Anno VI
Il Vento - n° 135
1 Novembre 2005
Orizzonte Nuovo' Informa
Arrivano 157.838 Euro per i servizi sociali.
Sarebbe un buona notizia, in realtà attesa e dovuta: infatti la Regione Sardegna con Delibera N. 43/5 del 13 Settembre 2005 ha stabilito il trasferimento ai Comuni delle risorse da assegnare ai servizi socio-assistenziali, per riequilibrio finanziario: al Comune de La Maddalena sono assegnati 157.838 Euro da aggiungere allo stanziamento iniziale di 415.455 Euro, per un totale quindi di 573.350. A questa cifra si arriva considerando che vengono attribuiti 50 Euro pro capite per ciascun residente e che noi siamo 11.467 residenti al 31 Dicembre 2004. Almeno i numeri sono chiari: non è chiaro cosa si possa realizzare con una cifra così modesta: i Comuni che hanno più possibilità integrano questa cifra con fondi propri, chi non ha possibilità non integra e tira la cinghia.
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Associazioni Isolane
a cura di Gian Luca Moro
Italia Nostra
Quest’anno ha festeggiato, con il presidente della Repubblica Ciampi al Quirinale, i cinquant’anni di attività. Parliamo di Italia Nostra, l’associazione ambientalista che opera a La Maddalena dalla fine degli anni Settanta e che è guidata con passione e impegno da Lucia Spanu. Con lei cerchiamo di capire meglio le finalità dell’associazione e ripercorriamo i risultati ottenuti negli anni. “Italia Nostra – inizia Lucia Spanu – agisce parallelamente in due campi, la conservazione del territorio e la conservazione della cultura, cercando di tutelare il primo e valorizzare la seconda con il recupero delle tradizioni locali. Ritengo che il nostro compito principale sia sensibilizzare i ragazzi delle scuole, perché i giovani sono il nostro futuro e su di essi dobbiamo investire, cercando di suscitare in loro gli strumenti per imparare a difendere il territorio, capire il paesaggio e conoscere gli abusi edilizi. Negli anni abbiamo ottenuto davvero delle grandi vittorie, cercando di essere movimento di opinione, fungendo un po’ da volano sì da far smuovere l’opinione pubblica, portandola sulle nostre idee. Ricordo con piacere soprattutto la straordinaria raccolta di oltre settemila firme per fermare lo sciagurato tentativo di costruire nelle isole dell’arcipelago”. Estendiamo il discorso agli attuali problemi del nostro territorio. “I casi difficili, se possibile, sono ancora maggiori, perché i tentativi di violentare la nostra terra sono più diffusi, più difficili da controllare; ci sono i condoni e le sanatorie che legalizzano gli abusi. Anche il problema dei rifiuti va’ affrontato educando le giovani generazioni ad amare il posto dove sono nate e dove vivono. Bisogna sconfiggere l’egoismo che è dentro di noi, capire che siamo inseriti in una collegialità, cercare di creare quel senso di appartenenza che purtroppo noi maddalenini non abbiamo. Dobbiamo imparare a voler bene alla nostra isola”. Un doveroso accenno alla base americana. “Su questo punto Italia Nostra – prosegue la Spanu – ha una posizione chiara. Noi isolani dobbiamo gestire a pieno il nostro territorio; se ci riduciamo ad essere una base di forze armate, la nostra libertà di scelta finisce. Se poi davvero esiste un rischio ambientale, per noi il problema non si pone: la base americana non può sussistere. Spero solo che la raccolta di firma in atto, per chiederne l’allontanamento, sia una raccolta che superi le appartenenze ai partiti e divenga un vero movimento di opinione popolare”. E concludiamo con un accenno all’ultima fatica editoriale di Italia Nostra, presentata nel salone consiliare il 29 ottobre scorso. “E’ la storia dei maddalenini che hanno lavorato al gruppo NUL – conclude Lucia Spanu. E’ un tentativo di raccontare la storia degli isolani e delle loro famiglie, perché a La Maddalena non si deve parlare solo di Garibaldi o di Nelson. Bisogna porre l’accento sulle generazioni di isolani che hanno vissuto e amato questo meraviglioso angolo di paradiso che dobbiamo difendere. La storia è anche di noi maddalenini”.
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Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Il Piano di Emergenza
In caso di incidente nucleare il Comandante del sottomarino U. S. Navy avverte Marisardegna di Cagliari, che a sua volta avverte il Prefetto di Sassari, oppure se il rilascio è rilevato dalla rete Marina Militare Capitaneria questa avverte Mariscuole La Maddalena e Marisardegna Cagliari che a loro volta avvertono il Prefetto, oppure se il rilascio è rilevato dal PMP ASL 1 questo avverte il Prefetto. È il Prefetto che dichiara l’emergenza, dopodichè il Piano si attua automaticamente. Il Sindaco è avvertito dal Prefetto. A questo punto il Piano dà per scontato l’allontanamento del sottomarino ed io ho difficoltà a spiegare gli interventi da attuarsi descritti da pagina 17 (numerata 8), per la genericità e le contraddizioni degli stessi: il primo punto prevede la chiusura della zona potenzialmente pericolosa con divieto di ingresso in essa, in pratica a La Maddalena e Palau ci troveremmo dentro una cintura, chi è fuori non può entrare e viene fermato ai posti di blocco di Aglientu, Arzachena e Luogosanto, poi, al punto 8, troviamo gli abitanti dei centri di La Maddalena e Palau saranno invitati a rimanere nei posti chiusi, sgombero degli abitanti di Capo d’Orso nel caso di rotta Est, al punto 9 l’invito agli abitanti di Palau di stare al chiuso in caso di rotta Ovest (ma non erano già al chiuso?), al punto 11 l’allontanamento delle persone dal litorale dell’isola di Caprera e degli altri litorali lungo la rotta seguita dall’unità (non si citano Stagnali, Palau, Porto Rafael). Gli altri 12 interventi da attuarsi prevedono che la Polizia Municipale regoli il traffico(punto5), che la ASL istituisca posti di controllo sanitario e di decontaminazione (punto 6), che i Sindaci di Palau ed Arzachena, ma non de La Maddalena, curino la distribuzione di viveri, acqua e vestiario (punto 12) e così via. Non inseguirei i dettagli di questi interventi, in quanto si tratta di un programma in generale ed attualmente non esiste nessuna struttura già organizzata: alla fine i 29 organismi citati ( dal Sindaco al 2° Comando delle Forze Armate di San Giorgio a Cremano) dovrebbero organizzarsi e dirci quello che dovremmo attenderci. Per il momento memorizziamo che in caso di emergenza saremmo dentro una cintura chiusa agli ingressi, saremmo invitati a restare al chiuso e che i litorali di Caprera verrebbero sgomberati. Saltiamo a pagina 21 per parlare di informazione: vengono richiamate le disposizioni di legge riguardanti l’obbligo dell’informazione alla popolazione, finora esplicitamente vietata, e viene previsto un programma di informazione preventiva che comprende l’età scolastica e l’età adulta, così come il personale medico di base. In caso di emergenza infine l’informazione è divulgata dal Prefetto, con comunicati ufficiali attraverso radio, TV e stampa. Da pagina 24 vengono descritte le procedure operative degli organismi coinvolti: a pagina 26 (numerata 16) Marisardegna di Cagliari ordina l’attivazione della Stazione di Decontaminazione di Mariscuola, per il personale che ha stazionato nella zona prospiciente l’ormeggio dell’unità. È da sottolineare che questa Stazione logicamente non è destinata alla popolazione ma agli operativi degli interventi di emergenza. In mezza pagina (numerata 24) vengono descritte le procedure di intervento del PMP per il monitoraggio della radioattività: sarebbe il compito principale in caso di incidente ma non riesco a dirvi niente perché non c’è scritto niente, nemmeno un’indicazione dei numeri e delle norme di riferimento.
(2- continua)
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