Anno VI
Il Vento - n° 128
1 Luglio 2005

Maddaleni e turisti

Buona Estate

Amianto/tumori: Tre casi in un anno

L'Assessore M. Secci

“Le fibre piccolissime, come piccoli aghi, inalate, vanno a sistemarsi nella parte più superficiale del polmone, sulla pleura. Ciò può provocare una malattia seria, il mesotelioma, il tumore delle pleura polmonare. È un tumore subdolo, che non da nessun sintomo fino a quando non viene scoperto”. A parlare di questo delicato argomento è il dottor Michele Secci, medico di base, nel corso di una intervista a Radio Arcipelago. “Il mesotelioma – prosegue dott. Secci - incide con una percentuale di circa 1 caso ogni 10.000 persone. A La Maddalena, negli ultimi cinque anni, c’è stata una accentuazione della presenza di questo tumore. Solo io, con i miei pazienti, ho avuto tre casi di mesotelioma in un anno, una percentuale di trenta volte superiore rispetto alla media nazionale. Soltanto io”. Il medico, attualmente assessore alla sanità ed ai servizi socio assistenziali precisa poi che “Le persone che hanno accusato questo tipo di patologia hanno lavorato a contatto diretto con l’amianto per anni. Nelle persone che lavorano direttamente con l’amianto l’incidenza sale in maniera stellare. Si tratta di pazienti che hanno lavorato nelle turbine delle navi o nei rimessaggi e nei bacini, persone che hanno lavorato per anni ed anni a contatto con l’amianto e che nel tempo hanno sviluppato questo tipo di tumore. Non erano neanche fumatori … “. A questo punto però una precisazione è d’obbligo, anche per riportare il fenomeno, che non è una epidemia, alle sue giuste e reali dimensioni. Precisa infatti il medico Secci che “chi è stato a contatto con l’amianto ‘può’ contrarre il tumore, ma non necessariamente lo deve contrarre, nel senso che statisticamente ha più probabilità di altri di contrarlo ma dal punto di vista reale siamo invece sull’ordine di poche unità, di poche persone”. Come si può prevenire, come si può stare tranquilli? “Almeno una volta ogni due anni è bene fare una tac polmonare, associata ad altri esami. Esami importanti che ci possono indicare se c’è l’insorgenza di una malattia di questo tipo. La diagnosi precoce è importantissima”.
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Meditazione sulla XIV domenica del T.O., Anno A
don Sandro Serreri

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11, 28).
L’invito di Gesù, rivolto agli “affaticati e oppressi”, di recarsi da lui affinché possa ristorarli, è un’espressione della sua tenerezza. Gesù, che conosce il cuore dell’uomo e, dunque, le sue fatiche e angosce, è il solo che veramente può offrire e dare sollievo e riposo. L’uomo, allora come oggi, indebolito e rattristato dalle miserie della vita quotidiana, ha bisogno del ristoro spirituale. Gesù, visto dai suoi contemporanei come uomo tutto di Dio, era in grado di trasmettere sollievo e conforto. Molti andavano da lui, perché trovavano quella pace che le vicende umane toglieva loro. I suoi insegnamenti ristoravano e aprivano vie nuove indirizzate verso la conversione. Tanti, dopo averlo seguito ed ascoltato, ritrovavano la tranquillità della coscienza, la spinta della speranza, il balsamo benefico della carità. Recarsi da Gesù per molti uomini e donne ha significato cambiare vita, perché incontrarlo, seguirlo e ascoltarlo non lasciava mai indifferente nessuno. Oggi, come allora, sono tanti gli uomini e le donne che, “affaticati e oppressi”, cercano rifugio nel Signore Gesù: nella sua Parola e nei suoi doni spirituali. Per diversi motivi l’uomo contemporaneo è molto più affaticato e angosciato dell’uomo antico del Vangelo. Infatti, ha molte più paure e ansie. Questo, rispetto agli uomini dei secoli passati, sente maggiormente il bisogno interiore di assicurarsi il ristoro spirituale. Gesù, anche a questo uomo, dalle grandi e superbe conquiste tecnico-scientifiche, dice: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”. Il Signore Gesù per mezzo della sua Chiesa, spiritualmente sgorgata dal suo costato trafitto, offre ristoro, sollievo, riposo a quanti, dopo aver gustato le amarezze della vita ed esserne rimasti rattristati, cercano pace, vera e duratura; a quanti, dopo aver assaggiato il vuoto da vertigine che dà una vita spesa lontano da Dio e dai suoi comandamenti, cercano motivazioni forti e solide per dare senso e compimento a tutta la loro vita. La Chiesa, come istituzione insieme divina e umana, offre l’acqua fresca del silenzio dei suoi luoghi di preghiera, di ascolto interiore della voce di Dio. Questa Chiesa, pertanto, è lo spazio fisico, ma soprattutto spirituale, dove il Signore Gesù si manifesta come colui che ristora il corpo e lo spirito, che ha il potere di illuminare le coscienze e di volgere i cuori verso l’amore di Dio. Non ci si libera del peso delle fatiche e delle oppressioni che rendono l’uomo schiavo negando Dio e i valori dello spirito o, peggio, fuggendo dalla paternità di Dio e dalla missione evangelizzatrice del Figlio suo Gesù. Per questo, la Chiesa, esperta in umanità, è e resta, per usare una felice immagine di papa Giovanni XXIII, la “fontana del villaggio” dalla quale tutti possono attingere acqua che veramente ristora. L’uomo e la donna che sanno rispondere all’invito di Gesù: “Venite a me, voi tutti”, saranno salvi e troveranno pace e felicità, mentre tutti coloro che continueranno a camminare tra le paludi del non senso, dell’egoismo, della superbia, della mediocrità, continueranno a restare sotto il peso della fatica e dell’oppressione.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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Provincia Olbia-Tempio

La Gallura ai galluresi Pietrina Murrighile ha vinto nettamente il ballottaggio, prevalendo su Livio Fideli ed è la prima presidente della Provincia e Olbia-Tempio. Ad Olbia Fideli ha prevalso sulla Murrighile per cui quest'ultima deve la sua vittoria soprattutto agli altri centri della Gallura, per merito di quel suo insistere sul principio di una provincia policentrica, di "una città Gallura con 26 quartieri". Lo slogan, efficace, attende ora di essere confermato nei fatti, e già i buoni propositi devono fare i conti con il problema del doppio capoluogo (Olbia e Tempio), prima cartina di tornasole e della annunciata di geo-politica policentrica. Per assicurare l'indispensabile equilibrio si dovrà provvedere all’approvazione dello Statuto, che conterrà le competenze e le regole di funzionamento dell'ente, ma avrà una introduzione contenente i principi e i valori ai quali si dovrà ispirare la filosofia amministrativa della nuova provincia. Che Gallura si vuole costruire? Questo è il punto. Per esempio, si dovrà fare una scelta equilibrata fra tradizione e innovazione, perché la Gallura non perda i suoi connotati storici, ambientali e culturali, anzi li esalti, aprendosi tuttavia alla modernità. Si è giustamente parlato di autonomia, verso lo Stato e verso la Regione, ai quali bisognerà trarre poteri e competenze, ma che dire dell'autonomia verso i potentati economici che operano nel territorio, che controllano il mercato immobiliare sulle coste? La Gallura ai galluresi! Si potrebbe affermare. I nuovi eletti sono chiamati ad un compito entusiasmante ma difficile: sono i pionieri di un nuovo corso della storia della Gallura. Auguri!
Tomaso Panu
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