescovo Albino Morera. Dal 24 agosto al 7 ottobre 1938 fu vice parroco di Badesi. Rientrato a Tempio fu per un anno circa prefettino ed insegnate in Seminario. Il 13 agosto 1939 venne nominato vice parroco di Bulzi, ma il 10 ottobre dello stesso anno fu trasferito a Luras, prima in qualità di vicario parrocchiale e vicario economo poi, dal 28 luglio 1940 in qualità di parroco. Don Nicolino Addis aveva appena 25 anni. Parroco di Luras rimase per sette anni, fino al 1° settembre 1957 quando, all’età di 42 anni fu nominato canonico della cattedrale di Castelsardo ed ancora insegnante del Seminario di Tempio. Il 1° dicembre 1961 ricevette anche l’incarico di cappellano dell’ospedale di Tempio, incarico che tenne per dieci anni, fino al 15 ottobre 1970 quando fu inviato ad Olbia, con l’incarico di cappellano dell’ospedale San Giovanni di Dio. Nel 1977, quando don Giuseppe Riva lasciò l’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena, fu don Nicolino Addis a sostituirlo, dal 1° settembre 1977. Inizialmente abitò presso l’Istituto San Vincenzo, poi in un appartamentino in affitto, in via Magnaghi. Il canonico don Nicolino Addis morì a settant’anni, il 24 aprile 1985, quindici anni fa.
Archivio rubrica: Storia della Parrocchia
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15 Maggio 2005
Audizione al Senato
Gli ultimi interventi del 3 marzo
Proseguiamo e concludiamo la pubblicazione delle audizione al Senato della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali, tenutasi il 3 marzo scorso, sulla situazione ambientale a La Maddalena.
Il senatore DETTORI (Mar-DL-U), nell’evidenziare come la Commissione stia svolgendo puntigliosamente il proprio compito, acquisendo utili elementi conoscitivi, ritiene comunque che, anche attraverso la necessaria interlocuzione con il Presidente della regione Sardegna, si giunga al più presto a delle conclusioni che sono particolarmente attese dalla popolazione dell’arcipelago di La Maddalena, A tale riguardo, peraltro, sarebbe opportuno che si organizzi in loco un’apposita conferenza stampa nella quale la Commissione abbia la possibilità di enfatizzare i risultati emersi nel corso dell’indagine conoscitiva. Ma al di là di queste considerazioni, occorrerebbe porre l’accento sulle dichiarazioni scorrette che sono state rese non solo da coloro che denunciano la presenza di presunti livelli di inquinamento, ma anche di coloro che continuano a sostenere che nel sito di La Maddalena non si riscontrano sostanze inquinanti. Al fine di fugare ogni dubbio, pertanto, appare legittimo richiedere non solo un monitoraggio adeguato, ma anche un piano di emergenza in quanto è oggettiva la sussistenza di un rischio connesso a possibili incidenti. Questi impegni, del resto, attenuerebbero le preoccupazioni della cittadinanza, preoccupazioni spesso alimentate da un’apposita campagna di stampa. Infine, insiste affinché la Commissione promuova l’istituzione di un tavolo avente lo scopo di discutere la possibile dismissione della base militare la cui incompatibilità, lungi da qualsiasi tono di antiamericanismo, risulta essere oggettivamente incompatibile con il parco nazionale. Il senatore MONCADA (UDC) appare sorpreso da alcune delle osservazioni appena espresse dal senatore Dettori, la cui correttezza ed il cui attaccamento alla regione Sardegna sono noti. Bisognerebbe, infatti, considerare con maggiore attenzione le dichiarazioni che sono state effettuate dai rappresentanti dell’ENEA, ribadendo comunque che il compito dell’indagine conoscitiva in corso non è quello di mettere in discussione la base militare, quanto di accertare se c’è un pericolo di inquinamento ambientale nell’arcipelago di La Maddalena. A tale riguardo, non si può non constatare la confusione e la disinformazione generata dagli organi di stampa che sono arrivati a sostenere la presenza di livelli di radioattività nel mare non compatibili però con quella nei reattori nucleari. Condivide infine l’esigenza di ascoltare il Presidente della regione Sardegna affinché la Commissione possa disporre di ulteriori elementi conoscitivi.  Il senatore MULAS (AN) , dopo aver ricordato che anche di recente il Governo si è mostrato disponibile ad affrontare il tema delle servitù militari, coglie l’occasione per chiedere se esiste un protocollo anche sulle modalità di prelievo di campioni e sui soggetti che devono effettuarli. Inoltre, nonostante l’ASL di Sassari e di Olbia abbiano anche in questa sede affermato che gli studi dimostrano che i livelli di tumore nella provincia di Sassari e nell’arcipelago di La Maddalena risultano essere inferiori a quelli della media nazionale, alcuni medici continuano a sostenere il contrario, ricevendo ascolto dai massmedia. In relazione a ciò, bisognerebbe anche comprendere se questi medici sono autorizzati a diffondere notizie non corrispondenti al vero. Il dottor CUALBU fa presente che esiste nell’arcipelago di La Maddalena un laboratorio dell’ASL che sta svolgendo egregiamente le proprie funzioni, sebbene sia stato oggetto di alcuni attacchi da parte degli organi di stampa. Con riferimento, poi, al problema della incompatibilità della base militare con il Parco nazionale basterebbe ricordare che negli Stati Uniti ed in Francia esistono basi insediate in aree prossime a parchi nazionali, senza che vi siano eccessive proteste da parte delle associazioni ambientaliste. Peraltro, bisognerebbe ricordare che l’economia dell’Arcipelago di La Maddalena oltre che sul turismo si fonda proprio sulla presenza dei militari americani e, quindi, un’eventuale dismissione della base militare potrebbe avere conseguenze negative.
( 4 - fine )
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15 Maggio 2005
Bioetica
Clonazione
A conclusione di questa lunga carrellata sui problemi legati alla bioetica di inizio vita e utile a fare un breve accenno alla clonazione, di cui si parla spesso a sproposito e sull'onda dell'emozione causata nei mass-media dall'annuncio di qualche sensazionale scoperta. Va premesso che la clonazione cioè la produzione di cellule geneticamente identiche e con funzioni identiche (dette cloni) è un fenomeno diffusissimo nel nostro organismo: ad esempio quando riceviamo il vaccino del morbillo, alcune cellule si specializzano per produrre anticorpi contro il virus del morbillo; in caso di infezione da morbillo queste cellule clonano, cioè iniziano a riprodursi costituendo una popolazione di cellule tutte uguali in grado di produrre grandi quantità di anticorpi che bloccano l'infezione. A partire dallo studio di questi meccanismi si è riusciti a produrre interi organismi (ad esempio la famosa pecora Dolly) inserendo in una cellula uovo priva del suo DNA il patrimonio genetico dell’organismo del donatore (la madre della pecora Dolly che però è la sua gemella maggiore). Quando si parla di clonazione ci si riferisce oltre che alla produzione di cellule anche alla riproduzione di un nuovo organismo in assenza di gameti (riproduzione non sessuale) a partire da una cellula proveniente da un organismo donatore: il nuovo organismo non sarà pertanto geneticamente “figlio" ma “gemello" dell'organismo donatore. In questo caso i cloni sono organismi costituiti dalle cellule generate da uno stesso progenitore e quindi con lo stesso patrimonio genetico, come accade per i gemelli monozigoti. Quale utilità da questa attività tecnica: esiste una clonazione terapeutica che si basa sulla produzione cloni di cellule da utilizzare nella cura di malattie acute e croniche ed una clonazione riproduttiva che consiste nel generare da una cellula un organismo completo con lo stesso patrimonio genetico del donatore (produrre un organismo gemello). Circa la clonazione terapeutica la biomedicina è molto avanti con la ricerca: produrre dei cloni di cellule staminali (cioè indifferenziate, che potrebbero trasformarsi in qualunque tipo di tessuto) ha già dei buoni risultati nella cura di gravi infarti (ricostituendo il tessuto cardiaco morto in seguito ad infarto) o di malattie del sistema nervoso o del diabete; sembra che questi risultati si possano ottenere senza coinvolgere gli embrioni, prelevando le cellule staminali da altre sedi e pertanto cade ogni problema etico.
(1 - continua) Dr. Franco Pala Associazione Culturale S. Tomaso D'Aquino, Olbia
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