Anno VI
Il Vento - n° 129
15 Luglio 2005
Centenario nascita: Mons. Capula
Durante la sua vita ed in particolare durante la sua permanenza lunghissima a La Maddalena, don Capula si trovò a fronteggiare tre grandi sfide, a combattere tre grandi ‘nemici’ (allora almeno erano considerati tali) della chiesa cattolica: la chiesa protestante valdese, la massoneria ed il comunismo. Dell’ultimo ‘avversario’ si avrà modo di parlarne, in maniera approfondita ed articolata, più avanti; dei primi due tratteremo in queste puntate, perché i ‘problemi’ riguardano particolarmente questa prima fase della sua vita. Diciamo subito che è necessario ridimensionare alcune enfatizzazioni sulle ‘epiche’ battaglie da lui combattute contro queste due presenze, pur legate tra loro. Che contrastò, è vero, con forza e con ogni mezzo, anche duro, ma avendo in quei primi anni di presenza nell’Isola un formidabile alleato: il fascismo. Il regime infatti vedeva nelle due organizzazioni due nemici: la prima perché tradizionalmente legata all’Inghilterra, la seconda in quanto organizzazione segreta e quindi pericolosa. Con i Patti Lateranensi del 1929 (quindi già prima della venuta di don Capula a La Maddalena) il fascismo aveva dichiarato la religione cattolica religione di stato, relegando gli altri culti esistenti in Italia (valdese compreso) allo status di ‘ammessi’, cioè tollerati (ma non troppo) dal regime. La comunità valdese di La Maddalena, innestatasi in un filone anglicano legato alla presenza nell’Ottocento di un piccolo ma qualificato gruppo di imprenditori ed ex militari inglesi, aveva iniziato a svilupparsi negli anni 1893-95 con le sistematiche visite del pastore toscano Giuseppe Quattrini. Il clima risorgimentale e liberale dell’epoca aveva favorito lo sviluppo, in Italia e anche a La Maddalena dell’evangelismo valdese. Nel 1899 venne inaugurata a La Maddalena la prima Sala di Culto e dal 1902 fu presente per circa vent’anni un pastore residente. Nel periodo di massimo sviluppo la comunità valdese, composta da un nucleo di famiglie maddalenini e da militari di passaggio, raggiunse il numero di circa 100 persone, tra praticanti e simpatizzanti. La presenza valdese cominciò ad entrare in profonda crisi dopo la fine della prima guerra mondiale col trasferimento dall’Isola del pastore residente (in quel periodo il maestro Robutti, nel 1921) e la chiusura della sala di culto. Da allora non ci fu più un pastore stabile pur giungendovene uno (spesso solo studenti in teologia valdese) almeno una volta l’anno e per qualche giorno. Nei registri della ‘Chiesa Evangelica di La Maddalena’ è scritto che nel 1932-33 (anni di arrivo a La Maddalena di don Capula, “lo mando – scrisse il vescovo Albino Morera il 6 luglio 1933 al parroco Antonio Vico – con l’incarico di coltivare costì l’Azione Cattolica … e di coltivare la popolazione con la predicazione … specialmente ora che pare che i protestanti cerchino di alzare la testa”), era stata visitata solo dallo studente in teologia valdese Panascia il quale aveva annotato la presenza di appena 30 aderenti scesi ad una ventina (due decessi) nel 1936.
(16 – continua) Claudio Ronchi
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Renzo de Martino Aggiunte al Dizionario Maddalenino
Glossario etimologico comparato e toponimi
a cura di Renzo de Martino
Il Vento, da questo numero, si avvale della collaborazione del prof. Renzo de Martino, già preside del Liceo Garibaldi. La nuova rubrica, che arricchirà ulteriormente le pagine storico-culturali del nostro periodico, prevede la pubblicazione delle “Aggiunte al Dizionario Maddalenino - Glossario etimologico comparato e toponimi”, già pubblicato dalle Edizioni Della Torre, Cagliari 1996”. Si parte!
  • Abbra(m)màtu: bramoso, voglioso; ma anche cùpido e smanioso.Tosc. e còrso abbramato ( da ‘brama’, madd. bramma ), sic. e calabr. abbramari, muggire, urlare per il desiderio. Dal germ. bramon, urlare (attraverso il prov. bramar), da cui anche ‘bramire’, l’urlare del cervo. Abbrammatu, nel senso di ‘che desidera possedere’,’ invaghito’ e’innamorato’ , forse con accostamento ad abbrummatu (vedi brumma nel Diz. Madd.).
  • Acchimpà ( acchimpassi ): attaccare, attaccarsi. «L’ugni acchimpati guasi unde vinaturi du legnu» (G.C. Tusceri). Cfr. gall. acchintà, afferrare alla cintura (Brandanu), acchintassi, attaccarsi alla cintola o alla vita di qualcuno durante la lotta. Forse da ‘acchito’ (popol. ‘acchitto’.), ‘acchitare’: nel gioco del biliardo, l’inviare del pallino in un punto determinato del piano verde; raggiungere. In alcuni dialetti meridionali, acchitto = amo; quindi, acchitare, afferrare all’amo: Per questo senso, si propone la derivazione dal lat. applictus (applicitus), da applicare (Marcato). Gli accostamenti semantici a queste soluzioni potrebbero, con qualche riserva, soddisfare, ma il divario morfologico lascia ragionevolmente nel dubbio (la derivazione dal gallurese appare comunque la più plausibile). E se la spiegazione fosse più semplice, persino lapalissiana? Acchimpassi, con dissimilazione (a…a /i…a) da ‘accamparsi’ che, oltre al significato principale ( piantare le tende), ha quello di ‘disporsi’, ‘applicarsi’, quindi ‘attaccarsi’.
  • Addhàstru (oddhàstru ): olivastro, oleastro. Gall. oddhastru, uddhastru, sardo ollastu, còrso ogliatru, ogliastra, sic. agghiastru e agliastru, calabr. agghiastru (può lasciare perplessi la forma , sempre calabr., agghiastra, capretta di due anni; ma la spiegazione è data dall’etimologia: agghiastru da ‘oleastro’, agghiastra ( e adastra ) dal lat. tardo *haedastra, capretta, lat.class. haedus, arc. aedus, capretto). Lat. oleaster : dall’acc. oleastru(m).

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Parroci di La Maddalena
Dopo aver pubblicato l’elenco di tutti i comandanti di Marisardegna (Il Vento n. 127 del 15 giugno 2005) e di tutti i sindaci (Il Vento n. 128 del 1° luglio 2005) pensiamo ora di fare cosa gradita ai lettori pubblicando l’elenco aggiornato (in base agli ultimi studi) di tutti i parroci, vice parroci e cappellani delle tre parrocchie di La Maddalena: Santa Maria Maddalena, Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo (Moneta), Madonna della Medaglia Miracolosa (Militare).




  • Parrocchia di Santa Maria Maddalena
  •  
  • 1767 - Michele Demontis, cappellano delle truppe d'occupazione Sardo Piemontesi,
  • d’occupazione Sardo-Piemontesi
  • 1768 - Virgilio Mannu, canonico parroco,
  • 1769 - Virgilio Mannu, cugino dell’omonimo canonico,
  • 1773 - Giacomo Mossa
  • vice parroci: Luca Demuro, Pietro Maria Deiala,
  • 1799 - Antonio Biancareddu
  • vice parroci: Luca Demuro, fra Giovanni Lantieri da Bonifacio.
  • 1808 - Giovanni Battista Biancareddu
  • vice parroci: Luca Demuro, Luca Ferrandico.
  • 1824 - uca Ferrandico
  • vice parroco: Antonio Addis,
  • 1829 - fra Clemente Pischedda
  • vice parroco Michele Pischedda.
  • 1829 - Sebastiano Balistreri
  • vice parroco: Antonio Addis.
  • 1832 - Antonio Addis
  • vice parroci: Michele Mamia Addis, Domenico Rumaneddu.
  • 1852 - Michele Mamia Addis
  • vice parroci: Paolo Demuro, Silvestro Zicavo, Nicolao Sechi, Antonio Vico.
  • 1885 - Antonio Vico
  • vice parroci: Angelo Ciuti, Gerolamo Scampuddu, Pietro Canu,
  • Giovanni Battista Mura, Giuseppe Millelire, Pietro Maciocco, Salvatore Capula.
  • 1933 - Salvatore Capula
  • vice parroci: Pietro Maciocco, Giuseppe Millelire, Angelo Borrielli, Epifanio Cesaretti, Giovanni Vittorio Sanna, Michele Derosas, Salvatore Giacomini,Giuseppe Riva, Giovanni Columbano, Flavio Cimino,Paolo Pintuis,Efisio Farci, Armando Desole, Antonio Addis, Antonio Cau, Italo Cossu, Salvatore Melis, Domenico Degortes, Nicolino Addis, Raimondo Satta, Alessandro Piga, Sandro Serreri.
  • 1998 - Domenico Degortes
  • vice parroci: Sandro Serreri, Cipriano Okoronkwo (Nigeria), Andrea Lance Krzywicki (USA), Paolo Piras.
  •  
  • Parrocchia dell’Agonia di N. S. Gesù Cristo (Moneta)
  •  
  • 1964 - Giuseppe Riva
  • 1996 - Domenico Degortes, (Amministratore parrocchiale)
  • vice parroci: don Celestino Murras (Sudan),Terenzio Ntintantirageza (Burundi),
  • Giuseppe Acharian , diacono (Libano)
  • 2004 - Andrea Domanski (Polonia)
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  • Parrocchia della Madonna della Medaglia Miracolosa (Militare)
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  • 1929 - Casimiro Liccioli
  • 1935 - Renato Vattancoli, don Allamonti
  • 1936 - Nicolino Bonomi
  • 1937 - Rosario Napoletano
  • 1940 - Pietro Tedeschi
  • 1941 - Simone Perrinu (?)
  • 1942 - Angelo Greco, Donato Cazzolla
  • 1945 - Angelo Greco, Virgilio Frigni
  • 1946 - Vittorio Falsati
  • 1947 - Renato Castelli
  • 1951 - Emenegildo De Michele
  • 1954 - Francesco Baraccu
  • 1956 - Giovanni Vigna
  • 1959 - Tommaso Rossello
  • 1968 - Luigi Fabbrini
  • 1971 - Pietro Adamoli
  • 1988 - Tomaso Ribero
  • 1988 - Gioacchino Tortora
  • 1989 - Daniele Mussa (parroco)
  • 1994 - Gioacchino Riassetto (parroco)
  • 1998 - Aldo Nigro (parroco)
  • 1999 - Pietro Paolo Di Domenico (parroco)
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