Centenario nascita: Mons. Capula
Nell’Archivio Parrocchiale sono conservate alcune abiure, scritte di pugno dal convertito (dal punto di vista cattolico) o abiurante (dal punto di vista valdese). Il testo è il seguente:
“Il sottoscritto …di fu … nato a … il … dichiara di rigettare e abiurare tutti gli errori delle diverse dottrine protestanti specialmente quelle professate dalla setta valdese, nel culto dei Santi, la venerazione della Vergine, l’autorità del Romano Pontefice e sull’Eucaristia. Di essi egli è sinceramente pentito come professa sinceramente credere a tutte le verità della fede Cattolica.
La Maddalena 13 settembre 1935
Firma abiurante …
Firma 1° testimone …
Firma 2° testimone …”.
In margine all’abiura don Capula annotava, datava e sottoscriveva che, su delega del vescovo di Ampurias e Tempio mons. Albino Morera, aveva “ricevuto l’abiura del sopra firmato signor …” il quale aveva ”promesso di troncare ogni relazione colla setta, di denunziare i maestri della medesima se ne conosce, di riparare lo scandalo, ripromettendosi avanti a quelle persone che aveva scandalizzato e indotte in errore contro la fede e di consegnare a un delegato i libri, gli opuscoli, i fogli che trattino dell’eresia e ne avesse posseduto”.
Terminata la seconda guerra mondiale, nell’aprile del 1950 giunse per una settimana in visita a La Maddalena l’evangelista Alberto Soggiu il quale nella sua relazione alla Tavola Valdese scrisse della situazione isolana: ”La Chiesa Evangelica è stata abbandonata per circa vent’anni con conseguenze facilmente intuibili. Della esigua popolazione evangelica dell’Isola tre membri sono vecchie signorine, quattro sono sposati a cattolici e hanno figli cattolici, un membro è invalido ed è difficilmente trasportabile, una ha settantacinque anni di età. Escludendo la signora Andolfi, ex insegnante e colonna della Chiesa, e la famiglia Orlando, molto ferventi, è piuttosto freddo, corroso da uno scetticismo assoluto circa le possibilità che esistono di evangelizzare l’Isola, non solo, ma anche di ricostituire una chiesa e riaprire il locale. L’ambiente isolano, alquanto clericale grazie agli uffici di capacissimo Arciprete Mons. Capula, contribuisce al senso di isolamento che questi fratelli sentono. Il signor Carlo Alberto Lena mi ha sconsigliato di tenere il culto in chiesa, visto che il numero esiguo degli interventi potrebbe essere causa di commenti ironici da parte dei cattolici …”.
La Maddalena 13 settembre 1935
Firma abiurante …
Firma 1° testimone …
Firma 2° testimone …”.
In margine all’abiura don Capula annotava, datava e sottoscriveva che, su delega del vescovo di Ampurias e Tempio mons. Albino Morera, aveva “ricevuto l’abiura del sopra firmato signor …” il quale aveva ”promesso di troncare ogni relazione colla setta, di denunziare i maestri della medesima se ne conosce, di riparare lo scandalo, ripromettendosi avanti a quelle persone che aveva scandalizzato e indotte in errore contro la fede e di consegnare a un delegato i libri, gli opuscoli, i fogli che trattino dell’eresia e ne avesse posseduto”.
Terminata la seconda guerra mondiale, nell’aprile del 1950 giunse per una settimana in visita a La Maddalena l’evangelista Alberto Soggiu il quale nella sua relazione alla Tavola Valdese scrisse della situazione isolana: ”La Chiesa Evangelica è stata abbandonata per circa vent’anni con conseguenze facilmente intuibili. Della esigua popolazione evangelica dell’Isola tre membri sono vecchie signorine, quattro sono sposati a cattolici e hanno figli cattolici, un membro è invalido ed è difficilmente trasportabile, una ha settantacinque anni di età. Escludendo la signora Andolfi, ex insegnante e colonna della Chiesa, e la famiglia Orlando, molto ferventi, è piuttosto freddo, corroso da uno scetticismo assoluto circa le possibilità che esistono di evangelizzare l’Isola, non solo, ma anche di ricostituire una chiesa e riaprire il locale. L’ambiente isolano, alquanto clericale grazie agli uffici di capacissimo Arciprete Mons. Capula, contribuisce al senso di isolamento che questi fratelli sentono. Il signor Carlo Alberto Lena mi ha sconsigliato di tenere il culto in chiesa, visto che il numero esiguo degli interventi potrebbe essere causa di commenti ironici da parte dei cattolici …”.
(18 – continua) Claudio Ronchi