Anno VI
Il Vento - n° 138
15 Dicembre 2005
Popolari-Udeur
Satta: La Maddalena caso nazionale

l'on. Nuvoli, l'on. Satta,
e l'arch. Antonucci

Daniela Antonucci, di professione architetto, è la coordinatrice della sezione maddalenina dei Popolari-Udeur. L’ex sindaco Giuseppe Deligia è stato invece eletto presidente. La riunione del partito, presente nella amministrazione comunale con tre assessori (Enzo Satta, Francesco Manai e Franco Curedda) si è tenuta il 13 dicembre scorso, alla presenza del vice segretario nazionale Antonio Satta e del deputato Gian Paolo Nuvoli, vice presidente della Commissione Difesa della Camera. L’on. Antonio Satta, che era già stato nell’Arcipelago due mesi fa, dopo aver ricordato che i Popolari-Udeur sono “un partito di centro, punto di riferimento dei cattolici democratici e dei laici riformisti” ha sottolineato come quello di La Maddalena “debba diventare una caso nazionale. I ministri competenti devono venire qui” ha sostenuto Satta, “così come il presidente Soru deve ritornare con la giunta regionale, per rendere operative le promesse fatte all’inizio di dicembre”. Il deputato Nuvoli (che ha visitato l’ Arsenale di Moneta) dal canto suo ha sostenuto che “per risolvere il caso La Maddalena è necessaria una sinergia politica sta Stato Italiano e Regione Sardegna, chiedendo anche una compartecipazione del governo americano”. È necessaria però “la contestualità tra la politica di dismissione militare e quella di riconversione turistica. Arsenale e Parco (che deve essere presieduto dal sindaco) sono due tasselli indispensabili per la riconversione di La Maddalena”.
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CGIL Funzione Pubblica
Porcheddu rieletto
Lorenzo Porcheddu, maddalenino, cinquant’anni, il 7 dicembre scorso, è stato eletto segretario generale provinciale della CGIL-Funzione Pubblica. Dipendente della Difesa (Arsenale) Porcheddu è alla terza rielezione. Nella segreteria territoriale dal 1984, nel biennio 2000-2002 è stato segretario regionale. Nei giorni scorsi Lorenzo Porcheddu ha guidatola delegazione CGIL-Funzione Pubblica che ha incontrato, con gli altri sindacati, il nuovo direttore generale della Asl Giovanni Battista Cherchi.
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Trovato sull’altare della Trìnita
Il mistero del teschio
Un teschio è stato trovato venerdì 2 dicembre nella chiesa della Santissima Trinità. A notarlo, nel primo pomeriggio, è stata una famiglia maddalenina che ha subito avvertito il parroco don Degortes. Il teschio, in buone condizioni, era stato collocato con cura ed in bella evidenza, sull’altare antico della chiesa. Don Degortes, dopo le preghiere di rito e dopo aver avvertito i carabinieri ha raccolto il teschio e lo ha consegnato al custode del civico cimitero Vincenzo Del Giudice. “Le ipotesi sono molte”, afferma don Degortes. “Potrebbe essere stato prelevato dall’ossario del cimitero, oppure può essere stato rinvenuto in mare, oppure ancora essere stato trovato in campagna, in una tomba. Tutto è possibile”, prosegue don Degortes. “Potrebbe essere una bravata, uno scherzo di cattivo gusto, oppure un ritrovamento casuale e lo si sia lasciato in chiesa, in un luogo sacro. Si è avanzata anche l’ipotesi di messe nere. Tutto è possibile anche se questa ipotesi, in questo caso, la escluderei”. Nel caso fosse una bravata, si tratterebbe di “un gesto brutto” conclude don Degortes, “perché anche verso le ossa dei morti bisogna avere rispetto!”.
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Chiesa della Trinita
Trent’anni di sepolture
Di teschi e di ossa umane, nei decenni passati, ne sono circolati parecchi a La Maddalena. Non solo perché rinvenuti nelle spiagge, portati da mare, macabro frutto di naufragi, disgrazie o delitti, ma soprattutto dopo lo smantellamento del Cimitero Vecchio. A parte quelli rinvenuti durante gli scavi per i lavori dell’Opera Pia e della struttura ex Radio Arcipelago, per anni, raccontano persone ormai avanti negli anni, bastava passeggiare in quella vecchia area cimiteriale per trovare, anche in superficie, frammenti di ossa umane, e spesso bastava scavare appena per ritrovare omeri, tibie, altre ossa ed ossicine varie, e anche qualche teschio. Per quanto riguarda la chiesa della Santissima Trinità, la presenza di ossa non è una novità, nel senso che l’area sicuramente conserva molte tombe. Costruita attorno al 1770, la prima chiesa di La Maddalena inizialmente dedicata a Santa Maria Maddalena, raccolse al proprio interno e nell’area circostante i cadaveri di antichi maddalenini e dei marinai e soldati delle navi e della guarnigione Sardo-Piemontese. Per quanto riguarda l’interno lo attestano i Registri parrocchiali. Anche se, negli anni Sessanta del Novecento, quando fu rifatto il pavimento della chiesa, sebbene si sia cercato e scavato non si sia trovato niente. “Don Capula – ci ha raccontato Tonino Conti – chiese ai muratori di scavare in alcuni punti. Poi fece sospendere le ricerche”. È possibile che i seppellimenti avessero una unica botola, dalla quale venivano calati i cadaveri, che non è stata trovata nel corso degli ‘assaggi’ casuali effettuati. Anche nel muro esterno di ponente della chiesa (e nel terreno circostante) dovettero essere effettuati dei seppellimenti. Indirettamente lo dicono gli stessi Registri parrocchiali e lo confermano lavori recentemente effettuati. Nardino Porcu – da anni coordinatore del comitato della Santissima Trinità – ci ha raccontato che alcuni anni fa, durante uno dei tanti lavori di manutenzione della chiesa si è proceduto alla realizzazione di un marciapiede di granito attorno alle mura perimetrali. Sul lato ponente, scavando per creare una fascia antiumido, i muratori si imbatterono in lastre di granito ordinatamente posizionate a copertura, presumibilmente, delle tombe. Le sepolture alla Trinita (allora chiesa di S.Maria Maddalena), iniziate dopo la sua costruzione (1770 circa) continuarono fino al 1797, anno in cui fu edificato il Cimitero “vecchio”. Quasi trent’anni di sepolture!
C.R.
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