Anno VI
Il Vento - n° 137
1 Dicembre
Nuova configurazione
Mariscuola, scuola per la truppa

Uno scorcio di Mariscuola

“Ho dato assicurazione che la Marina, legata all’Isola da sempre, non smobilita”. Questa è la dichiarazione che l’ammiraglio Vincenzo Del Vento, capo dell’Ufficio Generale del Personale ed Ispettore delle Scuole della Marina Militare, ha reso ad Andrea Nieddu, al termine di un colloquio col sindaco Angelo Comiti, in occasione della sua venuta per il giuramento del 18° Corso Volontari Ferma Breve. Ha aggiunto poi che “la Marina ha iniziato da qualche anno un processo di ristrutturazione che vede e continuerà a vedere la presenza della scuola di formazione per i nostri ragazzi, qui a La Maddalena”. Attraverso i microfono di Radio Arcipelago Del Vento ha infine precisato che La Maddalena diventerà sempre più scuola della truppa. Comincia dunque a prendere corpo, così come annunciato nel maggio 2004 nel corso di una intervista a Il Vento, dall’allora comandante di Mariscuola Francesco Palopoli, la nuova configurazione della Marina a La Maddalena. Palopoli dichiarò infatti: “Esiste ormai una nuova suddivisione dei ruoli della Marina. A quello degli ufficiali e dei sottufficiali si è aggiunto, con l’abolizione della leva, quello della truppa, che ormai svolge un servizio permanente effettivo. È allo studio, al momento solo allo studio, questa configurazione: il polo degli ufficiali che continuerà a rimanere presso l’Accademia di Livorno, la scuola per sottufficiali che probabilmente sarà quella di Taranto, e poi ci sarà una scuola per la truppa che, probabilmente, nel futuro, sarà quella di La Maddalena”.
Scuola per la truppa, Non è la stessa cosa
La progressiva, rapida trasformazione di Mariscuola in centro di formazione per la truppa della Marina Militare italiana, porterà gli stessi benefici economici a La Maddalena, quelli garantiti fino a qualche tempo fa? Temiamo di no. La scuola infatti, di profilo didattico inferiore rispetto a quella per sottufficiali e marescialli richiede probabilmente personale insegnante meno qualificato, in buona parte reperibile all’interno dell’organigramma militare presente in loco. I giovani poi, tutti scapoli, sono accasermati, a differenza di prima quando giungevano con le famiglie, prendendo casa a La Maddalena e vivendo nell’Isola. La minor qualificazione e alcuni tagli economici stanno poi già portando ad un riduzione di impiego di personale (o di ore di lavoro) di ditte private impegnato nella ristorazione e nelle pulizie. Lo stipendio di un giovane militare di truppa non è poi certamente paragonabile a quello di un sergente o un maresciallo.
C.R.
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Medaglia Miracolosa
Festeggiamenti nella Parrocchia Militare
Domenica 27 novembre la comunità parrocchiale militare ha celebrato la propria festa patronale. La chiesa infatti è dedicata alla Madonna della Medaglia Miracolosa. La Messa solenne è stata concelebrata, alle ore 18,00, dal parroco don Paolo Di Domenico e dal vicario parrocchiale di Santa Maria Maddalena don Sandro Serreri. La celebrazione è stata animata dal coro parrocchiale. La devozione per la Medaglia Miracolosa – ha ricordato don Di Domenico nell’omelia - nacque nel 1830 quando la Madonna apparve a Caterina Labouré, giovane contadina francese appena entrata in noviziato nella Casa di Parigi delle Figlie della Carità di S.Vincenzo de Paoli. Durante le preghiere della sera la Madonna apparve a Caterina “in piedi sul globo terrestre” tenendo “tra le mani un altro globo più piccolo, sormontato da una croce”. Maria mostrò a Caterina “il mondo illuminato dalla presenza di Dio”. A quel mondo la Madonna “volle consegnare il suo messaggio”. Mostrò poi a Caterina Labouré un modello di medaglietta da riprodurre: “Fa’ coniare una medaglia secondo questo modello” le disse; “tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie … Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. Il culto delle suore vincenziane per la medaglietta, stampata in milioni e milioni (ormai miliardi) di copie su metallo povero, crebbe rapidamente e si diffuse a dismisura, e “per le molteplici grazie ricevute (conversioni, guarigioni …) la Medaglia viene presto denominata ‘Miracolosa’. E tale culto si diffuse rapidamente a La Maddalena per la loro presenza, sia presso l’Ospedale Militare, dal 1896, sia con l’Istituto San Vincenzo, dal 1903. Quando successivamente, a metà del Novecento, venne realizzata la prima cappella all’interno dell’area dell’Ospedale Militare, fu dedicata proprio alla Madonna della Medaglia Miracolosa. La prima cappella venne realizzata negli anni Cinquanta del Novecento dal cappellano don Renato Castelli. Nel 2003 fu trasferita all’interno del ex area Cimar e da questa primavera nel nuovo locale adiacente (ex cinema Ricreatorio), che verrà consacrato il 9 dicembre prossimo.
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Il nuovo vescovo? A gennaio, forse
  • Don Andrea Raffatellu, in questo anno da Amministratore Diocesano, in quali campi soprattutto si è svolta la sua opera?
  • “Intanto era giusto proseguire certi impegni già previsti. Non dico il Sinodo, perché non era possibile, ma altre attività sì. Pensiamo al Convegno Liturgico Nazionale, che ha richiesto mesi e mesi di preparazione. In particolare con l'aiuto di don Raimondo Satta, incaricato per la Liturgia nella diocesi, abbiamo preparato queste evento grandissimo. Poi altre attività, come i ritiri sia per i sacerdoti che per i laici nell’Avvento e nella Quaresima le abbiamo continuate. Abbiamo anche ritenuto opportuno ordinare due nuovi sacerdoti (don Efisio Coni e don Roberto Aversano), come pure l'ammissione ai ministeri laicali. Ho fatto in modo che le cose continuassero e queste presenze non fossero bloccate. Poi ci sono state delle provocazioni impreviste che il Signore ha voluto”.
  • Per esempio?
  • “Quando è morto don Cesare Delogu, che era cancelliere della Curia e vice parroco ad Olbia, ho dovuto intervenire e, per fortuna, il problema è stato risolto”.
  • Come?
  • “Procancelliere è ora don Gavino Cossu, vice parroco a La Salette ad Olbia è don Roberto Aversano”.
  • Non ha amministrato da solo?
  • “Non me la sono sentita di amministrare da solo, anche se poi le decisioni ricadono su di me. Ogni mese ci siamo incontrati con il Collegio dei Consultori che hanno aiutato a vedere meglio e a prendere le decisioni più utili. Il Consiglio Presbiterale, invece, è tutto da rifare, ma per questo bisogna attendere la venuta del nuovo vescovo”.
  • È un problema grosso, in diocesi, la tossicodipendenza?
  • "E’ un problema grosso! Anche perché c'è tutta una fascia di persone che non chiede aiuto alle comunità di recupero. Sta aumentando la diffusione della cocaina”.
  • Non è soltanto la droga dei ricchi?
  • “No. Ormai è molto diffusa e sta aumentando la diffusione. Sono problemi grossi che non devono affrontare solo Andrea Raffatellu e l’Arcobaleno ma di cui si deve far carico tutta la diocesi. Le comunità sono sorte per opera di uomini di Chiesa, però non sempre la Chiesa è sensibile a questi giovani che si stanno perdendo. Forse non si ha il coraggio, o mancano gli strumenti”.
  • Quando arriverà il nuovo vescovo? Che non vuol dire, quando va via don Andrea!
  • “Il Nunzio apostolico mi ha detto a settembre che era fiducioso per Tempio, che la diocesi era in buone mani, che ci stava pensando. Speriamo che a gennaio o febbraio ci sia il nuovo vescovo”.
  • Perché questo ritardo? Ci sono stati incidenti di percorso?
  • “Non mi risulta. Vogliono fare le cose bene, trovare la persona giusta”.
  • E qualcuno dice che le stanno facendo fare il tirocinio, il periodo di prova per una futura nomina.
  • “Chi mi conosce sa che non ho aspirazioni del genere. Ho servito volentieri la Chiesa diocesana con l'aiuto generoso dei confratelli. Circolano le voci e c’è chi mi vede con il bastone in mano ed il cappello in testa: sono tutte battute. Io mi affido al Signore. So che Lui fa bene tutte le cose”.
Tomaso Panu
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Un rischio da eliminare
Petroliere nelle Bocche
Basterebbe un incidente e chissà per quanto tempo si dovrebbe rinunciare al turismo, non solo nell’Arcipelago ma anche nel nord-est della Gallura. Questo, tra l’altro, è stato detto a metà novembre nel corso di un convegno organizzato ad Olbia. Pino Lucchesi, presidente dell’associazione Mare Amico (organizzatrice dell’incontro) ha ricordato che dal 2003 esiste un accordo tra Italia e Francia il quale, sebbene abbia ridotto dell’80% il traffico pericoloso nelle Bocche di Bonifacio, non è riuscito a porre freno alla navigazione di navi di altri stati, spesso vere e proprie carrette del mare.
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A lui si deve chiedere di più
È Cherchi il nuovo manager della Asl
È Giovanni Battista Cherchi il nuovo direttore generale della Asl n. 2 di Olbia, il massimo responsabile della sanità in Gallura. Subentra ad Efisio Scarteddu. Cherchi è un medico di 52 anni. Specializzato in biochimica ed immunologia, ha diretto il laboratorio analisi dell’ospedale civile di Sassari ed è docente di biochimica presso la stessa università turritana. È fratello del sindaco di Carbonia e dirigente regionale Ds Tore Cherchi. La nomina, inequivocabilmente politica come del resto tutte quelle dove vige la possibilità di scelta discrezionale, ha tenuto comunque conto - assicurano in Regione - delle capacità gestionali e manageriali di Cherchi, già per ‘mestiere’ conoscitore dei problemi della sanità. Aspetto di incontrare la Dirindin per concordare gli obbiettivi del mio mandato, ha dichiarato il neo manager della Asl, e risponderò con i fatti e la mia competenza a tutte le critiche. Cherchi trova una sanità gallurese in buona salute dal punto di vista finanziario (Scarteddu lascia bilanci di tutto rispetto) ma con problemi vecchi e nuovi da risolvere. Per quanto ci riguarda da vicino c’è da prendere in mano la sanità a La Maddalena, a cominciare dall’Ospedale Paolo Merlo per finire con le specialistiche. Senza dimenticare il Cim (Centro Igiene Mentale) e quella Residenza Sanitaria Assistita per la quale su attendono gli inizi dei lavori. Ma a Cherchi, alla luce della nuova situazione creatasi a La Maddalena con la prossima chiusura della Base americana, si dovrà chiedere di più: l’effettivo, reale rilancio del presidio del Paolo Merlo, con l’assunzione di nuovo personale medico, infermieristico e paramedico. Sarà questo uno dei carichi che la Regione Sardegna, in questo caso attraverso la Asl, dovrà sobbarcarsi, non in termini di mero assistenzialismo, si badi bene, ma secondo un serio un piano che veda la realizzazione del terzo polo sanitario della provincia Gallura. A La Maddalena infatti potrebbero realizzasi e/o svilupparsi reparti specializzati, utili ed usufruibili da tutta la popolazione della Asl. Così come dottor Milani a suo tempo ‘inventò’ la dialisi e la medicina iperbarica, allo stesso modo potrebbero realizzarsi altri reparti particolarmente attrezzati e specialistici, magari anche con il concorso dei privati.
C.R.
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