Anno VI
Il Vento - n° 135
1 Novembre 2005
Tanti i visitatori
2 novembre al Cimitero

Un momento della Messa

Il primo novembre, festività dei santi, ed il 2 novembre, giornata di commemorazione dei defunti, sono stati moltissimi i cittadini che si sono recati a rendere omaggio ai loro morti nei tanti cimiteri della Gallura, compresi anche quelli semi abbandonanti delle campagne. I fiori, come di consueto, hanno accompagnato i vivi in visita alle tombe dei defunti. Molti anche i maddalenini che si sono recati nel civico cimitero isolano, ora in fase di ampliamento, con la realizzazione di nuovi indispensabili luculi, della nuova camera mortuaria e addirittura del forno crematorio. Il 2 mattina alle ore 11 davanti alla chiesa del cimitero è stata celebrata la solenne Messa in suffragio di tutti i defunti. È stata una concelebrazione, alla quale hanno partecipato don Andrea Domanski che ha presieduto, don Domenico Degortes, don Paolo Di Domenico, don Mandato, rispettivamente parroci di Moneta, Santa Maria Maddalena, della chiesa militare italiana e di quella americana. Hanno concelebrato anche in vicari don Sandro Serreri e don Paolo Piras. Erano numerosissimi i presenti, disposti nel lungo viale del cimitero e nei due campi laterali (un tempo quasi abbandonati, quando la maggior parte dei deceduti venivano sepolti o nelle tombe di famiglia o nei tiretti, oggi invece, i campi laterali, con un ritorno all’antico, quasi stracolmi di sepolture sotto terra). C’erano anche praticamente tutte le autorità dell’Arcipelago: il sindaco Angelo Comiti, il comandante del presidio militare Fabrizio Filippi, il comandante della Nsa e della 22° Squadriglia sommergibili Gregory Billy, il vice sindaco Michele Secci, i comandanti locali della capitaneria di porto, della guardia di finanza, carabinieri, vigili urbani e forestale. Al termine della Messa si è svolta una breve cerimonia presso il sacrario militare.
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Ammodernare la rete di controllo
Berlusconi o Soru, caccino i soldi

Berlusconi e Soru

“Abbiamo bisogno di un aggiornamento tecnologico dell’intera rete di monitoraggio”. Sono queste le parole che Floriana Manca, direttrice del centro di controllo della radioattività ambientale della Ricciolina, ha pronunciato il 14 ottobre scorso, davanti alla commissione senatoriale ambiente, in visita a La Maddalena, guidata dal presidente Novi. La Manca, confermando l’inesistenza attuale di inquinamento radioattivo, ha fatto presente che le centraline per il controllo dell’aria hanno una componentistica risalente al 1975, e che quella di piazza Comando è inattiva dal 2003. Per quanto riguarda le centraline di controllo dell’acqua, sono state installate nel 1980 e revisionate nel 1995. La componentistica però non è più reperibile. Il centro di controllo della Ricciolina ha invece goduto di un adeguamento tecnologico nel 2005. In conclusione è necessario l’ammodernamento e l’aggiornamento tecnologico delle centraline, il potenziamento della rete con altre due nuove. Il tutto per la non impossibile cifra di 300 mila euro. Chi li finanzierà? Il presidente Berlusconi (di centro-destra) o il governatore Soru (di centro-sinistra)? Il primo avrebbe il dovere di farlo, considerato che la presenza Usa rientra in un accordo tra Stati. Ma anche il secondo non ha meno doveri visto che centraline e rete di controllo dipendono dalle Asl e queste sono di competenza regionale. Al di là delle chiacchiere, delle enunciazioni di principio e delle aspirazioni a lungo respiro, non è forse questo che, nel frattempo, serve urgentemente?
C.R.
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Il ministro Buttiglione
Visitato solo uno dei tre musei cittadini
Per un paio d’ore a La Maddalena, al Museo garibaldino di Caprera, per verificare di persona la situazione ed assicurare che “Lo Stato di impegnerà a fondo per rendere più dignitoso il Museo, il giardino storico e la tomba del Generale”, anche in previsione delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi nel luglio 2007, che vedrà Caprera al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale. Preannunciato da un laconico comunicato stampa il ministro Rocco Buttiglione ha “pensato bene” di non comunicare la propria visita al sindaco di La Maddalena il quale è rimasto incravattato in Municipio, pur pronto a muoversi alla prima telefonata, mai arrivata. Peccato per Buttiglione il quale, se si fosse fermato anche a pranzo, avrebbe potuto avere la possibilità di visitare, lui ministro dei beni culturali anche il museo navale e soprattutto il sempre più visitato museo diocesano di via Barone Manno, col famoso crocifisso di Nelson. Peccato. Sarà per un’altra volta.
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Museo Diocesano
Nelson in carne ed ossa
Alto, biondo, con gli occhi azzurri. È sir Henry Walpole Nelson, 27 anni, che il 28 agosto scorso ha visitato, accompagnato dalla fidanzata, il Museo Diocesano di via Barone Manno. Discendente per sesta generazione del più celebre ammiraglio, il rampollo di casa Nelson - che nella vita è uomo d’affari - si è interessato non poco al crocifisso ed ai candelieri donati duecento anni fa alla parrocchia di Santa Maria Maddalena dal suo eroico avo, del quale, come altri discendi della famiglia, e tanti altri inglesi, ne studia ed approfondisce la storia e ne perpetua il ‘culto’. Sir Henry Walpole Nelson è tra l’altro impegnato a Wotteston Hall, nei pressi di Norwich, col padre Paul, nella gestione della casa-museo dell’illustre antenato. Tra il 2004 ed il 2005 sono stati oltre 300 i visitatori inglesi, molti dei quali giunti a La Maddalena, appositamente, per ammirare i cimeli d’argento. E per i primi di novembre è attesa addirittura una nave da crociera (che però farà scalo ad Olbia) i cui passeggeri stanno percorrendo le tappe ed i porti degli ultimi viaggi di Orazio Nelson. Il Museo Diocesano di La Maddalena, grazie alla sensibilità, lungimiranza ed impegno, anche economico di don Degortes e la passione e le indubbie capacità di gestione e di pubblicizzazione delle sorelle Bianco, è ormai una realtà in crescita costante, un elemento caratterizzante e qualificante della cultura isolana, non ripiegato su sé stesso ma decisamente sempre più proiettato verso l’apprezzamento nazionale e internazionale.
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