Anno VI
Il Vento - n° 127
15 Giugno 2005
Orizzonte Nuovo' Informa
Rimborso spese di viaggio per cure di neoplasie
È possibile presentare richiesta, entro il 20 Giugno, per poter usufruire delle provvidenze previste dalla Legge Regionale n. 9/2004 art. 1 in favore dei cittadini residenti in Sardegna affetti da neoplasia maligna: si tratta di sussidi e rimborso delle spese di viaggio per quanti effettuano cicli di chemioterapia, radioterapia e/o successivi controlli in presidi sanitari esterni al luogo di residenza. Per informazioni, modulistica e domande occorre rivolgersi alla Dr.ssa Monica Pes, Servizi Sociali, Via Millelire (di fronte al Tribunale).
Piano socio-assistenziale regionale
L’Assessore regionale alla Sanità informa che, insieme al Piano Sanitario Regionale, entro l’estate sarà esaminato dal Consiglio anche il Piano Socio-assistenziale: poi si elaboreranno i documenti attuativi “entro l’anno, ma per vedere qualcosa di diverso i tempi saranno lunghi”.Di fatto, mentre le intenzioni sono buone (esamineremo prossimamente ulteriori indicazioni innovative e determinanti per il futuro dei servizi sociali), nel frattempo non vengono emessi i bandi annuali che finora hanno tenuto in piedi un minimo di agevolazioni per le categorie di cittadini più svantaggiate. Ad oggi è saltato un anno, la Regione ha “risparmiato” e chi aveva bisogno ha stretto la cinghia.
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Associazioni Isolane
a cura di Gian Luca Moro
L'Apostolato della Preghiera nacque, come intuizione e come proposta per degli studenti gesuiti a Vals, presso Le Puy, in Francia, il 3 dicembre 1844, ad opera del P. Francesco Saverio Gautrelet; si diffuse velocemente tanto che Gautrelet avviò una piccola organizzazione denominata per l’appunto Apostolato della Preghiera, che fu approvata dal vescovo di Le Puy e successivamente dai Papi, a cominciare da Pio IX; fu poi Enrico Ramière a diffonderla oltralpe. Oggi è presente in tutto il mondo ed ha almeno quarantacinque milioni di iscritti. Nella nostra città il gruppo opera da oltre trenta anni, anche si è costituito ufficialmente come associazione solo nel 2001. L’attuale coordinatrice è Nicoletta Galbo. “La nostra associazione – afferma la Galbo – è fra le più vecchie all’interno della Chiesa Cattolica. A La Maddalena è presente da molti anni; inizialmente la coordinatrice fu Rosina Ferracciolo, seguita da Genoveffa Emilio, Anastasia Pittalis ed, infine, dalla sottoscritta. Nel 2001 padre Antonio Sanna, il gesuita presidente regionale dell’Apostolato, si impegnò perché tutte le esperienze maturate negli anni si tramutassero in un’associazione vera e propria. Nel 2004 poi, vi fu la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù delle zelatrici. Attualmente siamo una trentina di persone, la maggior parte delle quale di una certa età, anche se non mancano alcune cinquantenni. Oltre al compito della preghiera, la nostra vera colonna, le attività dell’Apostolato sono molteplici: in particolare ci occupiamo di visitare gli ammalati e fare opere di carità, sforzandoci di essere presenti dappertutto e di divenire una base per le altre associazioni. Certo poi fondamentale è il ruolo della preghiera, alla quale dedichiamo molto tempo sia singolarmente che comunitariamente, e che diventa l’asse portante delle nostre attività; del resto il nostro motto è “la preghiera diventa vita e la vita diventa preghiera”, a sottolineare la perfetta identità dei due momenti. Per il futuro la speranza è riuscire ad avvicinare i giovani, provando a coinvolgerli nelle nostre attività. In continente abbiamo visti gruppi composti da soli ragazzi. E’ stato un bel segnale anche per noi”.
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Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Le domande più frequenti
  • Come si possono migliorare i controlli ?.
  • Per prima cosa bisogna conoscere le operazioni in atto nella Base: la U. S. Navy le ha dichiarate alle Autorità governative, sarebbe utile che queste ne informassero chi deve fare i controlli. Poi occorre integrare tra di loro le due reti di monitoraggio oggi esistenti; quella del PMP ASL 1 e quella del CISAM militare, che con quattro centraline di monitoraggio di acqua e sette centraline di monitoraggio di aria ed i prelievi periodici di matrici ambientali fanno dell’Arcipelago il sito più controllato d’Europa. Ciò nonostante, questa marea di dati non è stata finora sufficiente per far chiarezza nell’opinione pubblica sulla radioattività ambientale: i dati sono tranquillizzanti ma finora non erano conosciuti, e si ha paura di ciò che non si conosce, quindi un bel monitor in piazza del Comune con i grafici delle rilevazioni aiuterebbe la conoscenza (basta fino al giorno prima). Per la parte tecnica il miglioramento dei controlli è compito di un gruppo di lavoro che aggiorni il protocollo e che sia composto, come minimo, da un radioprotezionista, da un biologo, da un ingegnere strumentista, da un esperto meteo-marino, da un radiochimico, da un chimico analista e che si avvalga dell’esperienza precedente del PMP. Per quanto mi compete dico che si migliora se i punti di prelievo sono agli scarichi (così si misurano i picchi istantaneamente, come fa l’ultima apparecchiatura del CISAM montata da alcuni mesi sul molo di attracco dei sottomarini), sia all’ormeggio che nel percorso di uscita del sottomarino, al riavviamento del reattore che all’ormeggio è in stand-by (al minimo), e se nei pressi degli scarichi all’ormeggio si posizionano gli indicatori biometrici (le cozze) da analizzare. È importante coinvolgere la U.S. Navy, che ha tanto da dirci per trasparenza e conoscenza. Vanno benissimo i sistemi di rilevazione a raggi gamma per le centraline (come le attuali) perché tutti i radioisotopi di possibile rilascio sono gamma emettitori, e se individuo un rilascio di gamma emettitori ho tutto il tempo poi per completare i rilievi di accumulo di qualunque altro radioisotopo.
  • Si devono migliorare gli strumenti?
  • Utilizzereste per lavoro un’auto o un camion del 1972 o ne acquistereste un modello recente?. Utilizzereste un personal computer del 1972 o del 1980 (anno del progetto della rete PMP ASL 1), non essendo all’epoca ancora inventati? C’è poco da meravigliarsi se ancora oggi le centraline rimangono fuori servizio e cieche anche per periodi lunghi, o che vengono cannibalizzate per sostituire i pezzi di ricambio mancanti. La voce più forte nel richiedere l’aggiornamento delle apparecchiature è stata quella della Dr.ssa Floriana Manca, responsabile per i controlli del PMP ASL 1, che lo ha chiesto alla Regione in tempi non sospetti, prima dell’incidente Hartford del 2003, ed anche nella seduta della 13° Commissione del Senato del 20 Gennaio 2005. Avete sentito qualcuno dei nostri amministratori regionali, provinciali o comunali chiederlo od attuarlo nel frattempo? Credo che ora si possa, le condizioni per intervenire ci sono: abbiamo il nuovo Piano di emergenza, che fa riferimento anche alla rete di monitoraggio, e la competenza dei miglioramenti è della Regione, che ne ha preso coscienza ed ha dichiarato che vuole migliorare la rete, finalmente!
  • 16 - continua
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