Anno VI
Il Vento - n° 134
15 Ottobre 2005
Orizzonte Nuovo' Informa
Contributo per acquisto di libri scolastici
Il 30 ottobre scade il termine per la presentazione delle richieste per i contributi relativi all’acquisto dei libri scolastici per le scuole medie e superiori per l’anno scolastico 2005-2006. Ne hanno diritto le famiglie con un reddito ISEE inferiore a 10.650 euro: ricordiamo che il reddito ISEE è normalmente inferiore al reddito fiscale in quanto prende in considerazione il carico familiare (per capirci, con un reddito fiscale di 15.000 Euro potrebbe risultare un reddito ISEE inferiore a 10.00 Euro), e che la certificazione ISEE viene rilasciata gratuitamente ed immediatamente in qualunque centro di assistenza fiscale CAF (vedi organizzazioni sindacali). I moduli per le richieste dei contributi sono reperibili presso gli Istituti scolastici, la domanda va presentata al Comune.
Contributo per le spese scolastiche 2004-2005
Il 30 ottobre scade il termine per la presentazione delle richieste per i contributi relativi alle spese sostenute per l’anno scolastico 2004-2005 (impropriamente conosciuta come “Borsa di studio”). Si tratta delle spese vive certificate con riscontro relative a viaggi (ad esempio traghetti), gite scolastiche di istruzione, mensa. Ne hanno diritto le famiglie con un reddito ISEE inferiore a 10.650 euro (vedi sopra).
Piani personalizzati per disabili Legge 162
La giunta regionale ha prorogato al 21 ottobre i termini per la presentazione dei piani personalizzati per disabili secondo legge 162 da parte delle amministrazioni comunali.
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associazionisolane
a cura di Gian Luca Moro
Il Caleidoscoppio
Il gruppo teatrale Caleidoscoppio opera ormai da diversi anni nella vita culturale maddalenina; suo responsabile ed anima è Tony Frau, con il quale parliamo delle attività e delle prospettive dell’associazione. “La prima idea di un gruppo teatrale nacque quando ero assessore – inizia Frau; organizzammo delle letture animate di determinati testi. Col tempo poi ci occupammo di pagine di letteratura che riguardavano La Maddalena, iniziativa che ebbe un buon successo. Nel 2004 poi rappresentammo il “Miracolo del principe”, con uno spettacolo composto di scenette originali che fungevano da preambolo alla lettura del vero e proprio testo teatrale. Grazie all’Università della Terza Età si è riuscito a istituzionalizzare tutte queste esperienze, creando un vero e proprio gruppo di lavoro, guidato dal sottoscritto, utilizzando i ricordi e le conoscenze acquisite in numerosi stages frequentati negli anni fiorentini, stages tenuti da Barba, Rostagno e Ugo Chiti, tutti registi di valore. Pertanto con l’Ute abbiamo programmato un corso che si è occupato di prossemica (individuazione dello spazio scenico), comportamentistica, mimo, improvvisazione ed eufonia. E’ nato così un gruppo di una trentina di persone, in gran parte donne, in netta maggioranza maddalenine ma anche forestiere. La compagnia si è ben integrata e ha dato grandi soddisfazioni. Inizialmente ci siamo cimentati in un piccolo spettacolo, “Il matrimonio dei pesci”, un testo anonimo, risultato di una filastrocca in maddalenino trasmessa oralmente. In seguito ci siamo posti un obiettivo un po’ più ambizioso, lavorando sugli Esercizi di stile di Queneau, un testo che abbiamo adattato e rappresentato per due volte all’Artiglieria. Il 2005, invece, ci ha visto impegnati su Laura Betti e Stefano Benni, un lavoro messo in scena anche a Tegge dove, malgrado un tempo pessimo, abbiamo ottenuto un buon successo di pubblico e critica. Sempre quest’anno, presso la Parrocchia Militare, abbiamo allestito uno spettacolo intitolato “Le candele della vita”. Attualmente ci stiamo impegnando a realizzare una riduzione di Pinocchio”. Un accenno finale alle strutture in uso e alle sensazioni derivanti dall’essere, almeno alcune volte, attore. “Per le strutture utilizziamo gli spazi concessici dalla banda Garibaldi all’Artiglieria; inizialmente, quando fra noi c’era Laura Bucci, la cui perdita è stata davvero pesante e alla quale rivolgiamo un sentito pensiero, usavamo gli spazi del 118. Certamente sono tutte strutture precarie, ma di queste dobbiamo accontentarci. Per gli spettacoli invece dobbiamo ringraziare tutti gli sponsor. Le sensazioni, invece, sono positive; recitare è bellissimo e tutti noi ne siamo entusiasti. Il nostro è un laboratorio dove ciascuno dà le proprie idee; davvero speriamo che questo entusiasmo non ci abbandoni mai”.
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Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Il Piano di Emergenza
Essendo stato reso pubblico il Piano di emergenza per il caso di incidente nucleare, riprendiamo le spiegazioni ed i commenti su questo argomento. Abbiamo pensato di dividere gli interventi in due fasi: in una prima fase descriviamo il Piano tale e quale, mentre posticipiamo i commenti ad una seconda fase. Occorre una premessa: il Piano è voluminoso (247 pagine) e utilizza linguaggio e tabelle tecniche di non facile comprensione per il pubblico, pertanto, validità o meno del contenuto, condivido il consiglio di non acquistarlo e di non impegnarsi a comprenderlo, secondo me vi confondereste le idee. Cercherò qui di riportarlo alle linee essenziali. Il Piano è emesso dal Prefetto ed è destinato a 29 Enti amministrativi (Ministeri, Regione, Comuni, ASL, etc.) tutti poi coinvolti per competenza. Si arriva a pagina 10 per averne una descrizione: si propone lo scopo di salvaguardare l’incolumità delle persone interessate dai pericoli delle radiazioni derivanti da eventuali incidenti ad un sommergibile. Si precisa poi che il rilevamento della fuoriuscita radioattiva è effettuato con due reti, una del PMP- ASL 1 di Sassari ed un’altra della Marina Militare Italiana gestita dalla Capitaneria di Porto. Il Piano ha come presupposto il Piano operativo della Marina Militare Italiana (che resta segreto) secondo il quale in caso di incidente a sommergibile con fuoriuscita di sostanze radioattive la Marina sovrintende all’allontanamento dell’unità sinistrata mediante rimorchiatori USA idonei allo scopo, preferibilmente a Est in caso di condizioni di mare non ostative, ad ovest negli altri casi. A pagina 12 viene descritto l’incidente di riferimento, una fusione generalizzata ed istantanea del combustibile nucleare, alla quale segue il rilascio all’ambiente di una nube radioattiva che contamina l’atmosfera e le superfici con le quali viene a contatto. È ciò che si chiama la “fusione del nocciolo” già avvenuta a Chernobyl nel 1986 per un reattore molto più potente. Nella sequenza descritta a pagina 12 è ipotizzato che il sottomarino resti fermo per tutta la durata del rilascio radioattivo: in questa ipotesi i valori di dosi da irraggiamento esterno calcolati più elevati in assoluto risultano essere quelli relativi alle dosi alla tiroide per i lattanti. Risultano peraltro considerevoli anche i valori delle dosi per tutte le classi di età (lattanti, bambini, adulti). È come dire che in caso di fusione del nocciolo e con il sottomarino fermo a S, Stefano, considerando la potenza del reattore e quindi la quantità di combustibile fissile presente, assumendo che una certa percentuale di questo fuoriesca, si calcola che la popolazione dell’isola, tutta, assume dosi considerevoli di radiazioni (come specificato in Allegato 1). Quindi nella successiva pagina 13 si comincia a parlare della capacità di operare un allontanamento dell’unità sinistrata, che dovrà avvenire entro un’ora, alla velocità non inferiore a tre nodi, fino a raggiungere una distanza di sicurezza pari a 10 km. In questo caso, di allontanamento del sottomarino, le zone della costa potrebbero risultare le più colpite, e potrebbe essere previsto un provvedimento di allontanamento temporaneo della popolazione presente. Si dovrà in generale prevedere l’avvertimento di tutte le persone interessate al rilascio, cioè quelle sottovento, affinché restino al chiuso per il tempo necessario. Prima indicazione per tutti: un “avvertimento” di stare al chiuso.
(1 - continua)
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