Anno VI
Il Vento - n° 136
15 Novembre 2005
Orizzonte Nuovo' Informa
Occorrerebbe spiegare
I numeri relativi ai Progetti obiettivo per il 2005 per il nostro Comune non sono entusiasmanti: occorrerebbe una spiegazione, che probabilmente esiste presso gli addetti ai lavori e che al momento sfugge. Di che si tratta? I Progetti obiettivo vengono presentati annualmente alla Regione nel Piano socio-assistenziale del Comune: ad esempio possono riguardare progetti di Affidamento familiare con sostegno educativo, Attività ricreative anziani, Servizio trasporto portatori handicap, Progetto adolescenti: prevenzione e aiuto alle difficoltà, Assistenza domiciliare integrata, Informagiovani, solo per citarne alcuni. Per quanto attiene l’erogazione dei finanziamenti la Regione Sardegna ha stabilito per il 2005 che, al fine di valorizzare gli sforzi dei Comuni nel progettare in modo congiunto, i progetti presentati in associazione saranno finanziati all’85% della somma ammessa, mentre quelli presentati da singoli comuni al 65%. Con delibera 52/7 del 9.11.2005 la Regione ha erogato finanziamenti per 11.890.118 Euro totali: per il nostro Comune sono destinati 26.507 euro per assistenza educativa e 8.305 euro per affido familiare, in tutto uno 0,3 % del totale, ben poca cosa rispetto anche a Comuni molto più piccoli, mentre non è stata ammessa la richiesta per Laboratori di creatività e aggregazione in quanto siamo in Presenza di consistenti economie e/o residui L.R. 25/93 e/o Progetti Obiettivo anni precedenti: in pratica non si è speso. Analogamente per un altro capitolo “Finanziamenti ai Comuni per la realizzazione dei progetti obiettivo a favore di soggetti affetti da disturbi mentali e da minorazione psichica, relativi all’anno 2005” con delibera 52/6 del 9.11.2005 la Regione ha erogato finanziamenti per 6.613.212 euro per i Comuni: per il nostro Comune sono destinati zero (0) euro e non è stato ammessa la richiesta presentata, per la stessa motivazione di cui sopra di residui non spesi. Questi progetti sarebbero molto importanti poiché sono costituiti da interventi tesi al reinserimento o al mantenimento delle persone con disturbo mentale nel contesto sociale di appartenenza, al recupero e alla valorizzazione delle capacità personali anche attraverso inserimenti socio lavorativi, al sostegno psicologico ed educativo degli stessi soggetti e dei loro familiari impegnati nella cura e nell’assistenza: è sotto gli occhi di tutti che nella nostra comunità abbiamo questa esigenza. In compenso con delibera 50/19 del 25.10.2005 al nostro Comune per la gestione dei canili e la lotta al randagismo sono stati assegnati 8.137 Euro: anche questa è una cifra povera considerando i 160 ospiti del nostro canile, pur amorevolmente assistiti per l’opera di volontariato di chi se ne occupa, ma almeno è una cifra certa stabilita in base al numero dei residenti nei Comuni, e che non corre il rischio di non essere spesa.
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Associazion Isolane
a cura di Gian Luca Moro
L’Avis

Pasquale Annunziata

Nata nei lontani anni Venti, è presente nella nostra isola dall’inizio degli anni Settanta, svolgendo da allora un’importante e insostituibile funzione sociale. Parliamo, naturalmente dell’AVIS, l’associazione che unisce i donatori di sangue, guidata con entusiasmo dal presidente Pasquale Annunziata. Con lui ripercorriamo la nascita dell’associazione maddalenina, gli anni trascorsi, i successi e le prospettive. “L’Avis maddalenina – inizia Annunziata – è davvero una grande realtà nel mondo associazionistico gallurese. Nella nostra isola è nata per l’interessamento di alcuni giovani universitari. Il primo presidente fu Stefano Cuneo. Attualmente i donatori sono circa cinquecento, considerando sia i civili che i militari: è un numero considerevole. Tutte le Avis provinciali sono collegate al Centro Trasfusionale di Olbia; annualmente viene stilato un programma che coordina il lavoro dell’autoemoteca. In sostanza noi sappiamo già ad inizio anno quante volte la nostra Avis si dovrà attivare per le donazioni. Mediamente noi siamo impegnati tre o quattro volte al mese, un numero di giorni considerevole che ci impegna praticamente di continuo. Infatti, considerando che è possibile donare il sangue un numero limitato di volte l’anno, noi cerchiamo di avvisare tutti gli arruolabili, cioè coloro che hanno donato da un certo tempo, avvisandoli con delle cartoline di richiamo. Poi c’è l’organizzazione vera e propria: dopo un accordo con l’assessore Curedda, d’ora innanzi, l’autoemoteca si stabilirà presso il Lanoi.cerca di occuparsi della vita degli altri, cercando di risolvere un problema che potrenzialemnte può coinvolgere ogn uno dirgo Matteotti, dalle 8,30 alle 12,30. Chi dona è tenuto a compilare un’autocertificazione e poi viene visitato da un medico, che è l’unico a dare l’avallo alla donazione. Come capite, quello della donazione è davvero un atto di amore; ognuno deve capire che l’Avis cerca di occuparsi della vita degli altri, cercando di risolvere un problema che potenzialmente può coinvolgere ciascuno di noi. Le necessità poi sono sempre numerose: oltre ai talassemici, che necessitano di ausilio continuo, ci sono le urgenze o coloro che sono affetti da gravi patologie.” L’Avis, per fortuna, ha una propria sede, a Due Strade. “Questo è davvero fondamentale – prosegue Annunziata; nel 1996; con la giunta Serra si decise di assegnarci alcune stanze presso il vecchio Ospedale Garibaldi. Per noi la sede è un punto di riferimento. Gran parte del merito va dato a Claudio Delogu, il cui ricordo è ancora vivo in tutti noi assieme al rimpianto per una mancanza giunta troppo presto.” Un accenno conclusivo alle prospettive. “Col tempo speriamo di allargare il gruppo dirigente, specie con i giovani che sono il nostro futuro. In queste settimane stiamo organizzando conferenze nelle scuole superiori per sensibilizzare i giovani. Tutti devono capire che bisogna donare sé stessi agli altri. Invito tutti a farlo e ad avvicinarsi all’AVIS”.
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Radioattività
a cura di Gian Carlo Fastame
Il Piano di Emergenza
Riprendiamo i punti di interesse salienti delle procedure operative descritte nel Piano: la Prefettura dichiara l’emergenza, informa, convoca, requisisce (autobus,acqua e alberghi), attiva il Centro Operativo Misto, secondo la situazione a Palau o a La Maddalena. La Questura forma a Sassari il Centro Coordinamento Provinciale Soccorsi, chiude le strade di accesso a Palau e La Maddalena, impedisce la partenza da Porto Cervo di barche per l’Arcipelago, ingiunge l’allontanamento delle persone da Capo d’Orso, predispone il servizio di ordine pubblico. I Carabinieri collaborano e concorrono alle operazioni e concorrono con un automezzo a Palau e le motovedette de La Maddalena ad ingiungere di allontanarsi alle persone che si trovano nei litorali, lungo la rotta seguita dal sommergibile, dispongono l’invio dei contingenti di personale per le operazioni di esodo della popolazione da La Maddalena-Palau. La Guardia di Finanza con il suo personale ed i suoi mezzi navali partecipa all’allontanameno delle persone dai litorali e alle operazioni di esodo della popolazione. La Polizia Stradale collabora per i controlli di competenza disponendo che tutte le pattuglie della zona interessata all’emergenza faranno uso dell’altoparlante avvertendo che la zona è interdetta alla circolazione. L’APAT, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e Servizi Tecnici, avrebbe un compito fondamentale (come il PMP già citato) per la valutazione della radioattività ambientale, ma per quanto descritto, a pagina numerata 35, non vi posso dire niente in quanto anche qui si resta nel generico: questa non è una procedura è un elenco di intenzioni. La Capitaneria di Porto esegue la precettazione di tutti gli equipaggi delle Società di Navigazione, impartisce ordini sulle modalità di imbarco e sulle modalità delle corse dei traghetti: tra questi, oltre gli usuali di Saremar ed Enermar, sono compresi anche il Capri, il Jolly Ferry e l’Arpaia e dovrà prescindersi dalla reale dotazione dei mezzi di salvataggio, facendosi riferimento ai soli requisiti di galleggiabilità e stabilità dell’unità. Completate le operazioni di imbarco sui traghetti il Comandante della Capitaneria ordinerà di dirigere prioritariamente verso il porto di Palau ed, ove ritenuto necessario, verso i porti di Olbia, Golfo Aranci, ed eventualmente S. Teresa di Gallura e Porto Torres. Data la possibile situazione di pericolo non è da escludere un carico massimo sulle imbarcazioni da diporto e da piccolo traffico e le unità in sevizio di polizia dovranno intervenire in presenza di reali rischi della vita umana in mare. Ciò significa che ci sarebbe un po’ di tolleranza, per la serie “fin che la barca va…”.Delle Procedure del 2° Comando di San Giorgio a Cremano, coinvolto per i mezzi necessari all’esodo, ne parleremo direttamente nei commenti. Il riassunto delle 20 pagine delle procedure delle ASL 1 e ASL 2 è facile: penso che non esista niente di quanto descritto. Riguarderebbe un Servizio Accertamento Contaminazione che dovrà essere costituito così come un Servizio Ospedaliero Decontaminazione ed altri centri analoghi dovranno essere costituiti nelle strutture ospedaliere di La Maddalena.Dovranno.
(3- continua)
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