Anno VI
Il Vento n° 132 - 133
1 Ottobre 2005
Roberto Aversano è sacerdote
È stato l’arcivescovo di Medeli, il maddalenino mons. Carlo Curis a pronunciare la preghiera consacratoria e ad imporre le mani su don Roberto Aversano, maddalenino, sabato 17 settembre, in una chiesa gremitissima, presente l’amministratore diocesano don Andrea Raffatellu, il parroco di Santa Maria Maddalena don Domenico Degortes, il parroco di Moneta don Andrea Domanski, il parroco del presidio militare di La Maddalena don Paolo di Domenico, il parroco della base Usa di La Maddalena don Mandato, il rettore del seminario di Tempio don Gian Franco Saba, il vice preside della facoltà teologica della Sardegna don Mauro Maria Morfino ed un’altra decina tra parroci e vice parroci della Gallura e dell’Anglona, dei seminaristi, delle suore vincenziane di La Maddalena, delle suore di Padre Vico (maddalenino) e delle celestine. Erano presenti il sindaco Angelo Comiti e l’assessore Gian Franco Dedola. Sia l’ordinazione sacerdotale che la prima Messa, celebrata da don Roberto Aversano domenica 18 settembre, sono state trasmesse in diretta da Radio Arcipelago.
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Meditazione
don Sandro Serreri
Meditazione sulla XXVII domenica del T.O., Anno A
Anche oggi il Vangelo ci parla della Vigna che il Signore edifica per noi. Fa tutto il necessario perché non vi manchi nulla, dopo di che ce la consegna e se ne va, lasciandoci cosi piena libertà nel gestirla. L'unica cosa che domanda è la sua parte di raccolto: di quale raccolto trattasi, visto che si riferisce al Regno di Dio? D'amore, di fede, di speranza e di carità. Se ti do amore spero di ricavarne amore. Non è una pretesa ingiusta, o esagerata. Lo sarebbe se Dio promettesse la vigna solo a coloro che riescono ad amarlo e a fidarsi delle sue promesse. Ma qui è lui che prende l'iniziativa e ci dà la vigna dove stiamo già vivendo da anni. Ci siamo nati! Com'è possibile essere cosi ostili e diffidenti nei confronti di un Dio cosi? Tante volte è proprio il contesto in cui viviamo, le esperienze fatte, a renderci diffidenti, e questo ci rende diffidenti anche nei confronti di Dio. Vivo con la paura che Dio mi voglia togliere qualche cosa, per questo preferisco eliminarlo dalla mia vita. Penso che oggi il Signore, la sua Vigna non la voglia togliere a nessuno, ma c'è chi la rovina o la snobba. E' bello entrare in un paese e trovarvi la chiesa aperta e gente dentro a pregare. Trovarla vuota è già qualcosa, trovarla chiusa, o trasformata in un bar o qualcos'altro, è segno che tutto è finito. Andate in quei paesi e vedrete quanta tristezza e pesantezza c'è. Mi riferisco soprattutto al Nord-Europa. Signore aiutaci a vedere e ha tutelare le nostre ricchezze più vere.
Padre Paul Devreux
Archivio Rubrica: Meditazioni
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Ai mondiali di Anversa
Argento per Jeff
Non finisce mai di stupire Jeff Onorato, non solo come uomo ma anche come atleta. A metà settembre, il già cinquantenne pluricampione di sci nautico si è aggiudicato la medaglia d’argento ai campionati del mondo ‘diversamente abili’ disputasi ad Anversa, ai quali hanno partecipato 62 atleti provenienti da 17 nazioni. A precludere a Jeff la medaglia d’oro è stato oltre all’avversario di sempre, l’olandese Van den Ploeg, un doloroso stiramento alla spalla destra. “Ci riproverò” ha dichiarato il bravo atleta maddalenino al rientro nell’Arcipelago, dichiarandosi comunque soddisfatto della prestazione e della nuova esperienza maturata. Jeff, che gestisce un’affermata scuola di sci nautico presso il ponte di Caprera e sogna da anni un grande centro nautico-sportivo da realizzare in Gallura, era al suo sesto campionato mondiale.
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Pacs: qualcosa di cui in Italia non c'è bisogno
Pubblichiamo una sintesi del discorso del cardinale Camillo Ruini pronunciato il 19 settembre scorso in apertura del Consiglio Permanente della Cei.
Una tematica che ha evidenti indicazioni critiche, sociali e antropologiche, e che nelle ultime settimane ha avuto in Italia grande rilievo mediatico è quella che riguarda le ipotesi e le proposte giuridico-pubblico delle unioni di fatto. In questa materia l'insegnamento della Chiesa è chiaro ed offerto a tutti, perché riguarda la realtà stessa dell'uomo e della donna. Benedetto XVI lo ha riproposto in maniera particolarmente pregnante nel discorso del 6 giugno scorso … “Matrimonio e famiglia non sono una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell' essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui”. E il Papa ha aggiunto: “Il matrimonio come istituzione non è quindi una indebita ingerenza della società o dell'autorità, l'imposizione di una forma al di fuori nella realtà più privata della vita; è invece esigenza intrinseca del patto dell'amore coniugale e della profondità della persona umana. Le varie odierne forme di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere ed il ‘matrimonio di prova’, fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica che si fa passare a torto per vera e liberazione dell'uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo che, inevitabilmente, include la banalizzazione dell’uomo”. Alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso "non possono essere giuridicamente equiparate altre forme di convivenza, né queste possono ricevere, in quanto tali, un riconoscimento legale". Le convivenza o unioni di fatto sono sì in aumento, specialmente tra i giovani, pur restando a livelli decisamente inferiori che in altri paesi, ma esse, oltre ad essere almeno in parte provocate da difficoltà oggettive a dar vita ad una famiglia che potrebbero essere rimosse con pubblici interventi adeguati, non sottintendono automaticamente alcuna richiesta di riconoscimento legale. Al contrario, la grande maggioranza delle unioni tra persone di sesso diverso, si colloca nella previsione di un futuro possibile matrimonio, oppure vuole restare in una posizione di anonimato e assenza di vincoli. Anche le, assai meno numerose, unioni omosessuali non sempre sono alla ricerca di riconoscimenti legali: anzi, molte di loro ne rifuggono per principio e desiderano rimanere un fatto esclusivamente privato. Confermano tutto ciò i numeri davvero minimi delle iscrizioni ai registri delle unioni civili in quei comuni italiani che hanno voluto istituirli. Per quelle unioni che abbiano desiderio o bisogno di dare una protezione giuridica ai rapporti reciproci, esiste anzitutto la strada del diritto comune, assai ampia e adattabile alle diverse situazioni. Qualora emergessero alcune ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, eventuali norme a loro tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma rimanere invece nell'ambito dei diritti e dei doveri delle persone. I Pacs istituiti in Francia, ai quali spesso ci si richiama e, in maniera purtroppo ancora più marcata, varie proposte di legge presentate nel nostro Parlamento, al di là del nome diverso e di altre cautele verbali, sono infatti modellati in buona parte sull'istituto matrimoniale e prefigurano quello che si potrebbe chiamare un ‘piccolo matrimonio’: qualcosa cioè di cui non vi è alcun reale bisogno e che produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano.
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