Anno VI
Il Vento - n° 129
15 Luglio 2005
Orizzonte Nuovo' Informa
Comune di La Maddalena in ritardo
Attenzione: la Regione Sardegna ha deliberato l’1 Luglio 2005 per le modalità di assegnazione dei contributi per i canoni di locazione e per le modalità di richiesta dei piani di sostegno per disabili gravi. Nel nostro Comune queste delibere regionali non sono ancora apparse all’Albo, contrariamente a quanto accade in altri Comuni più attenti, e sta per accadere esattamente quanto accaduto l’anno scorso quando vennero fissati termini di presentazione delle domande in periodo di ferie di agosto, rendendo anche problematico l’ottenimento dei documenti richiesti: il suggerimento è di presentare subito le richieste, senza attendere altre comunicazioni, facendo riferimento alla Deliberazione Regionale di seguito indicata e consegnando la richiesta all’Ufficio Protocollo (1° Piano) richiedendo una copia timbrata per ricevuta, da conservare. Nella stessa domanda va precisato che ci si riserva di presentare ad integrazione i documenti eventualmente richiesti dal Comune a sostegno della richiesta. Vediamo i dettagli. Contributi per il pagamento dei canoni di locazione. La deliberazione regionale è la N. 28/9 del 1.7.2005. Vengono stabilite due fasce di aventi diritto: Fascia A: reddito familiare pari a due pensioni minime INPS per complessivi 10.920,52 Euro, per la quale il canone di locazione non deve incidere in misura superiore al 14 % del reddito imponibile. Fascia B: incidenza massima del canone pari al 24 % del reddito imponibile, preso a riferimento per 11.465,00 Euro incrementato in funzione del carico familiare: + 19 % per 1 o 2 persone, +43 % per 3 persone, +67 % per 4 persone, +75 % per 5 o più persone. Fin qui è quel che prevede la Regione: i Comuni hanno facoltà di stanziare risorse integrative (ben difficilmente per il nostro) con ulteriore finanziamento aggiuntivo regionale e di stabilire modalità di graduatoria. Lo scorso anno il Comune di La Maddalena ha richiesto il certificato ISEE. In conclusione ad oggi conviene valutare se si ha diritto in base al reddito e presentare subito la richiesta allegando la certificazione del reddito e lo stato di famiglia (per la Fascia B ): conviene anche richiedere precauzionalmente la certificazione ISEE (da presentare poi se richiesta) che si ottiene immediatamente e gratuitamente in qualsiasi patronato sindacale con funzione di centro CAF, ovviamente prima della chiusura per ferie, per averla pronta se necessaria. Piani personalizzati di sostegno legge 162/98 La Deliberazione regionale è la N. 28/16 del 1.7.2005. L’impianto generale è invariato rispetto agli anni precedenti mentre è stata rivista l’incidenza dei diversi elementi che concorrono all’assegnazione dei punteggi: è una Legge che se applicata funziona benissimo, in cui la Sardegna ha una posizione di leader molto innovativa. Il sostegno è rivolto ai disabili gravi (in possesso della certificazione Legge 104).In qualche Comune è stata fissata al 20 Settembre la scadenza dei termini di presentazione delle richieste, nel nostro Comune sta per essere fissata al 12 Agosto (informazioni verbali). Ritorneremo sull’argomento entrando nei dettagli per gli interessati, nel frattempo è suggerito di presentare subito la richiesta del piano di sostegno (sempre all’Ufficio Protocollo, trattenendo copia timbrata), allegando copia della certificazione rilasciata dalla ASL secondo la legge 104.
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Associazioni Isolane
a cura di Gian Luca Moro
Vediamoci chiaro
Nata nel marzo 2005, l’associazione Vediamoci Chiaro raggruppa un gruppo di giovani imprenditori maddalenini, guidati dal presidente Angelo Pieretti. Del direttivo fanno parte Giovanni Antista, Alessandro Gregorio, Massimiliano Marras, Giuseppe Cardia, Raffaele Conte, Erminio Garau, Aldo Massidda e Pino Sequenzia. Obiettivo del gruppo, già evidente nel nome, è veder chiaro, comprendere meglio la situazione della radioattività a La Maddalena, e in linea più generale la questione complessiva della presenza militare americana nell’arcipelago, con l’obiettivo di porre fine alla cattiva pubblicità che, a giudizio del gruppo, si riversa sulla nostra isola. Scopi dell’associazione sono anche la tutela del patrimonio turistico e culturale e la sua promozione, anche con l’organizzazione di dibattiti e mostre. Strumento primario delle sue attività è, senza ombra di dubbio, il sito www.lamaddalenaonline.com che, oltre a fornire indicazioni su quanto il gruppo sta elaborando, segue attentamente tutte le notizie, riportate dalle principali testate giornalistiche sarde, che riguardano la nostra città. In questi primi mesi di vita l’associazione Vediamoci Chiaro ha mostrato un grande dinamismo e una grande fantasia, facendo più volte parlare di sé come, nel marzo scorso, in occasione di un ritorno della nave americana Emory Land presso la base di Santo Stefano. Il gruppo preparò uno striscione di bentornato, per affermare, secondo le proprie parole, che la presenza degli americani è ben vista da molti maddalenini, come vero e proprio volano dell’economia isolana. Una posizione certamente controcorrente, che fu causticamente criticata dal COCIS, il comitato spontaneo, nato due anni fa, allineato su posizioni molto più critiche circa la presenza dei sommergibili statunitensi nelle nostre acque. Da ricordare, poi, le recenti iniziative finalizzate alla raccolta dei rifiuti nelle principali spiagge maddalenine, avvenuta con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole superiori, e l’ottima idea di collocare, sui litorali isolani, dei cartelli con indicazioni sul comportamento da tenere in riva al mare, al fine di preservare quell’ambiente meraviglioso che nostro Signore ci ha dato da conservare per le generazioni future e certo non da distruggere.
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Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Le domande più frequenti
Da alcune puntate rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti che i lettori ci pongono sulla presenza dei sommergibili a propulsione nucleare nell’isola di santo Stefano e sul nucleare in generale. Proseguiamo … Si può escludere un incidente nucleare a La Maddalena? No: tradotto dal Piano di San Diego “sebbene la probabilità di accadimento di un incidente al reattore nelle navi U.S ad energia nucleare sia estremamente remota, la prudenza detta che devono essere realizzati provvedimenti per affrontarlo in caso di occorrenza”. Tutta la cultura di sicurezza imposta nelle aziende USA, civili e militari, ed esportata in tutte le nazioni industrializzate, impone un concetto base: il rischio zero non esiste. Tutti i testi specialistici di sicurezza universitari ed anche divulgativi partono da questa premessa. Poi seguono i corollari di informazione, di formazione, di prevenzione e di trasparenza. Loro sono stati obbligati a fare così dalla loro abitudine al riconoscimento dei danni e dalla loro composizione multietnica: hanno dovuto applicare procedure scritte semplici e senza alternative, comprensibili dal filippino, dall’italiano, dal coreano o dal messicano. Nel mio mestiere mi hanno insegnato a dare disposizioni operative a prova di scemo. Qualunque manuale leggiate, qualunque procedura vi venga consegnata all’inizio c’è sempre la descrizione dei rischi. L’unica voce contraria che finora mi è capitato di ascoltare l’ho sentita in Salone Consiliare il 14 Febbraio 2004 da un ufficiale della Marina italiana che escludeva la possibilità di qualunque rilascio da un sottomarino a S. Stefano, per le condizioni di minimo tecnico del reattore (come a San Diego). Nello specifico il rischio di incidente in un reattore nucleare, anche tenuto al carico minimo, può derivare da errori umani involontari, da azioni volontarie umane, da difetti di materiale e da difetti di strumentazione: “manovre errate, ingresso di personale estraneo, rottura delle tubazioni del vapore, rottura della pompa di raffreddamento, etc fino alla fusione del nocciolo” come descritto nel Piano di San Diego. In caso del peggior incidente immaginabile: in quanti ci salviamo? Tutta la popolazione sopravvive ed i danni li potranno subire i soccorritori, se poi si seguono le semplici regole di un Piano di Emergenza serio, tutta la popolazione si salva senza subire danni sanitari né immediati né futuri. È sparita la radioattività alfa nelle acque di La Maddalena. Non è una domanda, è un’affermazione del prof. Fabrizio Aumento in una sua nota recente “che vuole dare una buona notizia ai Maddalenini”. Per intenderci è lo stesso relatore del Plutonio-239 di Legambiente ed abbiamo già commentato l’infondatezza dei primi allarmi (a La Maddalena sì, a Palau no). La cosa più incredibile ad oggi è che il Plutonio-239 scomparirebbe in pochi mesi, mentre è longevo avendo una vita media di 24.100 anni: quello che trovo oggi è esattamente lo stesso di prima, né può morire né può volatilizzarsi. Essendo presenti altri dubbi, torneremo sull’argomento.
18 – continua
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