Anno VI
Il Vento n° 132 - 133
1 Ottobre 2005
Centenario nascita: Mons. Capula
Un anno dopo, il 1° marzo 1951, don Capula (che intanto, nel 1949, era diventato ‘Monsignore’ per essere stato nominato cameriere segreto soprannumerario di papa Pio XII) rispondendo ad una lettera del cardinale Bruno, prefetto della Sacra Congregazione del Concilio, con la quale gli si chiedevano dettagliate notizie sulla presenza dei valdesi a La Maddalena, rispondeva: “La chiesa protestante di La Maddalena non ha aumentato la sua attività settaria né è cresciuto il numero degli adepti, anzi, in seguito al decesso della principale e più ricca sostenitrice (Maddalena Cuneo vedova Larco, ndr) del gruppo, ha subito un arresto. Tuttavia il pericolo è sempre latente per la presenza di un nucleo che sa ancora resistere bene ed è fortemente attaccato alle abitudini religiose per superbia e tradizione”. La risposta di mons. Capula rivela l’attenzione particolare con la quale seguiva ancora ‘il problema protestante’. Da allora tuttavia la comunità valdese, principalmente per motivi anagrafici, andò progressivamente assottigliandosi fino quasi ad estinguersi. Nel 1972 mons. Capula salutò con entusiasmo e favorì con impegno l’insediamento a La Maddalena di una base per sommergibili nucleari statunitense. L’entusiastica accoglienza da lui sempre riservata agli americani, fino alla morte avvenuta nell’anno 2000, ha del sorprendente. Infatti, dei circa 3000 americani (tra militari e familiari) che avrebbero dovuto convivere con i circa 12000 maddalenini, almeno il 60% erano di religione protestante (luterani, battisti, metodisti, pentecostali ecc.), assistiti da 2 a volte 3 pastori evangelici. Per molti anni, sebbene non collegata direttamente ed ufficialmente alla Marina Usa, c’è stata anche una continua presenza di predicatori mormoni. Ma tutto questo è un altro capitolo, appartiene alla seconda parte della storia della vita di don Capula.
Claudio Ronchi
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Renzo de Martino Aggiunte al Dizionario Maddalenino
Glossario etimologico comparato e toponimi
a cura di Renzo de Martino
  • Ammàppete: perbacco! accipicchia! Espressione di meraviglia romanesca, secondo il DEI (o, forse, umbra ), da ammappare, eufemismo per ‘ammazzare’, incrociato con ‘accoppare’: cfr. nap. ammàzzete (ammàzzati!).
  • Ancassà: meno male (meno male che). Dal gen. ancoassae ( e ancôn d’assae ) = per buona sorte (Gismondi), fortunatamente ( Frisoni ). Da anca ( diffuso nell’area settentrionale; ancu nel mezzogiorno; anco forma arcaica, forse troncamento di ‘ancora’, lat. hanc horam, poi ‘anche’ come dunca > dunche, ‘dunque’ : « perché se’ vivo anco», Dante, Inf. XVII, 67) + se: anche se.
  • Anchjùa( ancia): acciuga. Gall. anciùa, sic. e campid. anciòva, gen. ant. anciùa (mod. ancióa; cfr. fr. anchois), còrso anchjuva ( È meglio ésse capu d’anchjùa, o di lucertola, che coda di tonnu, Falcucci). Per vucèrtola, vedi bicèrtula nel Diz. Madd.
  • Antru: altro. Còrso cism. antru, oltr. altru ( a Bastia anche astru), gall. altu, sass. althru, tosc. (Pistoia, Livorno) antro, march. andru. Il passaggio del nesso lt a nt (nd) è comune nei dialetti meridionali: sic. ‘salto’ > santu, ‘gelso’ > censu, a Brindisi ‘volta’ vonda, a Parma e Genova ‘molto’ > monto ( madd. monda). «Se questo fenomeno sia da porre in relazione con il muntu [multu(m)?] delle iscrizioni pompeiane, non siamo in grado di affermare: Tuttavia le ragioni fiologiche di questo passaggio non sono chiare» ( G. Rohlfs ).Si potrebbe pensare ad un processo di nasalizzazione per l’accostamento del suono alle coane. La liquida è consonante instabile ed è soggetta a diversi mutamenti: l > gli ( filia > figlia ), ll > ddh ( illum > iddhu ), l > z sonora ( ‘liste’ > ziste, a Scanno nell’ Abruzzo), l > r per rotacismo ( madd. cardu < ‘caldo’; bonif. candera < ‘candela’; a Lucca mìgnoro < ‘mignolo’ ecc.).
  • Arbètta: bietola. Còrso idem: form. da erba + bieta. Gall., invece, cea, dal genov. gea; cfr. spagn. alcega. Abruzz., laz., umbro, romagn. erbetta = ‘prezzemolo’. Quando la vocale pretonica sia seguita dalla liquida r, soprattutto ma non necessariamente, come osserva il Wagner, generalmente si verifica il passaggio di tale vocale ad a: ciarbeddhu, cervello, marcatu, mercato, pardunà, perdonare ecc.; nel gallurese, invece, si ha per lambdacismo il passaggio ad l: malcatu, cialbeddhu, paldunà, ma arimàni (madd. arrimàni: dal lat. heri mane), ‘ieri’ ecc.
(4 – continua)
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Tre giorni CISL con oltre 300 persone
Assemblea Nazionale FNP Cisl a La Maddalena

A. Bottoni, segretario regionale

Per tre giorni (da 20 al 22 settembre) si è tenuto a La Maddalena, nel salone consiliare, il consiglio generale nazionale della F.N.P. Cisl., composto da 197 membri provenienti da tutta Italia. In totale sono giunte in quei guidoni a La Maddalena oltre trecento persone. La tre giorni è stata organizzata dal segretario regionale FNP il maddalenini Alberto Bottoni. Si è parlato di finanziaria, di pensioni, di fondo per non autosufficienti e di molte altre questioni riguardanti problemi generali e problemi specifici dei pensionati e degli anziani. Molti gli intervenuti: da Antonio Uda a Mario Medde a Salvo Manca. Ma la presenza più attesa è stata quella del segretario nazionale della Cisl Savino Pezzotta.

Pezzotta S.

“La Sardegna per il discorso pensioni – detto – è in condizioni peggiori di altre regioni d’Italia. Sostengo che la più grande industria sarda sia l’Inps. Sono circa 300.000 i pensionati dell’Isola che comunque contribuiscono a creare reddito”. Per quanto riguarda La Maddalena Pezzotta ha detto che “La Maddalena non può essere lasciata così,come se niente fosse, occorre reinvestire e trovare nuovi sbocchi, aiutare la gente ad inserirsi in una nuova dimensione economica”. Insomma ma Marina “deve riconvertire, riconvertirsi prima di andarsene: un discorso che vale soprattutto per l’Arsenale”. Per quanto digrada la presenza Usa Pezzotta ha detto che “occorre trovare alternative”. Nel corso dei lavori si è parlato anche di residenze per anziani e di residenze per loro, con la dottoressa Palo Riva. “Sono 7 milioni i pensionati che non raggiungono i 700 euro al mese” ha detto invece Antonio Uda. “Chiederemo al governo di istituire un fondo per non autosufficienti, Sardegna compresa”.
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