Anno VI
Il Vento n° 132 - 133
1 Ottobre 2005
Speciale don Roberto Aversano
Servizi e foto a cura di Claudio Ronchi
La presentazione di don Gianni Saba, rettore del seminario di Tempio
“Eccellenza reverendissima monsignor Carlo Curis, monsignor Andrea Raffatellu, amministratore diocesano, Roberto ha compiuto l’ingresso nel seminario minore diocesano all'età di 15 anni come alunno del secondo anno dell’istituto tecnico commerciale per geometri, accolto dall'allora rettore don Domenico Degortes, ora qui parroco in Santa Maria Maddalena e già suo vicario parrocchiale negli anni della sua fanciullezza. Il periodo previo all'ingresso nel seminario è stato preceduto da una regolare partecipazione alla vita parrocchiale, nello specifico al gruppo ministranti e agli incontri del pre-seminario. Negli anni del seminario diocesano a Tempio Roberto consegue regolarmente e con esiti brillanti il diploma di studi superiori. Manifesta una chiara predisposizione agli studi di tipo analitico, in particolare alle discipline economiche e matematiche. Ad una iniziale indole riservata e con qualche tratto di interversione, gradualmente fa riscontro un significativo processo di apertura, di docilità e disponibilità ad accogliere le proposte educative provenienti dalla comunità e dagli educatori. Proviene da una famiglia ancorata alla vita parrocchiale, di impegno cristiano e di chiaro supporto alla vocazione sacerdotale.
Coltiva fin dalla prima giovinezza la passione calcistica come arbitro federale, venendo a contatto con molteplici realtà sociali e parrocchiali, fino a 19 anni, esperienza non più consentita nel seminario maggiore ed ora ripresa in altre forme pastorali come pro-assistente del Centro Sportivo Italiano diocesano. Concluso il diploma, da Tempio raggiunge Cagliari per la formazione teologica presso la facoltà teologica della Sardegna e nel seminario regionale. Sono anni intensi e significativi che troveranno i risultati più belli nella successiva esperienza romana presso la comunità di San Cleto e col conseguimento della licenza in teologia morale nel centro accademico dell’Alfonsiano. Questi passaggi, in particolare quello di permanenza romana, sono segnati dall'ascolto del Signore e dalla voce dello Spirito che nello specifico si manifesta attraverso le mirate ed appropriate indicazioni formative dell’allora vescovo sua eccellenza monsignor Paolo Atzei e di altri educatori. In questa fase, con chiari obiettivi formativi, Roberto manifesta profonda lealtà d'animo, desiderio di chiarezza esistenziale di vita cristiana e umana, una più chiara strutturazione della personalità umana attualmente segnata da una più forte autostima e conoscenza di sé, apertura relazionale e sociale, capacità comprovata di affrontare le prove, perseverare negli impegni formativi quindi in uno specifico stato di vita celibatario e sacerdotale. Eccellenza carissima il Roberto di oggi è quindi a un giovane leale, chiaramente, totalmente e liberamente orientato verso il sacerdozio, docile, capace di dialogo, con determinazione nelle virtù umane e sacerdotali ma soprattutto consegnato alla grazia di Dio. Pertanto posso affermare, dalle informazioni raccolte presso coloro che ne hanno curato le tappe formative, nel popolo cristiano e dalla mia personale attenzione di educatore, che è idoneo e pronto per l'ordinazione sacerdotale”.
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Momenti dell'ordinazione Momenti dell'ordinazione
Momenti dell'ordinazione Momenti dell'ordinazione
Dall'omelia di mons. Carlo Curis

“Carissimi, sono trascorsi esattamente dieci anni da quando questa nostra comunità parrocchiale isolana ha avuto la grande gioia di assistere all’ordinazione presbiterale di un suo membro, il sempre caro fra Massimo Maria Terrazzoni. La larghezza dell’amore del Signore ci ottiene oggi di celebrare ancora una volta questo mistero di grazia con il sì disponibile del nostro carissimo don Roberto Aversano, il quale intende mettere a disposizione del vangelo l’intera sua esistenza. La provvidenza divina ha disposto che a rinnovare il gesto apostolico dell’imposizione delle mani sul capo dell’ordinato ci fossi io, suo concittadino. Ne sono intensamente felice. Felice di vedere realizzarsi quella continuità ministeriale che da un secolo si verifica nella chiesa maddalenina. Con don Roberto sono, noi siamo, undici i sacerdoti isolani che si sono dedicati all’annuncio della parola di Dio e che hanno servito e servono la diocesi e la chiesa. Voi conoscete già il nostro caro don Roberto. La vostra presenza così numerosa mi dice appunto di quanta stima e di quanto affetto sia circondato. Abbiamo sentito poc’anzi il suo lungo curriculum vitae. Io vorrei aggiungere che don Roberto è un autentico maddalenino, un isolano, che ama il suo e nostro scoglio. È un amante del nostro meraviglioso mare e durante il suo svago preferito della pesca, lui deve avere sentito l’invito del maestro: ‘Vieni, seguimi. Ti farò pescatore di uomini’.
Ed allora il giovane Roberto, coll’ardore della sua giovinezza e dotato di belle qualità di mente e di cuore, intraprese il cammino tracciatogli dal Signore, un camino non facile, un cammino non breve, sino all’affascinante méta di oggi. La chiesa e tutti noi tra poco esulteremo nel salutarlo sacerdote. I primi a rallegrarsene certamente sono i suoi genitori, il padre Pierluigi, la madre Rosanna, i quali partecipi di Dio creatore nella trasmissione della vita lo hanno offerto generosamente al Signore e lo hanno seguito con affetto negli anni della preparazione. Noi li salutiamo con affetto e con riconoscenza. Con essi desidero ringraziare e salutare l’amministratore diocesano reverendissimo Andrea Raffatellu il quale ci onora della sua presenza. Ringrazio e saluto il parroco della nostra parrocchia don Domenico Degortes, i vice parroci don Sandro, don Paolo, e gli altri collaboratori di Moneta e Due Strade. A don Sandro, degente in ospedale, rivolgiamo un augurio affettuoso di pronta guarigione. Saluto gli educatori, i docenti del seminario e delle università. Si sono presi cura della sua formazione spirituale ed intellettuale. Con molto piacere ho visto presente il rettore del seminario di Tempio ed il vice preside della facoltà teologica della Sardegna, il professor Mauro Maria Morfino. Ringrazio inoltre tutti i cari sacerdoti qui convenuti, i seminaristi, i chierici, i religiosi, le religiose, e questa comunità parrocchiale di La Maddalena nel cui grembo si è formata la formazione spirituale del nostro caro don Roberto. Non ultimo un saluto al sindaco della nostra città la cui presenza dice un omaggio al novello sacerdote dell’Isola e altresì un gesto di stima, di rispetto per le istituzioni ecclesiastiche. Infine rivolgo un pensiero, un saluto cordiale a tutte quelle persone, a tutti quei cittadini che ci seguono attraverso radio Arcipelago, partecipano quindi alla nostra stessa gioia ed alle nostre stesse preghiere.
Caro Roberto, tu ricevi l’ordinazione presbiterale nel giorno della festa liturgica del tuo santo patrono, un grande studioso delle cose di Dio, servo fedele alla chiesa, difensore della fede, san Roberto Velarmino, gesuita, vescovo e cardinale. La sua protezione e la protezione della vergine santissima, nostra Madre e regina degli apostoli e di santa Maria Maddalena ti sia di conforto, di sostegno nel cammino sacerdotale che ti auguriamo lungo, sereno e fecondo … Roberto, proprio perché ha sperimento nella sua vita la salvezza di Dio, la sua consolazione, la sua cura amorosa, ora può essere unto, consacrato dallo stesso spirito del Risorto, per annunciare che davvero Dio in Cristo libera, consola, guarisce e dà gioia … Nessuno è scelto e consacrato per sé stesso ma sempre a beneficio della comunità credente … Il dono spirituale che Roberto questa sera riceve viene tutto dall’amore incondizionato del Crocifisso risorto e gli viene dato per la costruzione, nell’amore, di tutta la comunità. A te Roberto, il Signore, che ti ha arricchito di tanti talenti, ti chiede di spenderli, mosso dalla fede, per ogni componente della comunità che sarai chiamato a servire. Ti esorta a dare senza posa, con semplicità, a tutto animare con diligenza, e a compiere ogni opera di misericordia con gioia … ‘Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi’. Di questo amore, Roberto, tu nel battesimo e nell’eucaristia sei diventato partecipe. Ora la madre chiesa ti ordina di esserne testimone e maestro credibile. Se è vero che la specificità dell’amore donatoci dal Cristo è proprio la reciprocità, “Amatevi gli uni gli altri”, non potrai non avvicinarti, da pastore buono, a tutti indistintamente, senza eccezione alcuna. Se l’amore fraterno condiviso è salvezza ed è vita che sottrae alla solitudine ed alla morte, i tuoi stili di vita dovranno essere significativamente evangelici, dovrai porti attento ed impegnato promotore di vita, soprattutto là, dove si attenta alla vita, i ogni sua dimensione, facendoti prossimo di chi non ha prossimo. E se Dio ha scelto di continuare, rimanere tra di noi attraverso la sua parola e il suo amore condiviso, tu, da unto del Signore, porrai attenzione perché la parola dia forma alle tue scelte, così che chi ti incontra possa dire con verità: don Roberto è un vero sacerdote e un vero maestro della parola e nell’amore che egli ci dona noi capiamo che Dio ci visita e Dio è con noi. Carissimo, so che ti affascina uno dei tratti caratteristici della spiritualità di un nostro grande concittadino: il padre Salvatore Vico. ‘Soli Deo onor et gloria’, soltanto a Dio onore e gloria. Con tutta la nostra stima, con tutto il nostro affetto ti auguriamo e preghiamo che lo spirito ti conservi sempre viva quest’ansia apostolica di dare piena gloria a Dio, conformando ogni giorno di più la tua vita a quella del suo figlio che è venuto non per essere servito ma per servire. Con la grazia di Dio sia così”.
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Momenti dell'ordinazione Momenti dell'ordinazione
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