È morto Giulio Giudice

Giulio Giudice
Fu lui che aprì in via Garibaldi la prima vera attrezzata ed aggiornata libreria di La Maddalena, alternando l’attività commerciale a quella di insegnante di matematica presso le scuole Cemm. Giulio Giudice aveva sposato Maria Teresa, insegnate elementare, figlia del generale Ferracciolo, per anni direttore dell’Arsenale Militare di Moneta. Le gioie e le soddisfazioni per le positive iniziative intraprese furono poi stroncate dalla tragica morte di Corrado, uno dei due suoi figli. Seguirono anni di dolore ed il successivo passaggio all’attività di coltivatore e produttore di fiori e piante. Poi il passaggio alla politica, della quale se ne era sempre disinteressato sebbene fosse di area socialista, e l’adesione prima al movimento-gruppo ‘Maddalena 2000’ e poi al partito di Berlusconi. Candidatosi alle elezioni comunali (che videro l’elezione a sindaco dell’ex senatore del PCI Mario Birardi) senza riuscire ad essere eletto, nel 2000 per le elezioni provinciali Giulio Giudice fu candidato con Forza Italia nel collegio La Maddalena-Palau, e venne trionfalmente eletto a Palazzo Sciuti di Sassari. Presidente della commissione trasporti, viabilità e portualità si impegnò, tra l’altro, per il miglioramento della viabilità provinciale ed in particolare per quella di La Maddalena. Si è anche occupato dei problemi sanitari, in particolare di quelli dell’ospedale Paolo Merlo. Spesso presente nel dibattito politico-amministrativo attraverso la carta stampata e Radio Arcipelago, Giulio Giudice nel 2003 fu nominato dal presidente della provincia di Sassari proprio rappresentante alla Comunità del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Alla fine dello stesso anno 2003 il peggioramento delle condizioni di salute lo indussero ad un operazione che rivelò la presenza di un male incurabile. Male contro il quale Giulio Giudice, sebbene abbia combattuto con il coraggio di un leone, il 18 giugno scorso, all’età di 69 anni, si è dovuto arrendere. Di lui ricordiamo innanzi tutto l’onestà intellettuale, la passione politica, il senso della giustizia, l’amore per il suo paese, il coraggio. Quando in lui sorse il dubbio che la presenza del nucleare militare straniero nelle acque dell’Arcipelago potesse comportare dei rischi per la salute dei maddalenini, non ebbe remore e polemizzò anche duramente col suo partito, tanto da giungere a rompere con lo stesso e a schierarsi alle ultime elezioni regionali (2004) col Partito Sardo d’Azione. Ai funerali, celebrati nel pomeriggio di una calda domenica di giugno, erano presenti numerosi isolani, concordi con le parole di don Domenico Degortes che terminando l’omelia funebre ha ricordato come, nella sua azione politica, Giulio Giudice abbia “fatto del bene”.
C.R.