Anno VI
Il Vento - n° 137
1 Dicembre
È giunto il Governatore
Soru: io vi salverò
Non solo daremo lavoro ai 180 dipendenti della base Usa in partenza, ma anche a tutti gli altri 2000 disoccupati di La Maddalena: parola di Renato Soru. In sostanza è questo che ha promesso il governatore della Sardegna giunto nell’Arcipelago venerdì 2 dicembre, con la giunta regionale al completo, al termine di un’intensa giornata di lavoro col sindaco Comiti e la presidente della Provincia Murrughile (e le rispettive giunte). Per i dipendenti della Base ed i lavoratori dell’indotto, ma non solo per loro, ci saranno posti da attore, regista, tecnico del suono ecc. nella Film Commition, (società di produzione cinematografica) che aprirà uno sportello a La Maddalena, nel Festival delle Isole del Cinema, nel Museo Garibaldino che chiederà allo Stato che divenga comunale, nel Parco che chiederà allo Stato sia presieduto dal sindaco di La Maddalena, nell’operazione di maquillage (pulizia ed abbellimento) già chiamata Maddalena fatti bella, nel risanamento delle discariche, nel potenziamento del depuratore e della rete idrica, nell’ospedale Paolo Merlo che sarà potenziato nelle specialistiche, nella Residenza Sanitaria Assistita che verrà realizzata quanto prima, negli alberghi e nelle strutture turistiche che saranno costruiti anche nei punti più belli (sarà studiata, nei Piani Territoriali Paesistici che la Regione si appresta a varare, una compianificazione urbanistica esclusivamente per La Maddalena per rispondere alle nuove esigenze e per il necessario sviluppo). Naturalmente verrà chiesta, allo Stato, l’applicazione della legge n. 98 del 1971 per la ricollocazione dei lavoratori che saranno licenziati. Verranno realizzati 50 appartamenti per gli occupanti le batterie ex militari le quali saranno ristrutturate a fini turistici, non saranno venduti i locali demaniali di Moneta già dimessi, mentre dall’alienazione di altri si ricaveranno finanziamenti per l’edilizia-economico popolare. Il Comune di La Maddalena sarà sollevato (entro il 28 febbraio 2006) dal problema e dai debiti della gestione dell’acqua. Per quanto riguarda i finanziamenti ne arriveranno a pioggia: duecentomila euro iniziali per il bicentenario della nascita di Garibaldi, un milione e duecentomila per Maddalena fatti bella, quindici milioni di euro per finanziare attività produttive-imprenditoriali legate al turismo (piano integrato di sviluppo). Parte dei cento milioni di euro a disposizione della Regione potranno essere assegnati a La Maddalena (quanto?), purché il Comune elabori i progetti per la ristrutturazione del centro storico. Faremo partire subito, ha detto Soru, le opere pubbliche per assorbire il più possibile i lavoratori licenziati. Qualche complicazione sembra profilarsi per l’Arsenale, sul quale il Governatore avanza, per statuto regionale, la candidatura della Regione, col rischio di aprire un contenzioso che allungherà i tempi di riconversione. “State tranquilli - ha detto Soru – abbiate coraggio, state vivendo un momento storico di grande opportunità”.
Claudio Ronchi
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Solo gli stolti non si rendono conto
Paese più povero
Oggi che gli americani hanno cominciato a fare le valigie ci si rende conto, purtroppo, di quanto l’economia isolana fosse (e ancora sia) in simbiosi con la presenza della comunità statunitense. E non ci si riferisce solo ai dipendenti diretti, lautamente pagati (media mensile 1600 euro) ed a quelli delle ditte appaltatrici (pagati sicuramente meno). Ci si riferisce ai circa 500 appartamenti locati (media 800 euro), alle tante attività commerciali ed artigianali che direttamente o indirettamente dalla loro presenza traevano beneficio. Quello che viene chiamato indotto ne avrà da soffrire perché ci sarà un generale impoverimento del paese. Solo gli stolti non si rendono conto di ciò.
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Occhio alle scelte
Investimenti e speculazioni
Pare ci sia la fila, alla porta del sindaco e dell’ufficio tecnico del comune. Tutti vogliono investire a La Maddalena, la nuova Eldorado della Sardegna. Decine e decine di proposte e progetti spiattellati a destra e a manca in una fase delicatissima della vita isolana. Il rischio è ora che si passi dalla lunghissima fase di restrizione a quella del cemento facile. Il Puc e l’amministrazione comunale hanno dettato le linee guida ma il rischio è che, soprattutto nell’emergenza, le maglie si allarghino eccessivamente e che soprattutto con gli imprenditori seri che propongono progetti seri si infiltrino palazzinari e saccheggiatori, sirene alle cui lusinghe non sempre si resiste. Il futuro turistico-occupazionale di La Maddalena passa attraverso la stretta maglia dell’oculatezze delle scelte, degli interventi seri e mirati, qualitativamente apprezzabili e non attraverso le maglie larghe della speculazione.
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Ora come allora
Ce la faremo
Non è la prima volta che La Maddalena si trova a dover fronteggiare situazioni particolarmente difficili. Lo fece nel 1814 quando la piccola flotta del regno sardo-piemontese, che aveva la propria sede nell’Arcipelago (ed il proprio comandante Giorgio Andrea Des Geneys) venne trasferita a Genova. Lo fece nel 1946, col diktat francese che impose lo smobilizzo delle installazioni militari. Lo affronta in questi tempi col disimpegno della Marina Italiana e quello della Marina Usa. Oggi come allora c’è la perdita secca di posti di lavoro, il rischio di emigrazione, l’impoverimento complessivo, la chiusura di attività. Allora come oggi c’è la preoccupazione e il terrore di molti. Allora come oggi, dopo lo smarrimento iniziale, deve prendere consistenza il coraggio, la fiducia, la voglia di realizzare, la scommessa con la vita di ogni singolo e della comunità complessivamente. Non si può nascondere che si affronteranno tempi difficili, tutti, chi più chi meno. Ma alla fine ce la faremo. La preghiera e l’auspicio è: Che Dio ci aiuti! La raccomandazione per tutti è anche: aiutati che Dio ti aiuta!
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I maddalenini e il loro futuro
I sogni son desideri…
Sognare non costa nulla. E, siccome i sogni sono desideri, adesso che il destino ci ha reso padroni del nostro futuro abbiano il diritto e il dovere di sognare. Di sognare un cambio di rotta che passa attraverso la costruzione di un nuovo modello socio-culturale che ci consenta di liberarci dei retaggi del passato recente e che ci affranchi da una sudditanza psicologica nei confronti di soggetti capaci di comprarci per anche per poco. Di sognare un’unità, una compattezza e un’orgogliodi appartenenza alla comunità in cui viviamo che ci rendano capaci di affrontare e di sostenere vittoriosamente le battaglie che, a partire da questo momento, siamo chiamati a combattere senza avere dichiarato guerra a nessuno. Di sognare, insomma, un cammino percorso con le nostre gambe perché, lo si è capito, i nostri munifici benefattori, ahimé, ci stanno abbandonando senza darci il tempo reagire al colpo del Ko. In questa delicata fase di transizione La Maddalena non può e non deve contare sulle proprie esclusive forze. Sogniamo allora, con il desiderio che il sogno di realizzi, gli interventi straordinari dello Stato e della Regione, i robusti sostegni finanziari.Abbiamo diritto al sogno e abbiamo diritto a svegliarci con la dovuta lucidità. Perciò, lucidamente, battiamoci perché i soldi dello Stato servano, una volta per tutte: a creare un benessere duraturo; a costruire il porto turistico; a sostenere le iniziative possibili per la riconversione dell’Arsenale; a dotare la città delle infrastrutture necessarie per migliorare la qualità dei servizi; a migliorare la viabilità e per realizzare le aree di parcheggio; a destinare nuove aree a insediamenti produttivi; a risanare il territorio con l’eliminazione delle discariche abusive; a riqualificare il centro storico, obbligando gli operatori commerciali a una linea di condotta conforme alla “vocazione” turistica della città, imponendo orari di apertura e di chiusura degli esercizi in funzione delle presenze degli ospiti, reali e potenziali,anche nei periodi di bassa stagione; a favorire le iniziative imprenditoriali, massimamente quelle condotte da giovani e finalizzate a rivalutare un’offerta turistica che oggi manca oppure viene prodotta in maniera poco professionale; a promuovere la formazione di nuove figure professionali legate principalmente all’industria delle vacanze, contando di favorire nel medio termine l’istituzione di centri di istruzione superiore con sede nella nostra città; a promuovere la cultura locale e la riscoperta delle tradizioni. Il precipitare di certi eventi ci ha restituito limpidamente il diritto di sognare.
Tore Abate
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