Anno VI
Il Vento - n° 130
1 Agosto
Festeggiata la Santa Patrona
22 luglio S. Maria Maddalena
Venerdì 22 luglio, solennità di S. Maria Maddalena, la comunità maddalenina ha festeggiato la sua Santa Patrona. La Messa solenne anticipata alle 18.30 è stata animata dal coro S. Cecilia diretto da Luigi Macciocu ed è stata presieduta da mons. Giuseppe Mani, arcivescovo di Cagliari e concelabrata dal parroco don Domenico Degortes, dal parroco di Ajaccio abbé Ghisoni, dai viceparroci don Sandro Serreri, don Paolo Piras, dal parroco di Moneta don Andrea Domanski, dal parroco militare don Paolo Di Domenico, dal parroco della Marina degli Stati Uniti base di La Maddalena don Kieran Mandato, dal rettore del Seminario di Tempio don Gianfranco Saba, dai parroci del Sacro Cuore di Tempio e di Palau don Salvatore Vico e don Salvatore Matta, da don Francesco Tamponi, don Robert Sarek, don Waldo Dolfi e da altri sacerdoti e diaconi presenti nell’Arcipelago per un periodo di vacanze. Erano presenti il sindaco di La Maddalena Angioletto Comiti, il presidente della provincia Gallura Pietrina Murrighile, i sindaci di Palau Sebastiano Pirredda, di S. Teresa Gallura Piero Bardanzellu, il vice sindaco di Ajaccio con alcuni assessori, il comandante di Mariscuola La Maddalena Fabrizio Filippi e il commodoro americano Frederik J. Roegge. Alle 20.00 accompagnata dal suono delle campane si è snodata la processione scortata dai Vigili Urbani con in testa la Croce, gli stendardi e i membri dei gruppi: Azione Cattolica, Associazione Mariana, Gruppo di Preghiera P. Pio, Apostolato della Preghiera. La statua di S. Maria Maddalena portata a spalle dal Comitato dei cinquantenni classe 1955 con intorno quattro lampioni e i Carabinieri in alta uniforme con il comandante Attilio Mele, seguita dal Vescovo, dai sacerdoti, dalle autorità e da una folla che ha gremito il percorso di via Italia e via Amendola. All’arrivo alla banchina delle Poste avveniva l’imbarco della Statua e delle autorità e sulla m/b Squalo e delle persone sulle barche Spiaggia Rosa, Estasis e Marco Polo, incapaci di contenere tutte le persone. A scortare la processione a mare le motovedette della Guardia Costiera messe a disposizione dal comandante Claudio Durante. Dopo un breve giro, il corteo sbarcava nello stesso punto di partenza e passando per piazza Umberto I, via e piazza Garibaldi e largo Matteotti faceva rientro in Parrocchia dove il parroco don Degortes ringraziava tutti, in particolare il Comitato. mons. Giuseppe Mani donava ai presenti una sua lettera pastorale ‘Grazie’ sulla Famiglia prima di impartire la solenne benedizione. Alle 23.30 dalla rada di piazza Comando partivano i fuochi artificiali della durata record di 35 minuti che concludeva la giornata.
Roberto Aversano
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Alla Giornata Mondiale della Gioventù
I Frassati in partenza
Fervono, ormai, gli ultimi preparativi dei Frassati in partenza, destinazione: Koln, Germania, sede della XX Giornata Mondiale della Gioventù. Essendo il tema della giornata, deciso dall’allora Papa Giovanni Paolo II: “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2, 2), riferito ai Magi, che dopo un lungo cammino, fisico ed interiore, hanno visto Gesù, anche noi del Cammino Frassati abbiamo deciso di recarci nella città dei Magi “per adorarlo” insieme a tutti i giovani del mondo. Sarà una giornata storica, perché sarà: la prima senza Giovanni Paolo II e la prima del nuovo Papa Benedetto XVI, ma anche perché si svolgerà nel Paese d’origine del successore di Karol Wojtyla: la Germania. Quando il 6 agosto del 2004 l’inventore delle GMG aveva scritto ai giovani invitandoli alla prossima Giornata, forse, non immaginava che l’avrebbe presieduta un Papa tedesco: Joseph Ratzinger. Siamo, dunque, contentissimi di poter partecipare alla XX GMG, che sarà veramente storica. I Frassati si sono preparanti a questo evento con un cammino durato quasi un anno. Hanno iniziato con un ritiro presso i benedettini di Sorres e, poi, con una serie di incontri, giornate, una convivenza. Dei 22 Frassati, che oggi fanno parte del Cammino, solo 10 si metteranno in marcia lungo il lunghissimo sentiero – quasi 1100 km. –, che li porterà sino al bellissimo duomo gotico di Koln, dove sono custodite le reliquie dei santi Magi. I pellegrini, dunque, sono questi: Fresu Arianna, Mele Francesco, Murgia Elisabetta, Orrù Andrea, Orrù Francesco, Ranedda Antonella, Sias Martina, Ventroni Carlo, Ventroni Luca, Zuddas Flavia. Insieme a questi Frassati, parteciperanno anche: un giovanissimo Gisellu Marco, un papà Fresu Diego, e tre giovani Cammarata Giulia (Genova), Secchi Alberto (Torino) e Stellino Lorenzo (Genova). Il gruppo sarà guidato da me. Partiremo mercoledì 17 e rientreremo mercoledì 24 agosto. Incontreremo e vivremo con giovani provenienti da tutto il mondo, ma, soprattutto, vedremo e ascolteremo Pietro: il Papa Benedetto XVI, che ci incoraggerà a proseguire “lungo i sentieri delle beatitudini evangeliche” secondo lo spirito che fù del nostro grande amico e modello Pier Giorgio Frassati. Al rientro, vi racconteremo com’è andata. Ciao!
Don Sandro e tutti i Frassati della GMG
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Parcheggi impossibili
Occhio alle multe!
In questi giorni di sensibile aumento della presenza turistica si accentua ancora di più (sebbene sia ormai un problema che persiste tutto l’anno) il problema dei parcheggi nel centro storico. Attenzione però a parcheggio selvaggio! I vigili urbani, per divieto di sosta, applicano inesorabilmente una multa da 35 euro, che aumenta di molto se si aggiunge poi l’intralcio al traffico. Peggio la capitaneria di porto. Chi lascia l’auto in area portuale , in zona non consentita, è soggetto non alle sanzioni del codice della strada ma a quelle del codice della navigazione. In tal caso le multe comminate dalla guardia costiera ammontano a ben 108 euro, un vero salasso! L’amministrazione comunale sembra intenzionata a creare delle zone disco, parcheggi a tempo, che nelle intenzioni dell’assessore Curedda dovrebbe attenuare il problema (un piccolo miglioramento lo ha apportato qualche parcheggio in più recentemente istituito nella banchina delle Poste), unitamente alla presenza del parcheggio a pagamento (un euro l’ora). A proposito di parcheggio a pagamento. Assessori, consiglieri comunali, funzionari del comune, altri funzionari civili e non dello Stato e di altri enti presenti nell’Isola, pagano anche loro il ticket del parcheggio a pagamento come tutti gli altri cittadini?
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40 anni di sacerdozio
Festeggiato don Degortes
Lunedì 18 luglio la comunità parrocchiale di S. Maria Maddalena si è stretta intorno al suo parroco don Domenico Degortes in occasione del 40° anniversario della sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 18 luglio 1965 nella chiesa di San Simplicio ad Olbia per l’imposizione delle mani dell’allora vescovo di Tempio mons. Giovanni Melis. Alla presenza del vice parroci don Sandro Serreri, don Paolo Piras, del parroco di Moneta don Andrea Domanski, del parroco militare don Paolo Di Domenico, di don Robert Sarek e di altri sacerdoti. Ha animato la Messa il coro S. Giovanni Bosco. Nell’omelia, don Domenico, visibilmente commosso, ringraziava il Signore per il dono del sacerdozio, i sacerdoti per la collaborazione, i parrocchiani per la continua preghiera e per l’affetto dimostrato in questi anni, raccontando la sua esperienza di vita da bambino nella sua famiglia, da seminarista e da sacerdote. In particolare il servizio pastorale nella cattedrale di Tempio come vice parroco, come vicario parrocchiale di S. Maria Maddalena, di rettore del seminario di Tempio e poi di parroco nella nostra parrocchia e di Moneta. Don Degortes ha avuto anche il senso di umorismo con queste battute: “In genere si festeggiano i cinquant’anni, non i quaranta… non si sa mai che non arriviamo a festeggiarli…!”. All’offertorio venivano portate insieme al calice con il vino e alla patena con le ostie le chiavi della macchina Renault Clio che la comunità in segno di riconoscenza per i 27 di ministero a La Maddalena gli ha voluto donare. Al termine della Messa don Serreri benediceva la nuova macchina sul piazzale di Chiesa che veniva così consegnata al ‘legittimo’ proprietario, prima che don Domenico salutasse parenti e parrocchiani presso l’Istituto S. Vincenzo in un rinfresco offerto sempre dalla comunità.
Roberto Aversano
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Don Degortes
Il volto umano della Chiesa
Quarant’anni di sacerdozio, ventisette dei quali trascorsi a La Maddalena, sarebbero per tutti un bel traguardo ma lo sono ancora più certamente per don Domenico Degortes che nell'Arcipelago ha speso e sta spendendo buona parte della propria esistenza. Dal 1973 al 1991 per diciassette lunghi anni in qualità di vice parroco dell’arcigno mons. Capula, dal 1996 (dopo il quinquennio alla guida del seminario di Tempio) alla guida della parrocchia di Moneta (con l’Oasi Serena) raccolta alla deriva per l’anzianità e malattia di don Riva, e poi dal 1998 a gestire lo spinoso collocamento a riposo di mons. Capula, delicato passaggio che ha richiesto indubbie virtù. Da allora Domenico Degortes, impegnandosi con tenacia ed umiltà nel ridare credibilità alla presenza cristiana nell’Arcipelago, non solo ha restituito un volto umano ed un senso profetico alla chiesa maddalenina ma ha testimoniato e testimonia a vicini e lontani il più profondo valore della carità.
C.R.
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E i malati?
Paolo Merlo. Si dorme!
Tempo fa se ne era occupata la Cisl (attraverso il segretario regionale FNP Alberto Bottoni), recentemente il problema l’avevano risollevato i Comunisti Italiani (col segretario Marco Poggi), ripreso poi dalla Cgil (col responsabile aziendale Domenico Ventroni) e poi ancora dalla Uil, attraverso il responsabile territoriale Vincenzo La Cava: parliamo del ‘malato’ di La Maddalena, l’ospedale Paolo Merlo. “Siamo dieci anni con i lavori che non finiscono mai” afferma La Cava. “Io vedo il sindaco di Olbia e quello di Tempio, che per i loro ospedali si muovono e si fanno sentire. Lo stesso non accade a La Maddalena. Ad esempio, abbiamo la chirurgia che non solo non ha primario ma non fa le urgenze. Non si fa più l’oncologia, per non parlare del pronto soccorso, collocato in una posizione infelice e di fronte alla camera mortuaria. C’è un gioco al massacro – prosegue La Cava – che può portare a distruggere l’ospedale. È l’Arsenale n. 2”. Ma di chi sono le responsabilità? Certamente dei politici, sia della sanità che comunali. Ma i medici, i direttori sanitari e primari, hanno anche loro una quota di responsabilità? “Sicuramente. Spesso i medici sono un po’ intimiditi dalla conduzione politica dell’Azienda, danno però i consensi o lasciano fare. Il fatto è che qui si dorme tutti, perché a tutti fa comodo dormire. La ‘serenità’ che c’è dentro l’ospedale Paolo Merlo – conclude La Cava - va bene per tutti, fuorché per i pazienti”.
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