Anno VI
Il Vento - n° 136
15 Novembre 2005
Caritas maddalenina
In prima linea contro l’indigenza

Ginetta Serra

“Confidiamo nella collaborazione del Comune e dei Servizi sociali. Per ora ci stiamo reggendo da soli ma auspichiamo il loro sostegno, e qualche contatto è già avviato.” Con queste parole piene di speranza, don Domenico Degortes, parroco di Santa Maria Maddalena, parla del presente e del futuro della Caritas maddalenina, una struttura, una macchina per fare del bene, in funzione da 5 anni e che ha bisogno di sostegno economico ma anche morale. È la Parrocchia a sostenere le spese della luce e dell’acqua, e della lavanderia. La situazione è seria, dunque, e i bisogni sono tanti. Due le case a disposizione per un totale di 8 posti letto, disponibili per persone che sono prive di occupazione e che spesso, essendo malate, un lavoro non possono neppure cercarlo. Qualcuno è senza una famiglia, o non è in grado di badare a se stesso. Ora si attende di rimettere in piedi una casa del quartiere di Due strade, con circa 20 posti letto disponibili per chi ne ha bisogno “anche se i lavori di ristrutturazione, di tanto in tanto si fermano, per mancanza di denaro.” Sono circa 25 gli ospiti che si sono avvicendati in questi anni, nelle case della Caritas. Qualcuno viene anche da Scala di ferro. Dal palazzo che era stato fatto sgombrare perché pericolante. Qualcun altro, ci trascorre solo un breve periodo di tempo, in attesa di trovare un lavoro, come gli extracomunitari. “Perché la situazione delle persone senza tetto è seria” dice il Parroco. Che spesso insieme ai 10 volontari della Caritas, di cui solo 2 sono uomini, deve affrontare delle vere e proprie emergenze. Come quella che si è presentata ai primi di novembre quando un ospite che “avrebbe bisogno di tutt’altra struttura per essere assistito, visto che è gravemente malato - dice Ginetta Serra, coordinatrice responsabile dei volontari - si è sentito male. La porta della sua stanza era chiusa dall’interno. Nessuno poteva aprirla. È stato perciò necessario l’intervento dei Vigili del fuoco che hanno dovuto buttare giù il portone, per portare il malato all’ospedale”. Una situazione abbastanza grave, quest’ultima, che avrebbe bisogno del sostegno e dell’intervento delle istituzioni. In più, gli ospiti, non sempre vanno nelle case della Caritas solo per trascorrervi soltanto la notte, ma ci stanno anche parte della giornata, perché altrimenti non saprebbero dove andare. Qui trovano anche pasti da consumare frutto di donazioni. “Ma la carità non è sufficiente - dice la responsabile Serra - occorre creare qualcosa di stabile, di concreto, per queste persone”.
Alessandra Deleuchi
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Il nuovo segretario generale
È la dottoressa Anna Maria Congiu il nuovo segretario generale del comune di La Maddalena. È subentrata al dott. Alberto Pinna, andato in pensione alla fine dell’estate. Di Domusdemaria, la dottoressa Congiu ha preso servizio il 1° settembre scorso. Funzionario di grande esperienza, proviene dal comune di Iglesias, centro popoloso e complesso, con problematiche particolari sebbene diverse da quelle di La Maddalena. Buon Lavoro!
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In morte di mons. Salvatore Suzzarellu
Nel pomeriggio di giovedì 10 novembre (mons. Capula avrebbe compiuto 101 anni, essendo nato il 10 novembre 1904), a Castelsardo, sua città natale, è morto alla età di 83 anni mons. Salvatore Suzzarellu. Era nato il 1° febbraio 1922 da Domenico e Maria Antonia Capula, sorella di mons. Capula. Aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Tempio Pausania il 12 agosto 1945 dal vescovo mons. Albino Morera. Dopo essere stato Delegato vescovile e Vicario capitolare della diocesi di Ampurias negli anni 1950-1972, il 1° settembre 1974 fu nominato dalla Conferenza Episcopale Sarda Rettore del Pontificio Seminario Regionale Sardo, carica che esercitò sino al 1981. In oltre, è stato Vicario generale della diocesi di Tempio-Ampurias (insieme a mons. Mario Careddu) dal 1986 sino alla nomina di don Andrea Raffatellu ad unico Vicario generale della diocesi. Sacerdote teologo univa ad una cultura non comune una spiritualità solida e carismatica frutto di una sensibilità interiore che lo portò ad essere sicura e forte guida spirituale di tante anime. Nell’Isola si recava e dimorava spesso e volentieri per via di certi forti legami di parentela. Forte, infatti, fu il legame affettivo che lo unì alla zia Agostina, sorella di Monsignore. In oltre, veniva a La Maddalena per fare visita alla sorella Maria, che per molti anni condivise l’abitazione e il servizio delle zie Agostina e Anna Maria. Nell’Isola predicò diversi ritiri spirituali (ognuno della durata di tre giorni) tra gli anni ’50 e ’60 invitato, solitamente, dall’Azione Cattolica parrocchiale. Luigi Gedda, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, fondatore della “Società Operaia”, dietro suggerimento di monsignor Capula e di alcuni “operai” del “Getsemani”, lo volle predicatore degli esercizi spirituali aventi come tema: “I Sacramenti”, a Casale Corte Cerro (Novara). Dopo la morte delle care zie e l’avanzare dell’età, la sua presenza a La Maddalena si fece sempre più rara. Comunque, molti maddalenini ancor oggi lo ricordano nelle sue qualità eccellenti di predicare, confessore, direttore spirituale. Era – senza correre il rischio di scrivere parole retoriche – una delle figure più significative ed eminenti del presbiterio di Tempio-Ampurias. Di lui sarà molto difficile dimenticare il tratto umile, quasi schivo, che caratterizzava il suo modo di relazionarsi con tutti, specialmente con i giovani sacerdoti. Per questo è stato e sarà modello da imitare nella spiritualità sacerdotale, nella vita pastorale, nel servizio alla Chiesa e nell’amore per le anime. Di lui conserveremo un ricordo misto di gratitudine e di forte incoraggiamento per il futuro.
Don Sandro Serreri
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Il campo del Delfino?
Che fine ha fatto il campo del Delfino? Realizzato dagli americani negli anni Ottanta, tra alterne vicende è stato impiegato per il baseball, il calcio, l’aeromodellismo, il motocross, come area per giostre, area per circhi. Due estati fa venne impiegato come stazione dei bus (quando Caprera fu chiusa al traffico veicolare). Ed ora? Questa vasta area, oltretutto porta d’ingresso di quell’angolo di paradiso che è l’Isuleddu, non meriterebbe una destinazione migliore dell’attuale?
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