Anno VI
Il Vento - n° 135
1 Novembre 2005
Si fa presto a dire turismo

La stagione estiva appena trascorsa non sarà certamente inserita nel guinnes dei primati. A parte agosto, e solo agosto, comunque non esaltante, complessivamente non è da annoverare tra le migliori, anzi. Basta chiederlo ad alberghi, residence, ristoranti, pizzerie, bar, commercianti, proprietari di appartamenti e mini appartamenti, barcaioli, rimessaggi e tanti altri. L’inverno sarà lungo, sussurrano preoccupati in molti, più lungo dell’ultimo passato. Urge incrementare di presenze il trimestre estivo (luglio, agosto, settembre) e sviluppare adeguatamente quello autunnale e primaverile. Necessitano alberghi, porti, collegamenti, infrastrutture, promozione, mentalità, tanta voglia di lavorare, inventare, professionalizzarsi. E scusate se è poco!
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Meditazione sulla XXXII domenica del T.O., Anno A
don Sandro Serreri
“Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25, 13).
Questo insegnamento di Gesù fa parte del grande discorso escatologico (cfr. Mt 24-25), sugli ultimi tempi, suscitato dalla domanda dei discepoli: “Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo” (Mt 24, 3b). Gesù, utilizzando il linguaggio che fu tipico dei profeti apocalittici (Ezechiele e Daniele), nella parabola del fico consiglia la vigilanza: “Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (24, 42); “Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà” (24, 44). Consiglio che rafforza con le successive parabole del servo (cfr. 24, 45-51) e delle dieci vergini (cfr. 25, 1-13). Il discorso termina con il giudizio finale (cfr. 25, 31-46), che, veramente, “impone” la vigilanza come naturale comportamento spirituale del discepolo. Per questo, il cristiano deve saper utilizzare al meglio i talenti affidati. Ecco, perché tra la parabola delle dieci vergini e il giudizio finale, c’è la parabola dei talenti. A chiunque, nella speranza, attenda la venuta del Cristo, è richiesto un impegno costante nella messa in pratica dell’annuncio evangelico durante la vita quotidiana. Si tratta di saper vivere come se la venuta del Signore sia ormai imminente. Non bisogna lasciarsi sorprendere. Il giovane beato Pier Giorgio Frassati (Torino 1901-1925) è stato un grande testimone del consiglio evangelico della vigilanza. Infatti, alla luce di questo, ha vissuto dando a tutte le realtà terrestri e materiali il giusto valore senza mai lasciarsi vincolare e distrarre da nessun bene umano. Il suo esempio eroico rappresenta la possibilità reale di poter vivere nel mondo guardando instancabilmente verso l’alto. E’ necessario, pertanto, considerare relative tutte le realtà terrestri, materiali, umane, affinché queste, pur usandole, non diventino motivo di distrazione. Il segreto, allora, sarà quello di vivere alla presenza del Signore, senza per questo disprezzare e trascurare il mondo con tutte le sue realtà che, pur facenti parte della nostra vita, sono da noi considerate di passaggio e non permanenti e definitive. Di permanente e definitivo, lo crediamo e speriamo nella vigilanza, ci sarà solo questo giudizio: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo” (25, 34b).
Archivio Rubrica: Meditazioni
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Consumo in crescita a La Maddalena?
Cocaina “amore mio”
I dati nazionali sono sempre più allarmanti per quanto riguarda il fenomeno (tutto negativo) del consumo di cocaina. E non solo perché recentemente attori più o meno noti e rampolli di insigni famiglie sono stati scoperti quali consumatori abituali. Il dato è che in Italia il consumo di questa droga ‘pulita’ si sta sempre più diffondendo sebbene il fenomeno sia poco appariscente, non solo perché interessa classi di persone che per ottenerla non devono andare rubare (almeno nel senso tradizionale del termine), e quindi c’è poco allarme sociale, ma anche perché il cocainomane piuttosto che l’eroinomane (quello che si buca) difficilmente lo si vede sballato per strada o disfatto su una panchina. Probabilmente anche per questo la droga bianca, quella dei ricchi o comunque di chi di euro in tasca un poco ne ha, si nota di meno, è più discreta, meno palpabile ed individuabile. E forse anche per questo, a La Maddalena, interpellati alcuni tra i più esperti conoscitori dell’inquietante mondo della droga, precisamente il medico nonché assessore alla sanità ed assistenza sociale Michele Secci e i volontari del centro di ascolto il Delfino, ci hanno risposto che il fenomeno nell’Arcipelago è assolutamente modesto, comunque legato ad ambienti molto ristretti. Altri indicatori ci dicono che le lancette del fenomeno sarebbero in rialzo ed il consumo di cocaina a La Maddalena, anche per la maggiore accessibilità dei costi, sarebbe uscito dagli ambienti e dalle tradizionali cerchie per espandersi tra nuovi ‘estimatori’ meno benestanti e più giovani, ignari dei suoi effetti devastanti e invece attratti dagli effetti eccitanti (nel lavoro, nello studio, nel sesso) quasi onnipotenti. Le conseguenze poi sono l’aberrante stato di prostrazione, ossessione e dipendenza di quando si è in astinenza. Il mercato della cocaina sembrerebbe purtroppo in crescita e le cronache dei giorni scorsi parlano del sequestro in Sardegna di diversi chili di stupefacenti che sarebbero stati acquistati da una banda, in mezzo al mare, in un punto delle Bocche di Bonifacio, trasbordate con un motoscafo da una nave che faceva rotta verso la Corsica, poi sbarcati in un porticciolo turistico del nord Sardegna.
Claudio Ronchi
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Halloween: ci vuole ben altro!
Il placido fiume del buon senso scorre, fortunatamente, tra chi esalta la festa di Halloween e chi la demonizza, tra chi si butta a capofitto nei suoi rituali macabro-commerciali e chi teme che tutto porti all’ulteriore scristianizzazione delle nostre comunità. Rassereniamoci! Ci vuole ben altro che questa coda di carnevale, con tema macabro imposto (non ci si maschera come si vuole ma da streghe, scheletri ed affini), per giustificare la progressiva secolarizzazione della nostra società, ed il venir meno del senso del sacro che le passate generazioni hanno trasmesso a quelle che, oggi, a loro volta, non sono in grado di trasmettere ai propri figli e nipoti. Si ha ben da dire (qualcuno anche da sbraitare) che l’americana festa di Halloween soppianta ‘i morti morti’. Ma quanti nonni, quanti genitori maddalenini, in questi giorni, hanno accompagnato i loro nipoti e i loro figli al Cimitero, a recitare una preghiera sulla tomba dei cari che non ci sono più, e a far comprendere loro che la vita, quella vera, indissolubilmente legata alla morte, va ben oltre il cellulare, internet, come pure “dolcetti, scherzetti e collane di castagne”?
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