Anno VI
Il Vento - n° 127
15 Giugno 2005
Trofeo judo Città di La Maddalena

Una foto ricordo della manifestazione

La palestra comunale di La Maddalena ha ospitato il 12 giugno la settima edizione del trofeo di judo Città di La Maddalena, organizzato dal Judo Club isolano, guidato da Antonio Isoni. “E’ stato una grande soddisfazione – inizia Isoni – riuscire ancora una volta ad organizzare una manifestazione di livello regionale nella nostra città. Anzitutto mi sento di ringraziare il nostro coordinamento regionale, la Comunità Montana, il Comune, il Parco, la Marina, il Club Med e tutte le persone che gravitano attorno al nostro club: senza di loro non avremmo potuto organizzare nulla. Un ringraziamento anche ai due giovani artisti maddalenini, Fabio e Luana, che hanno realizzato i trofei in ferro battuto lavorato, assegnati ai vincitori. Alla manifestazione hanno preso parte venti società sarde e circa centotrentacinque atleti, divisi nelle diverse categorie, dagli esordienti fino ai grandi. Fra loro hanno combattuto anche otto nostri ragazzi: Loredana Musa (prima nella categoria esordienti 63 kg), Marzia Sanna (seconda fra i senior 52 kg), Veronica Orrù (seconda fra gli esordienti 48 kg), Alberto Moi (secondo fra i senior 90 kg), Roberto Giudice (terzo fra i senior 73 kg), Alberto De Stefano (terzo fra i cadetti 60 kg), Antonella Sanna ed Alessandro Del Bene. La vittoria di squadra è andata al Judo Club Torres, seguito dalle compagini di Ghilarza, Monserrato e Pirri. Importante è stata anche la partecipazione di una società francese (OJV France), quinta nella graduatoria finale; la sua partecipazione è la testimonianza di come il nostro desiderio di internazionalizzare il trofeo stia cominciando a muovere primi passi. E’ questo infatti il grande obiettivo dei prossimi anni: rendere il trofeo più importante e conosciuto; per questo confidiamo nelle amministrazioni pubbliche, il cui intervento si renderà necessario per migliorare le strutture in uso; attualmente, per esempio, le gare si svolgono su tatami non regolamentari”. Un accenno ai risultati stagionali del club. “La stagione è stata al solito impegnativa – prosegue Isoni – e dispendiosa; i risultati certamente discreti. In effetti abbiamo schierato generalmente ragazzi alla prima esperienza e non si poteva chiedere loro di più. Per il futuro c’è comunque di che essere ottimisti”.
Gian Luca Moro
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Dedola: gli impianti sportivi maddalenini

Gianfranco Dedola

In questi mesi, in tutte le interviste rilasciate al Vento sia dagli atleti che dai dirigenti isolani, è emersa in maniera inequivocabile la drammatica situazione in cui versano le strutture sportive maddalenine. Il vice presidente del Corona, Angelo Pais, parlò a suo tempo di una palestra comunale che versava in condizioni disastrose e che necessitava di interventi radicali, situazione confermata anche dal presidente del Garibaldi, Marcello Origoni. Anche gli sport individuali hanno mostrato una chiara insofferenza verso una situazione davvero difficile: Salvatore D’Apice, presidente del circolo di tennis Maddalena Sport Promotion, parlò di campi di tennis comunali, vicino al Delfino, assolutamente impresentabili. Di questo problema così evidente parliamo con Gianfranco Dedola, neoassessore comunale della giunta Comiti, che fra le numerose responsabilità attribuitegli annovera quella dello sport. “La situazione degli impianti sportivi maddalenini è davvero deficitaria e, onestamente, più grave di quanto pensassi. A questo punto è bene chiarire che la posizione della nuova giunta cittadina non può prevedere nell’immediato promesse irrealizzabili o sogni utopistici di una cittadella sportiva. Nella situazione contingente è necessario preparare degli interventi nei settori più in difficoltà, a partire dalle carenze più evidenti. Voglio sottolineare che parliamo di una situazione davvero impresentabile: mancano le più elementari norme di sicurezza e igiene; sono assenti, per esempio, i bagni della palestra comunale. Nel breve periodo pensiamo anche ad una richiesta alla Marina Militare, tramite il CONI, per ottenere l’utilizzo degli impianti del Faravelli, sì da evitare un sovrautilizzo degli impianti pubblici, quali il campo comunale, l’unica struttura presentabile. Solo in un secondo tempo la giunta penserà a dei progetti di lunga scadenza, creando le condizioni perché anche veri esperti del settore diano una mano concreta nello studio di programmi concreti e realizzabili”. Un accenno finale al valore dello sport nella società. “Oltre ai noti aspetti culturali e sociali – prosegue Dedola – vorrei che pensassimo allo sport anche come ad un terreno di relazioni fra la nostra città e le altre realtà che ci circondano. In quest’ottica gli impianti sportivi ci appaiono come un biglietto da visita che ogni città mostra alle altre. Penso davvero che nei prossimi mesi sarà necessario lavorare seriamente, tutti assieme, anche per evitare che molte realtà sportive lascino l’isola, fatto che sarebbe assolutamente doloroso e deprecabile”.
Gian Luca Moro
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Festa e solidarietà
Mini Olimpiadi
L’intento era sportivo-educativo. Ma c’era anche un profondo fine sociale, e l’educazione alla solidarietà. Nella festa dello sport dei bambini delle scuole elementari c’era anche da pensare agli altri: ad Adelaide, un bimba peruviana orfana di madre e ai giovani del Camerum assistiti da suor Lucia che non riescono a terminare un piccolissimo ospedale. Per loro erano destinati i fondi raccolti tra i bambini (munititi di cellulari, magliette firmate e nutriti con ogni ben di Dio) e tra i loro genitori di questa nostra società, in crisi certamente, ma ancora opulenta. Oltre a questo, la festa, l’allegria, i colori in campo e sugli spalti, le mini gare, l’agonismo sincero, proprio delle Mini Olimpiadi, anche quest’anno organizzate dalle insegnanti al campo Pietro Secci, che per un paio d’ore è stato palcoscenico di un mondo fiabesco. Soddisfatta la direttrice Elvira De Rossi e un po’ tutti.
foto Lorenzo Impagliazzo
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