Non citata nelle dichiarazioni
Il sindaco dimentica la Chiesa
Esaminando il programma amministrativo del sindaco Comiti - pubblicato in estrema sintesi dal nostro periodico sul numero scorso – balza evidente che tra le varie realtà con le quali il Comune collabora o si confronta, non è stata citata la chiesa maddalenina, ed in particolare le due parrocchie cittadine. Eppure queste non sono due entità separate del tessuto civile e sociale isolano ma hanno - al di là di quelle che possono essere le convinzioni di ognuno – profondo radicamento tra i cittadini ed operano e si raffrontando quotidianamente con tutti gli altri enti e istituzioni esistenti nell’Arcipelago. E non solo nel ‘chiedere’ ciò che tra l’altro, a volte, è dovuto per legge, ma spesso per ‘dare’, svolgendo sovente un ruolo di supporto, collaborazione se non addirittura sostituzione, attraverso le loro organizzazioni ed attività, di funzioni che invece dovrebbero essere assolte e ottemperate dallo Stato o dal Comune. Ad esempio, nel campo dell'assistenza: come farebbe l'assessorato ai servizi sociali se spesso e volentieri non potesse rivolgersi, in casi di emergenza, per piccoli e grandi problemi, al buon don Domenico! Altro aspetto: dove il Comune avrebbe organizzato la comunità per anziani ‘Padre Salvatore Vico’ se le suore vincenziane non avessero messo a disposizione un’ala del loro Istituto (a proposito, il Comune ha rimborsato l'ingente somma anticipata dalle suore per il gasolio usato per riscaldare gli anziani durante l'inverno?). Come la Protezione Civile maddalenina in questi giorni avrebbe risolto il problema logistico della presenza di una trentina di volontari proveniente dall’Alta Italia (per la campagna antincendio), dopo il venir meno della disponibilità ad accoglierli a Stagnali da parte del Parco, se il parroco di Moneta don Andrea Domanski non avesse messo a loro disposizione i locali parrocchiali di Moneta? A proposito di Oasi Serena. Ce la farà questa amministrazione comunale a saldare il debito del 1996, somma che consentirebbe una più rapida riapertura di questa struttura importantissima? Senza ovviamente dimenticare il grandioso progetto dell’Opera Pia (che si basa sulla cessione da parte della Parrocchia di S.M. Maddalena al Comune del rudere dell'auditorium e la realizzazione di un grande oratorio) che sembra ancora una volta essersi bloccato per problemi che non si capisce bene se dipendano dalla Regione Sarda o dal Comune stesso. Ecco perché, ricordate queste cose (e tralasciate molte altre), riteniamo non sarebbe stato male ‘citare’ la chiesa maddalenina nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco. L’auspicio naturalmente è che, pur nella giusta concezione laica della gestione comunale, i rapporti tra Comune e Chiesa maddalenina possano migliorare, in termini soprattutto, non di discorsi e promesse, ma di fatti e realizzazioni concrete. Questo è un forte augurio, formulato soprattutto nella convinzione che il sindaco Angioletto Comiti sia uomo di buona volontà.
Esaminando il programma amministrativo del sindaco Comiti - pubblicato in estrema sintesi dal nostro periodico sul numero scorso – balza evidente che tra le varie realtà con le quali il Comune collabora o si confronta, non è stata citata la chiesa maddalenina, ed in particolare le due parrocchie cittadine. Eppure queste non sono due entità separate del tessuto civile e sociale isolano ma hanno - al di là di quelle che possono essere le convinzioni di ognuno – profondo radicamento tra i cittadini ed operano e si raffrontando quotidianamente con tutti gli altri enti e istituzioni esistenti nell’Arcipelago. E non solo nel ‘chiedere’ ciò che tra l’altro, a volte, è dovuto per legge, ma spesso per ‘dare’, svolgendo sovente un ruolo di supporto, collaborazione se non addirittura sostituzione, attraverso le loro organizzazioni ed attività, di funzioni che invece dovrebbero essere assolte e ottemperate dallo Stato o dal Comune. Ad esempio, nel campo dell'assistenza: come farebbe l'assessorato ai servizi sociali se spesso e volentieri non potesse rivolgersi, in casi di emergenza, per piccoli e grandi problemi, al buon don Domenico! Altro aspetto: dove il Comune avrebbe organizzato la comunità per anziani ‘Padre Salvatore Vico’ se le suore vincenziane non avessero messo a disposizione un’ala del loro Istituto (a proposito, il Comune ha rimborsato l'ingente somma anticipata dalle suore per il gasolio usato per riscaldare gli anziani durante l'inverno?). Come la Protezione Civile maddalenina in questi giorni avrebbe risolto il problema logistico della presenza di una trentina di volontari proveniente dall’Alta Italia (per la campagna antincendio), dopo il venir meno della disponibilità ad accoglierli a Stagnali da parte del Parco, se il parroco di Moneta don Andrea Domanski non avesse messo a loro disposizione i locali parrocchiali di Moneta? A proposito di Oasi Serena. Ce la farà questa amministrazione comunale a saldare il debito del 1996, somma che consentirebbe una più rapida riapertura di questa struttura importantissima? Senza ovviamente dimenticare il grandioso progetto dell’Opera Pia (che si basa sulla cessione da parte della Parrocchia di S.M. Maddalena al Comune del rudere dell'auditorium e la realizzazione di un grande oratorio) che sembra ancora una volta essersi bloccato per problemi che non si capisce bene se dipendano dalla Regione Sarda o dal Comune stesso. Ecco perché, ricordate queste cose (e tralasciate molte altre), riteniamo non sarebbe stato male ‘citare’ la chiesa maddalenina nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco. L’auspicio naturalmente è che, pur nella giusta concezione laica della gestione comunale, i rapporti tra Comune e Chiesa maddalenina possano migliorare, in termini soprattutto, non di discorsi e promesse, ma di fatti e realizzazioni concrete. Questo è un forte augurio, formulato soprattutto nella convinzione che il sindaco Angioletto Comiti sia uomo di buona volontà.
C.R.
