Anno VI
Il Vento - n° 137
1 Dicembre 2005
Gli americani vanno via
La realtà, comunque la si voglia guardare, è assai preoccupante e sebbene il futuro, in ‘futuro’, ci potrà anche riservare tempi migliori, i prossimi due o tre anni saranno duri, veramente duri. Nella foto, scattata nel corso di un’assemblea tenutasi nel salone consiliare del municipio, è ritratto un folto gruppo di lavoratori della base americana. Si tratta in buona parte di quarantenni e cinquantenni, di gente nel pieno della loro vita lavorativa, troppo grandi per emigrare in cerca di un nuovo lavoro e troppo giovani per andare in pensione, con figli, famiglia, mutui e prestiti da restituire. Sono preoccupati. E ne hanno motivo.
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Meditazione sulla II domenica di Avvento, Anno B
don Sandro Serreri
“Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Mc 1, 3; Is 40, 3).
Con questa “voce” ha inizio il Vangelo secondo Marco, che ci accompagnerà durante tutto il Tempo di Avvento e ci aiuterà a preparare “la strada del Signore” e a raddrizzare “i suoi sentieri”. La “voce” è quella di “uno che grida nel deserto”; è una “voce” antica: quella di Isaia profeta, che, vedendo la venuta del Messia, invitata il popolo a preparare la strada e a raddrizzare i sentieri. Al tempo di Gesù la “voce” era quella di Giovanni, che battezzava nel “deserto”. Il “deserto” non era semplicemente un luogo fisico. Infatti, il “deserto” era il simbolo, già in Isaia, dello smarrimento dell’uomo che si riconosce peccatore e, dunque, colpevole. Colpevole di essersi allontanato dalla Legge del Signore, di aver infranto l’Alleanza. Questo riconoscimento di colpevolezza conduce l’uomo a smarrirsi, perché si scopre solo e, quindi, in una situazione interiore di “deserto”. Ecco: il peccato ci conduce nel deserto dove solitudine e smarrimento ci impediscono di servire il Signore. Per tutta la durante di questo nuovo Tempo di Avvento, allora, dobbiamo darci da fare per rispondere all’invito: “Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, affinché possiamo spezzare le catene e, finalmente, allontanarci, per sempre, dal deserto. Il Tempo di Avvento, perciò, sia tempo dedicato a preparare la venuta del Signore, e non può esserci migliore preparazione di quella che inizia con il rientrare in noi stessi e così fare un sincero e serio esame di coscienza. Nel “deserto”, dunque, parli la nostra coscienza e ci rimproveri per i molti peccati di omissione. Quante volte, allora, riconosceremo di non aver fatto nulla di male, ma neanche nulla di bene, e che, perciò, non siamo stati testimoni del Vangelo che chiede ad ognuno di noi di vivere ciò che ascoltiamo. Il resto della preparazione passa, necessariamente, attraverso la porta stretta della carità. La carità del perdono, della solidarietà, della disponibilità, del rispetto, del dialogo, della collaborazione, sarà il terreno sul quale cimentarsi quotidianamente, se si decide d’intraprendere quel faticoso lavoro che consentirà al Signore di farsi, ancora una volta, dono, l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Pertanto, non dobbiamo avere paura di preparare “la strada del Signore” e di raddrizzare “i suoi sentieri”, perché il Signore vuole venire ad abitare nelle nostre case, nel nostro lavoro, nella nostra società.
Archivio Rubrica: Meditazioni
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Mala tempora currunt
Ci aspettano tempi duri
Che il trasferimento degli americani fosse nell’aria lo si avvertiva da tempo, nonostante segnali contrari, quali le richieste vere o presunte di ulteriori ampliamenti. Non a caso, anche nell’ultimo numero de Il Vento, parlando di futuro, ragionavamo già quasi come se non ci fossero più. Nessuno tuttavia si aspettava che annunciassero il trasferimento a così breve scadenza. Gli americani dunque vanno via da La Maddalena e poco importa a questo punto discutere quanto su questa decisione abbiano influito il governatore della Sardegna, il sindaco di La Maddalena, Ds ed altri partiti e un agguerrito movimento d’opinione pubblica. Loro, gli americani, dicono di aver deciso - loro - il trasferimento e, naturalmente, mai ammetterebbero, la prima potenza militare ed economica del mondo (ma democratica e sensibile all’altrui gradimento, e prima che magari, dopo le elezioni politiche, glielo chiedano i nuovi governanti) di smantellare perché glielo ha chiesto uno che si chiama Soru, una che si chiama Murrighile o un’altro che si chiama Comiti. Fatto sta che gli americani vanno via e la decisione, se da un lato può far tirare un sospiro di sollievo per quanto riguarda il rischio, comunque esistente, non si dimentichi, di un inquinamento radioattivo, dall’altro, proprio per la rapidità del trasferimento getta nella preoccupazione migliaia di maddalenini, e nel panico alcune centinaia. E ne hanno motivo. Trecento stipendi, trecento buoni stipendi che direttamente o indirettamente la Marina Usa garantiva, è arduo in pochi mesi inventarseli. Anche per chi, come Soru, è stato l’inventore di Tiscali.
Claudio Ronchi
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Il sindaco Comiti al Ministro della Difesa
Caro Martino, vieni a La Maddalena
Angelo Comiti, sindaco di La Maddalena, sebbene una quindicicina di giorni fa abbia votato in Consiglio Comunale (maggioranza più Ds e Margherita) un ordine del giorno per l’allontanamento della Base americana, non nasconde né di essere stato colto di sorpresa dalla notizia dell’imminente chiusura né la preoccupazione per l’emergenza occupazionale che nell’immediato questo comporterà. Ha così scritto al ministro della difesa Martino una lettera nella quale, dopo essersi compiaciuto comunque per la notizia del trasferimento ha evidenziato: “Per gestire l’emergenza, causata dalla perdita inevitabile di alcune centinaia di posti di lavoro, e per impedire che gli sforzi prodotti per avviare un nuovo processo di sviluppo vengano inficiati da tensioni di carattere sociale, la comunità isolana deve poter contare sul sostegno del governo nazionale. È necessario elaborare nuovi progetti, programmare nuovi interventi di carattere finanziario i quali, privi del supporto statale, non possono ottenere i risultati auspicati. L’ appoggio governativo – ha scritto ancora il sindaco Comiti - é indispensabile nel momento in cui ci si accingerà a rendere operativo il programma di riqualificazione, in termini produttivi e ai fini dell’industria delle vacanze, delle pertinenze in loco del Ministero della Difesa, prima fra tutte, l’Arsenale di Moneta. Onorevole Martino, i maddalenini La invitano presso la loro città per sottoscrivere il Suo impegno a sostenere fattivamente le iniziative che saranno messe in campo nel futuro prossimo e per ascoltare le loro rivendicazioni”.
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