Speciale don Roberto Aversano
Servizi e foto a cura di Claudio Ronchi
La presentazione di don Gianni Saba, rettore del seminario di Tempio
“Eccellenza reverendissima monsignor Carlo Curis, monsignor Andrea Raffatellu, amministratore diocesano, Roberto ha compiuto l’ingresso nel seminario minore diocesano all'età di 15 anni come alunno del secondo anno dell’istituto tecnico commerciale per geometri, accolto dall'allora rettore don Domenico Degortes, ora qui parroco in Santa Maria Maddalena e già suo vicario parrocchiale negli anni della sua fanciullezza. Il periodo previo all'ingresso nel seminario è stato preceduto da una regolare partecipazione alla vita parrocchiale, nello specifico al gruppo ministranti e agli incontri del pre-seminario. Negli anni del seminario diocesano a Tempio Roberto consegue regolarmente e con esiti brillanti il diploma di studi superiori. Manifesta una chiara predisposizione agli studi di tipo analitico, in particolare alle discipline economiche e matematiche. Ad una iniziale indole riservata e con qualche tratto di interversione, gradualmente fa riscontro un significativo processo di apertura, di docilità e disponibilità ad accogliere le proposte educative provenienti dalla comunità e dagli educatori. Proviene da una famiglia ancorata alla vita parrocchiale, di impegno cristiano e di chiaro supporto alla vocazione sacerdotale.
Coltiva fin dalla prima giovinezza la passione calcistica come arbitro federale, venendo a contatto con molteplici realtà sociali e parrocchiali, fino a 19 anni, esperienza non più consentita nel seminario maggiore ed ora ripresa in altre forme pastorali come pro-assistente del Centro Sportivo Italiano diocesano. Concluso il diploma, da Tempio raggiunge Cagliari per la formazione teologica presso la facoltà teologica della Sardegna e nel seminario regionale. Sono anni intensi e significativi che troveranno i risultati più belli nella successiva esperienza romana presso la comunità di San Cleto e col conseguimento della licenza in teologia morale nel centro accademico dell’Alfonsiano. Questi passaggi, in particolare quello di permanenza romana, sono segnati dall'ascolto del Signore e dalla voce dello Spirito che nello specifico si manifesta attraverso le mirate ed appropriate indicazioni formative dell’allora vescovo sua eccellenza monsignor Paolo Atzei e di altri educatori. In questa fase, con chiari obiettivi formativi, Roberto manifesta profonda lealtà d'animo, desiderio di chiarezza esistenziale di vita cristiana e umana, una più chiara strutturazione della personalità umana attualmente segnata da una più forte autostima e conoscenza di sé, apertura relazionale e sociale, capacità comprovata di affrontare le prove, perseverare negli impegni formativi quindi in uno specifico stato di vita celibatario e sacerdotale. Eccellenza carissima il Roberto di oggi è quindi a un giovane leale, chiaramente, totalmente e liberamente orientato verso il sacerdozio, docile, capace di dialogo, con determinazione nelle virtù umane e sacerdotali ma soprattutto consegnato alla grazia di Dio. Pertanto posso affermare, dalle informazioni raccolte presso coloro che ne hanno curato le tappe formative, nel popolo cristiano e dalla mia personale attenzione di educatore, che è idoneo e pronto per l'ordinazione sacerdotale”.












